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Cosmetica: i parabeni fanno davvero male al nostro corpo?

Cosmetica: i parabeni fanno davvero male al nostro corpo?
Dei parabeni ormai abbiamo tutti (o quasi) sentito parlare almeno una volta; vengono infatti utilizzati in modo consistente da oltre 70 anni a livello industriale soprattutto nella produzione farmaceutica e cosmetica e, talvolta, in quella alimentare. Ma cosa sono esattamente i parabeni? E, soprattutto, fanno davvero male al nostro corpo? Nell’articolo di oggi faremo un po’ di chiarezza sul tema. Cosa sono i parabeni e a cosa servono? I parabeni sono dei composti chimici derivanti dall’acido para-idrossibenzoico. Sebbene ce ne sia qualcuno di origine vegetale (il metilparabene, per esempio, si può trovare naturalmente nei mirtilli, nelle carote e nelle olive) la maggior parte dei parabeni è sintetica e viene prodotta chimicamente in laboratorio. Il loro ampio utilizzo nell’industria farmaceutica e cosmetica è dovuto alla loro azione fungicida e battericida. Leggendo con attenzione le etichette di molti prodotti, li potrete trovare, sono infatti presenti in molte creme, deodoranti, saponi, shampoo, balsami, dentifrici. In poche parole, sono degli ottimi alleati contro la formazione di batteri, funghi e altre sostanze potenzialmente nocive per la salute.   I parabeni sono nocivi? Da anni vengono condotti studi sulla tossicità e gli effetti dei parabeni sul nostro corpo, in particolare quando si tratta di un’esposizione prolungata e localizzata, come per esempio quella dovuta all’applicazione di un deodorante. Secondo l’elenco Inci (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) i parabeni maggiormente dannosi per la salute sono i seguenti: Isobutilparabene Benzilparabene Isopropilparabene Fenilarabene Pentilparabene Metilparabene Etilparabene Propilparabene Butilparabene Di questi i primi cinque sono vietati dalle leggi europee. I sospetti sono legati alla possibile insorgenza di tumori al seno e la potenziale interferenza con il sistema endocrino. Per alcuni dei parabeni in effetti è stata riscontrata un’attività simil-estrogenica, ma, va detto, solo ad altissime concentrazioni. Questo ha fatto si che non tutti i composti siano stati vietati e che alcuni – in concentrazioni bassissime – siano ammessi nella produzione di creme, deodoranti e altri prodotti per la cosmesi. Alcuni Stati hanno deciso di adottare leggi più restrittive di quelle europee: la Danimarca, per esempio, nel 2011 ha vietato l’uso di alcuni parabeni nei prodotti destinati ai bambini fino a 3 anni; la Francia nello stesso anno ha votato una proposta di legge che vieta produzione, importazione e vendita di prodotti contenenti parabeni. Prosegue dunque la ricerca su queste sostanze poiché i loro effetti, soprattutto a lungo termine, non sono chiari. Nel frattempo moltissimi produttori hanno lanciato linee di prodotti “senza parabeni” che possono offrire un’alternativa valida per i consumatori più cauti. Nelle produzioni di cosmetici eco-bio, per esempio, si ricorre ad altre componenti naturali, come gli estratti di rosmarino o timo, che svolgono azione disinfettante e battericida.

Porri in tavola grazie a una nuova ricetta antitumorale!

