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Aggiornamenti, eventi e news di Fondazione CMT

La prevenzione che salva la vita

La prevenzione che salva la vita
La prevenzione la migliore forma di cura Uno stile di vita sano, combinato ad una pratica quotidiana di una qualsiasi forma di attività fisica rappresentano senza ombra di dubbio un'importante connubio per combattere l'insorgere di patologie e destabilizzanti. Sfortunatamente ciò non è sufficiente, è necessario accostare a queste pratiche abituali un'attenta prevenzione per malattie che rappresentano un male sempre più frequentemente diagnosticato negli ultimi decenni. Il cancro è uno dei più feroci mali del secolo; è per questo motivo che oncologi di tutto il mondo si battono per una politica preventiva che supporti donne, uomini e bambini in un percorso salvavita che spesso viene sottovalutato. La prevenzione contro i tumori è una pratica comunemente promossa da centri oncologici e di ricerca da tempo oramai. Il fine è quello di rendere le persone coscienti della pericolosità del cancro e della sua possibilità di comparsa. Esistono due forme di prevenzione; quella primaria (che precede l'insorgere della malattia) e quella secondaria (che viene attuata quando la malattia è già presente). Come prevenire? Le azioni da svolgere sono semplici. Un programma preventivo consiste in visite mirate, laddove l'eventuale presentarsi della malattia è considerata una possibilità più vicina (a causa di fattori genetici e predisposizioni); e in visite generiche, atte a indagare in maniera più superficiale l'eventuale insorgenza di malattie. Le visite preventive consentono di identificare la presenza o l’assenza dei cosiddetti marcatori tumorali; queste sono delle molecole che se presenti o assenti nel sangue permettono di comprendere se si è maggiormente predisposti a contrarre la malattia o meno. In alcuni casi individuare i marcatori permette di stabilire determinate terapie di cura, e di verificare se la malattia stia progredendo o regredendo. Due sono le pratiche preventive tra cui si può scegliere: attuare un cambiamento dello stile di vita, eliminando cattive abitudini e iniziando a praticare sport e mangiare sano; o lo screening, per intercettare possibili predisposizioni genetiche alla malattia o tumori allo stato iniziale. La pratica dello screening, grazie alle visite specifiche e dettagliate che lo costituiscono, consentono di individuare la malattia anche in persone che non presentano alcun sintomo. Cosa sono gli screening? Gli screening sono degli esami condotti a tappeto sulla popolazione, per verificare la possibile insorgenza di stati cancerosi; ha il compito di escludere la malattia e viene condotto generalmente su persone che sono per la maggior parte sane.Affinché un esame venga inserito in uno screening deve rispettare determinati criteri: essere un test sicuro, privo di alcun rischio ed effetti collaterali essere socialmente accettato dalla popolazione che si sottoporrà agli esami, poiché le persone devono essere consenzienti e consapevoli nel momento in cui accettano di sottoporsi a questi tipi di esami avere un costo contenuto, tale da poter permettere a tutti gli strati della popolazione di poterne beneficiare. Spesso vengono organizzate delle sedute di esami totalmente gratuiti, proprio per poter raggiungere chiunque e dare la possibilità a tutti di sottoporsi ai test deve avere risultati attendibili, il più possibile affidabili e sicuri. Le pratiche di screening si differenziano dalla prevenzione spontanea. Quest'ultima viene volontariamente scelta da singoli individui, che desiderano svolgere degli esami mirati o meno per prevenire l'insorgenza di mali a stadi iniziali. Lo screening generalmente viene sottoposto a fasce della popolazione maggiormente a rischio; affinché i risultati siano soddisfacenti è fondamentale che le persone si sottopongano regolarmente a questi controlli.

