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Aggiornamenti, eventi e news di Fondazione CMT

Cancro e inquinamento: in aumento i tumori infantili

Cancro e inquinamento: in aumento i tumori infantili
Uno dei mali più diffusi degli ultimi tempi: il cancro; una malattia che non risparmia nessuno, adulti o bambini che siano. Un convegno tenutosi il 19 settembre scorso a Roma ha come tema di discussione centrale proprio questo infelice argomento. Il titolo del convegno: "Emergenza cancro- fattori ambientali modificabili e stili di vita non corretti", lascia intendere il senso generale del problema, e come sia sempre più forte la correlazione tra fattori ambientali danneggianti e il sorgere della patologia. Gli organizzatori del convegno esortano a una buona condotta di vita e alla salvaguardia dell'ambiente come modus operandi per prevenire l'insorgere del cancro. Tra i tanti partecipanti al convegno, figurano anche membri del Parlamento, studiosi e medici, tutti concordi sull'impatto che l'inquinamento ambientale e la crisi ecologica del pianeta ha sulla salute umana. Dati drammatici. A patirne le sorti sono i più piccoli Tra i dati emersi, si riscontra come una delle età maggiormente colpite dal cancro sia quella tra lo 0 e i 14 anni. Tanti sono i bambini che si ammalano di tumori, e tanti altri che non riescono a sconfiggere l'ardua battaglia. Tra le zone maggiormente colpite da questa situazione drammatica vi è il sud Europa, in particolare l'Italia, la Spagna e il Portogallo.Questi dati risultano particolarmente sconvolgenti, dal momento in cui si tende generalmente a stigmatizzare l'idea secondo cui ad essere colpiti dal cancro siano maggiormente gli anziani. Un altro studio concorda con quanto affermato durante il convegno dello scorso settembre; l'Agenzia Europea di Ricerca sul Cancro asserisce che soltanto negli ultimi decenni questa patologia ha iniziato a colpire i bambini; tanto è vero che anni addietro si pensava che fosse una malattia rara da diagnosticare ai più piccoli. Le stime vengono ferocemente ribaltante, portando alla luce una situazione tragica. Gli esperti forniscono anche un capro espiatorio; l'inquinamento. È stato certificato come lo smog, l'aria inquinata e un'aria non salubre conducano 5 ragazzi su 600 ad una triste sorte. Come limitare i danni? Esistono dei modi per limitare i danni di questo effetto inquinante che imperversa nella nostra società in maniera sempre più violenta; iniziamo col modificare i nostri acquisti, scegliendo prodotti non inquinanti e consumando alimenti preferibilmente biologici. Seguire una dieta corretta, priva di alimenti eccessivamente grassi potrebbe essere una delle possibili opzioni per riuscire a far fronte ad uno scenario così tragico.La raccolta dei rifiuti o il semplice preferire bottiglie in vetro e non in plastica, rappresentano alcuni dei modi per contenere gli effetti devastanti dell'inquinamento atmosferico. L'effetto serra è un altro elemento incriminato da studiosi ed esperti; esso comporta un progressivo surriscaldamento del pianeta provocando sbalzi di temperatura notevoli. Questa costatazione è pertinente dal momento in cui siamo noi a contribuire in maniera esponenziale al sorgere di questo fenomeno. Tutto torna, salvaguardare il pianeta terra, prendendo le giuste precauzioni può salvare la vita di tanti bambini e non solo. Un tema particolarmente dibattuto è la questione del tumore ai polmoni; a lungo alcuni studiosi hanno cercato di dimostrare una forte relazione tra smog e cancro ma gli esiti delle ricerche sono troppo deboli da poter dare una conferma in merito. Ciò che è certo è l'incidenza che lo smog e le polveri sottili hanno sull'infiammazione dei polmoni, tanto da far inserire questi elementi nei primi posti tra i fattori carcinogeni.A patirne le sorti, secondo questi studi, sono i bambini che sempre più frequentemente vengono ricoverati d'urgenza e costretti a dure cure mediche salvavita. È bene che i genitori siano preparati e che sin dalla nascita dei loro piccoli li instradino ad uno stile di vita corretto. Certamente non tutti gli studiosi sono d'accordo con un tale prospetto; anche altri fattori contribuiscono all'insorgere di malattie di questo genere, come quelli genetici ed ereditari, ma sicuramente l'inquinamento rimane uno dei maggiori fattori contro cui puntare il dito.