Porri in tavola grazie a una nuova ricetta antitumorale!
Il porro, di cui il nome originario è Allium ampeloprasum, è un ortaggio appartenente alla famiglia delle liliacee, dal sapore simile a quello della cipolla. Si tratta di una verdura molto utile in cucina per i suoi innumerevoli utilizzi e, allo stesso tempo, adatta da coltivare in qualsiasi periodo dell’anno, compreso l’inverno. Inoltre, è spesso indicata in ambito medico, grazie ai suoi numerosi benefici per l’organismo. Consumare regolarmente il porro, infatti, porta benefici all’apparato cardiovascolare e cardiocircolatorio, grazie alla capacità di abbassare i livelli della pressione sanguigna e, di conseguenza, di prevenire l’ipertensione e tutte le patologie ad essa legate. Inoltre, così come la cipolla e l’aglio, è un ottimo alleato per la prevenzione del cancro allo stomaco, in quanto ricco di antiossidanti capaci di ridurre la produzione di radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare e dell’insorgenza di cellule cancerogene. Tra le altre proprietà, ricordiamo quelle diuretiche e lassative, depurative, antiaging e antibiotiche. Come anticipato, il porro è un alimento molto utilizzato in cucina, che permette di sbizzarrirsi con ricette originali e anche salutari. In questo mese, la nostro proposta antitumorale è la vellutata di porri! Ingredienti: 2 porri grandi 500 g di patate 4 cucchiai di olio EVO Ceci tostati Sale q. b. Acqua q. b. Preparazione: Versare 1 litro e mezzo di acqua all’interno di un pentolino, aggiungere il sale e portare a ebollizione Nel frattempo, pulire i porri, tagliargli a fettine e trasferirli in una pentola Aggiungere un filo d’olio ai porri e far cuocere a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto Quindi pelare le patate, lavarle e tagliarle a pezzettini e aggiungerle ai porri Quando le verdure saranno ben ammorbidite, versare all’interno della pentola l’acqua, coprire con un coperchio e lasciare cuocere per circa 30 minuti Togliere dal fuoco e lasciar stemperare a temperatura ambiente, con l’aiuto di un minipimer frullare gli ingredienti tra loro fino ad ottenere una crema soffice Servire la vellutata e guarnire il piatto con ceci tostati e un filo d’olio. Sei curioso di leggere altre ricette proposte da Fondazione CMT? Clicca qui e lasciati ispirare! Il nostro appuntamento torna il mese prossimo, con una nuova ricetta sana e gustosa!

Tumori ereditari: come effettuare una diagnosi precoce?

Tumori ereditari: come effettuare una diagnosi precoce?
Il cancro è una malattia purtroppo molto comune che può colpire diversi casi all’interno dello stesso nucleo famigliare. Talvolta capita che la stessa forma tumorale ricorra di generazione in generazione: in alcuni casi il motivo può essere legato alla condivisione delle stesse (cattive) abitudini da parte dei membri della famiglia, in altri invece, l’insorgenza del tumore può essere causata da un gene anomalo trasmesso di padre o madre in figlio. In questi casi si parla di tumore ereditario. I tumori sono masse formate da cellule maligne che si originano da una serie di mutazioni genetiche, le quali possono distinguersi in: mutazioni somatiche: quando insorgono come conseguenza naturale dell'invecchiamento o in seguito al danneggiamento casuale del DNA di una cellula. Non possono essere ereditate. mutazioni ereditarie: quando si verificano all’interno delle cellule germinali, specializzate nella produzione dei gameti. In seguito alla fecondazione, un gamete contenente una mutazione, la trasmette al nuovo organismo; per questo motivo vengono definite ereditarie. Le persone che portano tali mutazioni non necessariamente svilupperanno il cancro, nonostante questo il rischio di sviluppare una patologia oncologica è superiore alla media. Il test per la diagnosi precoce dei tumori ereditariQuando si parla di tumori ereditari si fa riferimento all’Oncogenetica, la nuova frontiera dell’oncologia. Negli ultimi anni la ricerca ha permesso di sviluppare misure diagnostiche, terapeutiche e preventive per le persone più a rischio, con l’obiettivo di diagnosticare eventuali forme tumorali precocemente e intervenire prima che sia troppo tardi. Ad oggi esiste un test chiamato Test di Predisposizione Genetica che permette di valutare il rischio di sviluppare un tumore; purtroppo non permette di riconoscere la possibile insorgenza di qualsiasi forma tumorale, nonostante ciò ha la capacità di valutare la possibile presenza di: tumore alla mammella tumore ovarico cancro del colon-retto (o sindrome di Lynch) poliposi adenomatosa familiare melanoma (tumore della cute) tumori gastrici tumore pancreatico cancro alla prostata tumore alla tiroide cancro all’utero sindrome di Li-Fraumeni, una patologia molto rara che aumenta la probabilità di sviluppare neoplasie sindrome di Cowden, una rara malattia genetica che può causare neoplasie alla mammella, all’endometrio, alla tiroide e ai reni sindrome di Peutz-Jeghers, che coinvolge l'intero tubo digerente e si accompagna ad una lieve lentigginosi Il test è consigliato principalmente alle persone che hanno avuto casi di tumore in famiglia, in quanto maggiormente esposte a rischio. I vantaggi di questa consulenza genetica possono essere diversi: il risultato può essere condiviso con altri membri della famiglia, i quali potrebbero presentare la stessa mutazione genetica organizzare un piano di screening che permette di monitorare l’eventuale insorgenza della neoplasia e, nel caso, di intervenire precocemente per curarla valutare con uno specialista terapie di profilassi preventiva