Obesità infantile: aumenta il rischio di cirrosi e tumore del fegato

Obesità infantile: aumenta il rischio di cirrosi e tumore del fegato
Nella maggior parte dei casi la cirrosi epatica è dovuta ad epatiti virali croniche oppure ad un eccessivo consumo di alcol. Un recente studio ha evidenziato che anche l’obesità infantile è un fattore di rischio sia per l’insorgenza di questa malattia sia per l’insorgenza del tumore al fegato. Una ricerca condotta in SveziaLa rivista GUT, curata dalla British Society of Gastroenterology, ha recentemente pubblicato uno studio svedese che ha destato molto scalpore: l’obesità nei bambini e negli adolescenti aumenterebbe il rischio di contrarre cirrosi epatica e tumore al fegato in età adulta. Lo studio è stato condotto su 1.2 milioni di ragazzi svedesi tra i 17 e i 19 anni, nati tra il 1951 e il 1976, i cui dati sono stati raccolti nei registri nazionali in occasione del servizio militare tra il 1969 e il 1996. All’epoca i ragazzi erano stati divisi in diverse categorie a seconda del loro Bmi (Body Mass Index, Indice di Massa Corporea) per monitorare nel tempo lo sviluppo di diabete, tumore al fegato e altre malattie epatiche in relazione al Bmi di partenza. Al momento della valutazione di base, poco più di 100 mila ragazzi erano in sovrappeso e quasi 200 mila erano obesi.Durante il lungo follow up, che in media è stato di 28,5 anni, a 5281 persone è stata diagnosticata una malattia epatica e a 251 di queste un tumore al fegato (in particolare epatocarcinoma) con una stretta correlazione tra la malattia epatica e una condizione di sovrappeso e obesità. Il rischio, è stato rilevato, aumenta ulteriormente per chi oltre all’obesità sviluppa anche il diabete. Obesità: come sono cambiati i numeri negli anniLo studio svedese ha messo in luce, in primo luogo, la correlazione tra obesità e malattie epatiche: l'obesità negli adolescenti si associa al rischio di sviluppare nell'età adulta malattia del fegato e tumore epatico.I ricercatori però hanno evidenziato anche un altro dato molto interessante, che conferma come l’epidemiologia dell’obesità sia cambiata in Europa negli ultimi 20 anni: tra il 1951 e il 1976 la percentuale dei ragazzi in sovrappeso è aumentata del 210%, mentre quella dei ragazzi obesi del 350%.Quello dell’obesità è un problema esteso in tutto il Globo: il 54% degli adulti residenti nei 35 paesi dell’ OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) è infatti in sovrappeso e in 4 paesi, Ungheria, Nuova Zelanda, Messico e Stati Uniti, il tasso di obesità è superiore al 30%. Il Paese più a rischio in Europa è la Gran Bretagna, in cui il tasso di obesità è aumentato del 92% dal 1990 ad oggi raggiungendo il 26,9%. L’Italia ha un altro triste primato: i bambini del nostro Paese sono tra i più grassi d’Europa, soprattutto quelli che vivono nelle regioni meridionali. Alla luce della ricerca condotta in Svezia, l’urgenza di educare i ragazzi ad uno stile di vita sano e ad un’alimentazione regolare diventa ancora più urgente. I rischi che si corrono a fare altrimenti sono davvero troppi.  

