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Tumori benigni: perché è importante non sottovalutarli

Tumori benigni: perché è importante non sottovalutarli
I tumori sono neoformazioni patologiche che derivano dalla proliferazione di cellule del tessuto dal quale si originano. Si classificano come: tumori benigni: quando la loro massa resta delimitata, conservando la struttura delle cellule normali senza invadere gli organi circostanti tumori maligni: quando la loro massa cellulare è in progressiva replicazione e la loro struttura subisce una modifica, caratterizzandosi da cellule anormali altamente instabili che viaggiano attraverso il flusso sanguigno, il sistema circolatorio e il sistema linfatico, diffondendosi in diverse parti del corpo e invadendo i tessuti circostanti. Quando si parla di tumore benigno, è bene sottolineare che non si parla di cancro. La gravità della proliferazione nei due casi è nettamente differente, sebbene sia importante non sottovalutare il problema anche quando la natura della massa tumorale è benigna. Questo perché la neoformazione potrebbe, con il tempo, degenerare e assumere le caratteristiche di un cancro. Quali sono i tumori benigni maggiormente diffusi per cause esterne o mutazioni genetiche? Le cisti: considerate neoformazioni benigne non pericolose, data la delimitata localizzazione e la facilità con la quale generalmente è possibile asportarle I polipi: tumori benigni che tendono a svilupparsi all’interno dell’intestino oppure delle vie respiratorie; da tenere monitorati per valutarne la crescita ed evitare il rischio di danneggiamento delle strutture circostanti I noduli ghiandolari a carico della tiroide: formazioni benigne che necessitano di un esame dettagliato per escludere la presenza di possibili disfunzioni delle quali possono essere i responsabili I lipomi: tumori benigni formati da tessuto adiposo che, a seconda delle dimensioni, vengono analizzati per valutare eventuali rischi di compressione dei nervi o dei vasi sanguigni Gli adenomi: tumori non cancerogeni di origine ghiandolare che necessitano di specifici accertamenti per monitorare la produzione di ormoni, affinché non venga compromessa I fibromi: extra-formazioni di tessuto muscolare che tendono ad originarsi nelle pareti uterine o nel tratto gastrointestinale. In alcuni casi è necessario asportare la neoformazione in quanto responsabile di forti dolori oppure di alterazioni del ciclo mestruale. Nel caso, invece, si decidesse di non effettuare l'asportazione, è comunque necessario un attento monitoraggio. I sintomi legati alla presenza di tumori benigni possono essere diversi e variare a seconda della localizzazione della massa tumorale che, crescendo, può andare a comprimere gli organi circostanti o i vasi sanguigni; è possibile, pertanto, avvertire dolore oppure fastidio nella zona interessata. Talvolta, invece, possono essere asintomatici. Come definire con precisione la natura di un tumore? L’esame maggiormente attendibile per poter stabilire con esattezza le caratteristiche di una massa tumorale è l’esame istologico; si effettua prelevando un campione di tessuto dalla zona interessata ed analizzandone le componenti in sede anatomo-patologica. In alcuni casi, per poterlo fare è necessario asportare la massa cellulare, ancora prima di averla definita benigna o maligna.   L’importanza degli screening oncologiciAffinché possa essere effettuata una diagnosi precoce della massa tumorale e procedere con l’eventuale iter terapeutico, è importante da parte del soggetto sottoporsi regolarmente a screening oncologici.In questo modo è possibile monitorare lo stato di salute del paziente e intervenire anticipatamente in caso di necessità. Molte forme cancerogene sono asintomatiche, ovvero non manifestano sintomi o segnali d’allarme, quando se ne evidenziano i segni, potrebbe essere troppo tardi per intervenire.Scopri di più sui programmi di screening nel nostro articolo “La prevenzione che salva la vita”.   