Tumori benigni: perché è importante non sottovalutarli

Tumori benigni: perché è importante non sottovalutarli
I tumori sono neoformazioni patologiche che derivano dalla proliferazione di cellule del tessuto dal quale si originano. Si classificano come: tumori benigni: quando la loro massa resta delimitata, conservando la struttura delle cellule normali senza invadere gli organi circostanti tumori maligni: quando la loro massa cellulare è in progressiva replicazione e la loro struttura subisce una modifica, caratterizzandosi da cellule anormali altamente instabili che viaggiano attraverso il flusso sanguigno, il sistema circolatorio e il sistema linfatico, diffondendosi in diverse parti del corpo e invadendo i tessuti circostanti. Quando si parla di tumore benigno, è bene sottolineare che non si parla di cancro. La gravità della proliferazione nei due casi è nettamente differente, sebbene sia importante non sottovalutare il problema anche quando la natura della massa tumorale è benigna. Questo perché la neoformazione potrebbe, con il tempo, degenerare e assumere le caratteristiche di un cancro. Quali sono i tumori benigni maggiormente diffusi per cause esterne o mutazioni genetiche? Le cisti: considerate neoformazioni benigne non pericolose, data la delimitata localizzazione e la facilità con la quale generalmente è possibile asportarle I polipi: tumori benigni che tendono a svilupparsi all’interno dell’intestino oppure delle vie respiratorie; da tenere monitorati per valutarne la crescita ed evitare il rischio di danneggiamento delle strutture circostanti I noduli ghiandolari a carico della tiroide: formazioni benigne che necessitano di un esame dettagliato per escludere la presenza di possibili disfunzioni delle quali possono essere i responsabili I lipomi: tumori benigni formati da tessuto adiposo che, a seconda delle dimensioni, vengono analizzati per valutare eventuali rischi di compressione dei nervi o dei vasi sanguigni Gli adenomi: tumori non cancerogeni di origine ghiandolare che necessitano di specifici accertamenti per monitorare la produzione di ormoni, affinché non venga compromessa I fibromi: extra-formazioni di tessuto muscolare che tendono ad originarsi nelle pareti uterine o nel tratto gastrointestinale. In alcuni casi è necessario asportare la neoformazione in quanto responsabile di forti dolori oppure di alterazioni del ciclo mestruale. Nel caso, invece, si decidesse di non effettuare l'asportazione, è comunque necessario un attento monitoraggio. I sintomi legati alla presenza di tumori benigni possono essere diversi e variare a seconda della localizzazione della massa tumorale che, crescendo, può andare a comprimere gli organi circostanti o i vasi sanguigni; è possibile, pertanto, avvertire dolore oppure fastidio nella zona interessata. Talvolta, invece, possono essere asintomatici. Come definire con precisione la natura di un tumore? L’esame maggiormente attendibile per poter stabilire con esattezza le caratteristiche di una massa tumorale è l’esame istologico; si effettua prelevando un campione di tessuto dalla zona interessata ed analizzandone le componenti in sede anatomo-patologica. In alcuni casi, per poterlo fare è necessario asportare la massa cellulare, ancora prima di averla definita benigna o maligna.   L’importanza degli screening oncologiciAffinché possa essere effettuata una diagnosi precoce della massa tumorale e procedere con l’eventuale iter terapeutico, è importante da parte del soggetto sottoporsi regolarmente a screening oncologici.In questo modo è possibile monitorare lo stato di salute del paziente e intervenire anticipatamente in caso di necessità. Molte forme cancerogene sono asintomatiche, ovvero non manifestano sintomi o segnali d’allarme, quando se ne evidenziano i segni, potrebbe essere troppo tardi per intervenire.Scopri di più sui programmi di screening nel nostro articolo “La prevenzione che salva la vita”.   

