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Aggiornamenti, eventi e news di Fondazione CMT

Riso rosso integrale con gamberetti, agretti e zucchine

Riso rosso integrale con gamberetti, agretti e zucchine
Il riso rosso è una varietà di riso che cresce in terreni argillosi, caratterizzata da chicchi lunghi e di colore rosso scuro, normalmente di tipo integrale; di provenienza orientale, viene coltivato localmente anche nel nostro Paese, con prevalenza nel Nord Italia. Si tratta di un’ottima fonte di sali minerali, tra i quali il fosforo e il magnesio, di fibre e di proteine vegetali; consumare riso rosso regolarmente aiuta a ridurre il rischio di obesità e a mantenere bassa la glicemia, inoltre favorisce il corretto funzionamento dell’intestino e aiuta a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue. Un vero e proprio toccasana per la salute dell’organismo! Come cucinare questo alimento?Le modalità di cottura sono essenzialmente due: è possibile cucinare il riso rosso al vapore oppure lessato. I tempi di cottura in genere sono di circa 30/40 minuti, a seconda della varietà scelta.La ricetta che vi proponiamo è un’ottima soluzione per accogliere la primavera con gusto e leggerezza, attraverso ingredienti sani e di stagione. Ecco come preparare il riso rosso con gamberetti, agretti e zucchine! Ingredienti: 200 g di riso rosso integrale 300 g di gamberetti 3 zucchine medie 1 mazzetto di agretti 1 cipollotto 1 cucchiaio di prezzemolo Succo di limone q.b. Sale q.b. Olio ev q.b. Preparazione: Lessare il riso seguendo le indicazioni presenti sulla confezione, in media occorre calcolare circa 45 minuti Lavare gli agretti, togliere la parte finale della radice e cuocerli al vapore Tagliare il cipollotto e farlo imbiondire con un filo di olio evo aggiungendo poca acqua quando necessario Unire le zucchine tagliate precedentemente a pezzettini e cuocere con il coperchio per circa 10 minuti a fuoco lento Lessare in acqua e limone i gamberetti per una decina di minuti e aggiungerli al condimento Tagliare gli agretti a pezzettini di circa 5 cm e versarli in padella Continuare la cottura per altri 5 minuti senza coperchio Non appena il riso sarà pronto, scolarlo e unirlo al condimento amalgamando tutti gli ingredienti, quindi aggiungere il prezzemolo e un filo d’olio Il riso rosso è pronto per essere servito e gustato, da proporre sia come piatto caldo che come piatto freddo. Clicca qui per scoprire le altre ricette della Fondazione!

Gnocchi con asparagi e pomodorini: prevenire a tavola!

Gnocchi con asparagi e pomodorini: prevenire a tavola!
L’asparago è una verdura che appartiene alla famiglia delle Liliaceae che cresce nei mesi primaverili, da marzo fino a giugno. Estremamente ricco di proprietà benefiche utili per l’organismo, è un’ottima fonte di fibre, vitamine e sali minerali. Tra le numerose capacità, emerge quella di prevenire malattie: grazie alla sua azione, favorisce la produzione di insulina e diminuisce i livelli di glucosio nel sangue, prevenendo l’insorgenza del diabete di tipo 2.Inoltre, la presenza del potassio favorisce una corretta regolazione della pressione sanguigna e un buon funzionamento dei muscoli, risultando efficace per la prevenzione di patologie cardiocircolatorie e del sistema nervoso.Da non dimenticare sono le proprietà anticancro di questa verdura che grazie alle sostanze contenute, rinforza le difese immunitarie e protegge l’organismo dai rischi di tumore. Le ricette che prevedono gli asparagi tra gli ingredienti sono numerose, la nostra proposta è un primo piatto gustoso, salutare e semplice da realizzare! Gnocchi con asparagi e pomodorini Ingredienti (per 4 persone): gnocchi di patate 1 mazzetto di asparagi 10-12 pomodorini 1 scalogno 1 spicchio d’aglio 1 pizzico di sale 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva Pepe q.b. Preparazione: Pulire gli sparagi eliminando la parte più dura e tagliarli a julienne mettendo da parte le punte Cuocere gli asparagi in padella per circa 10 minuti con un po’ di acqua Tritare lo scalogno e versarlo nella padella insieme agli asparagi, aggiungendo un pizzico di sale, di pepe e uno spicchio di aglio, da eliminare a fine cottura Lavare e tagliare i pomodorini Versare nella padella anche le punte degli asparagi Attendere circa 10 minuti e aggiungere l’olio e i pomodorini Cuocere gli gnocchi, non appena saranno emersi dall’acqua, scolarli e versarli nella padella con il condimento Mescolare per qualche minuto per far amalgamare tra loro gli ingredienti, togliere dal fuoco e impiattare I vostri gnocchi sono pronti per essere serviti e gustati! Per i più golosi, aggiungere una spolverata di grana e… Buon appetito!Scopri le altre ricette della Fondazione, clicca qui e lasciati ispirare!

