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Perché Fondazione CMT crede nella prevenzione

Perché Fondazione CMT crede nella prevenzione
Spesso vediamo commenti di utenti che leggono i nostri articoli e si lamentano del fatto che persone che non hanno mai fumato, che hanno mangiato in modo salutare e fatto attività fisica con regolarità si sono ammalate di tumore. Di conseguenza, proseguono, i consigli riguardo alimentazione e stile di vita sono inutili. ATTENZIONE!!! Credere che buone abitudini alimentari e non, siano superflue per rimanere in salute, in quanto anche alcune persone che lo hanno fatto per tutta la vita si sono ammalate, è molto pericoloso in ottica di prevenzione dei tumori! Dobbiamo infatti tenere presente una cosa molto importante: alimentazione scorretta, sedentarietà, abuso di alcol fumo di sigaretta, non sono considerate "cause" del carcinoma epatocellulare (e di tanti altri tumori), ma "fattori di rischio”. Cerchiamo di capire cosa significa. Tranne che per alcune rare forme ereditarie, non esiste un’unica causa che possa spiegare l’insorgenza di un tumore; al suo sviluppo concorrono infatti diversi fattori (definiti appunto “di rischio”) associati alla comparsa e allo sviluppo di queste malattie. Tali fattori di rischio possono essere distinti in: non modificabili: età, sesso e patrimonio genetico modificabili: stile di vita e abitudini. Per contrastare i primi non si può fare nulla: sesso, patrimonio genetico ed età sono fattori sui quali non è chiaramente possibile intervenire.Il controllo dei secondi dipende invece strettamente dalla nostra volontà, ed è uno dei pochi strumenti che abbiamo a disposizione per tutelare la nostra salute. In altre parole non fumare, man giare bene, bere poco, muoversi con regolarità non garantirà di NON ammalarsi, ma sicuramente fare tutto l'opposto FAVORIRÀ l'insorgenza della malattia. Per questo motivo finché Fondazione CMT continuerà a svolgere il proprio lavoro di ricerca scientifica in ambito oncologico e questo blog sarà attivo non smetteremo di scriverlo: la prevenzione può salvare tantissime vite; tutte no, lo abbiamo cercato di spiegare in questo articolo, ma molte sì. A noi molte vite salvate (anche poche a dire la verità) sembrano un motivo sufficiente per continuare a credere nell'importanza della cultura della prevenzione. E a voi?

Smettere di fumare: i benefici nel tempo

Smettere di fumare: i benefici nel tempo
Il tabagismo, cioè la dipendenza da tabacco, riguarda un uomo su 4 e una donna su 20, per un totale di 933 milioni di fumatori a livello mondiale.Smettere di fumare è difficile, richiede molti sforzi a livello psicologico e un cambiamento delle abitudini. Si tratta di una scelta importante alla quale occorre dedicare tempo, informandosi e chiedendo aiuto ad un medico, ma con il giusto impegno e sacrificio è possibile ottenere grandi risultati. Di seguito vi riportiamo alcuni dei benefici che potrete riscontrare dopo aver spento l’ultima sigaretta. Entro 20 minuti:- si normalizza la pressione arteriosa- si normalizza il battito cardiaco Entro 8 ore:- si normalizza la temperatura di mani e piedi, normalmente più bassa a causa della minore funzionalità dei vasi sanguigni -scende il livello di anidride carbonica nel sangue-si normalizza il livello di ossigeno nel sangue Entro 24 ore:-cala il rischio di attacco cardiaco Entro 48 ore:- migliorano i sensi del gusto e dell’olfatto, ottimizzando le funzioni dei recettori sensoriali Entro 72 ore:-i bronchi si rilassano, migliorando il respiro-aumenta la capacità polmonare Da 2 settimane a 3 mesi:- migliora la circolazione-camminare risulta meno faticoso- dopo un mese diminuisce il rischio di sviluppare diabete di tipo 1, alcuni tipi di cancro e malattie cardiovascolari Da 3 a 9 mesi:- diminuiscono sintomi come affaticamento, respiro corto e tosse- aumenta il livello generale di energia Entro 5 anni:- la mortalità da tumore polmonare per il fumatore medio si riduce da 137 ‰ a 72 ‰ Entro 10 anni:- vengono rimpiazzate le cellule precancerose- diminuisce il rischio di altri tumori come quello alla bocca, alla laringe, all’esofago, alla vescica, ai reni e al pancreas Dopo 10 anni:- la mortalità da tumore polmonare o il rischio di infarto è pari alla percentuale di una persona che non ha mai fumato, a pari stile di vita Sicuramente meno importanti rispetto alla salute, ma comunque non trascurabili, sono i benefici economici che si possono ottenere dall’abbandono definitivo di questo pericoloso vizio: considerando che un pacchetto di sigarette costa circa 5€ e che un fumatore medio fuma più o meno un pacchetto da venti al giorno il risparmio potrebbe essere di:• 150€ al mese• 1825€ all’anno• 18.250€ ogni dieci anni!!!! Smettere di fumare è difficile ma non impossibile. Il vostro medico potrà darvi indicazioni su come farlo al meglio e sulle strutture che possono aiutarvi in questo percorso. A noi i motivi per provarci sembrano tanti e a voi?