Zuppa di barbabietole rosse

Zuppa di barbabietole rosse
La barbabietola rossa è un tubero appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae, così come le bietole e gli spinaci. Dal gusto dolciastro e dalla consistenza tenera, cresce facilmente nelle zone del Mediterraneo. Il periodo della raccolta generalmente è tra fine agosto e settembre, maggiore è il grado di maturazione al momento della raccolta, maggiore sarà la tenerezza della polpa.La barbabietola deve il suo tipico colore rosso alla betaina, un pigmento vegetale che, secondo alcune ricerche, potrebbe aiutare a difendere l’organismo dalla comparsa di tumori.Inoltre contiene grandi quantità di ferro, fosforo, calcio, potassio, zolfo e magnesio, ed è noto per le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Un vero e proprio tocca sana! Esistono numerose ricette che portano la barbabietola in tavola, la nostra proposta è un primo piatto leggero e salutare. Ecco come preparare una gustosa zuppa di barbabietole rosse! Ingredienti: 300 g di barbabietole 1 vasetto di yogurt 40 g di farina 30 g di burro 2 carote 1 cipolla 1 cucchiaio di aceto Prezzemolo q.b. Sale q.b. Crostini di pane Preparazione: sciogliere il burro in una pentola e, a fuoco spento, aggiungere la farina mescolando ripetutamente per ottenere una crema omogenea tagliare a piccoli pezzi le carote, le barbabietole e la cipolla e unire le verdure alla crema. Nel caso la pentola fosse troppo piccola, travasare la crema in una pentola più ampia anticipatamente aggiungere un litro e mezzo di acqua tiepida e insaporire con un pizzico di sale, quindi far bollire per circa un’ora togliere la pentola dal fuoco e frullare gli ingredienti fino a ottenere una crema soffice e vellutata, dopodiché versarla all’interno di una zuppiera e aggiungere lo yogurt amalgamandolo servire la crema di barbabietole profumando il piatto con del prezzemolo tritato e accompagnare con crostini di pane. La zuppa di barbabietole è il piatto ideale per portare in tavola colore e sapore; un’altra ricetta a base di barbabietola proposta da Fondazione CMT è il risotto al rosso di barbabietola, clicca qui per scoprire come prepararlo!Il nostro appuntamento torna il mese prossimo con una nuova ricetta sana gustosa e, soprattutto, antitumorale. Clicca qui per leggere tutte le nostre proposte! 

Prevenzione Tumori: facciamo chiarezza

Prevenzione Tumori: facciamo chiarezza
Abbiamo parlato spesso dell’importanza dello stile di vita nella prevenzione dei tumori. Evitare il fumo, limitare l’alcol, seguire una sana alimentazione e praticare una costante attività fisica sono solo alcune delle tante abitudini che possono favorire la riduzione dei casi di tumore. Ma oltre a fumo e obesità, c’è molto altro. La scienza ha introdotto vaccini, test, farmaci e ha scoperto l’efficacia di un farmaco che tutti abbiamo in casa: l’aspirina. Ma andiamo per ordine. 1. Vaccini per la prevenzione dei tumoriIn Italia l'8,5% di tutti i tumori è legato alla presenza di virus che, infettando le cellule sane, danno il via ai processi di formazione del cancro. Tra i virus più noti troviamo quelli appartenenti alla famiglia del papilloma virus (HPV) che ne racchiude ben 120 tipologie diverse. Solitamente l’HPV non conduce a disturbi tumorali, ma in alcune persone l’infezione persistente sviluppando il cancro. Il vaccino HPV è in grado di proteggere dai più comuni tipi di virus, come quello alla cervice uterina, responsabile di oltre 6.000 casi di cancro l’anno in Italia. Per approfondire leggi questo articolo sulla relazione tra cancro e vaccino.  2. Screening dei tumoriOltre ai vaccini, esistono programmi di screening utili nella prevenzione dei tumori. Si tratta di esami condotti a tappeto sulla fascia considerata più a rischio della popolazione che hanno lo scopo di individuare la presenza di una malattia o di suoi precursori, ossia di quelle anomalie da cui la malattia si sviluppa.Il servizio sanitario nazionale e l’Unione Europea organizzano ogni anno programmi di screening al fine di garantire al paziente delle misure a sostegno della sua salute. Uno di questi è lo screening cervicale, progettato per rilevare quei cambiamenti nella cervice che possono diventare cancerosi. L’obiettivo è curarli prima che si sviluppi il cancro.Alcuni dei programmi organizzati di screening oncologici riguardano: il cancro all’intestino il cancro al seno il cancro al collo dell’utero Mentre gli ultimi due sono rivolti a sole donne, il primo è indirizzato a tutta la popolazione in generale. Come funziona lo screening per il cancro al collo dell’utero?I test utilizzati per lo screening della cervice uterina sono due. Il più primo e più diffuso, è il test citologico che consiste nel prelievo di un campione di cellule da analizzare in laboratorio. Il secondo, sviluppato più di recente, serve a verificare una possibile infezione da papillomavirus (HPV). Infatti, nella maggioranza dei casi, il cancro alla cervice uterina è causato da un’infezione da HPV. Come funziona lo screening per il cancro all’intestino?Lo screening dell’area intestinale è rilevare piccole escrescenze nell'intestino, chiamate polipi, che possono trasformarsi in cancro se non rimosse. Esistono due metodi per prevenire questa tipologia di tumore. Il primo è un test in grado di rilevare tracce di sangue occulto nelle feci. Il secondo consta invece di due procedure, la sigmoidoscopia flessibile e la colonscopia, che consentono di esaminare la parete interna dell'intestino. La ricerca ha dimostrato che effettuare regolarmente screening per il cancro intestinale diminuisce del 35% il rischio di sviluppare la malattia. Come funziona lo screening per il cancro al seno?Lo screening per il cancro al seno si esegue mediante mammografia. La mammografia è una radiografia approfondita capace di rilevare anche quei tumori troppo piccoli per essere percepiti tramite semplice palpazione. Anche in questo caso, lo screening non previene lo sviluppo della malattia, ma permette di rilevarla ancora in fase iniziale aumentando le probabilità di successo del trattamento. 3. Farmaci AntitumoraliL'uso di farmaci antitumorali è un approccio relativamente nuovo, ma che si è rivelato estremamente efficace per le persone ad alto rischio di contrarre determinate tipologie di tumori.Ad esempio, il tamoxifene è un farmaco utilizzato da decenni nella cura del cancro al seno. Un recente studio ha dimostrato che 5 mg di tamoxifene al giorno per tre anni riducono del 52% il rischio di recidiva e del 75% il rischio di sviluppare il tumore. Una ricerca di follow-up ha poi scoperto che un altro farmaco, chiamato anastrozolo, può avere effetti preventivi ancora maggiori per donne ad alto rischio.Ma assumere farmaci per prevenire il cancro ha senso solo se i benefici superano i danni. E sebbene ci siano indubbi benefici dati dal tamoxifene e dell'anastrozolo, questi farmaci antitumorali hanno anche effetti collaterali. Ecco perché vengono prescritti solo a chi è ad alto rischio. 4. Aspirina: un farmaco miracoloso?Anni di ricerche hanno indicato l'aspirina come un potenziale metodo per prevenire il cancro intestinale, soprattutto in coloro che hanno un disturbo ereditario chiamato sindrome di Lynch.Ma ci sono ancora domande, ancora senza risposta, su come l’aspirina potrebbe funzionare per la popolazione in generale. Proprio come con il tamoxifene e l'anastrozolo, è importante assicurarsi che i benefici dell’assunzione di aspirina siano superiori agli effetti collaterali. Per sapere come contribuire alla ricerca nella lotta contro i tumori leggi qui.   