Branzino al cartoccio con melagrana e agrumi

Branzino al cartoccio con melagrana e agrumi
Oggi vi proponiamo una ricetta a base di pesce, da presentare ai vostri ospiti per una cena sana e leggera, ma pur sempre gustosa.La ricetta del mese è il branzino al cartoccio con melagrana e agrumi!Il branzino è un pesce dalla carne bianca e delicata, ricca di proteine e povera di grassi; contiene sali minerali come il potassio, il magnesio, il calcio, il ferro e, soprattutto, il fosforo. Ottimo alleato per la salute, è ricco di vitamine e Omega 3, acidi grassi utili per preservare la salute del sistema cardiocircolatorio. La cottura al cartoccio rende la carne del branzino morbida e succosa, che unita alle note agrumate dell’arancia e della melagrana, restituiscono un piatto sfizioso e ben bilanciato! Ingredienti: 1400 g Branzino (2 pesci)  100 g Arance 40 g chicchi di Melagrana Sale fino q.b. Pepe nero q.b. 4 rametti di Maggiorana 4 rametti di Timo 1 spicchio di aglio   Preparazione:Pulizia del pesce Togliere le squame con un coltello dalla lama affilata, oppure con l’apposito attrezzo desquamatore Effettuare un’incisione lungo tutto il dorso dalla coda fino alla testa del pesce e far passare una lama a destra e sinistra della lisca centrale, così da staccare le viscere interne Rimuovere la lisca ed estrarla delicatamente, trascinando verso l’esterno anche le viscere interne del branzino Levare le branchie laterali e sciacquare il pesce abbondantemente con acqua corrente, lavando accuratamente l’interno per eliminare i residui di sangue e il sapore amarognolo delle viscere  Ripetere l’operazione per entrambi i branzini, quindi preparare i condimenti Sbucciare l’arancia e tagliare la polpa a spicchi, sgranare la melagrana e mondare l’aglio dividendolo a metà ( ½ per branzino) Salare e pepare la parte interna del pesce, inserire l’aglio, gli spicchi di arancia e i chicchi di melagrana Cospargere la carne dei branzini con le foglioline di maggiorana e timo, precedentemente lavate e asciugate Adagiare il branzino ripieno su un foglio di carta da forno e richiuderlo all’interno arrotolandone le estremità, quindi ripetere lo stesso passaggio nella carta di alluminio, sigillando bene la parte esterna per evitare che si apra in cottura Infornare in forno statico preriscaldato a 200°C per 25 minuti oppure in forno ventilato preriscaldato a 180°C per 15 minuti. Sfornare e servire! Sei curioso di scoprire le altre ricette di Fondazione CMT? Clicca qui!