A tavola! Ecco servita la vellutata di Topinambur

A tavola! Ecco servita la vellutata di Topinambur
Il topinambur, anche conosciuto come “rapa tedesca” o “carciofo di Gerusalemme”, è un tubero dalla consistenza simile a quella della patata e dal sapore affine a quello del carciofo. Apporta numerosi benefici all’organismo: grazie alla presenza di fibre, antiossidanti, vitamine e sali minerali aiuta a ridurre i problemi di stitichezza e a favorire il corretto funzionamento dell’intestino. Inoltre, sostanze come le vitamine A, C ed E, insieme a flavonoidi e carotenoidi contribuiscono a contrastare l’azione dei radicali liberi e a proteggere l’organismo dalle infiammazioni e dalle forme virali come l’influenza e il raffreddore.   Come cucinarlo? Il topinambur può essere consumato sia crudo che cotto, preparato e servito come contorno, condimento oppure come piatto principale. La nostra proposta consiste nella vellutata di topinambur, per un primo piatto light ma allo stesso tempo saziante!   Ingredienti: 1 Kg di topinambur Acqua q.b. Olio q.b. Salvia q.b. Sale q.b. Nocciole in granella q.b. (opzionale)   Preparazione: Pulire il topinambur dall’eventuale residuo di terriccio e pelarlo, tagliarlo a pezzetti della stessa dimensione e spostarlo in una pentola Versare nella pentola l’acqua fino a coprire completamente la verdura e aggiungere qualche foglia di salvia fresca Cuocere a fuoco medio mescolando spesso gli ingredienti, fino a quando l’acqua di cottura non sarà stata assorbita quasi del tutto Aggiustare di sale, levare le foglie di salvia e frullare con un mixer tutti gli ingredienti in modo da ricavare una crema densa e vellutata Impiattare e servire il piatto aggiungendo un filo d’olio extravergine d’oliva e, per chi lo desiderasse, delle nocciole in granella. È possibile conservare la vellutata in frigorifero per 2-3 giorni in appositi contenitori ermetici; tenderà a scurirsi leggermente, ma questo non significherà che non sarà più buona, in quanto il topinambur per natura tende a cambiare colore successivamente una sua lavorazione. Vuoi sapere altre ricette della Fondazione CMT? Clicca qui e scopri tutte le nostre proposte culinarie, ogni mese proponiamo piatti nuovi e salutari, con frutta o verdura di stagione come protagonisti, pensati per godere al 100% di tutte le proprietà che li caratterizzano.