Prevenzione del Tumore al Colon: Cosa Mangiare?

Prevenzione del Tumore al Colon: Cosa Mangiare?
Il tumore al colon-retto è abbastanza comune, specialmente nella fetta di popolazione più anziana. Nella prevenzione del tumore al colon, una corretta alimentazione rappresenta sicuramente un valido alleato. Le scelte dietetiche sono fondamentali tanto prima quanto dopo il trattamento. In quest’articolo, troverai diversi consigli su quali siano gli alimenti da evitare e quali invece fanno bene. Così come per ogni altro tumore, le linee guida nutrizionali includono mangiare meno grassi saturi e assumere più nutrienti dal cibo invece che dagli integratori.   Una dieta per la prevenzione del Tumore al Colon Abbiamo già parlato di alimentazione per la prevenzione del tumore al colon, approfondendo il tema dei Fodmap, ossia di tutti quegli zuccheri presenti in alcuni alimenti che possono causare l’insorgenza dei sintomi del colon irritabile. Vediamo ora di fare un piccolo passo avanti.   I cibi da evitare Grasso alimentareL'elevato consumo di grassi alimentari, derivanti da carni rosse, aumenta la quantità di sostanze rilasciate nel tratto digestivo chiamate acidi biliari. Gli acidi biliari aiutano a scomporre i grassi. Quando entrano nel colon, la grande quantità di acidi biliari viene convertita in acidi biliari secondari che, quando in eccesso, possono favorire la crescita del tumore. Antiossidanti Gli antiossidanti agiscono proteggendo l'organismo da quelle sostanze potenzialmente pericolose chiamate radicali liberi. I radicali liberi sono il prodotto di reazioni chimiche fisiologiche che utilizzano l'ossigeno. Queste sostanze danneggiano le cellule del corpo attraverso l'ossidazione, la quale favorisce l'insorgenza di malattie cardiache, cataratta, invecchiamento e infezioni. Acido folico Alcuni studi suggeriscono che l'acido folico possa svolgere un ruolo importante nella prevenzione del tumore al colon, mentre altri dichiarano proprio il contrario. Sono necessari indagini più approfondite su questo argomento. Intanto, sappiamo che l’acido folico è essenziale nella formazione di nuove cellule e per il mantenimento dei globuli rossi. Le fonti più comuni di acido folico sono gli agrumi e le verdure con le foglie di color verde scuro, in particolare gli spinaci. Per il momento, non sembra esserci alcun beneficio dall’assunzione di integratori di acido folico nella prevenzione del tumore al colon. In effetti, alcuni studi suggeriscono che l’abuso di questa sostanza possa rappresentare un possibile fattore di rischio. I cibi che fanno bene Calcio e Vitamina DRecenti studi suggeriscono come queste due sostanze potrebbero non solo rafforzare le ossa, ma anche aiutare a prevenire il cancro al colon. Gli alimenti che includono uone fonti di calcio sono: latte, formaggio, yogurt, senape e cavolo. La vitamina D, invece, può essere assunta arricchendo la dieta con salmone, sardine, tuorli d'uovo e fegatini di pollo. FibreSebbene i dati sul rapporto tra fibre e tumore al colon siano contrastanti, esistono invece prove che l'assunzione di fibre migliora lo stato di salute in generale. E' possibile assumere queste componenti attraverso: cereali integrali e pane, prugne, bacche, fagioli e altri legumi, frutta, verdura fresca e riso integrale. L’unica cosa da tenere a mente è questa: ogni volta che si aumenta l'assunzione di fibre, farlo lentamente così da prevenire gas e crampi. Un’idea per il pranzo? Scopri la ricetta del riso rosso integrale con gamberetti, agretti e zucchine  FitochimiciRecentemente è stato scoperto come i fitochimici risultino validi alleati nella prevenzione del tumore al colon. I composti fitochimici sono sostanze non nutrienti (al contrario di flavonoidi, polifenoli e terpeni) che si trovano naturalmente in piante come pomodori, agrumi, bacche, peperoni, carote, broccoli, cavoli e fagioli di soia.   In conclusione, ecco alcune importanti linee guida su di una sana alimentazione per la prevenzione del tumore al colon: Mangiare molti alimenti di origine vegetale Preferire l’assunzione di cereali integrali anziché raffinati  Limitare le carni rosse e le carni trasformate  Svolgere attività fisica in modo da raggiungere e mantenere un buon peso forma Limitare il consumo di bevande alcoliche.