Fumo di sigaretta: i veleni che si inalano

Fumo di sigaretta: i veleni che si inalano
“Il fumo nuoce gravemente alla salute” è una frase che abbiamo sentito ripetere migliaia di volte e che in molti, oggi, diamo per assodata. Ogni sigaretta contiene infatti circa 4000 sostanze chimiche, 400 delle quali sono tossiche e 40 dichiaratamente cancerogene, sostanze che accelerano l’invecchiamento della pelle, danneggiano il gusto e l’olfatto, indeboliscono il sistema immunitario, favoriscono l’insorgenza di tumori (ad esempio al polmone e al fegato) e compromettono la salute cardiovascolare. Tanti fumatori, anche se conoscono perfettamente i rischi delle sigarette, continuano imperterriti ad accenderne una dietro l’altra. Il motivo? Tutta colpa della nicotina, che crea una vera e propria dipendenza verso il fumo, al quale con il passare degli anni risulta sempre più difficile rinunciare. Ecco una selezione di altre 8 sostanze altamente tossiche, che respiriamo ogni volta che accendiamo una sigaretta: benzene: componente naturale del petrolio, presente in pesticidi e carburanti. Noto cancerogeno, accresce esponenzialmente il rischio di leucemia, di anemia e di alterazioni genetiche, danneggia i tessuti ossei e può essere la causa di complicazioni per le donne in gravidanza formaldeide: classificato dall’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) come cancerogeno certo, è un potente battericida responsabile dell’irritazione ad occhi e mucose e della tosse insistente tipica di fumatori catrame: insieme di agenti chimici prodotti dalla combustione del tabacco, responsabile del residuo marrone e appiccicoso che riveste denti, dita e polmoni dei fumatori arsenico: sostanza altamente cancerogena, è un veleno contenuto nei topicidi; causa nel corpo del fumatore, danni al cuore e ai vasi sanguigni, al sistema nervoso e a quello digestivo cromo: utilizzato per smalti e vernici, è tra i principali responsabili del cancro ai polmoni. Permette inoltre ad altre sostanze cancerogene, di aderire con più facilità al DNA, danneggiandolo cianuro di idrogeno: uno dei responsabili dei danni arrecati a cuore e vasi sanguigni, indebolisce le ciglia che proteggono le vie respiratorie, permettendo alle tossine di entrare più facilmente nei polmoni.  ossido d’azoto: tra i maggiori inquinanti atmosferici, normalmente viene prodotto dall’organismo in piccole quantità per facilitare l’espansione delle vie respiratorie; la presenza eccessiva di questa sostanza nelle sigarette, causa un’espansione maggiore delle vie aeree, facilitando l’assorbimento della nicotina e degli altri elementi nocivi ammoniaca: composto utilizzato per convertire la nicotina presente nelle sigarette in gas, permettendo ai polmoni e al sangue di assorbire la sostanza più facilmente, aumentandone l’effetto da dipendenza   Per combattere il problema del tabagismo esistono diversi metodi; uno dei più efficaci è quello di affidarsi ad uno specialista, che sappia seguire il paziente nel difficile percorso. In alternativa è possibile affrontare il cambiamento in autonomia, diminuendo gradualmente la quantità giornaliera di sigarette fumate, fino a smettere completamente. Una scelta lodevole di cui a beneficiarne, non è solo il fumatore, ma anche tutte le persone che lo circondano.

L'inquinamento in estate è più pericoloso?

L'inquinamento in estate è più pericoloso?
Diverse ricerche hanno dimostrato come in Europa, nonostante i riscaldamenti spenti e il calo della circolazione delle automobili, lo smog sia più intenso durante i mesi caldi dell’anno, in particolar modo nei centri urbani; particelle tossiche come i mineral dust, legate alle polveri del suolo e ai batteri, infatti, in condizioni di temperature elevate, proliferano, intensificandosi. Respirare queste scorie può avere conseguenze molto gravi per l’organismo, come per esempio l’insorgenza di tumori.   Qual è il legame tra cancro e inquinamento?Lo spiega Sergio Harari, direttore della Pneumologia all’Ospedale San Giuseppe Multimedica IRCCS di Milano: “Dal 2013 l’inquinamento atmosferico in generale e le polveri sottili, sono catalogati fra i cancerogeni certi per gli esseri umani. A conferire questa classificazione è stata la massima autorità in materia, ovvero l’International Agency for Research on Cancer (Iarc) di Lione: dopo un’attenta revisione di oltre mille studi scientifici sull’argomento, gli esperti hanno infatti confermato che questi agenti inquinanti provocano il cancro ai polmoni e aumentano il rischio di quello alla vescica. È stato constatato come l’incidenza della malattia, nei territori indicati come altamente inquinanti, sia superiore del 9% negli uomini e del 7% nelle donne, rispetto alla media regionale.”   Come proteggersi dall’inquinamento?Gli esperti, tra cui Harari, consigliano di: evitare esposizioni e attività fisica nelle ore più soleggiate idratarsi abbondantemente bevendo molta acqua consumare alimenti dal potere antiossidante come albicocche, mango, carote, spinaci, pompelmi, kiwi, broccoli, peperoni, cereali, germe di grano, mandorle, arachidi e pomodori purificare i polmoni di tanto in tanto spostandosi al mare o in montagna   Per preservare la salute dei più piccoli, inoltre, è consigliato: portare i propri figli in marsupi sulle spalle piuttosto che nei passeggini, in quanto lo smog si concentra maggiormente negli strati più bassi, all’altezza di gas e scarico portare i ragazzi a fare sport o giocare, nei parchi o all’aperto in zone periferiche   Cosa significare fumare in una zona ad alto tasso d’inquinamento?Il fumo della sigaretta è molto più cancerogeno dello smog, l’azione combinata di fumo e inquinamento ha quindi un effetto moltiplicativo, così che 1+1 non fa più 2, ma 5 o 6. Per questo motivo, i fumatori che vivono in ambienti inquinati dovrebbero valutare l’idea di smettere, per un’azione preventiva rispetto la propria salute, gravemente messa a rischio.

