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Prevenzione del Tumore al Colon: Cosa Mangiare?

Prevenzione del Tumore al Colon: Cosa Mangiare?
Il tumore al colon-retto è abbastanza comune, specialmente nella fetta di popolazione più anziana. Nella prevenzione del tumore al colon, una corretta alimentazione rappresenta sicuramente un valido alleato. Le scelte dietetiche sono fondamentali tanto prima quanto dopo il trattamento. In quest’articolo, troverai diversi consigli su quali siano gli alimenti da evitare e quali invece fanno bene. Così come per ogni altro tumore, le linee guida nutrizionali includono mangiare meno grassi saturi e assumere più nutrienti dal cibo invece che dagli integratori.   Una dieta per la prevenzione del Tumore al Colon Abbiamo già parlato di alimentazione per la prevenzione del tumore al colon, approfondendo il tema dei Fodmap, ossia di tutti quegli zuccheri presenti in alcuni alimenti che possono causare l’insorgenza dei sintomi del colon irritabile. Vediamo ora di fare un piccolo passo avanti.   I cibi da evitare Grasso alimentareL'elevato consumo di grassi alimentari, derivanti da carni rosse, aumenta la quantità di sostanze rilasciate nel tratto digestivo chiamate acidi biliari. Gli acidi biliari aiutano a scomporre i grassi. Quando entrano nel colon, la grande quantità di acidi biliari viene convertita in acidi biliari secondari che, quando in eccesso, possono favorire la crescita del tumore. Antiossidanti Gli antiossidanti agiscono proteggendo l'organismo da quelle sostanze potenzialmente pericolose chiamate radicali liberi. I radicali liberi sono il prodotto di reazioni chimiche fisiologiche che utilizzano l'ossigeno. Queste sostanze danneggiano le cellule del corpo attraverso l'ossidazione, la quale favorisce l'insorgenza di malattie cardiache, cataratta, invecchiamento e infezioni. Acido folico Alcuni studi suggeriscono che l'acido folico possa svolgere un ruolo importante nella prevenzione del tumore al colon, mentre altri dichiarano proprio il contrario. Sono necessari indagini più approfondite su questo argomento. Intanto, sappiamo che l’acido folico è essenziale nella formazione di nuove cellule e per il mantenimento dei globuli rossi. Le fonti più comuni di acido folico sono gli agrumi e le verdure con le foglie di color verde scuro, in particolare gli spinaci. Per il momento, non sembra esserci alcun beneficio dall’assunzione di integratori di acido folico nella prevenzione del tumore al colon. In effetti, alcuni studi suggeriscono che l’abuso di questa sostanza possa rappresentare un possibile fattore di rischio. I cibi che fanno bene Calcio e Vitamina DRecenti studi suggeriscono come queste due sostanze potrebbero non solo rafforzare le ossa, ma anche aiutare a prevenire il cancro al colon. Gli alimenti che includono uone fonti di calcio sono: latte, formaggio, yogurt, senape e cavolo. La vitamina D, invece, può essere assunta arricchendo la dieta con salmone, sardine, tuorli d'uovo e fegatini di pollo. FibreSebbene i dati sul rapporto tra fibre e tumore al colon siano contrastanti, esistono invece prove che l'assunzione di fibre migliora lo stato di salute in generale. E' possibile assumere queste componenti attraverso: cereali integrali e pane, prugne, bacche, fagioli e altri legumi, frutta, verdura fresca e riso integrale. L’unica cosa da tenere a mente è questa: ogni volta che si aumenta l'assunzione di fibre, farlo lentamente così da prevenire gas e crampi. Un’idea per il pranzo? Scopri la ricetta del riso rosso integrale con gamberetti, agretti e zucchine  FitochimiciRecentemente è stato scoperto come i fitochimici risultino validi alleati nella prevenzione del tumore al colon. I composti fitochimici sono sostanze non nutrienti (al contrario di flavonoidi, polifenoli e terpeni) che si trovano naturalmente in piante come pomodori, agrumi, bacche, peperoni, carote, broccoli, cavoli e fagioli di soia.   In conclusione, ecco alcune importanti linee guida su di una sana alimentazione per la prevenzione del tumore al colon: Mangiare molti alimenti di origine vegetale Preferire l’assunzione di cereali integrali anziché raffinati  Limitare le carni rosse e le carni trasformate  Svolgere attività fisica in modo da raggiungere e mantenere un buon peso forma Limitare il consumo di bevande alcoliche.