Fodmap e sindrome del colon irritabile, facciamo chiarezza

Fodmap e sindrome del colon irritabile, facciamo chiarezza
Da diversi anni si sente parlare di Fodmap, (sigla che sta per “Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides and Polyols” ovvero Oligosaccaridi, Disaccaridi, Monosaccaridi Fermentabili e Polioli) un termine utilizzato per indicare tutti quegli zuccheri presenti in alcuni alimenti che possono causare l’insorgenza dei sintomi del colon irritabile; una condizione che riguarda il 15% della popolazione adulta italiana, con maggiore prevalenza tra le donne. Questa sindrome si verifica in presenza di alcuni fattori come lo stress, che vanno a influenzare negativamente la regolare funzione digestiva dell’intestino, causando dolori e gonfiori addominali, stipsi o diarrea.   Entrando meglio nel dettaglio, i Fodmap sono carboidrati a catena corta assorbiti in modo incompleto nel tratto gastro-intestinale che favoriscono l’insorgenza di stati di fermentazione nell’intestino, andando a compromettere la qualità di vita della persona che ne soffre. Questi zuccheri sono contenuti in particolare: Nei derivati del grano e della segale Nel cous-cous Nel latte  Nei prodotti caseari In frutti come mango, pera, cocomero, ciliegie, albicocche, datteri e fichi Nel miele Nel cioccolato Nelle verdure cotte a foglia larga, in particolare la cicoria e la bietola Nelle verdure come asparagi, broccoli, finocchi, legumi, peperoni e funghi Molti di questi alimenti sono ottime fonti di fibre vegetali, note per accelerare il transito intestinale degli alimenti e promuovere un effetto lassativo, con ottimi benefici per l’organismo, proprio per questo motivo diventa difficile stabilire quali sono i livelli da non superare.   Come gestire l’assunzione di questi alimenti limitando la sindrome del colon irritabile? La dieta Low-Fodmap consiste in un protocollo da seguire dalla durata di 6-8 settimane, in cui la prima fase prevede l’eliminazione dei cibi ricchi di Fodmap e la successiva la loro reintroduzione graduale, con l’obiettivo di valutare quali alimenti e in che quantità vengono accettati dall’intestino del soggetto, senza che riscontri danni a livello intestinale. È importante intraprendere questo percorso sotto la guida di un esperto, in modo da assicurare una corretta assunzione delle sostanze di cui l’organismo ha bisogno, bilanciando la nuova dieta con le proprie esigenze. Di seguito una tabella che riassume gli alimenti consentiti e quelli da limitare: ALIMENTI CONSENTITI ALIMENTI DA LIMITARE carne di manzo, pollo, agnello, maiale, tacchino, salumi; tonno in scatola, pesce, crostacei; uova, albume d’uovo.  Alimenti contenenti salse di frutta ad alto contenuto di FODMAP. Latticini privi di lattosio, burro, formaggi molto stagionati (grana, parmigiano), altri formaggi senza lattosio (gorgonzola, fontina, taleggio, pecorino, provolone dolce). Cioccolato al latte, fiocchi di latte, gelato, besciamella/salsa al formaggio, latte (vaccino, di pecora, di bufala o di capra), latte condensato zuccherato, formaggi molli (brie, ricotta), panna acida, panna montata, yogurt, mozzarella con lattosio. Latte di riso, latte di soia, kefir, latte di mandorla, gelato senza latte vaccino. Latte di cocco, crema di cocco. Pane, pasta, grissini, prodotti di pasticceria, ... purché composti da cereali e farine prive di frumento (i cereali privi di glutine sono anche privi di frumento) come: amaranto, avena, grano saraceno, miglio, quinoa, riso, mais, patate, sorgo, tapioca, polenta, cibi senza glutine in genere. Pane, pasta, grissini, prodotti di pasticceria, …  se contengono grano (frumento), farine varie (farina di ceci, farina di lenticchie, farina di piselli, farina di soia), farro, segale orzo, kamut, cous-cous, semolino. Banane, frutti di bosco (escluse le more), melone, uva, pompelmo, kiwi, mandarino, limone, lime, mandarino, arancia, frutto della passione, ananas, rabarbaro, mandarino. Avocado, anguria, mele, purea di mele, albicocche, datteri, frutta sciroppata, ciliegie, frutta secca, fichi, litchi, mango, pesche noci, pere, papaia, pesche, susine, prugne, cachi, more, nespole. Barbabietola, broccoli, carota, cetriolini sott’aceto, cetriolo, cipollotto, costa, crescione, erba cipollina, indivia, lattuga, mais dolce, melanzane, olive, pastinaca, patata, peperoncino rosso, peperone rosso/verde, piselli verdi, pomodori, rapa, rapanelli, salsa di pomodoro (3 cucchiai da tavola), sedano, spinaci cotti, zenzero, zucchina gialla, zucchine verdi. Asparagi, cipolla, crauti, aglio, carciofi, asparagi, barbabietole, porri, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavolo, cavolfiore, finocchi, fagiolini, funghi, gombo, piselli rampicanti, zucche, porri, radicchio, scalogno, topinambur, verza, taccole. Tofu. Tutti i legumi, pistacchi, anacardi, soia. Succhi di frutta/verdura a basso contenuto di FODMAP (limitare a 1/2 tazza alla volta), caffè (in quantità limitata), tè, vino rosso e bianco (in quantità limitata). Qualunque contenente HFSC, succhi di frutta/verdura ad alto contenuto di FODMAP, birra, caffè d’orzo, superalcolici, vini dolci. Zucchero in piccole quantità, glucosio, dolcificanti artificiali che non terminano in “-olo”. Sorbitolo, Mannitolo, Isomalto, Maltitolo, Xilitolo. La maggior parte delle spezie ed erbe aromatiche, brodo fatto in casa, burro, erba cipollina, semi di lino, olio aromatizzato all’aglio, aglio in polvere, olive, margarina, maionese, olio d’oliva, pepe, sale, zucchero, sciroppo d’acero, senape, condimenti per insalata a basso contenuto di FODMAP, salsa di soia, salsa marinara (piccole quantità), aceto, aceto balsamico. Agave, chutney, noce di cocco, aglio, miele, confetture, gelatine, melassa, cipolle, sottaceti, spezie, salse di frutta/verdura ad alto contenuto di FODMAP, condimenti per insalata ad alto contenuto di FODMAP, dolcificanti artificiali: sorbitolo, mannitolo, isomalto, xilitolo (pasticche per la tosse, gomme, caramelle). Qualunque preparato con alimenti consentiti. Qualunque preparato con alimenti da limitare.