Dieta, normopeso e salute

Dieta, normopeso e salute
Mantenersi in forma è un desiderio comune a moltissime persone in quanto avere un bel fisico aiuta a sentirsi sicuri con se stessi e con il prossimo. Il normopeso però non è soltanto una questione di aspetto estetico: alimentarsi in modo sano, fare movimento e non eccedere con le calorie sono abitudini fondamentali per la salute dell'organismo. L'importanza di mantenere il normopesoMantenere un peso corporeo equilibrato, in armonia con la propria statura e con il personale stile di vita, scongiura il rischio di contrarre malattie e patologie specifiche e allunga la vita. A confermarlo è anche una ricerca statunitense pubblicata recentemente sul Journal of American Medical Association in cui si afferma che un'alimentazione corretta e un po' di movimento giornaliero allontanano l'insorgere di malattie cardiache, di danni alle ossa e alle articolazioni e di patologie specifiche come il diabete. Un eccesso di tessuto adiposo ad esempio può provocare il diabete di tipo 2, in quanto la massa grassa tende ad abbassare i livelli di insulina nel sangue. Inoltre il sovrappeso mette sotto sforzo sia il cuore che le articolazioni in quanto una massa corporea notevole richiede un maggior apporto di sangue e ossigeno nelle cellule e un carico maggiore sulle ginocchia. È facile accorgersene quando si salgono le scale: i chili di troppo impediscono di muoversi agevolmente, inducono difficoltà respiratorie e senso di affaticamento. Mantenere il peso ideale è molto importante anche per la fertilità femminile. Il tessuto adiposo infatti aumenta il livello degli estrogeni, ormoni che solitamente la donna attiva in gravidanza. Questo incremento anomalo manda segnali errati all'organismo con conseguente irregolarità o blocco dell'ovulazione. Avere un fisico agile e snello inoltre migliora l'autostima, aumenta la fiducia in se stessi e favorisce le relazioni sociali. Dieta: come calcolare le calorie necessarieIl fabbisogno energetico giornaliero consiste nella quantità di calorie necessarie all'individuo per poter svolgere le normali attività quotidiane come provvedere ai bisogni primari, lavorare, coltivare rapporti sociali, svolgere esercizio fisico. Ovviamente il numero di calorie varia da persona a persona in base al proprio metabolismo basale (energia che l'organismo utilizza per svolgere le sue funzioni vitali, ad esempio respirare o dormire) e al proprio stile di vita, dinamico oppure sedentario. Generalmente si stima che un uomo di media altezza e peso debba consumare circa 2500 calorie al giorno mentre una donna di media corporatura e di normale altezza abbia bisogno di spendere circa 2000 calorie giornaliere. Per valori più precisi riguardo il fabbisogno energetico individuale si possono consultare i Larn della Società Italiana di Nutrizione Umana, ossia tabelle con i livelli di nutrienti necessari in base a peso altezza ed età. Tuttavia, non esiste un metodo universalmente valido per calcolare le calorie e solo un esperto nutrizionista può dare consigli utili per un regime alimentare equilibrato e finalizzato a raggiungere gli obiettivi prefissati (dimagrire, mantenere il peso, ingrassare). L'esercizio fisico migliora la salute e fa bene a qualsiasi etàIn base a quanto detto in precedenza per mantenersi in salute e in forma bastano poche semplici regole: un'alimentazione sana e variegata e un po' di sana attività fisica giornaliera. Il movimento irrobustisce i muscoli, ossigena le nostre cellule e attiva ormoni benefici come dopamina e serotonina: bastano piccole sane abitudini come praticare sport un giorno alla settimana e camminare per circa un'ora al giorno. In base all'età, tempi e modalità di esercizio possono variare, ma le statistiche dicono che fino ai 18 anni basta un'ora al giorno, dai 19 ai 65 anni circa mezz'ora al giorno e gli anziani possono praticare una bella passeggiata per tre volte alla settimana.