Fare il pieno di energie con il budino di kiwi!

Fare il pieno di energie con il budino di kiwi!
Il Kiwi è una bacca commestibile prodotta da numerose specie di liane, originaria della Cina, dove si coltiva da più di 700 anni. Esistono diverse varietà di questa bacca, le principali sono la verde e la gialla. Il kiwi possiede un gusto acidulo, ma rinfrescante ed è caratterizzato da molteplici benefici per l’organismo: le alte componenti di potassio, vitamina C, Rame e ferro, gli conferiscono proprietà antianemiche e antisettiche, inoltre le numerose quantità di minerali che contiene, permettono di regolare le attività cardiache e la pressione arteriosa dell’organismo. Il kiwi è infine noto per avere un’azione rinfrescante, dissetante e diuretica, la capacità di potenziare le difese immunitarie e di proteggere la parete vascolare.   Esistono numerosi modi per proporre il kiwi nelle nostre tavole, noi vi proponiamo una ricetta molto semplice da realizzare, ideale per fare il pieno di energie e vitamine!Di cosa si tratta? Di seguito tutte le indicazioni per come preparare un buon budino di kiwi tutto al naturale! Ingredienti: 2 kiwi 60 g di semi di chia 320 g di latte di mandorle 3 datteri 1 banana 1 pesca 1 manciata di spinaci (se graditi) Preparazione: Prendere un frullatore e versare al suo interno il latte di mandorle, i kiwi e i datteri, quindi azionarlo e mantenerlo in funzione fino a quando il composto avrà raggiunto una consistenza abbastanza liscia Se lo si desidera, aggiungere le foglie di spinaci e azionare nuovamente il frullatore Aggiungere i semi di chia e mescolare con una spatola per incorporarli nella crema Trasferire il composto in 4 bicchieri e lascarli riposare in frigorifero per circa un’ora in modo da far rapprendere il budino grazie all’azione addensante dei semi di chia Decorare con cubetti di pesca e rondelle di banane.   Il budino di kiwi è ideale per godersi un dolce leggero e salutare, perfetto a colazione con della frutta secca oppure a merenda. Un modo fresco e goloso per consumare tanta frutta fresca, da proporre agli adulti così come ai bambini! Scopri tutte le ricette di Fondazione CMT cliccando qui! Ogni mese potrai trovare una ricetta nuova da condividere con amici e parenti, per un pranzo o una cena all’insegna della salute!