Perché Fondazione CMT crede nella prevenzione

Perché Fondazione CMT crede nella prevenzione
Spesso vediamo commenti di utenti che leggono i nostri articoli e si lamentano del fatto che persone che non hanno mai fumato, che hanno mangiato in modo salutare e fatto attività fisica con regolarità si sono ammalate di tumore. Di conseguenza, proseguono, i consigli riguardo alimentazione e stile di vita sono inutili. ATTENZIONE!!! Credere che buone abitudini alimentari e non, siano superflue per rimanere in salute, in quanto anche alcune persone che lo hanno fatto per tutta la vita si sono ammalate, è molto pericoloso in ottica di prevenzione dei tumori! Dobbiamo infatti tenere presente una cosa molto importante: alimentazione scorretta, sedentarietà, abuso di alcol fumo di sigaretta, non sono considerate "cause" del carcinoma epatocellulare (e di tanti altri tumori), ma "fattori di rischio”. Cerchiamo di capire cosa significa. Tranne che per alcune rare forme ereditarie, non esiste un’unica causa che possa spiegare l’insorgenza di un tumore; al suo sviluppo concorrono infatti diversi fattori (definiti appunto “di rischio”) associati alla comparsa e allo sviluppo di queste malattie. Tali fattori di rischio possono essere distinti in: non modificabili: età, sesso e patrimonio genetico modificabili: stile di vita e abitudini. Per contrastare i primi non si può fare nulla: sesso, patrimonio genetico ed età sono fattori sui quali non è chiaramente possibile intervenire.Il controllo dei secondi dipende invece strettamente dalla nostra volontà, ed è uno dei pochi strumenti che abbiamo a disposizione per tutelare la nostra salute. In altre parole non fumare, man giare bene, bere poco, muoversi con regolarità non garantirà di NON ammalarsi, ma sicuramente fare tutto l'opposto FAVORIRÀ l'insorgenza della malattia. Per questo motivo finché Fondazione CMT continuerà a svolgere il proprio lavoro di ricerca scientifica in ambito oncologico e questo blog sarà attivo non smetteremo di scriverlo: la prevenzione può salvare tantissime vite; tutte no, lo abbiamo cercato di spiegare in questo articolo, ma molte sì. A noi molte vite salvate (anche poche a dire la verità) sembrano un motivo sufficiente per continuare a credere nell'importanza della cultura della prevenzione. E a voi?