Dieta mediterranea: benefici a tutte le età

Dieta mediterranea: benefici a tutte le età
Secondo uno studio condotto dal dipartimento di epidemiologia e prevenzione dell'Irccs Neuromed di Pozzilli e pubblicato sul British Journal of Nutrition, la dieta mediterranea può avere effetti positivi sulla salute anche se iniziata in età avanzata. Dieta e salute Circa metà delle morti nel nostro Paese sono causate da tumori e malattie cardiovascolari; il rischio di incorrere in una di queste patologie dipende da diversi elementi, chiamati “fattori di rischio”. Alcuni di questi ci appartengono fin dalla nascita, in quanto sono legati alla genetica, e non possono essere modificati. Altri invece dipendono dall’ambiente in cui viviamo e dalle nostre abitudini di vita: cosa mangiamo, quanto ci muoviamo, se e quanto fumiamo o beviamo.Per quanto riguarda il cibo, è da tempo che gli studiosi hanno identificato nella dieta mediterranea (con qualche piccola modifica rispetto alla “versione originale”) il regime alimentare più adatto a prevenire tumori e patologie cardiovascolari. Privilegiare cereali integrali, frutta e verdura di stagione, proteine di origine vegetale e ridurre carne, uova, legumi, latte, zucchero e alcolici sono considerate “buone abitudini” dalla maggioranza della comunità scientifica.Fino ad oggi si era pensato che queste abitudini potessero essere efficaci, in ottica di prevenzione, solo se abbracciate fin dalla giovane età. Lo studio appena pubblicato ha invece dimostrato come la dieta mediterranea possa ridurre la mortalità per cause cardiovascolari anche durante la terza età. Tutti i benefici della dieta mediterraneaOltre che a prevenire le malattie cardiovascolari la dieta mediterranea è utile per: Mantenere le ossa in salute. Il magnesio (contenuto in verdure a foglia verde, legumi, cereali integrali, frutta secca…) svolge un’azione protettiva sull’osso e abbassa il rischio di incorrere in fratture. Attenuare i sintomi dell’asma. Frutta, verdura e fibre mitigano i sintomi dell’asma come tosse, senso di oppressione toracica e respiro faticoso grazie alle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Al contrario, sale, carne e zucchero incentivano l’infiammazione e quindi accentuano i sintomi dell’ansia. Prevenire diversi tumori. Alcuni alimenti della dieta mediterranea contribuiscono a prevenire i tumori attuando meccanismi utili come: - controllo dei livelli di insulina e dell’ormone della crescita (che favoriscono la proliferazione delle cellule),- azione antinfiammatoria- azione antiossidante (neutralizza i radicali liberi che danneggiano il DNA e favoriscono l’insorgenza di tumori. I benefici della dieta mediterranea possono riguardare anche chi abbraccia questo regime alimentare in età avanzata. I ricercatori hanno però evidenziato che tanto più a lungo si mantengono buone abitudini alimentari, tanto più alte sono le probabilità di mantenersi in salute.Vi lasciamo quindi con un breve test messo a punto dal Centro di ricerca sugli alimenti del Ministero dell’Agricoltura (Crea) per un auto-valutazione delle abitudini alimentari. Cercate di rispondere pensando agli alimenti che avete consumato nell’ultimo mese.

PSICONCOLOGIA: cos’è e perché è importante

PSICONCOLOGIA: cos’è e perché è importante
La psiconcologia è una disciplina nata negli Stati Uniti intorno agli anni ’70 e introdotta in Italia negli anni ‘80 (1985 fondazione della Società Italiana di Psiconcologia), con lo scopo di occuparsi delle conseguenze psicologiche che insorgono in una persona malata di tumore, e nei suoi familiari. Ammalarsi di cancro è un avvenimento traumatico che investe tutte le dimensioni della persona, non solo quella fisica, per questo è importante intervenire chiedendo l’aiuto di uno specialista.Le preoccupazioni di tipo personale che insorgono sono numerose, le principali sono: per le conseguenze dei trattamenti medici rispetto il proprio futuro immediato e a lungo termine relative ai propri figli e/o a familiari non autosufficienti per eventuali modifiche nella relazione con il partner correlate a precedenti esperienze negative di tumore in famiglia legate alla diminuzione temporanea della propria autonomia   Può capitare che la persona malata non voglia esternare le proprie preoccupazioni per innumerevoli motivi, contenendo la propria sofferenza e influenzando negativamente la qualità di vita. Chi si ammala di tumore, spesso tace il proprio dolore, limitando così la possibilità di trovare i giusti aiuti.Studi italiani e internazionali hanno, infatti, evidenziato come il 30-40% dei pazienti oncologici soffra di alti livelli di disagio emozionale, e come meno del 10% riceve un concreto intervento specialistico.Non sempre l’aiuto offerto dai medici, dagli infermieri e dai familiari è sufficiente per supportare la persona nel percorso di adattamento.In alcuni casi, infatti, reazioni di ansia, demoralizzazione o difficoltà nella vita di coppia e familiare, eccedono le capacità cognitive e comportamentali di adattamento, con conseguenze gravi sullo stato mentale del soggetto malato.Per questo motivo, un supporto specialistico psiconcologico può essere decisivo, favorendo il miglior adeguamento possibile al percorso oncologico. Come si struttura questo tipo di intervento?Il supporto psiconcologico consiste in uno o più colloqui individuali o di gruppo, centrati sulla reazione alla malattia e/o al trattamento, con lo scopo di alleviare la sofferenza emotiva del paziente e dei suoi familiari. Le prestazioni erogate sono: supporto psicologico psicoterapia di gruppo counselling (consulenza) individuale o di coppia consultazioni per familiari in situazioni di crisi tecniche di rilassamento valutazioni sulla qualità di vita test psicologici distribuzione di materiale informativo   Se l’ansia, la paura, la preoccupazione, la demoralizzazione, la rabbia sono normali risposte alla malattia, quando queste diventano più intense, più continue e perseveranti, è importante chiedere aiuto psicologico specialistico senza vergogna di vulnerabilità o timore di essere "anormali" o venir giudicati.