I progressi della ricerca e di Fondazione CMT

I progressi della ricerca e di Fondazione CMT
I ricercatori del Garvan Institute of Medical Research in Australia hanno recentemente individuato per la prima volta in una cellula umana una struttura di DNA prima d’ora osservata solo in laboratorio: gli i-motif, nodi intrecciati che si formano e disfano continuamente all’interno del nucleo cellulare e composti da quattro filamenti. La scoperta è particolarmente importante in quanto gli i-motif potrebbero svolgere un ruolo chiave nella lettura del codice genetico e nella attivazione dei geni. Si tratta di una scoperta che deve essere ancora approfondita, ma se confermata potrebbe rappresentare il punto di partenza per ulteriori studi volti a combattere malattie ad oggi incurabili. Anche Fondazione CMT è impegnata in diversi progetti improntati sullo studio del DNA per la cura dei tumori; tra questi il più importante ha l’obiettivo di elaborare una “Nuova classificazione del carcinoma epatocellulare”. A livello internazionale esistono almeno 12 classificazioni del Carcinoma Epatocellulare che, basandosi su 3 criteri (grandezza tumore, numero noduli e funzionalità epatica residua) hanno lo scopo di ipotizzare l'evoluzione del tumore. Nessuna tra queste classificazioni è però in grado di prevedere l’evoluzione di una neoplasia e quindi di stabilire la terapia più adatta già al momento della diagnosi. Ad oggi, i ricercatori di CMT sono riusciti a identificare quattro modelli di crescita, che devono essere analizzati per capire se presentano profili di espressione genetica diversi in base alla tipologia di tumore.Si sta inoltre effettuando un'analisi degli esoni (ovvero della parte attiva del DNA) all'interno di noduli tumorali per capire se questi presentano, in base ai quattro modelli di crescita, delle variazioni. Clicca qui per approfondire Si trattadi un progetto molto costoso,in via di sviluppo,che per proseguire ha bisogno del contributo di tutti voi. Se anche tu credi nell’importanza della ricerca e di queste scoperte, aiutaci donando il tuo 5xMille a Fondazione CMT, per consentire agli studi di avanzare e contribuire alle scoperte che i ricercatori potranno effettuare. Scopri come donare cliccando questo link.

Lipofilling: l'autotrapianto di grasso per ricostruire il seno dopo un tumore

Lipofilling: l'autotrapianto di grasso per ricostruire il seno dopo un tumore
Ripristinare l’integrità corporea dopo un tumore al seno è per molte donne un’esigenza prioritaria. Non si tratta semplicemente di un vezzo estetico, ma di un passo fondamentale verso la guarigione e l’accettazione del proprio corpo. Anche in questo campo la ricerca ha fatto e sta facendo importanti passi avanti. Un esempio concreto è rappresentato dalla tecnica del lipofilling, che prevede il prelievo di tessuto adiposo in fianchi, cosce o addome e il successivo impianto nella mammella. In questo articolo cercheremo di capire meglio come e quando questa tecnica è consigliata.   Tumore al seno e chirurgiaIl tumore al seno è la neoplasia più frequente nella popolazione femminile; solo in Italia, nel 2017 si sono ammalate circa 50.500 donne. Anche se, fortunatamente, prevenzione e diagnosi precoce hanno raddoppiato i tassi di guarigione negli ultimi 20 anni, affrontare questa patologia resta un’esperienza traumatica per tutte le pazienti che la vivono, soprattutto quando le terapie includono una modifica del proprio corpo.Dopo una diagnosi di tumore al seno il chirurgo deve infatti valutare se procedere con un intervento di tipo conservativo o demolitivo. Nel primo caso viene asportato solo il tumore e il tessuto circostante (intervento di quadrantectomia); nel secondo caso si procede invece con l’asportazione totale della mammella (intervento di mastectomia).La scelta tra un intervento e l’altro dipende da una serie di fattori: generalmente si procede con la mastectomia quando il seno è molto piccolo e l’intervento conservativo lo renderebbe comunque deformato, quando il tumore è grande o multicentrico e quando la paziente presenta casi di familiarità che potrebbero celare una predisposizione genetica.Indipendentemente dal motivo per cui la mammella viene asportata, riuscire a ricostruirla in modo soddisfacente è diventato oggi parte integrante del percorso di cura.   Lipofilling: come avviene l’intervento?Oltre al tradizionale ricorso alla protesi in silicone, da qualche anno è possibile ricostruire il seno grazie al lipofilling, che consiste nel trapianto di cellule adipose prelevate direttamente dalla paziente (solitamente da glutei, cosce o addome).Il trapianto avviene per mezzo di ago-cannule molto sottili che vengono inserite sotto la pelle attraverso incisioni millimetriche; dopo l’estrazione il tessuto adiposo viene centrifugato e depurato dai componenti non necessari (come siero e globuli rossi) prima di essere infiltrato nel seno.Il lipofilling è una tecnica molto sicura, in quanto non prevede l’utilizzo di prodotti sintetici responsabili (anche se molto raramente) di potenziali reazioni avverse dell’organismo. L’intervento può essere effettuato in anestesia locale, in sedazione o in anestesia generale; generalmente il tipo di anestesia viene stabilito dal quantitativo di grasso da aspirare. Le pazienti possono riprendere in breve tempo le attività quotidiane senza particolari limitazioni e il dolore post operatorio viene controllato facilmente grazie a leggeri analgesici.   Lipofilling: quando si può usare? La tecnica del lipofilling viene utilizzata come unico metodo ricostruttivo solo in pazienti con mammelle di piccole dimensioni e con sufficiente tessuto adiposo da prelevare. È inoltre molto utile per: correggere piccoli difetti dopo quadrantectomia o mastectomia; aumentare la morbidezza nel seno ricostruito con protesi; combattere gli effetti della radioterapia (senso di durezza e contrattura).   L’autotrapianto di grasso viene impiegato anche in altri ambiti della chirurgia estetica: per migliorare alcune aree del volto (aumento zigomi o labbra, correzione dei solchi naso-genieni, ringiovanimento della palpebra inferiore), per appianare solchi e depressioni cutanee del corpo, per rimodellare i glutei o in alcuni casi per correggere esiti chirurgici.

