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Aggiornamenti, eventi e news di Fondazione CMT

Vellutata di Zucca

Vellutata di Zucca
La zucca, appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae, è la regina indiscussa degli ortaggi d’autunno, largamente utilizzata in cucina per il gusto facilmente abbinabile e nella medicina naturale per gli effetti benefici dei suoi estratti. Verdura dalle numerose proprietà, è un vero toccasana per il nostro organismo: ricca di nutrienti, contiene solo 26 calorie per 100 grammi! Per questo, è molto consigliata alle persone diabetiche e nelle diete ipocaloriche. I benefici della zucca: è ricca di vitamine A, B e C e in particolare betacarotene: un antiossidante molto potente capace di limitare la formazione di radicali liberi e prevenire l’insorgenza di tumori contiene un alto numero di fibre efficaci contro la stitichezza, coliti ed emorroidi, migliora il transito intestinale e riequilibra la flora grazie alla presenza di Omega 3, la zucca aiuta a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue, abbassare la pressione sanguigna e migliorare la circolazione, prevenendo l’insorgenza di malattie cardiovascolari come ictus e infarto  composta per il 90% di acqua, è una valida alleata contro la ritenzione idrica, favorisce la diuresi e liberando l’organismo dalle tossine grazie al magnesio, un rilassante muscolare naturale, la zucca aiuta a liberarsi da stati di ansia e stress   Come cucinare questo ortaggio? Le ricette sono numerose e variano dal dolce al salato, quella che vogliamo proporvi noi è una soluzione light, ma molto gustosa, realizzabile in diverse varianti: la vellutata di zucca!   Ingredienti: 500 g di polpa di zucca 500 ml di brodo 1 scalogno 4 foglie di salvia olio extravergine di oliva 30 g di Parmigiano Reggiano grattugiato 4 amaretti sale pepe nere   Preparazione: tagliare la polpa della zucca a cubetti, sbucciare lo scalogno e tagliarlo a fettine scaldare 4 cucchiai di olio in una casseruola e unire la salvia e lo scalogno, lasciando stufare a fiamma bassa, per circa 3 minuti aggiungere la zucca e versare il brodo bollente, lasciando cuocere sempre a fiamma bassa, a pentola semicoperta, per circa 20 minuti, fino a quando la zucca risulterà tenera una volta terminata la cottura, levare dalla zuppa la salvia e frullare gli ingredienti con un mixer a immersione servire la vellutata calda, accompagnata da amaretti sbriciolati o Parmigiano Reggiano grattugiato, e decorare con una spolverata di pepe nero Sei curioso di leggere altre ricette proposte da Fondazione CMT? Clicca qui e lasciati ispirare!Il nostro appuntamento torna il mese prossimo, con una nuova ricetta sana e gustosa!

