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Sport e chemioterapia: i benefici dell’attività fisica nel corso dei trattamenti antitumorali

Sport e chemioterapia: i benefici dell’attività fisica nel corso dei trattamenti antitumorali
Nuove conferme arrivano dai pazienti trattati per tumori al seno e al colon-retto grazie ai benefici dell’attività fisica svolta nel corso della chemioterapia.È stato infatti dimostrato come l’attività fisica, praticata a partire dalla fase in cui ci si sottopone ai trattamenti, riduce il rischio di recidiva e di mortalità, con un’efficacia paragonabile a quella legata all’azione dei farmaci. Spesso si tende a concentrarsi sull’alimentazione, cercando la dieta più adatta da seguire per apportare benefici all’organismo, ma se sull’efficacia della dieta i dati sono più approssimativi e comunque in evoluzione, sui benefici della pratica sportiva non ci sono dubbi, uno studio ha confermato questa teoria: i pazienti che, parallelamente ai trattamenti chemioterapici, avevano seguito un programma di esercizi della durata di 18 settimane, 4 anni dopo accusavano minori sintomi derivanti dalle terapie (stress e stanchezza) e continuavano a praticare attività fisica a livello moderato o sostenuto anche a distanza di tempo dalla fine delle cure. Questo studio, nello specifico, è stato effettuato su un gruppo di 237 pazienti già operati per rimuovere un tumore al seno o al colon-retto, tutti diagnosticati con una malattia ad uno stadio compreso tra l’1 e il 3 (esclusi i tumori già con metastasi a distanza). Il risultato è stato positivo, confermando i benefici dell’attività fisica praticata durante un trattamento adiuvante, a prescindere da caratteristiche come l’età, lo stadio della malattia e l’indice di massa corporea del paziente. In passato alle persone malate di tumore veniva raccomandato di riposare durante il trattamento per evitare di affaticare ulteriormente il fisico, questo approccio nel tempo è cambiato, in quanto lo sport aiuta anche a gestire meglio gli effetti collaterali della terapia come la stanchezza, il dolore e la nausea, permettendo al paziente di sopportare in modo migliore le conseguenze dei programmi farmacologici previsti.Non sempre, però, è facile motivare e spingere una persona malata a fare attività fisica, in una società in cui gli adulti sono sempre più sedentari, è più semplice parlare di dieta e di alimentazione, col rischio di trascurare gli innumerevoli benefici fisici e mentali tipici dello sport. Entrando meglio nel dettaglio, cosa si intende con attività sportiva durante la chemioterapia?Gli esperti consigliano come attività più indicate (affinchè il movimento aiuti a regolare il sistema ormonale ed immunitario da cui dipende, a sua volta, la modulazione della malattia oncologia): 60 minuti di allenamento aerobico di intensità moderata o alta eseguito 2 volte alla settimana (con un fisioterapista) 3 sedute domiciliari da 30 minuti l’una per un totale di 5 allenamenti alla settimana da praticare fin dall’inizio della terapia. Successivamente all’intervento chirurgico, è consigliata una pratica aerobica per migliorare la prognosi della malattia e ridurre il rischio di formazione delle metastasi. Sì, quindi, alla corsa, alle pedalate e al nuoto da eseguire 2 volte alla settimana (o per almeno 150 minuti a settimana). È sempre raccomandato l’affidamento a un esperto prima di intraprendere questo tipo di percorso, in modo da svolgere allenamenti adatti a seconda dello stato di salute e garantire quindi una migliore qualità della vita.  