Come e quando mangiare per mantenere una sana alimentazione

Come e quando mangiare per mantenere una sana alimentazione
La parola dieta deriva dal greco diaita, ovvero modo di vivere in riferimento alla salute dell’individuo; all'epoca ogni aspetto della vita quotidiana (l’alimentazione, l’esercizio fisico e il riposo) era disciplinato da regole precise, da osservare con diligenza per avere cura costante della propria salute. La parola dieta perde al giorno d'oggi troppo spesso il suo significato originale, trasformandosi in un “percorso punitivo” per tutti coloro che vedono il cibo come valvola di sfogo contro stress, preoccupazioni e insoddisfazioni. Al contrario, è importante pensare alla dieta come base di partenza per migliorare la propria qualità di vita e non stressare il proprio fisico. Come mangiare per mantenere uno stile di vita sano?Innanzitutto è bene cominciare chiedendo aiuto a uno specialista; il nutrizionista saprà infatti elaborare la dieta maggiormente adatta alle esigenze del soggetto, bilanciata dal punto di vista nutrizionale e compatibile con lo stile di vita. No, quindi, alle diete “fai da te” che, in alcuni casi, possono anche peggiorare le condizioni del soggetto. In genere è consigliato pianificare un menù cercando di equilibrare tra loro i nutrienti; l'organismo ha bisogno quotidianamente di integrare calorie provenienti per il: 50-60% da carboidrati 20% da proteine 20% da grassi percentuali che possono variare a seconda degli obiettivi da raggiungere. Inoltre è importante considerare il numero di pasti da fare durante la giornata, distribuendoli possibilmente in 4-5-6 momenti senza far trascorrere più di 5 ore a digiuno completo.Solitamente si dividono in: Prima colazione Spuntino a metà mattina Pranzo Spuntino a metà pomeriggio Per chi ne ha bisogno, leggero spuntino prima di andare a letto   Quando mangiare per mantenere una sana alimentazione?Uno degli aspetti da non sottovalutare per mantenere uno stile di vita salutare riguarda l’orario dedicato ai 3 pasti principali della giornata (colazione, pranzo e cena). È, infatti, importante distribuire in modo corretto l’apporto calorico lungo la giornata, in modo da rispettare gli orari biologici dell’organismo e allontanare il rischio di disturbi digestivi, come ad esempio, il reflusso gastroesofageo. Non farlo, influirebbe negativamente sulla salute, in quanto causerebbe delle alterazioni da parte del metabolismo che provocherebbero, a loro volta, un aumento di peso. La colazioneLa colazione, il pasto più importante della giornata, andrebbe consumato tra le 7 e le 9 del mattino, in quanto è il momento in cui sia l’insulina, ovvero l'ormone che regola la quantità di glucosio nel sangue, sia il metabolismo, sono al massimo delle loro attività, pertanto gli alimenti assunti vengono digeriti e smaltiti facilmente. Il pranzoIl pranzo andrebbe consumato tra le 12 e le 14, in quanto è la fascia oraria in cui gli ormoni della tiroide sono maggiormente attivi, accelerando l’attività metabolica e bloccando l’accumulo di grassi. La cenaLa cena, infine, andrebbe consumata tra le 19 e le 21, in quanto è il momento in cui l’ormone della crescita raggiunge il suo picco massimo, favorendo la sintesi proteica e l’aumento della massa magra.   Infine, sarebbe opportuno dedicare qualche ora durante la settimana all'attività fisica, in modo da mantenere il corpo sano e allenato, e godere di una buona qualità di vita.

Insalata di peperoni al vapore

Insalata di peperoni al vapore
Il peperone è una tipologia di verdura appartenente alla famiglia delle Solanacee coltivato nei mesi estivi tra Giugno, Luglio e Agosto. Trova le sue origini in America Centro-Meridionale e può essere classificato a seconda della piccantezza (peperoni piccanti e dolci), della forma (peperoni costoluti, a corno e schiacciati) oppure del colore (peperoni gialli verdi o rossi).Caratterizzato da molteplici proprietà, il peperone è ricco di acqua, fibre alimentari e sali minerali (in particolare potassio); inoltre è un’ottima fonte di betacarotene (indispensabile per la salute della pelle) e vitamina C: un peperone maturo può infatti contenere fino a 4/5 volte più vitamina C di un’arancia! I benefici che questo ortaggio apporta all’organismo sono numerosi: favorisce la produzione di collagene, la proteina che mantiene i tessuti dell’organismo tonici e giovani svolge un’azione diuretica, antireumatica, antinevralgica e antitumorale favorisce l’ossigenazione del sangue attiva il circolo venoso e capillare prevenendo le malattie vascolari Per preservare al massimo queste proprietà l’ideale sarebbe consumare la verdura a crudo; tuttavia, per migliorare la digeribilità dell’ortaggio è consigliato cuocerlo delicatamente al vapore oppure in padella a fiamma bassa. Come proporlo in tavola? Ecco la ricetta per preparare un’insalata di peperoni cotti al vapore! Una soluzione fresca e salutare per accompagnare (e colorare) i caldi pasti estivi.   Ingredienti: 2 peperoni Valeriana lavata e tagliata Olive nere Capperi sott’olio Olio EVO q.b. Sale q.b. Aceto q.b.   Preparazione: Lavare e pulire i peperoni e tagliarli a piccole strisce Disporre la verdura in una pentola quindi procedere con la cottura a vapore Una volta cotti, levare i peperoni dalla pentola e farli raffreddare, quindi versarli in una insalatiera e aggiungere la valeriana, le olive tagliate precedentemente a pezzetti, un filo di olio, sale e aceto Mescolare gli ingredienti tra loro e servire! L’insalata di peperoni è un’ottima soluzione per accompagnare un pranzo o una cena in compagnia! Leggi le altre ricette di Fondazione CMT cliccando qui e cucina il piatto che più ti ispira! Il nostro appuntamento torna il mese prossimo con una nuova ricetta semplice da realizzare, gustosa e, soprattutto, salutare!