L’immunoterapia nel trattamento dei tumori

L’immunoterapia nel trattamento dei tumori
Pochi giorni fa gli immunologhi James P. Allison e Tasuku Honjo hanno ricevuto il Premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina 2018 grazie agli studi che per la prima volta hanno messo in luce i meccanismi con i quali le cellule del sistema immunitario riescono ad attaccare quelle tumorali. Questi meccanismi rappresentano la base dell’immunoterapia, ad oggi una delle branche più promettenti dell’oncologia e della cura dei tumori. Cerchiamo di capire di cosa si tratta.   Il ruolo del sistema immunitario Il sistema immunitario degli esseri umani ha il compito di distinguere ciò che fa parte dell’organismo e ciò che invece è esterno (virus, batteri o altro) per eliminare le sostanze potenzialmente pericolose. Allo stesso tempo è dotato di “freni” che gli permettono di non agire all’impazzata contro ogni minaccia esterna, ma di autoregolarsi per evitare un’azione eccessiva e deleteria. In presenza di un tumore, il sistema immunitario funzionante dovrebbe poter riconoscere le cellule tumorali in quanto “diverse” rispetto alle altre cellule e scatenare una reazione per eliminarle. Purtroppo però le cellule tumorali nel tempo possono acquisire la capacità di sfuggire alla sorveglianza del sistema immunitario, che sviluppa una sorta di inerzia lasciandole riprodurre in modo incontrollato. “Pilotare” il sistema immunitario in modo da farlo rispondere con efficacia alla minaccia tumorale è il compito dell’immunoterapia.   L’immunoterapia nel trattamento dei tumoriA seconda della modalità con cui viene stimolata una risposta immunitaria anti-tumorale, l’immunoterapia è distinta in passiva e attiva. L’immunoterapia passiva consiste nella somministrazione di farmaci o modalità terapeutiche che hanno un’attività antitumorale propria: agiscono contro la cellula tumorale per bloccarne la crescita. L’immunoterapia attiva, invece, rappresenta una sorta di attacco indiretto al tumore; consiste nella somministrazione di farmaci che bloccano i “freni” del sistema immunitario mantenendo acceso il meccanismo difensivo che permette di contrastare il tumore. In questo processo un ruolo chiave è svolto dai linfociti T (globuli bianchi), che riconoscono l’agente estraneo e attivano la risposta immunitaria, e da alcune proteine recettoriali, che hanno il compito di attivare i linfociti T.L’idea che il sistema immunitario potesse avere un ruolo centrale nel trattamento dei tumori, non è nuova e non è direttamente riconducibile al dr. Allison e al dr. Honjo. I due immunologhi hanno però dimostrato come si possono togliere i freni” che impediscono al sistema immunitario di aggredire le cellule cancerose e questa scoperta ha dato il via a diversi studi clinici per la realizzazioni di farmaci in grado di attivare quei meccanismi. Questo ulteriore step nel campo dell’immunoterapia ha valso loro il Nobel.   Per quali patologie è disponibile?Diversi studi hanno rivelato che il melanoma, il più diffuso tumore della pelle, è particolarmente sensibile all’azione del sistema immunitario; per il trattamento di questa patologia siamo infatti già alla seconda generazione di farmaci immunoterapici. Nuove prospettive si stanno aprendo anche per il tumore del polmone e per quello del rene.

Obesità infantile: aumenta il rischio di cirrosi e tumore del fegato

Obesità infantile: aumenta il rischio di cirrosi e tumore del fegato
Nella maggior parte dei casi la cirrosi epatica è dovuta ad epatiti virali croniche oppure ad un eccessivo consumo di alcol. Un recente studio ha evidenziato che anche l’obesità infantile è un fattore di rischio sia per l’insorgenza di questa malattia sia per l’insorgenza del tumore al fegato. Una ricerca condotta in SveziaLa rivista GUT, curata dalla British Society of Gastroenterology, ha recentemente pubblicato uno studio svedese che ha destato molto scalpore: l’obesità nei bambini e negli adolescenti aumenterebbe il rischio di contrarre cirrosi epatica e tumore al fegato in età adulta. Lo studio è stato condotto su 1.2 milioni di ragazzi svedesi tra i 17 e i 19 anni, nati tra il 1951 e il 1976, i cui dati sono stati raccolti nei registri nazionali in occasione del servizio militare tra il 1969 e il 1996. All’epoca i ragazzi erano stati divisi in diverse categorie a seconda del loro Bmi (Body Mass Index, Indice di Massa Corporea) per monitorare nel tempo lo sviluppo di diabete, tumore al fegato e altre malattie epatiche in relazione al Bmi di partenza. Al momento della valutazione di base, poco più di 100 mila ragazzi erano in sovrappeso e quasi 200 mila erano obesi.Durante il lungo follow up, che in media è stato di 28,5 anni, a 5281 persone è stata diagnosticata una malattia epatica e a 251 di queste un tumore al fegato (in particolare epatocarcinoma) con una stretta correlazione tra la malattia epatica e una condizione di sovrappeso e obesità. Il rischio, è stato rilevato, aumenta ulteriormente per chi oltre all’obesità sviluppa anche il diabete. Obesità: come sono cambiati i numeri negli anniLo studio svedese ha messo in luce, in primo luogo, la correlazione tra obesità e malattie epatiche: l'obesità negli adolescenti si associa al rischio di sviluppare nell'età adulta malattia del fegato e tumore epatico.I ricercatori però hanno evidenziato anche un altro dato molto interessante, che conferma come l’epidemiologia dell’obesità sia cambiata in Europa negli ultimi 20 anni: tra il 1951 e il 1976 la percentuale dei ragazzi in sovrappeso è aumentata del 210%, mentre quella dei ragazzi obesi del 350%.Quello dell’obesità è un problema esteso in tutto il Globo: il 54% degli adulti residenti nei 35 paesi dell’ OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) è infatti in sovrappeso e in 4 paesi, Ungheria, Nuova Zelanda, Messico e Stati Uniti, il tasso di obesità è superiore al 30%. Il Paese più a rischio in Europa è la Gran Bretagna, in cui il tasso di obesità è aumentato del 92% dal 1990 ad oggi raggiungendo il 26,9%. L’Italia ha un altro triste primato: i bambini del nostro Paese sono tra i più grassi d’Europa, soprattutto quelli che vivono nelle regioni meridionali. Alla luce della ricerca condotta in Svezia, l’urgenza di educare i ragazzi ad uno stile di vita sano e ad un’alimentazione regolare diventa ancora più urgente. I rischi che si corrono a fare altrimenti sono davvero troppi.  