Tumore al pancreas: l'importanza della prevenzione

Tumore al pancreas: l'importanza della prevenzione
Fondazione CMT è una Onlus nata nel 2009 con lo scopo di raccogliere fondi per la ricerca e lo sviluppo di tecniche mini-invasive per la cura del carcinoma epatocellulare, la forma più diffusa di tumore al fegato.Tra le diverse attività che promuove e finanzia, una parte è certamente dedicata alla prevenzione. Non sempre è possibile evitare l’insorgenza di forme tumorali, ma la conduzione di una vita sana può aiutare a prevenire malattie gravi e a vivere una vita in salute. È quindi importante praticare attività fisica e assumere molta frutta e verdura fresca, non abusare di alcol e non fumare. Dal momento che la nostra attività è concentrata sul tumore del fegato, spesso parliamo di prevenzione in relazione a questa malattia. Uno stile di vita sano è però utile anche alla prevenzione di molte altre patologie (tumorali e non), tra cui il tumore al pancreas, di cui vi parliamo oggi.   Il pancreas è una ghiandola voluminosa situata nell’addome, annessa all’apparato digerente; la sua principale funzione è quella di produrre succo pancreatico, che favorisce la digestione di alcune sostanze nell’intestino tenue. Lungo circa 15 cm, si divide in tre parti: la testa (a destra), il corpo (al centro) e la coda (a sinistra). Il tumore al pancreas si manifesta principalmente nella regione della testa e consiste nella moltiplicazione senza controllo delle cellule che costituiscono l’organo.Ogni anno in Italia si verificano circa 13.500 casi di tumore al pancreas: si tratta di una malattia diffusa generalmente nella popolazione anziana tra i 60 e gli 80 anni; nelle donne oltre i 75 anni, risulta essere tra i 5 carcinomi più frequenti. Tra i fattori di rischio il principale è rappresentato dal fumo di sigaretta: i fumatori presentano un rischio di incidenza del 50-70% in più rispetto ai non fumatori, con una percentuale del 20-30% per gli uomini e del 10% per le donne.Altri fattori di rischio possono derivare da malattie come la pancreatite cronica, il diabete mellito o una pregressa gastrectomia; o ancora, da disturbi alimentari come l’obesità o una dieta povera di fibre. Ad oggi non è possibile effettuare una diagnosi precoce del carcinoma pancreatico, in quanto si tratta di una malattia silente; sono pochi i casi diagnosticati allo stadio iniziale: circa il 7%. L’assenza di sintomi riconoscibili causa molto spesso gravi ritardi nella diagnosi, che limitano le possibilità di guarigione del paziente.Le terapie disponibili in presenza di tumore al pancreas sono la chirurgia, la radioterapia e/o la chemioterapia. L’intervento chirurgico varia a seconda della localizzazione del tumore; la rimozione delle cellule tumorali si distingue in tre diversi tipi:- la duodenocefalopancreasectomia prevede l’asportazione della testa del pancreas e una porzione di intestino tenue;- la pancreasectomia totale: prevede l’intera rimozione del pancreas, una porzione di intestino tenue, parte dello stomaco, il dotto biliare, la cistifellea, la milza e la maggior parte dei linfonodi regionali;- la pancreasectomia distale: prevede l’asportazione del corpo e della coda dell’organo.Si tratta di operazioni molto delicate e impegnative, non sempre possibili visto il ritardo con cui si riconosce questa malattia. La radioterapia, insieme alla chemioterapia, sono invece tecniche adottate principalmente in presenza di cellule tumorali nel corpo del pancreas. In particolare, la radioterapia consiste nell'annientare attraverso radiazioni ad alta frequenza le cellule maligne, andando a ridurre la dimensione del cancro. Le radiazioni possono essere erogate da una macchina esterna oppure tramite una sostanza radioattiva immessa direttamente nella lesione tumorale.La chemioterapia, a sua volta, agisce distruggendo le cellule tumorali sviluppate nel paziente. Si tratta di farmaci somministrati per via endovenosa o oralmente, che provocano gravi effetti collaterali come la perdita di capelli, nausea e vomito, perdita dell’appetito, stanchezza o fiato corto. La maggior parte degli effetti, generalmente, scompaiono nel terminare la terapia.Il tumore al pancreas può recidivare in seguito alla cura, per questo sarà necessario sottoporsi a controlli regolari. Il follow-up (esami del sangue/TAC e visita medica) permette quindi di tenere sotto controllo il proprio stato di salute in seguito alla sconfitta del tumore e a segnalare per tempo un’eventuale ricomparsa. La miglior cura per una vita lunga e salutare rimane la prevenzione; prendersi cura giorno dopo giorno scegliendo un'alimentazione sana e praticando attività fisica potrà evitare l'insorgenza di gravi malattie e garantire un benessere fisico e psicologico per molti anni.