Tumori benigni e maligni: le differenze

Tumori benigni e maligni: le differenze
I tumori sono malattie caratterizzate dalla proliferazione non controllata di cellule capaci di insediarsi negli organi e nei tessuti dell’organismo, alterandone il funzionamento e la struttura.Si distinguono in benigni o maligni, con una sostanziale differenza a livello di prognosi per il paziente, anche se condividono alcuni aspetti, come per esempio il processo di sviluppo. Quali sono le principali caratteristiche di queste due categorie?   I tumori benigni I tumori benigni sono forme neoplastiche che non si diffondono in tutto il corpo, hanno una dimensione ben delineata e condividono le stesse caratteristiche del tessuto da cui si sono originate.Proprio per queste peculiarità non provocano metastasi e non tendono ad invadere gli organi circostanti, come invece succede per i tumori maligni. Si tratta comunque di problematiche da trattare con massima attenzione, in quanto sono in grado di compromettere lo stato di salute generale, in particolare se si manifestano in zone delicate dell’organismo, come il cervello, un nervo primario o il tessuto nervoso.In generale i tumori benigni rispondono positivamente al trattamento e la prognosi è solitamente favorevole. Tra le forme tumorali benigne le più comuni sono: adenomi: a carico del tessuto epiteliale che ricopre gli organi e le ghiandole meningiomi: si presentano nel cervello e nel midollo spinale fibromi: costituiti da tessuto connettivo, generalmente si sviluppano nell’utero papillomi: si sviluppano su pelle, mammelle, cervice uterina e mucose lipomi: coinvolgono le cellule adipose nevi: tumori benigni dell’epidermide miomi: a carico del tessuto muscolare emangiomi: coinvolgono l’endotelio dei vasi sanguigni e la pelle neuromi: a carico dei nervi osteocondromi: si sviluppano nelle ossa   Sarà compito dell’oncologo professionista decidere come, quando e se intervenire; per la maggior parte dei casi si sceglie l’osservazione attiva, che prevede un attento monitoraggio con controlli precisi.Più in generale i tumori benigni si distinguono da quelli maligni per la possibilità di essere rimossi completamente. I tumori maligni I tumori maligni sono forme neoplastiche caratterizzate dalla presenza di una massa cellulare in progressiva replicazione, capace di diffondersi e coinvolgere varie parti dell’organismo. Queste cellule anormali viaggiano attraverso il flusso sanguigno, il sistema circolatorio e il sistema linfatico. Le forme tumorali maligne più comuni sono: sarcomi: a carico del tessuto connettivo di muscoli, tendini, grasso e cartilagine carcinomi: tumori degli organi e dei tessuti ghiandolari come seno, cervice, prostata, polmone e tiroide.   Le terapie previste per combattere la malattia variano a seconda del soggetto, generalmente si ricorre a trattamenti chemioterapici, radioterapici e interventi chirurgici per l'asportazione della massa tumorale. Il cancro è tipico per essere una patologia silenziosa, che cresce senza manifestare particolari sintomi se non, in alcuni casi, attraverso la presenza di un nodulo indolore nell’area del corpo attaccata. Spesso il tumore viene diagnosticato ad una fase molto avanzata, per questo motivo la presa in carico precoce e gli screening preventivi aiutano ad allontanare il rischio di esiti negativi. Un altro metodo di prevenzione riguarda l’intervento sui fattori di rischio modificabili, ovvero legati allo stile di vita; pertanto è consigliabile abbandonare cattive abitudini come il fumo di sigaretta, l'abuso di alcolici e una condotta di vita troppo sedentaria. Per approfondire il tema della prevenzione clicca qui e leggi  un altro articolo di Fondazione CMT!