Fumo di sigaretta: i veleni che si inalano

Fumo di sigaretta: i veleni che si inalano
“Il fumo nuoce gravemente alla salute” è una frase che abbiamo sentito ripetere migliaia di volte e che in molti, oggi, diamo per assodata. Ogni sigaretta contiene infatti circa 4000 sostanze chimiche, 400 delle quali sono tossiche e 40 dichiaratamente cancerogene, sostanze che accelerano l’invecchiamento della pelle, danneggiano il gusto e l’olfatto, indeboliscono il sistema immunitario, favoriscono l’insorgenza di tumori (ad esempio al polmone e al fegato) e compromettono la salute cardiovascolare. Tanti fumatori, anche se conoscono perfettamente i rischi delle sigarette, continuano imperterriti ad accenderne una dietro l’altra. Il motivo? Tutta colpa della nicotina, che crea una vera e propria dipendenza verso il fumo, al quale con il passare degli anni risulta sempre più difficile rinunciare. Ecco una selezione di altre 8 sostanze altamente tossiche, che respiriamo ogni volta che accendiamo una sigaretta: benzene: componente naturale del petrolio, presente in pesticidi e carburanti. Noto cancerogeno, accresce esponenzialmente il rischio di leucemia, di anemia e di alterazioni genetiche, danneggia i tessuti ossei e può essere la causa di complicazioni per le donne in gravidanza formaldeide: classificato dall’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) come cancerogeno certo, è un potente battericida responsabile dell’irritazione ad occhi e mucose e della tosse insistente tipica di fumatori catrame: insieme di agenti chimici prodotti dalla combustione del tabacco, responsabile del residuo marrone e appiccicoso che riveste denti, dita e polmoni dei fumatori arsenico: sostanza altamente cancerogena, è un veleno contenuto nei topicidi; causa nel corpo del fumatore, danni al cuore e ai vasi sanguigni, al sistema nervoso e a quello digestivo cromo: utilizzato per smalti e vernici, è tra i principali responsabili del cancro ai polmoni. Permette inoltre ad altre sostanze cancerogene, di aderire con più facilità al DNA, danneggiandolo cianuro di idrogeno: uno dei responsabili dei danni arrecati a cuore e vasi sanguigni, indebolisce le ciglia che proteggono le vie respiratorie, permettendo alle tossine di entrare più facilmente nei polmoni.  ossido d’azoto: tra i maggiori inquinanti atmosferici, normalmente viene prodotto dall’organismo in piccole quantità per facilitare l’espansione delle vie respiratorie; la presenza eccessiva di questa sostanza nelle sigarette, causa un’espansione maggiore delle vie aeree, facilitando l’assorbimento della nicotina e degli altri elementi nocivi ammoniaca: composto utilizzato per convertire la nicotina presente nelle sigarette in gas, permettendo ai polmoni e al sangue di assorbire la sostanza più facilmente, aumentandone l’effetto da dipendenza   Per combattere il problema del tabagismo esistono diversi metodi; uno dei più efficaci è quello di affidarsi ad uno specialista, che sappia seguire il paziente nel difficile percorso. In alternativa è possibile affrontare il cambiamento in autonomia, diminuendo gradualmente la quantità giornaliera di sigarette fumate, fino a smettere completamente. Una scelta lodevole di cui a beneficiarne, non è solo il fumatore, ma anche tutte le persone che lo circondano.