Fertilità maschile dopo un tumore

Fertilità maschile dopo un tumore
Come promesso nel nostro ultimo articolo di Febbraio, questo mese affrontiamo il tema della fertilità maschile dopo un tumore. Anche gli uomini infatti, esattamente come le donne, rischiano di compromettere la possibilità di avere figli dopo una terapia per sconfiggere il cancro.   Terapie per la cura dei tumori e fertilitàLe terapie responsabili dell’infertilità sono la chemioterapia e la radioterapia, che causano, nel 30-40% dei casi, azoospermia, cioè assenza di spermatozoi.In alcuni casi si tratta di situazioni temporanee e la spermatogenesi riprende spontaneamente entro i 2 anni successivi alla terapia. In altri casi, purtroppo, le terapie compromettono la fertilità del paziente in modo permanente. È difficile prevedere in anticipo quali saranno gli effetti della terapia sulla fertilità, in quanto essi dipendono dalla tipologia di chemioterapia, dal dosaggio cumulativo, ma anche dallo stato di salute del paziente prima dell’inizio del trattamento. Come per la donna, esistono però anche per l’uomo tecniche in grado di preservare la fertilità dopo un tumore.La ricerca ha da qualche tempo sviluppato un metodo che permette la conservazione del liquido seminale attraverso il congelamento, la crioconservazione del seme, che prevede il naturale prelievo dello sperma e, in seguito ad analisi di accertamento, il suo congelamento mediante azoto liquido. Questo permetterà alle coppie che decidono di avere un figlio, di accedere successivamente a tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA).Per assicurare una buona riuscita, è importante che il medico proponga questa soluzione al paziente prima dell’inizio della terapia. Terapie per la cura del tumore al testicolo e fertilitàFino ad ora abbiamo parlato delle conseguenze delle principali terapie per la cura dei tumori in generale sulla produzione degli spermatozoi. Quando si parla di tumore e fertilità maschile non si può però non focalizzarsi anche su un altro importante argomento che spaventa molti giovani uomini: il tumore al testicolo.Come avviene per gli altri tumori, anche la terapia prescritta per questa patologia può essere di tipo farmacologico (chemioterapia). In questo caso il rischio di infertilità è lo stesso di cui abbiamo parlato sopra.Un'altra opzione terapeutica molto utilizzata per la cura del tumore del testicolo è la radioterapia. Anche in questo caso il rischio di infertilità è piuttosto alto: persino piccole dosi di radiazioni possono infatti danneggiare gli spermatogoni, le cellule che producono gli spermatozoi. È quindi consigliabile sottoporsi a crioconservazione del seme prima dell’inizio della terapia. L’ultimo aspetto da considerare quando si parla di tumore del testicolo e infertilità riguarda la chirurgia. Se in passato era necessario ricorrere alla castrazione monotesticolare o bi testicolare, oggi è invece possibile intervenire solo nella zona di riferimento: tramite la enucleo-resezione, ovvero l’asportazione del tumore tramite la guida ecografica per il chirurgo, è possibile eliminare le cellule tumorali lasciando il testicolo in sede. Negli ultimi 30 anni l’incidenza del tumore al testicolo è aumentata di circa il 45%, ma la mortalità è diminuita del 70%: oggi, circa il 90% degli uomini che si ammalano di questa malattia possono essere curati.Per molti di loro, e anche per chi è affetto da altre tipologie curabili di tumore, la possibilità di diventare padri dopo la malattia è una tematica prioritaria. In questo, fortunatamente, la scienza ha fatto molti passi avanti. Continuiamo a sostenere la ricerca e ad impegnarci nel quotidiano per favorire prevenzione e diagnosi precoci.   Continuate a seguirci sul Blog e sul sito.