Smettere di fumare: i benefici nel tempo

Smettere di fumare: i benefici nel tempo
Il tabagismo, cioè la dipendenza da tabacco, riguarda un uomo su 4 e una donna su 20, per un totale di 933 milioni di fumatori a livello mondiale.Smettere di fumare è difficile, richiede molti sforzi a livello psicologico e un cambiamento delle abitudini. Si tratta di una scelta importante alla quale occorre dedicare tempo, informandosi e chiedendo aiuto ad un medico, ma con il giusto impegno e sacrificio è possibile ottenere grandi risultati. Di seguito vi riportiamo alcuni dei benefici che potrete riscontrare dopo aver spento l’ultima sigaretta. Entro 20 minuti:- si normalizza la pressione arteriosa- si normalizza il battito cardiaco Entro 8 ore:- si normalizza la temperatura di mani e piedi, normalmente più bassa a causa della minore funzionalità dei vasi sanguigni -scende il livello di anidride carbonica nel sangue-si normalizza il livello di ossigeno nel sangue Entro 24 ore:-cala il rischio di attacco cardiaco Entro 48 ore:- migliorano i sensi del gusto e dell’olfatto, ottimizzando le funzioni dei recettori sensoriali Entro 72 ore:-i bronchi si rilassano, migliorando il respiro-aumenta la capacità polmonare Da 2 settimane a 3 mesi:- migliora la circolazione-camminare risulta meno faticoso- dopo un mese diminuisce il rischio di sviluppare diabete di tipo 1, alcuni tipi di cancro e malattie cardiovascolari Da 3 a 9 mesi:- diminuiscono sintomi come affaticamento, respiro corto e tosse- aumenta il livello generale di energia Entro 5 anni:- la mortalità da tumore polmonare per il fumatore medio si riduce da 137 ‰ a 72 ‰ Entro 10 anni:- vengono rimpiazzate le cellule precancerose- diminuisce il rischio di altri tumori come quello alla bocca, alla laringe, all’esofago, alla vescica, ai reni e al pancreas Dopo 10 anni:- la mortalità da tumore polmonare o il rischio di infarto è pari alla percentuale di una persona che non ha mai fumato, a pari stile di vita Sicuramente meno importanti rispetto alla salute, ma comunque non trascurabili, sono i benefici economici che si possono ottenere dall’abbandono definitivo di questo pericoloso vizio: considerando che un pacchetto di sigarette costa circa 5€ e che un fumatore medio fuma più o meno un pacchetto da venti al giorno il risparmio potrebbe essere di:• 150€ al mese• 1825€ all’anno• 18.250€ ogni dieci anni!!!! Smettere di fumare è difficile ma non impossibile. Il vostro medico potrà darvi indicazioni su come farlo al meglio e sulle strutture che possono aiutarvi in questo percorso. A noi i motivi per provarci sembrano tanti e a voi?

Dieta, normopeso e salute

Dieta, normopeso e salute
Mantenersi in forma è un desiderio comune a moltissime persone in quanto avere un bel fisico aiuta a sentirsi sicuri con se stessi e con il prossimo. Il normopeso però non è soltanto una questione di aspetto estetico: alimentarsi in modo sano, fare movimento e non eccedere con le calorie sono abitudini fondamentali per la salute dell'organismo. L'importanza di mantenere il normopesoMantenere un peso corporeo equilibrato, in armonia con la propria statura e con il personale stile di vita, scongiura il rischio di contrarre malattie e patologie specifiche e allunga la vita. A confermarlo è anche una ricerca statunitense pubblicata recentemente sul Journal of American Medical Association in cui si afferma che un'alimentazione corretta e un po' di movimento giornaliero allontanano l'insorgere di malattie cardiache, di danni alle ossa e alle articolazioni e di patologie specifiche come il diabete. Un eccesso di tessuto adiposo ad esempio può provocare il diabete di tipo 2, in quanto la massa grassa tende ad abbassare i livelli di insulina nel sangue. Inoltre il sovrappeso mette sotto sforzo sia il cuore che le articolazioni in quanto una massa corporea notevole richiede un maggior apporto di sangue e ossigeno nelle cellule e un carico maggiore sulle ginocchia. È facile accorgersene quando si salgono le scale: i chili di troppo impediscono di muoversi agevolmente, inducono difficoltà respiratorie e senso di affaticamento. Mantenere il peso ideale è molto importante anche per la fertilità femminile. Il tessuto adiposo infatti aumenta il livello degli estrogeni, ormoni che solitamente la donna attiva in gravidanza. Questo incremento anomalo manda segnali errati all'organismo con conseguente irregolarità o blocco dell'ovulazione. Avere un fisico agile e snello inoltre migliora l'autostima, aumenta la fiducia in se stessi e favorisce le relazioni sociali. Dieta: come calcolare le calorie necessarieIl fabbisogno energetico giornaliero consiste nella quantità di calorie necessarie all'individuo per poter svolgere le normali attività quotidiane come provvedere ai bisogni primari, lavorare, coltivare rapporti sociali, svolgere esercizio fisico. Ovviamente il numero di calorie varia da persona a persona in base al proprio metabolismo basale (energia che l'organismo utilizza per svolgere le sue funzioni vitali, ad esempio respirare o dormire) e al proprio stile di vita, dinamico oppure sedentario. Generalmente si stima che un uomo di media altezza e peso debba consumare circa 2500 calorie al giorno mentre una donna di media corporatura e di normale altezza abbia bisogno di spendere circa 2000 calorie giornaliere. Per valori più precisi riguardo il fabbisogno energetico individuale si possono consultare i Larn della Società Italiana di Nutrizione Umana, ossia tabelle con i livelli di nutrienti necessari in base a peso altezza ed età. Tuttavia, non esiste un metodo universalmente valido per calcolare le calorie e solo un esperto nutrizionista può dare consigli utili per un regime alimentare equilibrato e finalizzato a raggiungere gli obiettivi prefissati (dimagrire, mantenere il peso, ingrassare). L'esercizio fisico migliora la salute e fa bene a qualsiasi etàIn base a quanto detto in precedenza per mantenersi in salute e in forma bastano poche semplici regole: un'alimentazione sana e variegata e un po' di sana attività fisica giornaliera. Il movimento irrobustisce i muscoli, ossigena le nostre cellule e attiva ormoni benefici come dopamina e serotonina: bastano piccole sane abitudini come praticare sport un giorno alla settimana e camminare per circa un'ora al giorno. In base all'età, tempi e modalità di esercizio possono variare, ma le statistiche dicono che fino ai 18 anni basta un'ora al giorno, dai 19 ai 65 anni circa mezz'ora al giorno e gli anziani possono praticare una bella passeggiata per tre volte alla settimana.