Estetica Oncologica: sentirsi belle nonostante il cancro

Estetica Oncologica: sentirsi belle nonostante il cancro
Questa pagina del nostro blog è dedicata all’estetica oncologica, o meglio… a tutte quelle donne che vogliono tornare a sentirsi belle nonostante il cancro.   In passato, abbiamo parlato di tumori giovanili e di come il cancro trasformi la socialità dei ragazzi. Oggi, vogliamo affrontare un altro aspetto, un effetto della malattia che non ha età: il sentirsi ancora belle. Il tumore arriva come un uragano inatteso nella vita di una persona. Entra a gamba tesa, senza chiedere permesso, calpesta ogni traguardo raggiunto, si interpone a progetti e passioni portando caos e dolore.  Il tumore è l’avversario più difficile da affrontare perché obbliga a fare i conti con la vita e con se stessi anzitempo. Obbliga a pensare ad un epilogo prima del previsto, anche se in realtà non è possibile prevedere un epilogo alla vita. Ma questo è un po’ quello che ci raccontiamo quando stiamo bene. Poi… cicli di terapie, ospedali e cure sperimentali travolgono la vita. E la voglia di lasciarsi andare prende il sopravvento. Spesso, le donne colpite da un tumore smettono di prendersi cura di sé. Tanto più che i tradizionali saloni estetici non sono equipaggiati per poter trattare pelli tanto delicate. Ecco che proprio qui viene in aiuto l’estetica oncologica.   Estetica oncologica: cos’è e a cosa serve? Henrik Ibsen, uno scrittore norvegese, credeva che la bellezza fosse “una convenzione, una moneta che ha corso solo in un dato tempo e un dato luogo.”   Anche se da qualche parte, qualcuno ci ha detto che “la vera bellezza non è quella del corpo, ma quella del cuore”, la maggior parte di noi non ne è così convinta. Quando ci guardiamo allo specchio, tendiamo a confrontarci con chi abbiamo intorno o, peggio, con quello che eravamo. Il cancro provoca il caos sia fisico, sia mentale. La malattia consuma la pelle, scava solchi profondi intorno agli occhi e fa crollare la nostra autostima. Il percorso terapeutico non può prescindere da questo. L'estetica oncologica è un ramo dell’estetica che ha l’obiettivo di informare e assistere le donne colpite dal cancro nella cura di sé e del proprio corpo, tramite l’uso di prodotti e trattamenti specifici. Lo scopo è migliorare la qualità della loro vita e alleggerire gli effetti collaterali dei cicli terapeutici.   I programmi di estetica oncologica sono personalizzati e concepiti su misura per ogni singolo caso. I trattamenti sono molteplici e possono essere somministrati anche nel corso di cicli chemioterapici: massaggi trattamenti viso trattamenti mani e piedi trucco   I benefici dell’estetica oncologica A prescindere dalla malattia oncologica, gli effetti collaterali della chemioterapia sono numerosi: manifestazioni cutanee, gonfiore, fragilità delle unghie, secchezza ed eruzioni cutanee. La radioterapia, invece, porta generalmente all’ispessimento della cute e al cambiamento di colore della zona irradiata. In entrambi i casi, i trattamenti di oncologia estetica hanno effetti benefici.   Molti sopravvissuti al cancro si ritrovano con un’immagine di sé totalmente condizionata dai cambiamenti avvenuti durante il decorso della malattia. Uno dei molti vantaggi dell'estetica oncologica è che è in grado di influenzare positivamente la psicologia del paziente, contribuendo a migliorare la propria immagine di sé. Di conseguenza, integrare la medicina tradizionale o le terapie chirurgiche con trattamenti di estetica oncologica contribuisce in modo positivo al generale benessere della persona.