Rimettersi in forma prima dell’estate: 8 consigli “soft”

Rimettersi in forma prima dell’estate: 8 consigli “soft”
Per noi che ci occupiamo di prevenzione dei tumori, lo stile di vita sano è una buona abitudine che andrebbe seguita 365 giorni l’anno. Sappiamo però che in molti aspettate marzo per cominciare a seguire regole salutari e prepararvi alla prova costume. A voi dedichiamo 8 consigli “soft” perfetti per rimettersi in forma prima dell’estate.      1. Eliminate gli alcolici. Spesso il consumo di bevande alcoliche sfugge di mano prima che si riesca a rendersene conto. Un bicchiere di vino a pasto, 2/3 aperitivi a settimana, un cocktail il sabato sera. Nulla di più sbagliato; abbiamo spiegato in tanti articoli quanto l’alcol possa essere pericoloso per il fegato e in generale per la salute (clicca qui). Oggi ci limiteremo a ricordarvi le calorie delle principali bevande alcoliche: birra 43 Kcal per 100 gr, vino 83 Kcal per 100 gr, gin 263 Kcal per 100 gr, rum 231 Kcal per 100 gr. Da oggi in poi quindi, sostituite l’alcol con spremute, centrifughe o estratti, unico sgarro concesso una birra o 2 bicchieri di vino a settimana. 2. Mangiate più proteine. Le proteine riducono l’appetito e fanno sentire sazi prima; inoltre, aumentando la termogenesi consentono di aumentare la combustione del grasso. Attenzione però a non anteporre mai il desiderio di rimettersi in forma alla salute dell’organismo: limitate la carne (in particolare quella rossa), consumate pesce soprattutto azzurro e provate ad aumentare il consumo di proteine vegetali. 3. Non eliminate i carboidrati, ma scegliete quelli giusti. Uno degli errori più comuni che fa chi inizia una dieta fai da te è eliminare del tutto i carboidrati. Ogni pasto dovrebbe invece essere bilanciato e prevedere anche i carboidrati. Vi consigliamo però di ridurne il consumo la sera e soprattutto di preferire prodotti integrali ed evitare quelli a farina bianca. In questo modo potrete mantenere bassi i livelli di insulina evitando i picchi che rallentano la combustione del grasso. E la pizza? Ok una volta a settimana, ma meglio se di farina integrale (spesso molto più buona di quella tradizionale!). 4. Usate i grassi buoni. Ogni regime alimentare che si rispetti, anche strutturato con l’obiettivo di perdere peso, prevede una dose quotidiana di grassi buoni. Condite tutto con olio d’oliva (massimo 4 cucchiai al giorno) e consumate anche cibi “grassi”, ma salutari e ricchi di omega 3 come salmone, pesce spada, sardine, sgombri, aringhe, noci, mandorle. Banditi burro, margarina, cibi fritti e dolci confezionati. 5. Correte! Lo sport migliore in assoluto (salvo problematiche specifiche) per dimagrire, eliminare la pancia, rinforzare le gambe ed eliminare le tossine è la corsa. L’attività aerobica per essere davvero efficace deve essere protratta per più di mezz’ora. Se pensate di non riuscite a correre per 30/35 minuti di fila, alternate camminata veloce e corsa cercando di diminuire progressivamente i minuti di camminata a favore di quelli di corsa. 6. Nuotate! Un altro sport consigliato, perfetto per associare l’attività aerobica e quella anaerobica che rinforza i muscoli è il nuoto. Con due ore di nuoto alla settimana riuscirete a sviluppare muscoli delle braccia, dorsali e muscoli delle cosce. 7. Provate il cardiofitness. Se siete particolarmente determinati, o avete la possibilità di andare in palestra, alternate l’allenamento con i pesi (che innalza il metabolismo, rinforza i muscoli e tonifica) a quello cardiovascolare. L’ideale è dedicarsi prima ai pesi e poi a tapis roulant o cyclette perché in questo modo si bruciano più grassi. 8. Concedetevi qualche sgarro. Un modo efficace per riuscire a mantenere nel tempo uno stile di vita sano e attivo è concedersi qualche sgarro. Allenatevi 2 o 3 volte alla settimana e mangiate bene ogni giorno, ma se un bel piatto di lasagne è in grado di rallegrarvi la giornata, ogni tanto, mangiatela pure. E senza sensi di colpa!   Che siate più o meno attenti alla prova costume, sappiate che queste 8 regole andrebbero seguite tutto l’anno. Nella prevenzione dei tumori lo stile di vita fa la differenza; come hanno dimostrato in uno studio dello scorso anno i ricercatori della Harvard Medical School di Boston, l'incidenza del cancro cala dal 20 al 40% e il numero delle morti da tumore si dimezza seguendo 4 regole: non fumare;bere pochissimi alcolici;mantenere in modo costante un giusto indice di massa corporea;fare sport (150 minuti di esercizio aerobico a settimana).Con il nostro blog cerchiamo di aiutarvi a raggiungere questo obiettivo senza troppa fatica! Continuate a seguirci!