La prevenzione che salva la vita

La prevenzione che salva la vita
La prevenzione la migliore forma di cura Uno stile di vita sano, combinato ad una pratica quotidiana di una qualsiasi forma di attività fisica rappresentano senza ombra di dubbio un'importante connubio per combattere l'insorgere di patologie e destabilizzanti. Sfortunatamente ciò non è sufficiente, è necessario accostare a queste pratiche abituali un'attenta prevenzione per malattie che rappresentano un male sempre più frequentemente diagnosticato negli ultimi decenni. Il cancro è uno dei più feroci mali del secolo; è per questo motivo che oncologi di tutto il mondo si battono per una politica preventiva che supporti donne, uomini e bambini in un percorso salvavita che spesso viene sottovalutato. La prevenzione contro i tumori è una pratica comunemente promossa da centri oncologici e di ricerca da tempo oramai. Il fine è quello di rendere le persone coscienti della pericolosità del cancro e della sua possibilità di comparsa. Esistono due forme di prevenzione; quella primaria (che precede l'insorgere della malattia) e quella secondaria (che viene attuata quando la malattia è già presente). Come prevenire? Le azioni da svolgere sono semplici. Un programma preventivo consiste in visite mirate, laddove l'eventuale presentarsi della malattia è considerata una possibilità più vicina (a causa di fattori genetici e predisposizioni); e in visite generiche, atte a indagare in maniera più superficiale l'eventuale insorgenza di malattie. Le visite preventive consentono di identificare la presenza o l’assenza dei cosiddetti marcatori tumorali; queste sono delle molecole che se presenti o assenti nel sangue permettono di comprendere se si è maggiormente predisposti a contrarre la malattia o meno. In alcuni casi individuare i marcatori permette di stabilire determinate terapie di cura, e di verificare se la malattia stia progredendo o regredendo. Due sono le pratiche preventive tra cui si può scegliere: attuare un cambiamento dello stile di vita, eliminando cattive abitudini e iniziando a praticare sport e mangiare sano; o lo screening, per intercettare possibili predisposizioni genetiche alla malattia o tumori allo stato iniziale. La pratica dello screening, grazie alle visite specifiche e dettagliate che lo costituiscono, consentono di individuare la malattia anche in persone che non presentano alcun sintomo. Cosa sono gli screening? Gli screening sono degli esami condotti a tappeto sulla popolazione, per verificare la possibile insorgenza di stati cancerosi; ha il compito di escludere la malattia e viene condotto generalmente su persone che sono per la maggior parte sane.Affinché un esame venga inserito in uno screening deve rispettare determinati criteri: essere un test sicuro, privo di alcun rischio ed effetti collaterali essere socialmente accettato dalla popolazione che si sottoporrà agli esami, poiché le persone devono essere consenzienti e consapevoli nel momento in cui accettano di sottoporsi a questi tipi di esami avere un costo contenuto, tale da poter permettere a tutti gli strati della popolazione di poterne beneficiare. Spesso vengono organizzate delle sedute di esami totalmente gratuiti, proprio per poter raggiungere chiunque e dare la possibilità a tutti di sottoporsi ai test deve avere risultati attendibili, il più possibile affidabili e sicuri. Le pratiche di screening si differenziano dalla prevenzione spontanea. Quest'ultima viene volontariamente scelta da singoli individui, che desiderano svolgere degli esami mirati o meno per prevenire l'insorgenza di mali a stadi iniziali. Lo screening generalmente viene sottoposto a fasce della popolazione maggiormente a rischio; affinché i risultati siano soddisfacenti è fondamentale che le persone si sottopongano regolarmente a questi controlli.