Fare il pieno di energie con il budino di kiwi!

Fare il pieno di energie con il budino di kiwi!
Il Kiwi è una bacca commestibile prodotta da numerose specie di liane, originaria della Cina, dove si coltiva da più di 700 anni. Esistono diverse varietà di questa bacca, le principali sono la verde e la gialla. Il kiwi possiede un gusto acidulo, ma rinfrescante ed è caratterizzato da molteplici benefici per l’organismo: le alte componenti di potassio, vitamina C, Rame e ferro, gli conferiscono proprietà antianemiche e antisettiche, inoltre le numerose quantità di minerali che contiene, permettono di regolare le attività cardiache e la pressione arteriosa dell’organismo. Il kiwi è infine noto per avere un’azione rinfrescante, dissetante e diuretica, la capacità di potenziare le difese immunitarie e di proteggere la parete vascolare.   Esistono numerosi modi per proporre il kiwi nelle nostre tavole, noi vi proponiamo una ricetta molto semplice da realizzare, ideale per fare il pieno di energie e vitamine!Di cosa si tratta? Di seguito tutte le indicazioni per come preparare un buon budino di kiwi tutto al naturale! Ingredienti: 2 kiwi 60 g di semi di chia 320 g di latte di mandorle 3 datteri 1 banana 1 pesca 1 manciata di spinaci (se graditi) Preparazione: Prendere un frullatore e versare al suo interno il latte di mandorle, i kiwi e i datteri, quindi azionarlo e mantenerlo in funzione fino a quando il composto avrà raggiunto una consistenza abbastanza liscia Se lo si desidera, aggiungere le foglie di spinaci e azionare nuovamente il frullatore Aggiungere i semi di chia e mescolare con una spatola per incorporarli nella crema Trasferire il composto in 4 bicchieri e lascarli riposare in frigorifero per circa un’ora in modo da far rapprendere il budino grazie all’azione addensante dei semi di chia Decorare con cubetti di pesca e rondelle di banane.   Il budino di kiwi è ideale per godersi un dolce leggero e salutare, perfetto a colazione con della frutta secca oppure a merenda. Un modo fresco e goloso per consumare tanta frutta fresca, da proporre agli adulti così come ai bambini! Scopri tutte le ricette di Fondazione CMT cliccando qui! Ogni mese potrai trovare una ricetta nuova da condividere con amici e parenti, per un pranzo o una cena all’insegna della salute!

Come e quando mangiare per mantenere una sana alimentazione

Come e quando mangiare per mantenere una sana alimentazione
La parola dieta deriva dal greco diaita, ovvero modo di vivere in riferimento alla salute dell’individuo; all'epoca ogni aspetto della vita quotidiana (l’alimentazione, l’esercizio fisico e il riposo) era disciplinato da regole precise, da osservare con diligenza per avere cura costante della propria salute. La parola dieta perde al giorno d'oggi troppo spesso il suo significato originale, trasformandosi in un “percorso punitivo” per tutti coloro che vedono il cibo come valvola di sfogo contro stress, preoccupazioni e insoddisfazioni. Al contrario, è importante pensare alla dieta come base di partenza per migliorare la propria qualità di vita e non stressare il proprio fisico. Come mangiare per mantenere uno stile di vita sano?Innanzitutto è bene cominciare chiedendo aiuto a uno specialista; il nutrizionista saprà infatti elaborare la dieta maggiormente adatta alle esigenze del soggetto, bilanciata dal punto di vista nutrizionale e compatibile con lo stile di vita. No, quindi, alle diete “fai da te” che, in alcuni casi, possono anche peggiorare le condizioni del soggetto. In genere è consigliato pianificare un menù cercando di equilibrare tra loro i nutrienti; l'organismo ha bisogno quotidianamente di integrare calorie provenienti per il: 50-60% da carboidrati 20% da proteine 20% da grassi percentuali che possono variare a seconda degli obiettivi da raggiungere. Inoltre è importante considerare il numero di pasti da fare durante la giornata, distribuendoli possibilmente in 4-5-6 momenti senza far trascorrere più di 5 ore a digiuno completo.Solitamente si dividono in: Prima colazione Spuntino a metà mattina Pranzo Spuntino a metà pomeriggio Per chi ne ha bisogno, leggero spuntino prima di andare a letto   Quando mangiare per mantenere una sana alimentazione?Uno degli aspetti da non sottovalutare per mantenere uno stile di vita salutare riguarda l’orario dedicato ai 3 pasti principali della giornata (colazione, pranzo e cena). È, infatti, importante distribuire in modo corretto l’apporto calorico lungo la giornata, in modo da rispettare gli orari biologici dell’organismo e allontanare il rischio di disturbi digestivi, come ad esempio, il reflusso gastroesofageo. Non farlo, influirebbe negativamente sulla salute, in quanto causerebbe delle alterazioni da parte del metabolismo che provocherebbero, a loro volta, un aumento di peso. La colazioneLa colazione, il pasto più importante della giornata, andrebbe consumato tra le 7 e le 9 del mattino, in quanto è il momento in cui sia l’insulina, ovvero l'ormone che regola la quantità di glucosio nel sangue, sia il metabolismo, sono al massimo delle loro attività, pertanto gli alimenti assunti vengono digeriti e smaltiti facilmente. Il pranzoIl pranzo andrebbe consumato tra le 12 e le 14, in quanto è la fascia oraria in cui gli ormoni della tiroide sono maggiormente attivi, accelerando l’attività metabolica e bloccando l’accumulo di grassi. La cenaLa cena, infine, andrebbe consumata tra le 19 e le 21, in quanto è il momento in cui l’ormone della crescita raggiunge il suo picco massimo, favorendo la sintesi proteica e l’aumento della massa magra.   Infine, sarebbe opportuno dedicare qualche ora durante la settimana all'attività fisica, in modo da mantenere il corpo sano e allenato, e godere di una buona qualità di vita.