Zuppa di barbabietole rosse

Zuppa di barbabietole rosse
La barbabietola rossa è un tubero appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae, così come le bietole e gli spinaci. Dal gusto dolciastro e dalla consistenza tenera, cresce facilmente nelle zone del Mediterraneo. Il periodo della raccolta generalmente è tra fine agosto e settembre, maggiore è il grado di maturazione al momento della raccolta, maggiore sarà la tenerezza della polpa.La barbabietola deve il suo tipico colore rosso alla betaina, un pigmento vegetale che, secondo alcune ricerche, potrebbe aiutare a difendere l’organismo dalla comparsa di tumori.Inoltre contiene grandi quantità di ferro, fosforo, calcio, potassio, zolfo e magnesio, ed è noto per le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Un vero e proprio tocca sana! Esistono numerose ricette che portano la barbabietola in tavola, la nostra proposta è un primo piatto leggero e salutare. Ecco come preparare una gustosa zuppa di barbabietole rosse! Ingredienti: 300 g di barbabietole 1 vasetto di yogurt 40 g di farina 30 g di burro 2 carote 1 cipolla 1 cucchiaio di aceto Prezzemolo q.b. Sale q.b. Crostini di pane Preparazione: sciogliere il burro in una pentola e, a fuoco spento, aggiungere la farina mescolando ripetutamente per ottenere una crema omogenea tagliare a piccoli pezzi le carote, le barbabietole e la cipolla e unire le verdure alla crema. Nel caso la pentola fosse troppo piccola, travasare la crema in una pentola più ampia anticipatamente aggiungere un litro e mezzo di acqua tiepida e insaporire con un pizzico di sale, quindi far bollire per circa un’ora togliere la pentola dal fuoco e frullare gli ingredienti fino a ottenere una crema soffice e vellutata, dopodiché versarla all’interno di una zuppiera e aggiungere lo yogurt amalgamandolo servire la crema di barbabietole profumando il piatto con del prezzemolo tritato e accompagnare con crostini di pane. La zuppa di barbabietole è il piatto ideale per portare in tavola colore e sapore; un’altra ricetta a base di barbabietola proposta da Fondazione CMT è il risotto al rosso di barbabietola, clicca qui per scoprire come prepararlo!Il nostro appuntamento torna il mese prossimo con una nuova ricetta sana gustosa e, soprattutto, antitumorale. Clicca qui per leggere tutte le nostre proposte! 