I progressi della ricerca e di Fondazione CMT

I progressi della ricerca e di Fondazione CMT
I ricercatori del Garvan Institute of Medical Research in Australia hanno recentemente individuato per la prima volta in una cellula umana una struttura di DNA prima d’ora osservata solo in laboratorio: gli i-motif, nodi intrecciati che si formano e disfano continuamente all’interno del nucleo cellulare e composti da quattro filamenti. La scoperta è particolarmente importante in quanto gli i-motif potrebbero svolgere un ruolo chiave nella lettura del codice genetico e nella attivazione dei geni. Si tratta di una scoperta che deve essere ancora approfondita, ma se confermata potrebbe rappresentare il punto di partenza per ulteriori studi volti a combattere malattie ad oggi incurabili. Anche Fondazione CMT è impegnata in diversi progetti improntati sullo studio del DNA per la cura dei tumori; tra questi il più importante ha l’obiettivo di elaborare una “Nuova classificazione del carcinoma epatocellulare”. A livello internazionale esistono almeno 12 classificazioni del Carcinoma Epatocellulare che, basandosi su 3 criteri (grandezza tumore, numero noduli e funzionalità epatica residua) hanno lo scopo di ipotizzare l'evoluzione del tumore. Nessuna tra queste classificazioni è però in grado di prevedere l’evoluzione di una neoplasia e quindi di stabilire la terapia più adatta già al momento della diagnosi. Ad oggi, i ricercatori di CMT sono riusciti a identificare quattro modelli di crescita, che devono essere analizzati per capire se presentano profili di espressione genetica diversi in base alla tipologia di tumore.Si sta inoltre effettuando un'analisi degli esoni (ovvero della parte attiva del DNA) all'interno di noduli tumorali per capire se questi presentano, in base ai quattro modelli di crescita, delle variazioni. Clicca qui per approfondire Si trattadi un progetto molto costoso,in via di sviluppo,che per proseguire ha bisogno del contributo di tutti voi. Se anche tu credi nell’importanza della ricerca e di queste scoperte, aiutaci donando il tuo 5xMille a Fondazione CMT, per consentire agli studi di avanzare e contribuire alle scoperte che i ricercatori potranno effettuare. Scopri come donare cliccando questo link.