Flan di spinaci

Flan di spinaci
L’alimento antitumorale per eccellenza è la verdura, ricca di vitamine e antiossidanti naturali; nello specifico, la verdura a foglia verde, in quanto composta da grandi quantità di molecole molto benefiche per il nostro organismo. La ricetta che vogliamo proporvi è a base di spinaci: vegetali erbacei appartenenti alla famiglia delle Chenopodiaceae, che crescono nei mesi invernali. Gli spinaci sono un’ottima fonte di proteine, carboidrati e fibre, che favoriscono il corretto funzionamento dell’intestino. Poveri di grassi, apportano all’organismo solo 23 calorie per 100 grammi. Inoltre, 100 grammi di spinaci crudi, contengono: 530 mg di potassio, 78 mg di calcio, 62 mg di fosforo, 60 mg di magnesio e 2,9 mg di ferro. Il gusto delicato di questa verdura, la rende adatta a diversi tipi di preparazioni, qual è la proposta di Fondazione CMT?La ricetta del mese di dicembre è il Flan di spinaci: un antipasto elegante e raffinato che porta in tavola un piatto semplice, ma non banale. Come prepararlo? Ingredienti per 4 flan:   500 g di spinaci 4 uova 100 g di Grana Padano DOP 1 cucchiaio di latte 20 g di pinoli Sale fino q.b. Pepe nero q.b. Noce moscata q.b. Olio extravergine d’oliva q.b   Preparazione   Mondare, lavare e asciugare gli spinaci con un panno Versare un filo di olio in una pentola dal bordo alto e aggiungere gli spinaci, facendo cuocere per 4-5 minuti con il coperchio Una volta che gli spinaci si saranno ammorbiditi, salare e pepare a piacere, quindi trasferire la verdura in un setaccio a maglie strette e strizzarli con il dorso di un cucchiaio per eliminare il liquido in eccesso Versare gli spinaci in un frullatore insieme alle uova, il formaggio grattugiato, il sale, i pinoli, la noce moscata e il latte, quindi azionare per amalgamare gli ingredienti fino a ridurli ad un composto cremoso Imburrare 4 stampini di acciaio della capacità di 125 ml, oppure degli stampini usa e getta di alluminio, e rivestirli con la carta da forno Versare il composto di spinaci con un mestolo riempiendo fino al bordo ogni stampino Porre gli stampini in una teglia da forno a bordi alti, versare l’acqua nella teglia coprendo di un paio di centimetri gli stampini e cuocere in forno statico preriscaldato a 180 gradi per 25-30 minuti, oppure in forno ventilato a 160 gradi per 15-20 minuti. Per i più golosi, è possibile preparare una crema di accompagnamento, sciogliendo del formaggio in un pentolino insieme al latte. Tra i più adatti ci sono il taleggio, il gorgonzola o il pecorino.Il flan agli spinaci si conserva in frigorifero per 2-3 giorni chiuso in un contenitore ermetico, oppure in freezer, nel caso fossero stati utilizzati ingredienti freschi.Scopri tutte le altre ricette di Fondazione CMT cliccando qui! Il nostro appuntamento tornerà il mese prossima, con una nuova proposta culinaria da portare in tavola e condividere con amici e parenti!