Prevenzione Tumori: facciamo chiarezza

Prevenzione Tumori: facciamo chiarezza
Abbiamo parlato spesso dell’importanza dello stile di vita nella prevenzione dei tumori. Evitare il fumo, limitare l’alcol, seguire una sana alimentazione e praticare una costante attività fisica sono solo alcune delle tante abitudini che possono favorire la riduzione dei casi di tumore. Ma oltre a fumo e obesità, c’è molto altro. La scienza ha introdotto vaccini, test, farmaci e ha scoperto l’efficacia di un farmaco che tutti abbiamo in casa: l’aspirina. Ma andiamo per ordine. 1. Vaccini per la prevenzione dei tumoriIn Italia l'8,5% di tutti i tumori è legato alla presenza di virus che, infettando le cellule sane, danno il via ai processi di formazione del cancro. Tra i virus più noti troviamo quelli appartenenti alla famiglia del papilloma virus (HPV) che ne racchiude ben 120 tipologie diverse. Solitamente l’HPV non conduce a disturbi tumorali, ma in alcune persone l’infezione persistente sviluppando il cancro. Il vaccino HPV è in grado di proteggere dai più comuni tipi di virus, come quello alla cervice uterina, responsabile di oltre 6.000 casi di cancro l’anno in Italia. Per approfondire leggi questo articolo sulla relazione tra cancro e vaccino.  2. Screening dei tumoriOltre ai vaccini, esistono programmi di screening utili nella prevenzione dei tumori. Si tratta di esami condotti a tappeto sulla fascia considerata più a rischio della popolazione che hanno lo scopo di individuare la presenza di una malattia o di suoi precursori, ossia di quelle anomalie da cui la malattia si sviluppa.Il servizio sanitario nazionale e l’Unione Europea organizzano ogni anno programmi di screening al fine di garantire al paziente delle misure a sostegno della sua salute. Uno di questi è lo screening cervicale, progettato per rilevare quei cambiamenti nella cervice che possono diventare cancerosi. L’obiettivo è curarli prima che si sviluppi il cancro.Alcuni dei programmi organizzati di screening oncologici riguardano: il cancro all’intestino il cancro al seno il cancro al collo dell’utero Mentre gli ultimi due sono rivolti a sole donne, il primo è indirizzato a tutta la popolazione in generale. Come funziona lo screening per il cancro al collo dell’utero?I test utilizzati per lo screening della cervice uterina sono due. Il più primo e più diffuso, è il test citologico che consiste nel prelievo di un campione di cellule da analizzare in laboratorio. Il secondo, sviluppato più di recente, serve a verificare una possibile infezione da papillomavirus (HPV). Infatti, nella maggioranza dei casi, il cancro alla cervice uterina è causato da un’infezione da HPV. Come funziona lo screening per il cancro all’intestino?Lo screening dell’area intestinale è rilevare piccole escrescenze nell'intestino, chiamate polipi, che possono trasformarsi in cancro se non rimosse. Esistono due metodi per prevenire questa tipologia di tumore. Il primo è un test in grado di rilevare tracce di sangue occulto nelle feci. Il secondo consta invece di due procedure, la sigmoidoscopia flessibile e la colonscopia, che consentono di esaminare la parete interna dell'intestino. La ricerca ha dimostrato che effettuare regolarmente screening per il cancro intestinale diminuisce del 35% il rischio di sviluppare la malattia. Come funziona lo screening per il cancro al seno?Lo screening per il cancro al seno si esegue mediante mammografia. La mammografia è una radiografia approfondita capace di rilevare anche quei tumori troppo piccoli per essere percepiti tramite semplice palpazione. Anche in questo caso, lo screening non previene lo sviluppo della malattia, ma permette di rilevarla ancora in fase iniziale aumentando le probabilità di successo del trattamento. 3. Farmaci AntitumoraliL'uso di farmaci antitumorali è un approccio relativamente nuovo, ma che si è rivelato estremamente efficace per le persone ad alto rischio di contrarre determinate tipologie di tumori.Ad esempio, il tamoxifene è un farmaco utilizzato da decenni nella cura del cancro al seno. Un recente studio ha dimostrato che 5 mg di tamoxifene al giorno per tre anni riducono del 52% il rischio di recidiva e del 75% il rischio di sviluppare il tumore. Una ricerca di follow-up ha poi scoperto che un altro farmaco, chiamato anastrozolo, può avere effetti preventivi ancora maggiori per donne ad alto rischio.Ma assumere farmaci per prevenire il cancro ha senso solo se i benefici superano i danni. E sebbene ci siano indubbi benefici dati dal tamoxifene e dell'anastrozolo, questi farmaci antitumorali hanno anche effetti collaterali. Ecco perché vengono prescritti solo a chi è ad alto rischio. 4. Aspirina: un farmaco miracoloso?Anni di ricerche hanno indicato l'aspirina come un potenziale metodo per prevenire il cancro intestinale, soprattutto in coloro che hanno un disturbo ereditario chiamato sindrome di Lynch.Ma ci sono ancora domande, ancora senza risposta, su come l’aspirina potrebbe funzionare per la popolazione in generale. Proprio come con il tamoxifene e l'anastrozolo, è importante assicurarsi che i benefici dell’assunzione di aspirina siano superiori agli effetti collaterali. Per sapere come contribuire alla ricerca nella lotta contro i tumori leggi qui.   

Prevenzione del Tumore al Colon: Cosa Mangiare?