Lipofilling: l'autotrapianto di grasso per ricostruire il seno dopo un tumore

Lipofilling: l'autotrapianto di grasso per ricostruire il seno dopo un tumore
Ripristinare l’integrità corporea dopo un tumore al seno è per molte donne un’esigenza prioritaria. Non si tratta semplicemente di un vezzo estetico, ma di un passo fondamentale verso la guarigione e l’accettazione del proprio corpo. Anche in questo campo la ricerca ha fatto e sta facendo importanti passi avanti. Un esempio concreto è rappresentato dalla tecnica del lipofilling, che prevede il prelievo di tessuto adiposo in fianchi, cosce o addome e il successivo impianto nella mammella. In questo articolo cercheremo di capire meglio come e quando questa tecnica è consigliata.   Tumore al seno e chirurgiaIl tumore al seno è la neoplasia più frequente nella popolazione femminile; solo in Italia, nel 2017 si sono ammalate circa 50.500 donne. Anche se, fortunatamente, prevenzione e diagnosi precoce hanno raddoppiato i tassi di guarigione negli ultimi 20 anni, affrontare questa patologia resta un’esperienza traumatica per tutte le pazienti che la vivono, soprattutto quando le terapie includono una modifica del proprio corpo.Dopo una diagnosi di tumore al seno il chirurgo deve infatti valutare se procedere con un intervento di tipo conservativo o demolitivo. Nel primo caso viene asportato solo il tumore e il tessuto circostante (intervento di quadrantectomia); nel secondo caso si procede invece con l’asportazione totale della mammella (intervento di mastectomia).La scelta tra un intervento e l’altro dipende da una serie di fattori: generalmente si procede con la mastectomia quando il seno è molto piccolo e l’intervento conservativo lo renderebbe comunque deformato, quando il tumore è grande o multicentrico e quando la paziente presenta casi di familiarità che potrebbero celare una predisposizione genetica.Indipendentemente dal motivo per cui la mammella viene asportata, riuscire a ricostruirla in modo soddisfacente è diventato oggi parte integrante del percorso di cura.   Lipofilling: come avviene l’intervento?Oltre al tradizionale ricorso alla protesi in silicone, da qualche anno è possibile ricostruire il seno grazie al lipofilling, che consiste nel trapianto di cellule adipose prelevate direttamente dalla paziente (solitamente da glutei, cosce o addome).Il trapianto avviene per mezzo di ago-cannule molto sottili che vengono inserite sotto la pelle attraverso incisioni millimetriche; dopo l’estrazione il tessuto adiposo viene centrifugato e depurato dai componenti non necessari (come siero e globuli rossi) prima di essere infiltrato nel seno.Il lipofilling è una tecnica molto sicura, in quanto non prevede l’utilizzo di prodotti sintetici responsabili (anche se molto raramente) di potenziali reazioni avverse dell’organismo. L’intervento può essere effettuato in anestesia locale, in sedazione o in anestesia generale; generalmente il tipo di anestesia viene stabilito dal quantitativo di grasso da aspirare. Le pazienti possono riprendere in breve tempo le attività quotidiane senza particolari limitazioni e il dolore post operatorio viene controllato facilmente grazie a leggeri analgesici.   Lipofilling: quando si può usare? La tecnica del lipofilling viene utilizzata come unico metodo ricostruttivo solo in pazienti con mammelle di piccole dimensioni e con sufficiente tessuto adiposo da prelevare. È inoltre molto utile per: correggere piccoli difetti dopo quadrantectomia o mastectomia; aumentare la morbidezza nel seno ricostruito con protesi; combattere gli effetti della radioterapia (senso di durezza e contrattura).   L’autotrapianto di grasso viene impiegato anche in altri ambiti della chirurgia estetica: per migliorare alcune aree del volto (aumento zigomi o labbra, correzione dei solchi naso-genieni, ringiovanimento della palpebra inferiore), per appianare solchi e depressioni cutanee del corpo, per rimodellare i glutei o in alcuni casi per correggere esiti chirurgici.