Menù di Natale

Menù di Natale
Il Natale rappresenta un’occasione per trascorrere del tempo insieme alla propria famiglia, per ridere e scherzare accompagnati dalla magia delle feste.Fondazione CMT vuole proporvi un menù speciale, portando in tavola il gusto della prevenzione attraverso piatti salutari, ma ricchi di gusto. Un modo per festeggiare facendo del bene. ANTIPASTO Polpette di lenticchie Le lenticchie sono legumi dalle molteplici proprietà nutritive: contengono proteine vegetali, sono ricche di fibre, di vitamine e di ferro. I modi per cucinarle sono molteplici, noi vi vogliamo proporre la ricetta per cucinare delle gustose polpette al forno! Ingredienti: 300 g circa di lenticchie secche 1/4 di cipolla bionda 1 patata lessa prezzemolo tritato qb sale e pepe qb 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva pangrattato qb 2 cucchiai di parmigiano grattugiato (facoltativo) 1 foglia di alloro Preparazione: Sciacquare le lenticchie sotto l’acqua corrente, quindi trasferirle in una pentola aggiungendo abbondante acqua fredda, una manciata di sale e una foglia di alloro Coprire con un coperchio, portate a bollore e cuocere per circa 30 minuti da quando l’acqua bolle, una volta trascorsi, scolare le lenticchie e lasciarle raffreddare Nel frattempo, sbucciare, lavare e lessare la patata Trasferire le lenticchie e la patata in un mixer insieme a cipolla, prezzemolo, sale, pepe, due cucchiai di olio e, se lo gradite, il parmigiano grattugiato. Tritare gli ingredienti grossolanamente e, nel caso il composto risultasse troppo molle, aggiungere del pangrattato Ungersi le mani e formare delle polpette utilizzando gli ingredienti precedentemente tritati, passarle nel pangrattato e sistemarle su una teglia da forno Aggiungere un filo d’olio e infornare a 200 gradi per 20 minuti Per accompagnare le polpette di lenticchie è consigliata una salsa allo yogurt e l’insalata mista. PRIMO Crema di cipolla La cipolla, grazie alla presenza di composti solforati, è un’ottima verdura antitumorale, soprattutto per quanto riguarda il cancro al colon, allo stomaco e alla prostata. Ingredienti: 400 g di cipolle bianche dolci di Tropea 1 litro di latte 40 g di burro 80 g di groviera grattugiata dadini di pane tostato sale Preparazione: Versare nella pentola a pressione il latte intiepidito, un cucchiaio di acqua, il burro e le cipolle tagliate sottili, quindi chiudere ermeticamente e, dall’inizio del fischio, cuocere per circa 10 minuti Nel frattempo, in un tegame, far dorare i dadini di pane  Trascorsi 10 minuti, ritirare la pentola a pressione dal fuoco, e dopo qualche istante aprirla per controllare se gli ingredienti si sono trasformati in crema. Nel caso fossero rimasti pezzi interi, frullare il composto con un mixer e regolare di sale Servire la crema ai vostri ospiti, accompagnata dai dadini di pane precedentemente tostati e la groviera grattugiata SECONDO Insalata di polpo Il polpo è un pesce ricco di vitamine e sali minerali, povero di grassi e ideale per un piatto sano, gustoso, ma leggero. Ingredienti: 850 g di polpo 1 spicchio di aglio 150 g di carote 1 costa di sedano 3 foglie di alloro 6 grani di pepe nero 4 g di sale fino Per condire: 10 g di prezzemolo 30 g di olio extravergine di oliva 10 g di limoni 3 g di sale fino 1 pizzico di pepe nero   Preparazione: Pulire il polpo sciacaquandolo sotto l’acqua corrente e adagiarlo su uno strofinaccio pulito e asciutto, quindi tamponarlo con carta da cucina Trasferire il polpo su un tagliere e incidere con un coltello la sacca all’altezza degli occhi per eliminarli, quindi togliere anche il becco Frollare la carne battendo con il batticarne e sciacquare nuovamente il polpo sotto acqua corrente fredda, estrarre le interiora dalla sacca e lavarla accuratamente all’interno Lavare e strofinare con le mani la testa e i tentacoli per rimuovere il più possibile la patina che li ricopre Una volta terminata questa operazione, sbucciare la carota e tagliarla a pezzetti grossolani insieme al sedano Porre sul fuoco una pentola capiente piena d’acqua e versare all’interno le verdure, le foglie di alloro, l’aglio, il pepe e il sale  Quando l’acqua avrà sfiorato il bollore, immergere i tentacoli e farli riemergere, proseguire così per 4-5 volte, in modo da arricciare le punte Immergere nella pentola il polpo e far cuocere a fuoco molto basso per 30-35 minuti coprendo con un coperchio Prima di scolarlo, infilzare la carne con i rebbi di una forchetta per verificare la cottura. Quindi scolarlo e porlo in una ciotola con acqua e ghiaccio per bloccare la cottura Trasferire su un tagliere e separare con un coltello la testa dai tentacoli, dividere il polpo a metà e tagliare i tentacoli a pezzettini, trasferendoli in una ciotola.  Spremere un limone e tritare finemente il prezzemolo versando gli ingredienti nella ciotola con il polpo. Condire con olio, sale e pepe e mescolare   DOLCE Plum-cake di grano saraceno Il grano saraceno è un ottimo cereale, privo di glutine, ricco di lisina e di vitamina P. Agisce come fluidificante del sangue e influenza positivamente la salute dell’intestino, permettendo di ridimensionare gli intestini troppo espansi. Ingredienti: 1 vasetto di yogurt magro bianco 3 bicchierini di farina di grano saraceno 2 bicchierini di zucchero integrale di canna 2 albumi 1/2 bicchierino di olio extravergine di oliva 1 bustina di lievito per dolci la scorza grattugiata di 1 limone bio marmellata di mirtilli, lamponi (senza zucchero aggiunto) miele crema al cacao amaro, (facoltativi) Preparazione: Versare in una terrina un bicchierino di yogurt bianco; utilizzare lo stesso bicchierino come misurino per gli altri ingredienti  Aggiungere la farina, lo zucchero e il lievito, quindi mescolare A parte montare gli albumi a neve e aggiungerli alla miscela insieme alla scorza di limone e all’olio Mescolare gli ingredienti e versare il composto in uno stampo da plum-cake rivestito con carta da forno, quindi infornare a 180 gradi per 35-40 minuti Togliere dal forno, lasciare raffreddare e guarnire a piacere, con marmellata di mirtilli, miele o crema al cacao   Il menù di Natale si conclude con un buon caffè e lo scambio dei regali, ma se questo non vi è bastato, cliccate qui per scoprire tutte le ricette di Fondazione CMT!