Obesità infantile: aumenta il rischio di cirrosi e tumore del fegato

Obesità infantile: aumenta il rischio di cirrosi e tumore del fegato
Nella maggior parte dei casi la cirrosi epatica è dovuta ad epatiti virali croniche oppure ad un eccessivo consumo di alcol. Un recente studio ha evidenziato che anche l’obesità infantile è un fattore di rischio sia per l’insorgenza di questa malattia sia per l’insorgenza del tumore al fegato. Una ricerca condotta in SveziaLa rivista GUT, curata dalla British Society of Gastroenterology, ha recentemente pubblicato uno studio svedese che ha destato molto scalpore: l’obesità nei bambini e negli adolescenti aumenterebbe il rischio di contrarre cirrosi epatica e tumore al fegato in età adulta. Lo studio è stato condotto su 1.2 milioni di ragazzi svedesi tra i 17 e i 19 anni, nati tra il 1951 e il 1976, i cui dati sono stati raccolti nei registri nazionali in occasione del servizio militare tra il 1969 e il 1996. All’epoca i ragazzi erano stati divisi in diverse categorie a seconda del loro Bmi (Body Mass Index, Indice di Massa Corporea) per monitorare nel tempo lo sviluppo di diabete, tumore al fegato e altre malattie epatiche in relazione al Bmi di partenza. Al momento della valutazione di base, poco più di 100 mila ragazzi erano in sovrappeso e quasi 200 mila erano obesi.Durante il lungo follow up, che in media è stato di 28,5 anni, a 5281 persone è stata diagnosticata una malattia epatica e a 251 di queste un tumore al fegato (in particolare epatocarcinoma) con una stretta correlazione tra la malattia epatica e una condizione di sovrappeso e obesità. Il rischio, è stato rilevato, aumenta ulteriormente per chi oltre all’obesità sviluppa anche il diabete. Obesità: come sono cambiati i numeri negli anniLo studio svedese ha messo in luce, in primo luogo, la correlazione tra obesità e malattie epatiche: l'obesità negli adolescenti si associa al rischio di sviluppare nell'età adulta malattia del fegato e tumore epatico.I ricercatori però hanno evidenziato anche un altro dato molto interessante, che conferma come l’epidemiologia dell’obesità sia cambiata in Europa negli ultimi 20 anni: tra il 1951 e il 1976 la percentuale dei ragazzi in sovrappeso è aumentata del 210%, mentre quella dei ragazzi obesi del 350%.Quello dell’obesità è un problema esteso in tutto il Globo: il 54% degli adulti residenti nei 35 paesi dell’ OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) è infatti in sovrappeso e in 4 paesi, Ungheria, Nuova Zelanda, Messico e Stati Uniti, il tasso di obesità è superiore al 30%. Il Paese più a rischio in Europa è la Gran Bretagna, in cui il tasso di obesità è aumentato del 92% dal 1990 ad oggi raggiungendo il 26,9%. L’Italia ha un altro triste primato: i bambini del nostro Paese sono tra i più grassi d’Europa, soprattutto quelli che vivono nelle regioni meridionali. Alla luce della ricerca condotta in Svezia, l’urgenza di educare i ragazzi ad uno stile di vita sano e ad un’alimentazione regolare diventa ancora più urgente. I rischi che si corrono a fare altrimenti sono davvero troppi.  