Bicicletta elettrica: un nuovo modo per restare in forma. Ecco perché è meglio della bici tradizionale

Bicicletta elettrica: un nuovo modo per restare in forma. Ecco perché è meglio della bici tradizionale
Meglio scegliere una bicicletta classica o una nuovissima bici elettrica? Quanto incide l'aiuto concesso dalla pedalata assistita sulla forma fisica? Sono tantissime le domande dei possibili acquirenti circa l'opportunità di acquistare una bicicletta elettrica di nuova generazione anziché una bici tradizionale. Le ebike, così come sono state ribattezzate, negli ultimi tempi hanno conosciuto un autentico boom di vendite, per i prezzi accessibili o per la loro straordinaria comodità, offerta dalla capacità di migliorare l'efficacia della pedalata a proprio piacimento. Eppure non tutti sono pienamente convinti dell'acquisto, soprattutto a causa della mancanza di informazioni dettagliate. Perché quindi preferire la bicicletta elettrica a quella classica? Un antidoto contro la sedentarietàA svelare i motivi principali per cui anteporre la tecnologia alla tradizione sono alcuni medici dello sport, i quali sostengono la capacità della bici elettrica di entrare in competizione con le auto e gli altri mezzi a motore, piuttosto che con le bici tradizionali. E il motivo è da ricercarsi soprattutto nel potere di questi dispositivi di convincere pigri e sedentari ad affidarsi ad un mezzo meno stressante dal punto di vista fisico rispetto alle bici, anche se più impegnativo rispetto all'automobile. La bici elettrica, infatti, è un'invenzione che aiuta i pigri a schiodarsi dai soliti mezzi di trasporto, privati o pubblici che siano, consentendo loro di muoversi agevolmente, evitando il traffico e guadagnandone in termini di salute e prevenzione. Questo dispositivo elettronico, infatti, costituisce un'alternativa ideale per tutti coloro che non amano muoversi a piedi. Grazie alla pedalata assistita è possibile scegliere come e quando sforzarsi e, anche qualora lo sforzo fisico fosse ridotto al minimo, comunque si starà facendo qualcosa in più rispetto alla totale inattività. Gli anziani possono usare la bici elettrica come un'alternativa alla cycletteInvece che restare fra le quattro mura anche durante la bella stagione, con una ebike è possibile andarsene in giro per la città facendo il giusto esercizio fisico. Anche se blando, l'esercizio resta comunque molto importante, oltre che gratificante e, se fatto con buona costanza, non può fare altro che garantire risultati soddisfacenti. Ma al di là dell'intensità dello sforzo, l'ebike sa essere preziosa in quanto capace di attivare numerosi distretti muscolari (molti di più rispetto a quanto fa la cyclette, che non include i muscoli stabilizzatori). Inoltre, permette di godere dell'aria aperta e di variare i percorsi a seconda degli impegni o dei propri gusti, senza fare troppa attenzione alle salite più impegnative. La bici con pedalata assistita è perfetta per qualsiasi età: può utilizzarla chi non vuol fare troppa fatica, chi non vuole stressare eccessivamente il corpo, chi desidera arrivare a destinazione più rapidamente. E quando si è troppo stanchi per proseguire con le proprie forze, è sufficiente avviare il motorino elettrico e fare affidamento sul prezioso contributo della tecnologia. Può essere utile per il recupero post operatorioColoro che hanno subito un intervento chirurgico al ginocchio o all'anca e devono sottoporsi a qualche seduta di riabilitazione che preveda esercizi come la pedalata, possono tranquillamente ricorrere alla ebike. In questo modo è possibile calibrare meglio i carichi di lavoro, senza rischiare di fare troppa fatica e compromettere ulteriormente la situazione. Insomma, la bici elettrica è in grado di garantire un buon numero di benefici reali, paragonabili o addirittura superiori a quelli offerti dalla pedalata tradizionale. È molto importante ricordare che pedalare fa bene, indipendentemente dall'intensità dello sforzo che si è in grado di sostenere. Inoltre, la ebike consente di regolare l'assistenza: è possibile utilizzarla come fosse una bicicletta tradizionale, impostando al minimo l'apporto offerto dalla pedalata assistita, oppure, quando si è di fretta o in presenza di dislivelli impegnativi, utilizzando l'assistenza per raggiungere la meta senza stancarsi eccessivamente. I benefici fisiologiciLa bicicletta elettrica, esattamente come fa quella classica, aiuta a tonificare i muscoli, a migliorare l'efficienza del sistema osteo-articolare (la bici è ottima per la prevenzione dei danni alle articolazioni, poiché il movimento rotatorio esercita un effetto protettivo sulla cartilagine, evitando ogni tipo di sovraccarico, sia per le ginocchia che per la colonna vertebrale) e cardiovascolare (andare in bici aiuta a prevenire i problemi cardio-vascolari, a patto che si proceda con moderazione e nella maniera più regolare possibile, proprio com'è nelle corde della bici elettrica). Infine, le nuove ebike migliorano le capacità respiratorie e contribuiscono alla perdita di peso (anche pedalando a ritmi blandi, è possibile bruciare fino a 300 calorie ogni ora). Meglio di così…