Tumore al pancreas: l'importanza della prevenzione

Tumore al pancreas: l'importanza della prevenzione
Fondazione CMT è una Onlus nata nel 2009 con lo scopo di raccogliere fondi per la ricerca e lo sviluppo di tecniche mini-invasive per la cura del carcinoma epatocellulare, la forma più diffusa di tumore al fegato.Tra le diverse attività che promuove e finanzia, una parte è certamente dedicata alla prevenzione. Non sempre è possibile evitare l’insorgenza di forme tumorali, ma la conduzione di una vita sana può aiutare a prevenire malattie gravi e a vivere una vita in salute. È quindi importante praticare attività fisica e assumere molta frutta e verdura fresca, non abusare di alcol e non fumare. Dal momento che la nostra attività è concentrata sul tumore del fegato, spesso parliamo di prevenzione in relazione a questa malattia. Uno stile di vita sano è però utile anche alla prevenzione di molte altre patologie (tumorali e non), tra cui il tumore al pancreas, di cui vi parliamo oggi.   Il pancreas è una ghiandola voluminosa situata nell’addome, annessa all’apparato digerente; la sua principale funzione è quella di produrre succo pancreatico, che favorisce la digestione di alcune sostanze nell’intestino tenue. Lungo circa 15 cm, si divide in tre parti: la testa (a destra), il corpo (al centro) e la coda (a sinistra). Il tumore al pancreas si manifesta principalmente nella regione della testa e consiste nella moltiplicazione senza controllo delle cellule che costituiscono l’organo.Ogni anno in Italia si verificano circa 13.500 casi di tumore al pancreas: si tratta di una malattia diffusa generalmente nella popolazione anziana tra i 60 e gli 80 anni; nelle donne oltre i 75 anni, risulta essere tra i 5 carcinomi più frequenti. Tra i fattori di rischio il principale è rappresentato dal fumo di sigaretta: i fumatori presentano un rischio di incidenza del 50-70% in più rispetto ai non fumatori, con una percentuale del 20-30% per gli uomini e del 10% per le donne.Altri fattori di rischio possono derivare da malattie come la pancreatite cronica, il diabete mellito o una pregressa gastrectomia; o ancora, da disturbi alimentari come l’obesità o una dieta povera di fibre. Ad oggi non è possibile effettuare una diagnosi precoce del carcinoma pancreatico, in quanto si tratta di una malattia silente; sono pochi i casi diagnosticati allo stadio iniziale: circa il 7%. L’assenza di sintomi riconoscibili causa molto spesso gravi ritardi nella diagnosi, che limitano le possibilità di guarigione del paziente.Le terapie disponibili in presenza di tumore al pancreas sono la chirurgia, la radioterapia e/o la chemioterapia. L’intervento chirurgico varia a seconda della localizzazione del tumore; la rimozione delle cellule tumorali si distingue in tre diversi tipi:- la duodenocefalopancreasectomia prevede l’asportazione della testa del pancreas e una porzione di intestino tenue;- la pancreasectomia totale: prevede l’intera rimozione del pancreas, una porzione di intestino tenue, parte dello stomaco, il dotto biliare, la cistifellea, la milza e la maggior parte dei linfonodi regionali;- la pancreasectomia distale: prevede l’asportazione del corpo e della coda dell’organo.Si tratta di operazioni molto delicate e impegnative, non sempre possibili visto il ritardo con cui si riconosce questa malattia. La radioterapia, insieme alla chemioterapia, sono invece tecniche adottate principalmente in presenza di cellule tumorali nel corpo del pancreas. In particolare, la radioterapia consiste nell'annientare attraverso radiazioni ad alta frequenza le cellule maligne, andando a ridurre la dimensione del cancro. Le radiazioni possono essere erogate da una macchina esterna oppure tramite una sostanza radioattiva immessa direttamente nella lesione tumorale.La chemioterapia, a sua volta, agisce distruggendo le cellule tumorali sviluppate nel paziente. Si tratta di farmaci somministrati per via endovenosa o oralmente, che provocano gravi effetti collaterali come la perdita di capelli, nausea e vomito, perdita dell’appetito, stanchezza o fiato corto. La maggior parte degli effetti, generalmente, scompaiono nel terminare la terapia.Il tumore al pancreas può recidivare in seguito alla cura, per questo sarà necessario sottoporsi a controlli regolari. Il follow-up (esami del sangue/TAC e visita medica) permette quindi di tenere sotto controllo il proprio stato di salute in seguito alla sconfitta del tumore e a segnalare per tempo un’eventuale ricomparsa. La miglior cura per una vita lunga e salutare rimane la prevenzione; prendersi cura giorno dopo giorno scegliendo un'alimentazione sana e praticando attività fisica potrà evitare l'insorgenza di gravi malattie e garantire un benessere fisico e psicologico per molti anni.
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