Torta ai mirtilli

Torta ai mirtilli
I mirtilli sono arbusti di piccole dimensioni che crescono in habitat freschi e temperati come boschi e foreste che, nella stagione estiva, producono piccole bacche di colore blu, nero o rosso, ricche di benefici per la nostra salute. Vediamo insieme quali sono: I mirtilli blu, se assunti regolarmente, aiutano il nostro corpo a difendersi da malattie cardiache e dal tumore, soprattutto quello al colon. I mirtilli neri, invece, aiutano a migliorare la memoria, la vista e l’elasticità dei vasi sanguigni, oltre ad essere degli antidolorifici e antinfiammatori naturali. I mirtilli rossi, infine, si rivelano dei validi alleati contro le malattie che affliggono il nostro sistema urinario, attraverso loro capacità di impedire ai batteri di aderire alle pareti mucose. Le grandi quantità di ferro contenute aiutano, inoltre, a combattere l’anemia e i radicali liberi, e a regolare il colesterolo. Esistono molti modi per assumere questi frutti e godere dei loro benefici, di seguito la nostra proposta culinaria-antitumorale del mese di giugno! TORTA AI MIRTILLI SENZA UOVA E BURROIngredienti Mirtilli (200 g) Yogurt – possibilmente ai mirtilli (1 vasetto) Farina (350 g) Zucchero (150 g) Latte – o acqua per un risultato più leggero (150 ml) Olio di semi di girasole (80 ml) Lievito in polvere per dolci (1 bustina) Sale (un pizzico) Preparazione Versare lo yogurt, il latte e l’olio in una ciotola e mescolare finché gli ingredienti non saranno omogenei Unire al composto lo zucchero e continuare a mescolare Setacciare la farina con lievito e sale, e versarla nella ciotola Lavare i mirtilli e asciugarli, successivamente aggiungerli al composto Foderare una teglia (24 cm) con la carta da forno e versarci all’interno il composto, cercando poi di livellarlo al meglio possibile con una spatola Infornare per 30 minuti a 175°, finché la torta non risulterà dorata in superficie. Far raffreddare e decorare con zucchero a velo Un dolce capace di stupire per la leggerezza e la delicatezza, ideale per iniziare con il piede giusto la stagione più soleggiata dell’anno! Vuoi scoprire tutte le altre ricette di Fondazione CMT? Clicca qui!