Tumorial: giovani pazienti oncologici si raccontano

Tumorial: giovani pazienti oncologici si raccontano
Cancro e adolescenti: nasce Tumorial Quando ci si trova a combattere con un tumore, le cose non sono mai semplici. Pensiamo, poi, a quando il tumore colpisce un giovane adolescente oppure in tenera età: è tale il trauma da affrontare che, spesso, si cerca di condividere non solo il calvario che si sta vivendo ma anche le piccole gioie e i traguardi raggiunti. Ed è proprio per questo motivo che nasce "Tumorial", un progetto ideato dall'"Istituto Nazionale dei Tumori di Milano" volto a spiegare, attraverso una serie di video disponibili online, tutte le fasi della malattia, come si vive in un reparto di oncologia pediatrica e come si può affrontare il tumore nella vita di tutti i giorni, passando attraverso la disamina di temi caldi quali il rapporto con i genitori, la sessualità e la temutissima perdita di capelli. Una sorta di video-tutorial che, attraverso le voci di chi si è trovato a vivere e ad affrontare un tumore, racconta ai giovani cosa significhi essere un paziente oncologico, frantumando tutti i tabù connessi a una malattia di cui molti fanno fatica anche a pronunciarne il nome. Scene di vita quotidiana tra timori e speranze Nata nell'ambito del "Progetto Giovani della Pediatria oncologica" dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, approvata dall'"Associazione Bianca Garavaglia onlus" e sostenuta dall’Associazione "Dudù for You onlus", la serie Tumorial consta in tutto di 24 episodi, messi in onda a giugno e a settembre e diretti da Valerio Rocco Orlando e che, grazie a un linguaggio semplice, schietto e sincero, racconta tutte le fasi della malattia, aiutando i giovani a non sentirsi abbandonati in un momento così difficile. Forse, a ben vedere, il successo di Tumorial sta proprio in questo: spiegare, nel modo più semplice possibile, cosa significhi ammalarsi di tumore, cosa implichino chemioterapia e follow up e, soprattutto, quali siano i dubbi in merito alla malattia. Come ben riesce a spiegare Andrea Ferrari, il responsabile del Progetto Giovani, ancora oggi molti giovani ignorano quali siano gli effetti del tumore sulla loro salute, sul loro fisico e sulla loro psiche, con il rischio di avventurarsi in Rete per carpire qualche informazione che, il più delle volte, si rivela frammentaria, parziale e non esaustiva. Dunque, perché non lasciare che siano proprio i giovani malati oncologici a raccontare ai propri coetanei come si possa sopravvivere a una sorta di tsunami che scuote all'improvviso la vita? I video, disponibili sul canale Youtube di Progetto Giovani e messi a punto da 47 giovani alcuni dei quali in pieno percorso terapeutico, affrontano quei temi scottanti che spesso si ha paura di affrontare anche con sè stessi. Si va dalla scoperta della malattia al primo check up medico in cui le paure sembrano ottenebrare la mente fino a farla precipitare in un buco nero al rapporto con la sessualità, passando al difficile rapporto con genitori e amici e all'isolamento sociale. Poi si passa ad analizzare tutte le paure: perderò i capelli? Dovrò portare il turbante quando sono in pubblico? Potrò ancora condurre una vita normale? Domande più che lecite soprattutto se si considera che esse provengono da chi si è appena affacciato alla vita e si trova a combattere contro un gigante di cui sa ancora poco o nulla. I video, sempre genuini e in presa diretta, privi di montaggio o manipolazioni da parte del regista, raccontano non solo la malattia ma anche la vita di questi giovani che affrontano il tumore con il sorriso sulle labbra, nonostante le difficoltà inevitabili e i momenti di sconforto. Accanto alle lacrime e alla voce incrinata dalla tensione, però, c'è anche il momento di gioia: la testimonianza di chi ce l'ha fatta ed è tornato a vivere più forte di prima. La forza dirompente di Tumorial Ma qual è la vera forza di Tumorial? A parte la forza dirompente delle testimonianze rese in prima persona dai giovani malati di pediatria oncologica, Tumorial ha l'innegabile pregio di affrontare tematiche forti e incisive, non legate solo alla malattia. I giovani protagonisti dei video, infatti, calcano la mano sul difficile rapporto che si trovano a gestire con genitori, medici e coetanei. Rimarcano l'accento sul fatto di essere malati ma di essere sempre le stesse persone che erano anche prima del tumore: non vogliono essere tenuti all'interno di una campana di vetro ma pretendono di continuare a vivere nel modo migliore possibile, affrontando i piccoli e grandi turbamenti legati a una fase della vita come può essere l'adolescenza. Importante, a tal proposito, secondo i ragazzi di Tumorial è l'interazione con i social network, per veicolare nel modo corretto tutte le informazioni sul tumore e sulle malattie in generale, ma anche con i genitori e con le famiglie. Quando ci si trova ad affrontare un tumore, infatti, non si è coinvolti solo in prima persona: la famiglia deve diventare parte integrante di un protocollo che fornisce aiuto e assistenza ai giovani in difficoltà, aiutandoli a vivere la malattia attraverso colloqui con psicologi e psicoterapeuti specializzati in dinamiche relazionali a seguito di traumi e malattie di questa entità. Grazie a Tumorial, dunque, il tumore non è più un tabù: se ne può parlare tranquillamente anche se la malattia fa paura, si può affrontare il timore della perdita dei capelli e del catetere centrale confidando nelle cure per sconfiggere definitamente quel mostro che, se preso tempestivamente, può diventare solo un brutto ricordo.