Fumo di sigaretta: i veleni che si inalano

Fumo di sigaretta: i veleni che si inalano
“Il fumo nuoce gravemente alla salute” è una frase che abbiamo sentito ripetere migliaia di volte e che in molti, oggi, diamo per assodata. Ogni sigaretta contiene infatti circa 4000 sostanze chimiche, 400 delle quali sono tossiche e 40 dichiaratamente cancerogene, sostanze che accelerano l’invecchiamento della pelle, danneggiano il gusto e l’olfatto, indeboliscono il sistema immunitario, favoriscono l’insorgenza di tumori (ad esempio al polmone e al fegato) e compromettono la salute cardiovascolare. Tanti fumatori, anche se conoscono perfettamente i rischi delle sigarette, continuano imperterriti ad accenderne una dietro l’altra. Il motivo? Tutta colpa della nicotina, che crea una vera e propria dipendenza verso il fumo, al quale con il passare degli anni risulta sempre più difficile rinunciare. Ecco una selezione di altre 8 sostanze altamente tossiche, che respiriamo ogni volta che accendiamo una sigaretta: benzene: componente naturale del petrolio, presente in pesticidi e carburanti. Noto cancerogeno, accresce esponenzialmente il rischio di leucemia, di anemia e di alterazioni genetiche, danneggia i tessuti ossei e può essere la causa di complicazioni per le donne in gravidanza formaldeide: classificato dall’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) come cancerogeno certo, è un potente battericida responsabile dell’irritazione ad occhi e mucose e della tosse insistente tipica di fumatori catrame: insieme di agenti chimici prodotti dalla combustione del tabacco, responsabile del residuo marrone e appiccicoso che riveste denti, dita e polmoni dei fumatori arsenico: sostanza altamente cancerogena, è un veleno contenuto nei topicidi; causa nel corpo del fumatore, danni al cuore e ai vasi sanguigni, al sistema nervoso e a quello digestivo cromo: utilizzato per smalti e vernici, è tra i principali responsabili del cancro ai polmoni. Permette inoltre ad altre sostanze cancerogene, di aderire con più facilità al DNA, danneggiandolo cianuro di idrogeno: uno dei responsabili dei danni arrecati a cuore e vasi sanguigni, indebolisce le ciglia che proteggono le vie respiratorie, permettendo alle tossine di entrare più facilmente nei polmoni.  ossido d’azoto: tra i maggiori inquinanti atmosferici, normalmente viene prodotto dall’organismo in piccole quantità per facilitare l’espansione delle vie respiratorie; la presenza eccessiva di questa sostanza nelle sigarette, causa un’espansione maggiore delle vie aeree, facilitando l’assorbimento della nicotina e degli altri elementi nocivi ammoniaca: composto utilizzato per convertire la nicotina presente nelle sigarette in gas, permettendo ai polmoni e al sangue di assorbire la sostanza più facilmente, aumentandone l’effetto da dipendenza   Per combattere il problema del tabagismo esistono diversi metodi; uno dei più efficaci è quello di affidarsi ad uno specialista, che sappia seguire il paziente nel difficile percorso. In alternativa è possibile affrontare il cambiamento in autonomia, diminuendo gradualmente la quantità giornaliera di sigarette fumate, fino a smettere completamente. Una scelta lodevole di cui a beneficiarne, non è solo il fumatore, ma anche tutte le persone che lo circondano.

L'inquinamento in estate è più pericoloso?

L'inquinamento in estate è più pericoloso?
Diverse ricerche hanno dimostrato come in Europa, nonostante i riscaldamenti spenti e il calo della circolazione delle automobili, lo smog sia più intenso durante i mesi caldi dell’anno, in particolar modo nei centri urbani; particelle tossiche come i mineral dust, legate alle polveri del suolo e ai batteri, infatti, in condizioni di temperature elevate, proliferano, intensificandosi. Respirare queste scorie può avere conseguenze molto gravi per l’organismo, come per esempio l’insorgenza di tumori.   Qual è il legame tra cancro e inquinamento?Lo spiega Sergio Harari, direttore della Pneumologia all’Ospedale San Giuseppe Multimedica IRCCS di Milano: “Dal 2013 l’inquinamento atmosferico in generale e le polveri sottili, sono catalogati fra i cancerogeni certi per gli esseri umani. A conferire questa classificazione è stata la massima autorità in materia, ovvero l’International Agency for Research on Cancer (Iarc) di Lione: dopo un’attenta revisione di oltre mille studi scientifici sull’argomento, gli esperti hanno infatti confermato che questi agenti inquinanti provocano il cancro ai polmoni e aumentano il rischio di quello alla vescica. È stato constatato come l’incidenza della malattia, nei territori indicati come altamente inquinanti, sia superiore del 9% negli uomini e del 7% nelle donne, rispetto alla media regionale.”   Come proteggersi dall’inquinamento?Gli esperti, tra cui Harari, consigliano di: evitare esposizioni e attività fisica nelle ore più soleggiate idratarsi abbondantemente bevendo molta acqua consumare alimenti dal potere antiossidante come albicocche, mango, carote, spinaci, pompelmi, kiwi, broccoli, peperoni, cereali, germe di grano, mandorle, arachidi e pomodori purificare i polmoni di tanto in tanto spostandosi al mare o in montagna   Per preservare la salute dei più piccoli, inoltre, è consigliato: portare i propri figli in marsupi sulle spalle piuttosto che nei passeggini, in quanto lo smog si concentra maggiormente negli strati più bassi, all’altezza di gas e scarico portare i ragazzi a fare sport o giocare, nei parchi o all’aperto in zone periferiche   Cosa significare fumare in una zona ad alto tasso d’inquinamento?Il fumo della sigaretta è molto più cancerogeno dello smog, l’azione combinata di fumo e inquinamento ha quindi un effetto moltiplicativo, così che 1+1 non fa più 2, ma 5 o 6. Per questo motivo, i fumatori che vivono in ambienti inquinati dovrebbero valutare l’idea di smettere, per un’azione preventiva rispetto la propria salute, gravemente messa a rischio.