Nutrigenomica: di cosa si tratta

Nutrigenomica: di cosa si tratta
La nutrigenomica, chiamata anche genomica della nutrizione, racchiude l'insieme degli studi che illustrano gli effetti dei diversi elementi nutrizionali e dei vari alimenti in base ai geni di ciascun individuo. Questa scienza totalmente nuova parte dall'ipotesi che una determinata dieta possa avere effetti mutevoli da un patrimonio genetico all'altro, influenzando le funzioni proteiche e metaboliche dell'organismo. Per semplificare il discorso, secondo la nutrigenomica, ogni persona reagisce in maniera diversa dopo aver ingerito lo stesso tipo di cibo e questo dipende dalle differenze dei codici genetici. Ciò vuol dire che una stessa dieta seguita da due persone distinte può portare a risultati dissimili, a causa delle differenze genetiche nel DNA, il codice "primitivo" a cui è legata la vita di ciascuna persona.   L'obiettivo della nutrigenetica è quello di elaborare una dieta unica e ultra-personalizzata sulla base del patrimonio genetico individuale, studiando il relativo DNA con il fine di raggiungere il peso-forma e prevenire (e, in alcuni casi, anche curare) patologie e disturbi legati ad un'alimentazione sbagliata. Esistono tre grandi branche in cui la nutrigenomica può essere suddivisa: la genetica della nutrizione (nutrigenetica) l'epigenetica della nutrizione  l'ingegneria della nutrizione. La prima studia gli effetti del genoma a seguito di cambiamenti metabolici e altre reazioni negative legate all'assunzione di alimenti, come ad esempio le allergie o le intolleranze. L'epigenetica studia come la dieta può influenzare le funzioni vitali e il funzionamento del metabolismo. L'ingegneria genetica, infine, è sostanzialmente l'utilizzo della nutrigenomica per creare piani alimentari unici, "su misura" per ogni soggetto. La nutrigenomica è ancora in fase sperimentale, ma si tratta di una scienza dalle enormi potenzialità, dal momento che punta a risolvere i problemi di salute partendo dall’alimentazione, escludendo così l’assunzione di farmaci e i relativi effetti collaterali. Un altro degli obiettivi che la ricerca vuole raggiungere è quello di capire il ruolo delle antocianine all'interno della prevenzione di problemi cardiaci e vascolari, andando a studiare, nello specifico, la reazione della struttura genetica successivamente il consumo di queste molecole, e in che modo ciò possa influenzare i livelli del colesterolo nel sangue. Nutrigenomica e nutrigenetica sono sicuramente le nuove frontiere all'interno della scienza dell'alimentazione, e il loro sviluppo è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi 15 anni. Nel campo sperimentale, la nutrigenomica ha scoperto come una corretta (o scorretta) alimentazione possa influenzare non solo il DNA di un singolo soggetto, ma anche quello delle generazioni future.Il processo di industrializzazione alimentare ha attuato una rivoluzione che va a contrastare fortemente quelle che sono le origini dell'uomo, dal momento che questo "nuovo cibo" non concorda con il patrimonio genetico. Gli effetti derivanti da una cattiva alimentazione sulla salute sono oggetto di uno studio in costante evoluzione, ma è cosa ben nota che una dieta sana e variegata possa prevenire o tenere sotto controllo patologie come tumori, obesità e sovrappeso, problemi cardiovascolari, squilibri ormonali e così via. Anni fa il codice genetico si riteneva responsabile esclusivamente dei tratti somatici degli individui, oggi, invece, le ricerche hanno dimostrato come questo sia una sorta di "centrale di controllo" dell'organismo. Per star meglio bisogna stabilire una perfetta armonia tra geni e cibo, optando per un'alimentazione semplice, a base di cibi naturali e poco raffinati. Negli studi inerenti alla nutrigenomica sono stati individuati alcuni alimenti specifici che permettono al DNA di lavorare meglio, tra questi vi sono legumi, cereali integrali, frutta e verdura, semi naturali, frutta secca, pesce pescato in mare, carni magre, uova e olio extravergine d'oliva.