Pasta al pesto (di carote)! La ricetta antitumorale di maggio

Pasta al pesto (di carote)! La ricetta antitumorale di maggio
Originarie dall’Oriente e sulle nostre tavole praticamente da sempre, le carote sono simbolo di benessere e salute: ricchissime di beta-carotene, sono famose per i loro benefici alla vista e alla pelle. Anticamente venivano utilizzate non solo in cucina, ma anche come piante officinali per la preparazione di farmaci; grazie alla loro azione antiossidante e antitumorale, le carote sono infatti uno degli alimenti che più fa bene al nostro organismo. Sono una fonte inesauribile di vitamine e minerali, contengono: vitamine A, B1, B2, C, D ed E, ma anche moltissima acqua e fibre. Inoltre sono un ottimo alleato per la prevenzione di alcuni tumori, tra i quali il cancro ai polmoni, alla gola, alla bocca, allo stomaco, alla vescia, alla prostata e alla mammella. Allora perché non utilizzarle per preparare un delizioso piatto di pasta? La nostra proposta del mese è un primo piatto gustoso e salutare, per prepararlo bastano pochi e semplici passaggi! Ecco a voi, la Pasta al pesto (di carote)! La nostra ricetta antitumorale di maggio. Ingredienti (per 4 persone): 4 carote 320 g di Pasta 2 foglie di Basilico 2 cucchiai di Olio extravergine di oliva 30 g di Noci Sale q.b. Pepe q.b.   Preparazione Lavare le carote e pelarle, quindi tagliarle a piccoli pezzi Attraverso un robot da cucina frullare le carote insieme a due cucchiai di olio extravergine di oliva Sgusciare le noci, unirle al composto insieme a sale e pepe e continuare a frullare fino a quando gli ingredienti saranno ben amalgamati Disporre una pentola colma di acqua sul fuoco e aspettare che l’acqua raggiunga il bollore, quindi versare la pasta Aggiungere al pesto due mestoli di acqua di cottura per renderlo più cremoso Una volta che la pasta sarà cotta, scolarla e condirla con il pesto di carote Impiattare e servire  Per i più golosi è possibile aggiungere delle gustose mandorle tritate come decorazione, oppure unirle al pesto in sostituzione alle noci.Per scoprire tutte le ricette antitumorali di Fondazione CMT cliccate qui! Troverete numerosi piatti originali e, soprattutto, salutari!

Riso rosso integrale con gamberetti, agretti e zucchine

Riso rosso integrale con gamberetti, agretti e zucchine
Il riso rosso è una varietà di riso che cresce in terreni argillosi, caratterizzata da chicchi lunghi e di colore rosso scuro, normalmente di tipo integrale; di provenienza orientale, viene coltivato localmente anche nel nostro Paese, con prevalenza nel Nord Italia. Si tratta di un’ottima fonte di sali minerali, tra i quali il fosforo e il magnesio, di fibre e di proteine vegetali; consumare riso rosso regolarmente aiuta a ridurre il rischio di obesità e a mantenere bassa la glicemia, inoltre favorisce il corretto funzionamento dell’intestino e aiuta a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue. Un vero e proprio toccasana per la salute dell’organismo! Come cucinare questo alimento?Le modalità di cottura sono essenzialmente due: è possibile cucinare il riso rosso al vapore oppure lessato. I tempi di cottura in genere sono di circa 30/40 minuti, a seconda della varietà scelta.La ricetta che vi proponiamo è un’ottima soluzione per accogliere la primavera con gusto e leggerezza, attraverso ingredienti sani e di stagione. Ecco come preparare il riso rosso con gamberetti, agretti e zucchine! Ingredienti: 200 g di riso rosso integrale 300 g di gamberetti 3 zucchine medie 1 mazzetto di agretti 1 cipollotto 1 cucchiaio di prezzemolo Succo di limone q.b. Sale q.b. Olio ev q.b. Preparazione: Lessare il riso seguendo le indicazioni presenti sulla confezione, in media occorre calcolare circa 45 minuti Lavare gli agretti, togliere la parte finale della radice e cuocerli al vapore Tagliare il cipollotto e farlo imbiondire con un filo di olio evo aggiungendo poca acqua quando necessario Unire le zucchine tagliate precedentemente a pezzettini e cuocere con il coperchio per circa 10 minuti a fuoco lento Lessare in acqua e limone i gamberetti per una decina di minuti e aggiungerli al condimento Tagliare gli agretti a pezzettini di circa 5 cm e versarli in padella Continuare la cottura per altri 5 minuti senza coperchio Non appena il riso sarà pronto, scolarlo e unirlo al condimento amalgamando tutti gli ingredienti, quindi aggiungere il prezzemolo e un filo d’olio Il riso rosso è pronto per essere servito e gustato, da proporre sia come piatto caldo che come piatto freddo. Clicca qui per scoprire le altre ricette della Fondazione!