Perché Fondazione CMT crede nella prevenzione

Perché Fondazione CMT crede nella prevenzione
Spesso vediamo commenti di utenti che leggono i nostri articoli e si lamentano del fatto che persone che non hanno mai fumato, che hanno mangiato in modo salutare e fatto attività fisica con regolarità si sono ammalate di tumore. Di conseguenza, proseguono, i consigli riguardo alimentazione e stile di vita sono inutili. ATTENZIONE!!! Credere che buone abitudini alimentari e non, siano superflue per rimanere in salute, in quanto anche alcune persone che lo hanno fatto per tutta la vita si sono ammalate, è molto pericoloso in ottica di prevenzione dei tumori! Dobbiamo infatti tenere presente una cosa molto importante: alimentazione scorretta, sedentarietà, abuso di alcol fumo di sigaretta, non sono considerate "cause" del carcinoma epatocellulare (e di tanti altri tumori), ma "fattori di rischio”. Cerchiamo di capire cosa significa. Tranne che per alcune rare forme ereditarie, non esiste un’unica causa che possa spiegare l’insorgenza di un tumore; al suo sviluppo concorrono infatti diversi fattori (definiti appunto “di rischio”) associati alla comparsa e allo sviluppo di queste malattie. Tali fattori di rischio possono essere distinti in: non modificabili: età, sesso e patrimonio genetico modificabili: stile di vita e abitudini. Per contrastare i primi non si può fare nulla: sesso, patrimonio genetico ed età sono fattori sui quali non è chiaramente possibile intervenire.Il controllo dei secondi dipende invece strettamente dalla nostra volontà, ed è uno dei pochi strumenti che abbiamo a disposizione per tutelare la nostra salute. In altre parole non fumare, man giare bene, bere poco, muoversi con regolarità non garantirà di NON ammalarsi, ma sicuramente fare tutto l'opposto FAVORIRÀ l'insorgenza della malattia. Per questo motivo finché Fondazione CMT continuerà a svolgere il proprio lavoro di ricerca scientifica in ambito oncologico e questo blog sarà attivo non smetteremo di scriverlo: la prevenzione può salvare tantissime vite; tutte no, lo abbiamo cercato di spiegare in questo articolo, ma molte sì. A noi molte vite salvate (anche poche a dire la verità) sembrano un motivo sufficiente per continuare a credere nell'importanza della cultura della prevenzione. E a voi?