Branzino al cartoccio con melagrana e agrumi

Branzino al cartoccio con melagrana e agrumi
Oggi vi proponiamo una ricetta a base di pesce, da presentare ai vostri ospiti per una cena sana e leggera, ma pur sempre gustosa.La ricetta del mese è il branzino al cartoccio con melagrana e agrumi!Il branzino è un pesce dalla carne bianca e delicata, ricca di proteine e povera di grassi; contiene sali minerali come il potassio, il magnesio, il calcio, il ferro e, soprattutto, il fosforo. Ottimo alleato per la salute, è ricco di vitamine e Omega 3, acidi grassi utili per preservare la salute del sistema cardiocircolatorio. La cottura al cartoccio rende la carne del branzino morbida e succosa, che unita alle note agrumate dell’arancia e della melagrana, restituiscono un piatto sfizioso e ben bilanciato! Ingredienti: 1400 g Branzino (2 pesci)  100 g Arance 40 g chicchi di Melagrana Sale fino q.b. Pepe nero q.b. 4 rametti di Maggiorana 4 rametti di Timo 1 spicchio di aglio   Preparazione:Pulizia del pesce Togliere le squame con un coltello dalla lama affilata, oppure con l’apposito attrezzo desquamatore Effettuare un’incisione lungo tutto il dorso dalla coda fino alla testa del pesce e far passare una lama a destra e sinistra della lisca centrale, così da staccare le viscere interne Rimuovere la lisca ed estrarla delicatamente, trascinando verso l’esterno anche le viscere interne del branzino Levare le branchie laterali e sciacquare il pesce abbondantemente con acqua corrente, lavando accuratamente l’interno per eliminare i residui di sangue e il sapore amarognolo delle viscere  Ripetere l’operazione per entrambi i branzini, quindi preparare i condimenti Sbucciare l’arancia e tagliare la polpa a spicchi, sgranare la melagrana e mondare l’aglio dividendolo a metà ( ½ per branzino) Salare e pepare la parte interna del pesce, inserire l’aglio, gli spicchi di arancia e i chicchi di melagrana Cospargere la carne dei branzini con le foglioline di maggiorana e timo, precedentemente lavate e asciugate Adagiare il branzino ripieno su un foglio di carta da forno e richiuderlo all’interno arrotolandone le estremità, quindi ripetere lo stesso passaggio nella carta di alluminio, sigillando bene la parte esterna per evitare che si apra in cottura Infornare in forno statico preriscaldato a 200°C per 25 minuti oppure in forno ventilato preriscaldato a 180°C per 15 minuti. Sfornare e servire! Sei curioso di scoprire le altre ricette di Fondazione CMT? Clicca qui!