Gnocchi con asparagi e pomodorini: prevenire a tavola!

Gnocchi con asparagi e pomodorini: prevenire a tavola!
L’asparago è una verdura che appartiene alla famiglia delle Liliaceae che cresce nei mesi primaverili, da marzo fino a giugno. Estremamente ricco di proprietà benefiche utili per l’organismo, è un’ottima fonte di fibre, vitamine e sali minerali. Tra le numerose capacità, emerge quella di prevenire malattie: grazie alla sua azione, favorisce la produzione di insulina e diminuisce i livelli di glucosio nel sangue, prevenendo l’insorgenza del diabete di tipo 2.Inoltre, la presenza del potassio favorisce una corretta regolazione della pressione sanguigna e un buon funzionamento dei muscoli, risultando efficace per la prevenzione di patologie cardiocircolatorie e del sistema nervoso.Da non dimenticare sono le proprietà anticancro di questa verdura che grazie alle sostanze contenute, rinforza le difese immunitarie e protegge l’organismo dai rischi di tumore. Le ricette che prevedono gli asparagi tra gli ingredienti sono numerose, la nostra proposta è un primo piatto gustoso, salutare e semplice da realizzare! Gnocchi con asparagi e pomodorini Ingredienti (per 4 persone): gnocchi di patate 1 mazzetto di asparagi 10-12 pomodorini 1 scalogno 1 spicchio d’aglio 1 pizzico di sale 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva Pepe q.b. Preparazione: Pulire gli sparagi eliminando la parte più dura e tagliarli a julienne mettendo da parte le punte Cuocere gli asparagi in padella per circa 10 minuti con un po’ di acqua Tritare lo scalogno e versarlo nella padella insieme agli asparagi, aggiungendo un pizzico di sale, di pepe e uno spicchio di aglio, da eliminare a fine cottura Lavare e tagliare i pomodorini Versare nella padella anche le punte degli asparagi Attendere circa 10 minuti e aggiungere l’olio e i pomodorini Cuocere gli gnocchi, non appena saranno emersi dall’acqua, scolarli e versarli nella padella con il condimento Mescolare per qualche minuto per far amalgamare tra loro gli ingredienti, togliere dal fuoco e impiattare I vostri gnocchi sono pronti per essere serviti e gustati! Per i più golosi, aggiungere una spolverata di grana e… Buon appetito!Scopri le altre ricette della Fondazione, clicca qui e lasciati ispirare!