Risotto ai fichi freschi

Risotto ai fichi freschi
Il fico, frutto del Ficus Carica - albero dalla tradizione antichissima, è un alimento notoriamente dolce, consumato fresco o essiccato, che raggiunge la piena maturazione tra la fine di agosto e l’inizio di settembre. A differenza di quanto si potrebbe pensare, il fico contiene solo 47 kcal per 100g, una quantità inferiore rispetto a quella di uva e mandarini, che contengono più di 70 kcal per 100g. Frutto dalle molteplici proprietà, è ricco di antiossidanti, potassio, ferro, calcio, vitamina A, B1, B2, B6, PP e C.  Quali benefici apporta all’organismo? grazie ai semi, alle mucillagini e alle sostanze zuccherine che contiene, esercita un potere lassativo utile per contrastare problemi di stitichezza contiene enzimi digestivi che favoriscono l’assimilazione dei cibi svolge un’azione caustica e proteolitica a difesa della pelle possiede ottime proprietà anti infiammatorie, efficaci per trattare ascessi e infiammazioni urinarie e polmonari, stati febbrili e gastriti riduce il rischio di malattie coronariche aiuta a contrastare il diabete aiuta l’eliminazione dei radicali liberi, favorendo un’azione preventiva contro il cancro al colon e al seno   I fichi sono frutti in grado di stupire il palato attraverso accostamenti sia dolci che salati, adatti da proporre in qualsiasi portata di un pranzo o una cena, dall’antipasto al dolce! In questo mese vogliamo proporvi il risotto ai fichi freschi, un piatto molto semplice da preparare, ma capace di sorprendere anche i palati più raffinati!   Ingredienti: 14 fichi neri e maturi 320 g di riso Arborio 10 g di cipolla bianca 60 g di burro 1 cucchiaio di olio e.v.o. brodo vegetale sale   Preparazione: pulire la cipolla e tritarla finemente, quindi rosolarla nel burro e olio in una casseruola  una volta che la cipolla sarà appassita, aggiungere il riso e tostare per qualche minuto, quindi versare il vino bianco e far evaporare tagliare i fichi in quattro parti, versandone la metà nel riso aggiungere un mestolo di brodo vegetale e lasciar cuocere, ripetendo l’operazione di tanto in tanto circa a metà cottura unire al riso i fichi restanti mantecare con 10 gr di burro e, e necessario, aggiustare di sale   Il risotto ai fichi freschi è quindi pronto per essere impiattato e servito in tavola! Vuoi scoprire le altre ricette antitumorali di Fondazione CMT? Clicca qui!  

Car-T Therapy: di cosa si tratta

Car-T Therapy: di cosa si tratta
La Car-T therapy, di cui si è sentito parlare in questi giorni, è un trattamento previsto in caso di tumori del sangue recentemente approdato in Europa per cui alcune cellule del sistema immunitario dei pazienti vengono prelevate, modificate a livello genetico in laboratorio e reinfuse nello stesso paziente. Si tratta di una terapia che rientra nell’ambito dell’immunoterapia, considerata da molti una nuova e importante frontiera nel trattamento di alcune neoplasie. L’immunoterapia infatti, a differenza di chemioterapia e radioterapia, non agisce “attaccando” direttamente il tumore, ma potenziando il nostro sistema immunitario e rendendolo capace di identificare la malattia per distruggerla “dall’interno” senza danneggiare le cellule sane. Non è comunque da considerarsi un’alternativa a chemio e radio, ma un’integrazione.   Il trattamento Car-TLa scelta dell’acronimo Car-T dipende dagli elementi coinvolti nel processo: i linfociti T e la proteina ibrida CAR. Come prima cosa vengono prelevati alcuni globuli bianchi dal paziente, da cui vengono isolati i linfociti All’interno di questi linfociti viene inserito un frammento di DNA che contiene le informazioni per produrre la proteina ibrida CAR, in modo che i linfociti possano esprimerla sulla loro superficie; questo processo rende le cellule T potenzialmente in grado di riconoscere a attivarsi contro il tumore.  Successivamente le cellule T ingegnerizzate, che risultano essere una sorta di farmaco personalizzato, vengono reinfuse nel paziente.   Patologie trattateL’Agenzia europea per i medicinali ha autorizzato due farmaci realizzati con la tecnologia Car, il tisagenlecleucel e l’axicabtagene.Il tisagenlecleucel è impiegato per il trattamento della leucemia linfatica acuta nei bambini e nei giovani e del linfoma diffuso a grandi cellule B negli adulti. In entrambi i casi la terapia è da somministrare nel caso in cui le terapie tradizionali non abbiano avuto successo. L'axicabtagene è stato invece approvato per il trattamento di alcune forme particolarmente aggressive di Linfoma non Hodgkin. Anche in questi casi la terapia Car-T va applicata solo dopo recidive e comunque dopo il fallimento di due o più linee di terapia sistemica.