Smettere di fumare: i benefici nel tempo

Smettere di fumare: i benefici nel tempo
Il tabagismo, cioè la dipendenza da tabacco, riguarda un uomo su 4 e una donna su 20, per un totale di 933 milioni di fumatori a livello mondiale.Smettere di fumare è difficile, richiede molti sforzi a livello psicologico e un cambiamento delle abitudini. Si tratta di una scelta importante alla quale occorre dedicare tempo, informandosi e chiedendo aiuto ad un medico, ma con il giusto impegno e sacrificio è possibile ottenere grandi risultati. Di seguito vi riportiamo alcuni dei benefici che potrete riscontrare dopo aver spento l’ultima sigaretta. Entro 20 minuti:- si normalizza la pressione arteriosa- si normalizza il battito cardiaco Entro 8 ore:- si normalizza la temperatura di mani e piedi, normalmente più bassa a causa della minore funzionalità dei vasi sanguigni -scende il livello di anidride carbonica nel sangue-si normalizza il livello di ossigeno nel sangue Entro 24 ore:-cala il rischio di attacco cardiaco Entro 48 ore:- migliorano i sensi del gusto e dell’olfatto, ottimizzando le funzioni dei recettori sensoriali Entro 72 ore:-i bronchi si rilassano, migliorando il respiro-aumenta la capacità polmonare Da 2 settimane a 3 mesi:- migliora la circolazione-camminare risulta meno faticoso- dopo un mese diminuisce il rischio di sviluppare diabete di tipo 1, alcuni tipi di cancro e malattie cardiovascolari Da 3 a 9 mesi:- diminuiscono sintomi come affaticamento, respiro corto e tosse- aumenta il livello generale di energia Entro 5 anni:- la mortalità da tumore polmonare per il fumatore medio si riduce da 137 ‰ a 72 ‰ Entro 10 anni:- vengono rimpiazzate le cellule precancerose- diminuisce il rischio di altri tumori come quello alla bocca, alla laringe, all’esofago, alla vescica, ai reni e al pancreas Dopo 10 anni:- la mortalità da tumore polmonare o il rischio di infarto è pari alla percentuale di una persona che non ha mai fumato, a pari stile di vita Sicuramente meno importanti rispetto alla salute, ma comunque non trascurabili, sono i benefici economici che si possono ottenere dall’abbandono definitivo di questo pericoloso vizio: considerando che un pacchetto di sigarette costa circa 5€ e che un fumatore medio fuma più o meno un pacchetto da venti al giorno il risparmio potrebbe essere di:• 150€ al mese• 1825€ all’anno• 18.250€ ogni dieci anni!!!! Smettere di fumare è difficile ma non impossibile. Il vostro medico potrà darvi indicazioni su come farlo al meglio e sulle strutture che possono aiutarvi in questo percorso. A noi i motivi per provarci sembrano tanti e a voi?

Dieta, normopeso e salute

Dieta, normopeso e salute
Mantenersi in forma è un desiderio comune a moltissime persone in quanto avere un bel fisico aiuta a sentirsi sicuri con se stessi e con il prossimo. Il normopeso però non è soltanto una questione di aspetto estetico: alimentarsi in modo sano, fare movimento e non eccedere con le calorie sono abitudini fondamentali per la salute dell'organismo. L'importanza di mantenere il normopesoMantenere un peso corporeo equilibrato, in armonia con la propria statura e con il personale stile di vita, scongiura il rischio di contrarre malattie e patologie specifiche e allunga la vita. A confermarlo è anche una ricerca statunitense pubblicata recentemente sul Journal of American Medical Association in cui si afferma che un'alimentazione corretta e un po' di movimento giornaliero allontanano l'insorgere di malattie cardiache, di danni alle ossa e alle articolazioni e di patologie specifiche come il diabete. Un eccesso di tessuto adiposo ad esempio può provocare il diabete di tipo 2, in quanto la massa grassa tende ad abbassare i livelli di insulina nel sangue. Inoltre il sovrappeso mette sotto sforzo sia il cuore che le articolazioni in quanto una massa corporea notevole richiede un maggior apporto di sangue e ossigeno nelle cellule e un carico maggiore sulle ginocchia. È facile accorgersene quando si salgono le scale: i chili di troppo impediscono di muoversi agevolmente, inducono difficoltà respiratorie e senso di affaticamento. Mantenere il peso ideale è molto importante anche per la fertilità femminile. Il tessuto adiposo infatti aumenta il livello degli estrogeni, ormoni che solitamente la donna attiva in gravidanza. Questo incremento anomalo manda segnali errati all'organismo con conseguente irregolarità o blocco dell'ovulazione. Avere un fisico agile e snello inoltre migliora l'autostima, aumenta la fiducia in se stessi e favorisce le relazioni sociali. Dieta: come calcolare le calorie necessarieIl fabbisogno energetico giornaliero consiste nella quantità di calorie necessarie all'individuo per poter svolgere le normali attività quotidiane come provvedere ai bisogni primari, lavorare, coltivare rapporti sociali, svolgere esercizio fisico. Ovviamente il numero di calorie varia da persona a persona in base al proprio metabolismo basale (energia che l'organismo utilizza per svolgere le sue funzioni vitali, ad esempio respirare o dormire) e al proprio stile di vita, dinamico oppure sedentario. Generalmente si stima che un uomo di media altezza e peso debba consumare circa 2500 calorie al giorno mentre una donna di media corporatura e di normale altezza abbia bisogno di spendere circa 2000 calorie giornaliere. Per valori più precisi riguardo il fabbisogno energetico individuale si possono consultare i Larn della Società Italiana di Nutrizione Umana, ossia tabelle con i livelli di nutrienti necessari in base a peso altezza ed età. Tuttavia, non esiste un metodo universalmente valido per calcolare le calorie e solo un esperto nutrizionista può dare consigli utili per un regime alimentare equilibrato e finalizzato a raggiungere gli obiettivi prefissati (dimagrire, mantenere il peso, ingrassare). L'esercizio fisico migliora la salute e fa bene a qualsiasi etàIn base a quanto detto in precedenza per mantenersi in salute e in forma bastano poche semplici regole: un'alimentazione sana e variegata e un po' di sana attività fisica giornaliera. Il movimento irrobustisce i muscoli, ossigena le nostre cellule e attiva ormoni benefici come dopamina e serotonina: bastano piccole sane abitudini come praticare sport un giorno alla settimana e camminare per circa un'ora al giorno. In base all'età, tempi e modalità di esercizio possono variare, ma le statistiche dicono che fino ai 18 anni basta un'ora al giorno, dai 19 ai 65 anni circa mezz'ora al giorno e gli anziani possono praticare una bella passeggiata per tre volte alla settimana.