Insalata di peperoni al vapore

Insalata di peperoni al vapore
Il peperone è una tipologia di verdura appartenente alla famiglia delle Solanacee coltivato nei mesi estivi tra Giugno, Luglio e Agosto. Trova le sue origini in America Centro-Meridionale e può essere classificato a seconda della piccantezza (peperoni piccanti e dolci), della forma (peperoni costoluti, a corno e schiacciati) oppure del colore (peperoni gialli verdi o rossi).Caratterizzato da molteplici proprietà, il peperone è ricco di acqua, fibre alimentari e sali minerali (in particolare potassio); inoltre è un’ottima fonte di betacarotene (indispensabile per la salute della pelle) e vitamina C: un peperone maturo può infatti contenere fino a 4/5 volte più vitamina C di un’arancia! I benefici che questo ortaggio apporta all’organismo sono numerosi: favorisce la produzione di collagene, la proteina che mantiene i tessuti dell’organismo tonici e giovani svolge un’azione diuretica, antireumatica, antinevralgica e antitumorale favorisce l’ossigenazione del sangue attiva il circolo venoso e capillare prevenendo le malattie vascolari Per preservare al massimo queste proprietà l’ideale sarebbe consumare la verdura a crudo; tuttavia, per migliorare la digeribilità dell’ortaggio è consigliato cuocerlo delicatamente al vapore oppure in padella a fiamma bassa. Come proporlo in tavola? Ecco la ricetta per preparare un’insalata di peperoni cotti al vapore! Una soluzione fresca e salutare per accompagnare (e colorare) i caldi pasti estivi.   Ingredienti: 2 peperoni Valeriana lavata e tagliata Olive nere Capperi sott’olio Olio EVO q.b. Sale q.b. Aceto q.b.   Preparazione: Lavare e pulire i peperoni e tagliarli a piccole strisce Disporre la verdura in una pentola quindi procedere con la cottura a vapore Una volta cotti, levare i peperoni dalla pentola e farli raffreddare, quindi versarli in una insalatiera e aggiungere la valeriana, le olive tagliate precedentemente a pezzetti, un filo di olio, sale e aceto Mescolare gli ingredienti tra loro e servire! L’insalata di peperoni è un’ottima soluzione per accompagnare un pranzo o una cena in compagnia! Leggi le altre ricette di Fondazione CMT cliccando qui e cucina il piatto che più ti ispira! Il nostro appuntamento torna il mese prossimo con una nuova ricetta semplice da realizzare, gustosa e, soprattutto, salutare!
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