Dieta mediterranea: benefici a tutte le età

Dieta mediterranea: benefici a tutte le età
Secondo uno studio condotto dal dipartimento di epidemiologia e prevenzione dell'Irccs Neuromed di Pozzilli e pubblicato sul British Journal of Nutrition, la dieta mediterranea può avere effetti positivi sulla salute anche se iniziata in età avanzata. Dieta e salute Circa metà delle morti nel nostro Paese sono causate da tumori e malattie cardiovascolari; il rischio di incorrere in una di queste patologie dipende da diversi elementi, chiamati “fattori di rischio”. Alcuni di questi ci appartengono fin dalla nascita, in quanto sono legati alla genetica, e non possono essere modificati. Altri invece dipendono dall’ambiente in cui viviamo e dalle nostre abitudini di vita: cosa mangiamo, quanto ci muoviamo, se e quanto fumiamo o beviamo.Per quanto riguarda il cibo, è da tempo che gli studiosi hanno identificato nella dieta mediterranea (con qualche piccola modifica rispetto alla “versione originale”) il regime alimentare più adatto a prevenire tumori e patologie cardiovascolari. Privilegiare cereali integrali, frutta e verdura di stagione, proteine di origine vegetale e ridurre carne, uova, legumi, latte, zucchero e alcolici sono considerate “buone abitudini” dalla maggioranza della comunità scientifica.Fino ad oggi si era pensato che queste abitudini potessero essere efficaci, in ottica di prevenzione, solo se abbracciate fin dalla giovane età. Lo studio appena pubblicato ha invece dimostrato come la dieta mediterranea possa ridurre la mortalità per cause cardiovascolari anche durante la terza età. Tutti i benefici della dieta mediterraneaOltre che a prevenire le malattie cardiovascolari la dieta mediterranea è utile per: Mantenere le ossa in salute. Il magnesio (contenuto in verdure a foglia verde, legumi, cereali integrali, frutta secca…) svolge un’azione protettiva sull’osso e abbassa il rischio di incorrere in fratture. Attenuare i sintomi dell’asma. Frutta, verdura e fibre mitigano i sintomi dell’asma come tosse, senso di oppressione toracica e respiro faticoso grazie alle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Al contrario, sale, carne e zucchero incentivano l’infiammazione e quindi accentuano i sintomi dell’ansia. Prevenire diversi tumori. Alcuni alimenti della dieta mediterranea contribuiscono a prevenire i tumori attuando meccanismi utili come: - controllo dei livelli di insulina e dell’ormone della crescita (che favoriscono la proliferazione delle cellule),- azione antinfiammatoria- azione antiossidante (neutralizza i radicali liberi che danneggiano il DNA e favoriscono l’insorgenza di tumori. I benefici della dieta mediterranea possono riguardare anche chi abbraccia questo regime alimentare in età avanzata. I ricercatori hanno però evidenziato che tanto più a lungo si mantengono buone abitudini alimentari, tanto più alte sono le probabilità di mantenersi in salute.Vi lasciamo quindi con un breve test messo a punto dal Centro di ricerca sugli alimenti del Ministero dell’Agricoltura (Crea) per un auto-valutazione delle abitudini alimentari. Cercate di rispondere pensando agli alimenti che avete consumato nell’ultimo mese.

Vellutata di Zucca

Vellutata di Zucca
La zucca, appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae, è la regina indiscussa degli ortaggi d’autunno, largamente utilizzata in cucina per il gusto facilmente abbinabile e nella medicina naturale per gli effetti benefici dei suoi estratti. Verdura dalle numerose proprietà, è un vero toccasana per il nostro organismo: ricca di nutrienti, contiene solo 26 calorie per 100 grammi! Per questo, è molto consigliata alle persone diabetiche e nelle diete ipocaloriche. I benefici della zucca: è ricca di vitamine A, B e C e in particolare betacarotene: un antiossidante molto potente capace di limitare la formazione di radicali liberi e prevenire l’insorgenza di tumori contiene un alto numero di fibre efficaci contro la stitichezza, coliti ed emorroidi, migliora il transito intestinale e riequilibra la flora grazie alla presenza di Omega 3, la zucca aiuta a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue, abbassare la pressione sanguigna e migliorare la circolazione, prevenendo l’insorgenza di malattie cardiovascolari come ictus e infarto  composta per il 90% di acqua, è una valida alleata contro la ritenzione idrica, favorisce la diuresi e liberando l’organismo dalle tossine grazie al magnesio, un rilassante muscolare naturale, la zucca aiuta a liberarsi da stati di ansia e stress   Come cucinare questo ortaggio? Le ricette sono numerose e variano dal dolce al salato, quella che vogliamo proporvi noi è una soluzione light, ma molto gustosa, realizzabile in diverse varianti: la vellutata di zucca!   Ingredienti: 500 g di polpa di zucca 500 ml di brodo 1 scalogno 4 foglie di salvia olio extravergine di oliva 30 g di Parmigiano Reggiano grattugiato 4 amaretti sale pepe nere   Preparazione: tagliare la polpa della zucca a cubetti, sbucciare lo scalogno e tagliarlo a fettine scaldare 4 cucchiai di olio in una casseruola e unire la salvia e lo scalogno, lasciando stufare a fiamma bassa, per circa 3 minuti aggiungere la zucca e versare il brodo bollente, lasciando cuocere sempre a fiamma bassa, a pentola semicoperta, per circa 20 minuti, fino a quando la zucca risulterà tenera una volta terminata la cottura, levare dalla zuppa la salvia e frullare gli ingredienti con un mixer a immersione servire la vellutata calda, accompagnata da amaretti sbriciolati o Parmigiano Reggiano grattugiato, e decorare con una spolverata di pepe nero Sei curioso di leggere altre ricette proposte da Fondazione CMT? Clicca qui e lasciati ispirare!Il nostro appuntamento torna il mese prossimo, con una nuova ricetta sana e gustosa!
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