Prevenzione del Tumore al Colon: Cosa Mangiare?
Il tumore al colon-retto è abbastanza comune, specialmente nella fetta di popolazione più anziana. Nella prevenzione del tumore al colon, una corretta alimentazione rappresenta sicuramente un valido alleato. Le scelte dietetiche sono fondamentali tanto prima quanto dopo il trattamento. In quest’articolo, troverai diversi consigli su quali siano gli alimenti da evitare e quali invece fanno bene. Così come per ogni altro tumore, le linee guida nutrizionali includono mangiare meno grassi saturi e assumere più nutrienti dal cibo invece che dagli integratori.   Una dieta per la prevenzione del Tumore al Colon Abbiamo già parlato di alimentazione per la prevenzione del tumore al colon, approfondendo il tema dei Fodmap, ossia di tutti quegli zuccheri presenti in alcuni alimenti che possono causare l’insorgenza dei sintomi del colon irritabile. Vediamo ora di fare un piccolo passo avanti.   I cibi da evitare Grasso alimentareL'elevato consumo di grassi alimentari, derivanti da carni rosse, aumenta la quantità di sostanze rilasciate nel tratto digestivo chiamate acidi biliari. Gli acidi biliari aiutano a scomporre i grassi. Quando entrano nel colon, la grande quantità di acidi biliari viene convertita in acidi biliari secondari che, quando in eccesso, possono favorire la crescita del tumore. Antiossidanti Gli antiossidanti agiscono proteggendo l'organismo da quelle sostanze potenzialmente pericolose chiamate radicali liberi. I radicali liberi sono il prodotto di reazioni chimiche fisiologiche che utilizzano l'ossigeno. Queste sostanze danneggiano le cellule del corpo attraverso l'ossidazione, la quale favorisce l'insorgenza di malattie cardiache, cataratta, invecchiamento e infezioni. Acido folico Alcuni studi suggeriscono che l'acido folico possa svolgere un ruolo importante nella prevenzione del tumore al colon, mentre altri dichiarano proprio il contrario. Sono necessari indagini più approfondite su questo argomento. Intanto, sappiamo che l’acido folico è essenziale nella formazione di nuove cellule e per il mantenimento dei globuli rossi. Le fonti più comuni di acido folico sono gli agrumi e le verdure con le foglie di color verde scuro, in particolare gli spinaci. Per il momento, non sembra esserci alcun beneficio dall’assunzione di integratori di acido folico nella prevenzione del tumore al colon. In effetti, alcuni studi suggeriscono che l’abuso di questa sostanza possa rappresentare un possibile fattore di rischio. I cibi che fanno bene Calcio e Vitamina DRecenti studi suggeriscono come queste due sostanze potrebbero non solo rafforzare le ossa, ma anche aiutare a prevenire il cancro al colon. Gli alimenti che includono uone fonti di calcio sono: latte, formaggio, yogurt, senape e cavolo. La vitamina D, invece, può essere assunta arricchendo la dieta con salmone, sardine, tuorli d'uovo e fegatini di pollo. FibreSebbene i dati sul rapporto tra fibre e tumore al colon siano contrastanti, esistono invece prove che l'assunzione di fibre migliora lo stato di salute in generale. E' possibile assumere queste componenti attraverso: cereali integrali e pane, prugne, bacche, fagioli e altri legumi, frutta, verdura fresca e riso integrale. L’unica cosa da tenere a mente è questa: ogni volta che si aumenta l'assunzione di fibre, farlo lentamente così da prevenire gas e crampi. Un’idea per il pranzo? Scopri la ricetta del riso rosso integrale con gamberetti, agretti e zucchine  FitochimiciRecentemente è stato scoperto come i fitochimici risultino validi alleati nella prevenzione del tumore al colon. I composti fitochimici sono sostanze non nutrienti (al contrario di flavonoidi, polifenoli e terpeni) che si trovano naturalmente in piante come pomodori, agrumi, bacche, peperoni, carote, broccoli, cavoli e fagioli di soia.   In conclusione, ecco alcune importanti linee guida su di una sana alimentazione per la prevenzione del tumore al colon: Mangiare molti alimenti di origine vegetale Preferire l’assunzione di cereali integrali anziché raffinati  Limitare le carni rosse e le carni trasformate  Svolgere attività fisica in modo da raggiungere e mantenere un buon peso forma Limitare il consumo di bevande alcoliche.