Mantenere il peso è importante, ma occhio alle fake news in tema di diete

Mantenere il peso è importante, ma occhio alle fake news in tema di diete
Con l’avvento dei Social è aumentata la diffusione di informazioni e il propagarsi di notizie non sempre veritiere, spesso pubblicate solo per riuscire a vendere un prodotto in più. Può capitare, infatti, di imbattersi in messaggi scorretti che, a seconda del destinatario, possono risultare anche pericolosi. Un esempio lampante è riscontrabile nel campo della salute e dell’alimentazione, dove pseudo dietisti promettono dimagrimenti lampo, diete miracolose, testimonianze con fotografie del prima e dopo, palesemente ritoccate. Personaggi pubblici che sponsorizzano prodotti dimagranti, vendendoli come soluzioni a problemi fisici ed estetici, andando a influenzare sia positivamente che negativamente la logica dei più deboli giovani. È quindi importante saper riconoscere le fonti, ufficiali e non, leggere le informazioni con occhio critico e in caso di dubbi, rivolgersi ad un esperto, scegliendo di intraprendere un percorso alimentare sotto la guida di un dietologo e non in autonomia, fidandosi delle informazioni presenti nel web. La salute è una cosa seria e non va sottovalutata! Un’alimentazione equilibrata può prevenire malattie cardiovascolari e tumori, e permettere all’organismo di: integrare l’energia necessaria per le attività quotidiane regolare il metabolismo costruire e rinnovare cellule e tessuti Ultimamente si legge spesso delle cosiddette diete “detox”, vendute come la soluzione perfetta per depurare l’organismo dalle tossine nocive e capaci di trasformare il proprio corpo nel giro di pochi giorni. Un fondo di verità è presente negli alimenti salutari che consigliano, come cetrioli, limoni, mirtilli, barbabietole e curcuma, che andrebbero inseriti nella propria dieta per disintossicare il proprio corpo, ma si tratta di frutta e verdura da consumare durante tutto l’arco dell’anno e non solo in un determinato periodo. La dieta detox, infatti, non va intesa come una soluzione rapida ad una scorretta alimentazione e ad uno stile di vita irregolare: due giorni di beveroni e rinunce non rimedieranno ai cibi spazzatura, agli alcolici consumati e alla sedentarietà che caratterizza gli altri giorni dell’anno. Se siete in cerca di consigli per adottare sane abitudini senza stravolgere la vostra quotidianità, potete sempre cominciare da quelli più comuni, ma sicuramente più efficaci: mangiare sano fare sport bere molta acqua dormire le giuste ore Se invece il vostro intento è quello di intraprendere un nuovo percorso alimentare, per raggiungere la forma fisica ideale o, per esempio, eliminare determinati cibi dalla propria dieta, è molto importante chiedere aiuto ad uno specialista e assicurare al proprio corpo un sano cambiamento. Diffidate dalle scorciatoie miracolose che promettono fisici statuari, dai messaggi del web che semplificano e nascondono i sacrifici che è necessario compiere per una vita in salute più a lungo. Prendersi cura di sé con consapevolezza aiuterà a raggiungere maggiori traguardi, migliorando l’autostima e trovando la giusta carica per trasformare un percorso alimentare di un periodo determinato, in sane abitudini da perseguire anche successivamente.

L'inquinamento in estate è più pericoloso?