I progressi della ricerca e di Fondazione CMT

I progressi della ricerca e di Fondazione CMT
I ricercatori del Garvan Institute of Medical Research in Australia hanno recentemente individuato per la prima volta in una cellula umana una struttura di DNA prima d’ora osservata solo in laboratorio: gli i-motif, nodi intrecciati che si formano e disfano continuamente all’interno del nucleo cellulare e composti da quattro filamenti. La scoperta è particolarmente importante in quanto gli i-motif potrebbero svolgere un ruolo chiave nella lettura del codice genetico e nella attivazione dei geni. Si tratta di una scoperta che deve essere ancora approfondita, ma se confermata potrebbe rappresentare il punto di partenza per ulteriori studi volti a combattere malattie ad oggi incurabili. Anche Fondazione CMT è impegnata in diversi progetti improntati sullo studio del DNA per la cura dei tumori; tra questi il più importante ha l’obiettivo di elaborare una “Nuova classificazione del carcinoma epatocellulare”. A livello internazionale esistono almeno 12 classificazioni del Carcinoma Epatocellulare che, basandosi su 3 criteri (grandezza tumore, numero noduli e funzionalità epatica residua) hanno lo scopo di ipotizzare l'evoluzione del tumore. Nessuna tra queste classificazioni è però in grado di prevedere l’evoluzione di una neoplasia e quindi di stabilire la terapia più adatta già al momento della diagnosi. Ad oggi, i ricercatori di CMT sono riusciti a identificare quattro modelli di crescita, che devono essere analizzati per capire se presentano profili di espressione genetica diversi in base alla tipologia di tumore.Si sta inoltre effettuando un'analisi degli esoni (ovvero della parte attiva del DNA) all'interno di noduli tumorali per capire se questi presentano, in base ai quattro modelli di crescita, delle variazioni. Clicca qui per approfondire Si trattadi un progetto molto costoso,in via di sviluppo,che per proseguire ha bisogno del contributo di tutti voi. Se anche tu credi nell’importanza della ricerca e di queste scoperte, aiutaci donando il tuo 5xMille a Fondazione CMT, per consentire agli studi di avanzare e contribuire alle scoperte che i ricercatori potranno effettuare. Scopri come donare cliccando questo link.
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