Tumore al seno e sostanze chimiche: quali sono le più pericolose?

Tumore al seno e sostanze chimiche: quali sono le più pericolose?
Il tumore al seno è una delle patologie oncologiche più diffuse e colpisce maggiormente le donne. Come molte altre patologie può essere connesso ad un'alimentazione scorretta, ad uno stile di vita sregolato e all'esposizione a diverse tipologie di sostanze nocive, estremamente dannose per la salute dell'uomo.Una ricerca condotta dal Silent Spring Institute del Massachussets dedicata alla prevenzione del tumore al seno, ha individuato alcuni prodotti chimici giudicati cancerogeni ai quali la popolazione femminile risulterebbe notevolmente esposta. Questo studio scientifico, pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives, ha individuato circa 20 sostanze chimiche alle quali è necessario evitare di esporsi per prevenire il rischio oncologico. Molte delle suddette sostanze si trovano in prodotti che possono entrare anche quotidianamente nelle nostre vite, come per esempio la benzina, il gasolio, i solventi, i disinfettanti e le vernici, ma anche il fumo delle sigarette, i cibi cotti ad alte temperature (fritti o alla brace) e alcuni farmaci.     Ecco di seguito alcune tra le sostanze che andrebbero evitate. 1,3 butadiene, presente nei gas di scarico e nei vapori della benzinaacrilamide, presente negli alimenti cotti ad alta temperaturaammine aromatiche, presenti nel poliuretano, nei pesticidi e nelle tinture, ma anche nelle vernici, negli inchiostri per la stampante, nei reagenti chimici e nei cristalli liquidibenzene, presente nei fumi della benzina e del tabacco, nei gas di scarico, ma anche nelle vernici e negli oli dei motori,solventi organici alogenati, presenti in alcuni prodotti per il lavaggio a secco, nella vernice e negli smacchiatori,ossido di etilene, presente nel fumo di sigaretta e negli scarichi degli autoveicoliritardanti di fiamma, presenti nella resina poliestere, ma anche nella schiuma di poliuretanoammine eterocicliche, presenti nei fumi della carne cotta ad alta temperaturaMX, utilizzato per disinfettare l’acquaOcratossina A, presente nel grano e nella carne di maialeNitro-PAHs, presente nei gas di scarico del gasolioPAHs, presente nell’inquinamento atmosfericoacido perfluoroottanoico (PFOA), utilizzato nella realizzazione del pentolame antiaderentestirene, presente nel fumo di sigaretta. Evitare queste sostanze non vi garantirà di non ammalarvi di tumore al seno; alcune forme tumorali dipendono infatti dalla predisposizione genetica, mentre altre insorgono in modo casuale; tuttavia avere uno stile di vita sano ed evitare sostanze e comportamenti pericolosi non potrà che essere positivo per la vostra salute.In riferimento a questo articolo vi consigliamo quindi di mettere in atto degli accorgimenti per evitare l'esposizione alle sostanze sopraelencate e scongiurare così l'insorgere di tumore al seno. Per prima cosa si raccomanda di evitare di toccare direttamente la benzina o il gasolio e di non respirare i fumi di scarico emessi dalle automobili. Ulteriore consiglio è quello di utilizzare sempre la cappa quando si cucina per evitare l'eccessiva esposizione al gas o ad altre sostanze rilasciate durante la cottura degli alimenti. Per prevenire il rischio oncologico è anche necessario intraprendere una dieta sana e genuina, riducendo il consumo della carne e di alimenti cotti sul barbecue o sulla griglia. Quando, inoltre, si acquista un mobile per la casa o per l'ufficio, è utile accertarsi che quest'ultimo non sia entrato in contatto con il poliuretano, sostanza considerata cancerogena. Se si ha l’abitudine di portare gli abiti o le coperte in lavanderia, sarebbe meglio chiedere se la stessa utilizza percloroetilene o altri solventi chimici molto pericolosi per la salute dell'uomo. Anche l’acqua del rubinetto, per essere considerata realmente potabile, andrebbe purificata con un filtro a carbone. Infine, è molto raccomandato anche l’utilizzo di detersivi e solventi per la casa ecocompatibili e di un'aspirapolvere che abbia il filtro Hepa (High Efficiency Particulate Air filter), in grado di aspirare e trattenere anche le particelle più piccole.   Continuate a seguirci sul blog di Fondazione CMT e sul nostro sito.