Estetica Oncologica: sentirsi belle nonostante il cancro

Estetica Oncologica: sentirsi belle nonostante il cancro
Questa pagina del nostro blog è dedicata all’estetica oncologica, o meglio… a tutte quelle donne che vogliono tornare a sentirsi belle nonostante il cancro.   In passato, abbiamo parlato di tumori giovanili e di come il cancro trasformi la socialità dei ragazzi. Oggi, vogliamo affrontare un altro aspetto, un effetto della malattia che non ha età: il sentirsi ancora belle. Il tumore arriva come un uragano inatteso nella vita di una persona. Entra a gamba tesa, senza chiedere permesso, calpesta ogni traguardo raggiunto, si interpone a progetti e passioni portando caos e dolore.  Il tumore è l’avversario più difficile da affrontare perché obbliga a fare i conti con la vita e con se stessi anzitempo. Obbliga a pensare ad un epilogo prima del previsto, anche se in realtà non è possibile prevedere un epilogo alla vita. Ma questo è un po’ quello che ci raccontiamo quando stiamo bene. Poi… cicli di terapie, ospedali e cure sperimentali travolgono la vita. E la voglia di lasciarsi andare prende il sopravvento. Spesso, le donne colpite da un tumore smettono di prendersi cura di sé. Tanto più che i tradizionali saloni estetici non sono equipaggiati per poter trattare pelli tanto delicate. Ecco che proprio qui viene in aiuto l’estetica oncologica.   Estetica oncologica: cos’è e a cosa serve? Henrik Ibsen, uno scrittore norvegese, credeva che la bellezza fosse “una convenzione, una moneta che ha corso solo in un dato tempo e un dato luogo.”   Anche se da qualche parte, qualcuno ci ha detto che “la vera bellezza non è quella del corpo, ma quella del cuore”, la maggior parte di noi non ne è così convinta. Quando ci guardiamo allo specchio, tendiamo a confrontarci con chi abbiamo intorno o, peggio, con quello che eravamo. Il cancro provoca il caos sia fisico, sia mentale. La malattia consuma la pelle, scava solchi profondi intorno agli occhi e fa crollare la nostra autostima. Il percorso terapeutico non può prescindere da questo. L'estetica oncologica è un ramo dell’estetica che ha l’obiettivo di informare e assistere le donne colpite dal cancro nella cura di sé e del proprio corpo, tramite l’uso di prodotti e trattamenti specifici. Lo scopo è migliorare la qualità della loro vita e alleggerire gli effetti collaterali dei cicli terapeutici.   I programmi di estetica oncologica sono personalizzati e concepiti su misura per ogni singolo caso. I trattamenti sono molteplici e possono essere somministrati anche nel corso di cicli chemioterapici: massaggi trattamenti viso trattamenti mani e piedi trucco   I benefici dell’estetica oncologica A prescindere dalla malattia oncologica, gli effetti collaterali della chemioterapia sono numerosi: manifestazioni cutanee, gonfiore, fragilità delle unghie, secchezza ed eruzioni cutanee. La radioterapia, invece, porta generalmente all’ispessimento della cute e al cambiamento di colore della zona irradiata. In entrambi i casi, i trattamenti di oncologia estetica hanno effetti benefici.   Molti sopravvissuti al cancro si ritrovano con un’immagine di sé totalmente condizionata dai cambiamenti avvenuti durante il decorso della malattia. Uno dei molti vantaggi dell'estetica oncologica è che è in grado di influenzare positivamente la psicologia del paziente, contribuendo a migliorare la propria immagine di sé. Di conseguenza, integrare la medicina tradizionale o le terapie chirurgiche con trattamenti di estetica oncologica contribuisce in modo positivo al generale benessere della persona.

Fare il pieno di energie con il budino di kiwi!

Fare il pieno di energie con il budino di kiwi!
Il Kiwi è una bacca commestibile prodotta da numerose specie di liane, originaria della Cina, dove si coltiva da più di 700 anni. Esistono diverse varietà di questa bacca, le principali sono la verde e la gialla. Il kiwi possiede un gusto acidulo, ma rinfrescante ed è caratterizzato da molteplici benefici per l’organismo: le alte componenti di potassio, vitamina C, Rame e ferro, gli conferiscono proprietà antianemiche e antisettiche, inoltre le numerose quantità di minerali che contiene, permettono di regolare le attività cardiache e la pressione arteriosa dell’organismo. Il kiwi è infine noto per avere un’azione rinfrescante, dissetante e diuretica, la capacità di potenziare le difese immunitarie e di proteggere la parete vascolare.   Esistono numerosi modi per proporre il kiwi nelle nostre tavole, noi vi proponiamo una ricetta molto semplice da realizzare, ideale per fare il pieno di energie e vitamine!Di cosa si tratta? Di seguito tutte le indicazioni per come preparare un buon budino di kiwi tutto al naturale! Ingredienti: 2 kiwi 60 g di semi di chia 320 g di latte di mandorle 3 datteri 1 banana 1 pesca 1 manciata di spinaci (se graditi) Preparazione: Prendere un frullatore e versare al suo interno il latte di mandorle, i kiwi e i datteri, quindi azionarlo e mantenerlo in funzione fino a quando il composto avrà raggiunto una consistenza abbastanza liscia Se lo si desidera, aggiungere le foglie di spinaci e azionare nuovamente il frullatore Aggiungere i semi di chia e mescolare con una spatola per incorporarli nella crema Trasferire il composto in 4 bicchieri e lascarli riposare in frigorifero per circa un’ora in modo da far rapprendere il budino grazie all’azione addensante dei semi di chia Decorare con cubetti di pesca e rondelle di banane.   Il budino di kiwi è ideale per godersi un dolce leggero e salutare, perfetto a colazione con della frutta secca oppure a merenda. Un modo fresco e goloso per consumare tanta frutta fresca, da proporre agli adulti così come ai bambini! Scopri tutte le ricette di Fondazione CMT cliccando qui! Ogni mese potrai trovare una ricetta nuova da condividere con amici e parenti, per un pranzo o una cena all’insegna della salute!