A tavola! Ecco servita la vellutata di Topinambur

A tavola! Ecco servita la vellutata di Topinambur
Il topinambur, anche conosciuto come “rapa tedesca” o “carciofo di Gerusalemme”, è un tubero dalla consistenza simile a quella della patata e dal sapore affine a quello del carciofo. Apporta numerosi benefici all’organismo: grazie alla presenza di fibre, antiossidanti, vitamine e sali minerali aiuta a ridurre i problemi di stitichezza e a favorire il corretto funzionamento dell’intestino. Inoltre, sostanze come le vitamine A, C ed E, insieme a flavonoidi e carotenoidi contribuiscono a contrastare l’azione dei radicali liberi e a proteggere l’organismo dalle infiammazioni e dalle forme virali come l’influenza e il raffreddore.   Come cucinarlo? Il topinambur può essere consumato sia crudo che cotto, preparato e servito come contorno, condimento oppure come piatto principale. La nostra proposta consiste nella vellutata di topinambur, per un primo piatto light ma allo stesso tempo saziante!   Ingredienti: 1 Kg di topinambur Acqua q.b. Olio q.b. Salvia q.b. Sale q.b. Nocciole in granella q.b. (opzionale)   Preparazione: Pulire il topinambur dall’eventuale residuo di terriccio e pelarlo, tagliarlo a pezzetti della stessa dimensione e spostarlo in una pentola Versare nella pentola l’acqua fino a coprire completamente la verdura e aggiungere qualche foglia di salvia fresca Cuocere a fuoco medio mescolando spesso gli ingredienti, fino a quando l’acqua di cottura non sarà stata assorbita quasi del tutto Aggiustare di sale, levare le foglie di salvia e frullare con un mixer tutti gli ingredienti in modo da ricavare una crema densa e vellutata Impiattare e servire il piatto aggiungendo un filo d’olio extravergine d’oliva e, per chi lo desiderasse, delle nocciole in granella. È possibile conservare la vellutata in frigorifero per 2-3 giorni in appositi contenitori ermetici; tenderà a scurirsi leggermente, ma questo non significherà che non sarà più buona, in quanto il topinambur per natura tende a cambiare colore successivamente una sua lavorazione. Vuoi sapere altre ricette della Fondazione CMT? Clicca qui e scopri tutte le nostre proposte culinarie, ogni mese proponiamo piatti nuovi e salutari, con frutta o verdura di stagione come protagonisti, pensati per godere al 100% di tutte le proprietà che li caratterizzano.