L'inquinamento in estate è più pericoloso?
Diverse ricerche hanno dimostrato come in Europa, nonostante i riscaldamenti spenti e il calo della circolazione delle automobili, lo smog sia più intenso durante i mesi caldi dell’anno, in particolar modo nei centri urbani; particelle tossiche come i mineral dust, legate alle polveri del suolo e ai batteri, infatti, in condizioni di temperature elevate, proliferano, intensificandosi. Respirare queste scorie può avere conseguenze molto gravi per l’organismo, come per esempio l’insorgenza di tumori.   Qual è il legame tra cancro e inquinamento?Lo spiega Sergio Harari, direttore della Pneumologia all’Ospedale San Giuseppe Multimedica IRCCS di Milano: “Dal 2013 l’inquinamento atmosferico in generale e le polveri sottili, sono catalogati fra i cancerogeni certi per gli esseri umani. A conferire questa classificazione è stata la massima autorità in materia, ovvero l’International Agency for Research on Cancer (Iarc) di Lione: dopo un’attenta revisione di oltre mille studi scientifici sull’argomento, gli esperti hanno infatti confermato che questi agenti inquinanti provocano il cancro ai polmoni e aumentano il rischio di quello alla vescica. È stato constatato come l’incidenza della malattia, nei territori indicati come altamente inquinanti, sia superiore del 9% negli uomini e del 7% nelle donne, rispetto alla media regionale.”   Come proteggersi dall’inquinamento?Gli esperti, tra cui Harari, consigliano di: evitare esposizioni e attività fisica nelle ore più soleggiate idratarsi abbondantemente bevendo molta acqua consumare alimenti dal potere antiossidante come albicocche, mango, carote, spinaci, pompelmi, kiwi, broccoli, peperoni, cereali, germe di grano, mandorle, arachidi e pomodori purificare i polmoni di tanto in tanto spostandosi al mare o in montagna   Per preservare la salute dei più piccoli, inoltre, è consigliato: portare i propri figli in marsupi sulle spalle piuttosto che nei passeggini, in quanto lo smog si concentra maggiormente negli strati più bassi, all’altezza di gas e scarico portare i ragazzi a fare sport o giocare, nei parchi o all’aperto in zone periferiche   Cosa significare fumare in una zona ad alto tasso d’inquinamento?Il fumo della sigaretta è molto più cancerogeno dello smog, l’azione combinata di fumo e inquinamento ha quindi un effetto moltiplicativo, così che 1+1 non fa più 2, ma 5 o 6. Per questo motivo, i fumatori che vivono in ambienti inquinati dovrebbero valutare l’idea di smettere, per un’azione preventiva rispetto la propria salute, gravemente messa a rischio.

Il cancro è una malattia moderna? La risposta nel nostro ultimo articolo

Il cancro è una malattia moderna? La risposta nel nostro ultimo articolo
Come racconta Woody Allen nel film “Midnight in Paris” siamo spesso portati a credere che ci sia stata in passato un’epoca migliore rispetto a quella che stiamo vivendo. Si mangiavano materie prime di qualità superiore, si lavorava in modo più produttivo, si avevano passatempi più costruttivi; in altre parole, si viveva meglio. Questa tendenza si registra anche nell’ambito della salute. Oggi, si pensa di frequente che esistano molte più malattie rispetto al passato e che ci si ammali di più di tumore. Questa credenza per cui il cancro sarebbe una malattia quasi esclusiva dell’epoca moderna deriva soprattutto da un articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Reviews Cancer dal professor Michael Zimmerman dell’Università di Manchester e dalla sua collega Rosalie David. In questo articolo i due ricercatori mostravano come dall’esame al microscopio di innumerevoli reperti fossili di corpi mummificati e di centinaia e centinaia di mummie egiziane, emergesse un solo caso di cancro confermato, portandoli dunque a sostenere che “l’assenza di neoplasie in mummie deve essere interpretato come indicazione della loro rarità nell’antichità, indicando che i fattori che causano il cancro sono limitati alle società moderne industrializzate”. In realtà questo articolo non è uno studio autonomo, bensì una revisione della letteratura, dunque un resoconto di altri articoli scientifici e dati pubblicati negli anni da altri ricercatori. Pertanto, una limitazione di questo articolo scientifico è legata alla strategia di ricerca dei lavori scientifici selezionati. Non si può infatti escludere che siano stati prevalentemente individuati e discussi lavori scientifici che supportassero la tesi originaria dei ricercatori. Inoltre, una ricerca originale dell’Università di Pisa ha rivelato la presenza di tumori in alcune delle mummie conservate a San Domenico Maggiore a Napoli con una prevalenza di malattia neoplastica del 27%, un dato assai vicino al 31% riscontrato nei paesi industrializzati moderni. Comunque è anche vero che il principale fattore di rischio legato allo sviluppo di tumori è rappresentato dall’età. Pertanto è assolutamente verosimile che in epoca moderna, essendo aumentata notevolmente l’età media della popolazione, vi sia stato anche un conseguente incremento dell’incidenza di tumori. È altresì vero che alcune sostanze cancerogene sono prodotti chimici, tra cui inquinanti ambientali come le diossine ed il benzene, creati dall’uomo in epoca moderna. Inoltre stili di vita non corretti, come l’eccessivo consumo di carni rosse, cibi affumicati e il fumo di sigaretta possono aver contribuito ad incrementare l’incidenza del cancro. Va segnalato che il miglioramento delle tecniche diagnostiche ha contribuito anche ad aumentare le diagnosi. Una posizione assolutamente ragionevole in merito, pertanto, è quella dell’ex presidente dell’AIOM, dott. Carmine Pinto, secondo cui non è vero che i tumori siano nati soltanto con la moderna civiltà occidentale, ma è indubbio che in epoca moderna vi sia stato un incremento sostanziale del numero di casi, per le ragioni su esplicitate.  Posizione peraltro simile a quella assunta anche dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC).