Come e quando mangiare per mantenere una sana alimentazione

Come e quando mangiare per mantenere una sana alimentazione
La parola dieta deriva dal greco diaita, ovvero modo di vivere in riferimento alla salute dell’individuo; all'epoca ogni aspetto della vita quotidiana (l’alimentazione, l’esercizio fisico e il riposo) era disciplinato da regole precise, da osservare con diligenza per avere cura costante della propria salute. La parola dieta perde al giorno d'oggi troppo spesso il suo significato originale, trasformandosi in un “percorso punitivo” per tutti coloro che vedono il cibo come valvola di sfogo contro stress, preoccupazioni e insoddisfazioni. Al contrario, è importante pensare alla dieta come base di partenza per migliorare la propria qualità di vita e non stressare il proprio fisico. Come mangiare per mantenere uno stile di vita sano?Innanzitutto è bene cominciare chiedendo aiuto a uno specialista; il nutrizionista saprà infatti elaborare la dieta maggiormente adatta alle esigenze del soggetto, bilanciata dal punto di vista nutrizionale e compatibile con lo stile di vita. No, quindi, alle diete “fai da te” che, in alcuni casi, possono anche peggiorare le condizioni del soggetto. In genere è consigliato pianificare un menù cercando di equilibrare tra loro i nutrienti; l'organismo ha bisogno quotidianamente di integrare calorie provenienti per il: 50-60% da carboidrati 20% da proteine 20% da grassi percentuali che possono variare a seconda degli obiettivi da raggiungere. Inoltre è importante considerare il numero di pasti da fare durante la giornata, distribuendoli possibilmente in 4-5-6 momenti senza far trascorrere più di 5 ore a digiuno completo.Solitamente si dividono in: Prima colazione Spuntino a metà mattina Pranzo Spuntino a metà pomeriggio Per chi ne ha bisogno, leggero spuntino prima di andare a letto   Quando mangiare per mantenere una sana alimentazione?Uno degli aspetti da non sottovalutare per mantenere uno stile di vita salutare riguarda l’orario dedicato ai 3 pasti principali della giornata (colazione, pranzo e cena). È, infatti, importante distribuire in modo corretto l’apporto calorico lungo la giornata, in modo da rispettare gli orari biologici dell’organismo e allontanare il rischio di disturbi digestivi, come ad esempio, il reflusso gastroesofageo. Non farlo, influirebbe negativamente sulla salute, in quanto causerebbe delle alterazioni da parte del metabolismo che provocherebbero, a loro volta, un aumento di peso. La colazioneLa colazione, il pasto più importante della giornata, andrebbe consumato tra le 7 e le 9 del mattino, in quanto è il momento in cui sia l’insulina, ovvero l'ormone che regola la quantità di glucosio nel sangue, sia il metabolismo, sono al massimo delle loro attività, pertanto gli alimenti assunti vengono digeriti e smaltiti facilmente. Il pranzoIl pranzo andrebbe consumato tra le 12 e le 14, in quanto è la fascia oraria in cui gli ormoni della tiroide sono maggiormente attivi, accelerando l’attività metabolica e bloccando l’accumulo di grassi. La cenaLa cena, infine, andrebbe consumata tra le 19 e le 21, in quanto è il momento in cui l’ormone della crescita raggiunge il suo picco massimo, favorendo la sintesi proteica e l’aumento della massa magra.   Infine, sarebbe opportuno dedicare qualche ora durante la settimana all'attività fisica, in modo da mantenere il corpo sano e allenato, e godere di una buona qualità di vita.
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