Fodmap e sindrome del colon irritabile, facciamo chiarezza

Fodmap e sindrome del colon irritabile, facciamo chiarezza
Da diversi anni si sente parlare di Fodmap, (sigla che sta per “Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides and Polyols” ovvero Oligosaccaridi, Disaccaridi, Monosaccaridi Fermentabili e Polioli) un termine utilizzato per indicare tutti quegli zuccheri presenti in alcuni alimenti che possono causare l’insorgenza dei sintomi del colon irritabile; una condizione che riguarda il 15% della popolazione adulta italiana, con maggiore prevalenza tra le donne. Questa sindrome si verifica in presenza di alcuni fattori come lo stress, che vanno a influenzare negativamente la regolare funzione digestiva dell’intestino, causando dolori e gonfiori addominali, stipsi o diarrea.   Entrando meglio nel dettaglio, i Fodmap sono carboidrati a catena corta assorbiti in modo incompleto nel tratto gastro-intestinale che favoriscono l’insorgenza di stati di fermentazione nell’intestino, andando a compromettere la qualità di vita della persona che ne soffre. Questi zuccheri sono contenuti in particolare: Nei derivati del grano e della segale Nel cous-cous Nel latte  Nei prodotti caseari In frutti come mango, pera, cocomero, ciliegie, albicocche, datteri e fichi Nel miele Nel cioccolato Nelle verdure cotte a foglia larga, in particolare la cicoria e la bietola Nelle verdure come asparagi, broccoli, finocchi, legumi, peperoni e funghi Molti di questi alimenti sono ottime fonti di fibre vegetali, note per accelerare il transito intestinale degli alimenti e promuovere un effetto lassativo, con ottimi benefici per l’organismo, proprio per questo motivo diventa difficile stabilire quali sono i livelli da non superare.   Come gestire l’assunzione di questi alimenti limitando la sindrome del colon irritabile? La dieta Low-Fodmap consiste in un protocollo da seguire dalla durata di 6-8 settimane, in cui la prima fase prevede l’eliminazione dei cibi ricchi di Fodmap e la successiva la loro reintroduzione graduale, con l’obiettivo di valutare quali alimenti e in che quantità vengono accettati dall’intestino del soggetto, senza che riscontri danni a livello intestinale. È importante intraprendere questo percorso sotto la guida di un esperto, in modo da assicurare una corretta assunzione delle sostanze di cui l’organismo ha bisogno, bilanciando la nuova dieta con le proprie esigenze. Di seguito una tabella che riassume gli alimenti consentiti e quelli da limitare: ALIMENTI CONSENTITI ALIMENTI DA LIMITARE carne di manzo, pollo, agnello, maiale, tacchino, salumi; tonno in scatola, pesce, crostacei; uova, albume d’uovo.  Alimenti contenenti salse di frutta ad alto contenuto di FODMAP. Latticini privi di lattosio, burro, formaggi molto stagionati (grana, parmigiano), altri formaggi senza lattosio (gorgonzola, fontina, taleggio, pecorino, provolone dolce). Cioccolato al latte, fiocchi di latte, gelato, besciamella/salsa al formaggio, latte (vaccino, di pecora, di bufala o di capra), latte condensato zuccherato, formaggi molli (brie, ricotta), panna acida, panna montata, yogurt, mozzarella con lattosio. Latte di riso, latte di soia, kefir, latte di mandorla, gelato senza latte vaccino. Latte di cocco, crema di cocco. Pane, pasta, grissini, prodotti di pasticceria, ... purché composti da cereali e farine prive di frumento (i cereali privi di glutine sono anche privi di frumento) come: amaranto, avena, grano saraceno, miglio, quinoa, riso, mais, patate, sorgo, tapioca, polenta, cibi senza glutine in genere. Pane, pasta, grissini, prodotti di pasticceria, …  se contengono grano (frumento), farine varie (farina di ceci, farina di lenticchie, farina di piselli, farina di soia), farro, segale orzo, kamut, cous-cous, semolino. Banane, frutti di bosco (escluse le more), melone, uva, pompelmo, kiwi, mandarino, limone, lime, mandarino, arancia, frutto della passione, ananas, rabarbaro, mandarino. Avocado, anguria, mele, purea di mele, albicocche, datteri, frutta sciroppata, ciliegie, frutta secca, fichi, litchi, mango, pesche noci, pere, papaia, pesche, susine, prugne, cachi, more, nespole. Barbabietola, broccoli, carota, cetriolini sott’aceto, cetriolo, cipollotto, costa, crescione, erba cipollina, indivia, lattuga, mais dolce, melanzane, olive, pastinaca, patata, peperoncino rosso, peperone rosso/verde, piselli verdi, pomodori, rapa, rapanelli, salsa di pomodoro (3 cucchiai da tavola), sedano, spinaci cotti, zenzero, zucchina gialla, zucchine verdi. Asparagi, cipolla, crauti, aglio, carciofi, asparagi, barbabietole, porri, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavolo, cavolfiore, finocchi, fagiolini, funghi, gombo, piselli rampicanti, zucche, porri, radicchio, scalogno, topinambur, verza, taccole. Tofu. Tutti i legumi, pistacchi, anacardi, soia. Succhi di frutta/verdura a basso contenuto di FODMAP (limitare a 1/2 tazza alla volta), caffè (in quantità limitata), tè, vino rosso e bianco (in quantità limitata). Qualunque contenente HFSC, succhi di frutta/verdura ad alto contenuto di FODMAP, birra, caffè d’orzo, superalcolici, vini dolci. Zucchero in piccole quantità, glucosio, dolcificanti artificiali che non terminano in “-olo”. Sorbitolo, Mannitolo, Isomalto, Maltitolo, Xilitolo. La maggior parte delle spezie ed erbe aromatiche, brodo fatto in casa, burro, erba cipollina, semi di lino, olio aromatizzato all’aglio, aglio in polvere, olive, margarina, maionese, olio d’oliva, pepe, sale, zucchero, sciroppo d’acero, senape, condimenti per insalata a basso contenuto di FODMAP, salsa di soia, salsa marinara (piccole quantità), aceto, aceto balsamico. Agave, chutney, noce di cocco, aglio, miele, confetture, gelatine, melassa, cipolle, sottaceti, spezie, salse di frutta/verdura ad alto contenuto di FODMAP, condimenti per insalata ad alto contenuto di FODMAP, dolcificanti artificiali: sorbitolo, mannitolo, isomalto, xilitolo (pasticche per la tosse, gomme, caramelle). Qualunque preparato con alimenti consentiti. Qualunque preparato con alimenti da limitare.
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