Quali sono i tumori più diffusi?

Quali sono i tumori più diffusi?
I tumori maligni sono una delle malattie più gravi che possano colpire persone, a volte anche indipendentemente dalle loro caratteristiche psicofisiche o abitudini comportamentali. Tuttavia, esistono dei fattori che possono favorirne l'incidenza come lo stile di vita, il regime alimentare e l'approssimarsi della vecchiaia. Alcuni organi ne sono più soggetti rispetto ad altri come polmoni, fegato, ovaie,utero, seno, prostata, colon retto e intestino e variabili quali il sesso e la collocazione geografica risultano avere un ruolo incisivo. È noto che i tumori dipendono soprattutto dallo stile di vita, dall’alimentazione, dall’esposizione a sostanze nocive (radioattività, smog, fumo di sigaretta, ma anche i raggi UV per la pelle, ecc). È fondamentale, quindi, prevenire il tumore con uno stile di vita sano, seguendo soprattutto un’alimentazione antitumorale equilibrata, che comprenda tutti i nutrienti necessari, ricca di frutta e verdura che dovrebbe essere biologica, per non esporsi all’ingestione di fitofarmaci altamente cancerogeni che vengono usati per la coltivazione intensiva. Lo IARC (agenzia la quale fa capo proprio all'Organizzazione Mondiale della Sanità), ha recentemente diffuso i risultati di una ricerca statistica, secondo la quale le prospettive di crescita in ambito tumorale sono esponenziali: degli 8,2 milioni di decessi attuali, in soli venti anni il dato potrebbe quasi raddoppiare arrivando sino a 13 milioni di decessi per cause tumorali. Questo dato si rivolge soprattutto a quelle aree geografiche caratterizzate da una mancata cultura e conoscenza delle patologie tumorali come Asia e Africa:continenti nei quali la tutela ambientale è pressoché nulla e la tutela per la salute di cittadini e lavoratori riveste un ruolo marginale. Tra le malattie più diffuse si conferma ancora una volta il cancro ai polmoni come il grande 'babau' diffuso capillarmente nel mondo, seguito dal cancro alla mammella e al colon. Percentualmente il cancro dei polmoni incide per il 19,4% sul totale dei decessi da tumore, il 10% avviene in seguito a cancro del fegato, seguiti dai blastomi gastro-intestinali. Se il capitolo cure attualmente si è arricchito di terapie innovative in grado di risolvere molte malattie dell'ambito, quello relativo alla prevenzione, allo sviluppo sociale inteso come progresso culturale nelle abitudini volte anche in direzione di un'ottima prevenzione necessita di una maggiore risposta da parte della popolazione. Per questo Fondazione CMT si prodiga nella continua divulgazione di uno stile di vita anticancro, perchè la prevenzione è la prima arma nella lotta contro il tumore. Per scoprire quali siano la buone e semplici abitudini per una vita sana e longeva, è possibile informarsi sul sito di Fondazione CMT cliccando qui.
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