5 Buoni motivi per consumare la buccia dell’anguria e proporla nelle nostre tavole!

5 Buoni motivi per consumare la buccia dell’anguria e proporla nelle nostre tavole!
L’anguria è un frutto ricco di vitamine e sali minerali, dalle numerose proprietà benefiche: aiuta a disintossicare e depurare l’organismo e a reintegrare i minerali persi con la sudorazione estiva. Dall’elevato potere saziante, il cocomero è il simbolo dell’estate e il frutto di stagione per eccellenza. Generalmente si tende a consumare la polpa rossa e succosa, e a scartare la buccia bianca, perché meno saporita; in pochi sanno che proprio la buccia, ad esclusione della parte verde, apporta numerosi benefici all’organismo, scopriamo insieme quali: regola la pressione sanguigna ricca di fibre e dalle proprietà diuretiche, aiuta a perdere peso e a eliminare le tossine aumenta i benefici durante l’allenamento, grazie alla citrullina, un amminoacido richiesto dai muscoli in seguito all’attività fisica previene infezioni del tratto urinario e mantiene la funzione renale nella norma, aumentando la produzione di urina azione anticancro: grazie al licopene, diminuisce il rischio di sviluppare tumori allo stomaco, al pancreas, al colon, all’esofago, e alla cervice.   Oggi vi proponiamo una ricetta dolce e sfiziosa da proporre per la merenda di grandi e piccini! Di cosa si tratta? Della confettura con buccia di anguria!   Ingredienti: 1 kg di buccia di anguria 300 g di zucchero 30 ml di succo di limone 100 ml di pectina vasetti e coperchi sterilizzati   Preparazione: Tagliare la buccia a pezzettini scartando la parte rosa e le bucce verdi; recuperare anche il sugo e  unirlo ai pezzettini Unire lo zucchero e lasciare macerare per due ore circa nel frigorifero Versare il composto in una pentola e portare a ebollizione mescolando gli ingredienti con frequenza, in modo da non far attaccare il composto  Una volta che i pezzettini del frutto saranno diventati lucidi e quasi trasparenti, aggiungere la pectina e il succo di limone, mescolando e lasciando cuocere per altri 5 o 10 minuti Quando la confettura sarà pronta, invasare il composto in vasetti sterilizzati e tenuti al caldo, quindi chiudere e girarli sottosopra per circa 3 – 5 minuti (a seconda dalla grandezza). Infine, coprire con una canovaccio e lasciare raffreddare, quindi riporre in dispensa.   È possibile abbinare la confettura a una fetta di pane croccante o a formaggi stagionati, potendo così spaziare tra dolce e salato, sbizzarrendosi nei pranzi e nelle cene con amici e parenti! Clicca qui e scopri tutte le ricette antitumorali proposte da Fondazione CMT! Il nostro appuntamento torna il mese prossimo, con altre sfiziose novità culinarie!
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