Vellutata di Zucca

Vellutata di Zucca
La zucca, appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae, è la regina indiscussa degli ortaggi d’autunno, largamente utilizzata in cucina per il gusto facilmente abbinabile e nella medicina naturale per gli effetti benefici dei suoi estratti. Verdura dalle numerose proprietà, è un vero toccasana per il nostro organismo: ricca di nutrienti, contiene solo 26 calorie per 100 grammi! Per questo, è molto consigliata alle persone diabetiche e nelle diete ipocaloriche. I benefici della zucca: è ricca di vitamine A, B e C e in particolare betacarotene: un antiossidante molto potente capace di limitare la formazione di radicali liberi e prevenire l’insorgenza di tumori contiene un alto numero di fibre efficaci contro la stitichezza, coliti ed emorroidi, migliora il transito intestinale e riequilibra la flora grazie alla presenza di Omega 3, la zucca aiuta a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue, abbassare la pressione sanguigna e migliorare la circolazione, prevenendo l’insorgenza di malattie cardiovascolari come ictus e infarto  composta per il 90% di acqua, è una valida alleata contro la ritenzione idrica, favorisce la diuresi e liberando l’organismo dalle tossine grazie al magnesio, un rilassante muscolare naturale, la zucca aiuta a liberarsi da stati di ansia e stress   Come cucinare questo ortaggio? Le ricette sono numerose e variano dal dolce al salato, quella che vogliamo proporvi noi è una soluzione light, ma molto gustosa, realizzabile in diverse varianti: la vellutata di zucca!   Ingredienti: 500 g di polpa di zucca 500 ml di brodo 1 scalogno 4 foglie di salvia olio extravergine di oliva 30 g di Parmigiano Reggiano grattugiato 4 amaretti sale pepe nere   Preparazione: tagliare la polpa della zucca a cubetti, sbucciare lo scalogno e tagliarlo a fettine scaldare 4 cucchiai di olio in una casseruola e unire la salvia e lo scalogno, lasciando stufare a fiamma bassa, per circa 3 minuti aggiungere la zucca e versare il brodo bollente, lasciando cuocere sempre a fiamma bassa, a pentola semicoperta, per circa 20 minuti, fino a quando la zucca risulterà tenera una volta terminata la cottura, levare dalla zuppa la salvia e frullare gli ingredienti con un mixer a immersione servire la vellutata calda, accompagnata da amaretti sbriciolati o Parmigiano Reggiano grattugiato, e decorare con una spolverata di pepe nero Sei curioso di leggere altre ricette proposte da Fondazione CMT? Clicca qui e lasciati ispirare!Il nostro appuntamento torna il mese prossimo, con una nuova ricetta sana e gustosa!

L’immunoterapia nel trattamento dei tumori

L’immunoterapia nel trattamento dei tumori
Pochi giorni fa gli immunologhi James P. Allison e Tasuku Honjo hanno ricevuto il Premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina 2018 grazie agli studi che per la prima volta hanno messo in luce i meccanismi con i quali le cellule del sistema immunitario riescono ad attaccare quelle tumorali. Questi meccanismi rappresentano la base dell’immunoterapia, ad oggi una delle branche più promettenti dell’oncologia e della cura dei tumori. Cerchiamo di capire di cosa si tratta.   Il ruolo del sistema immunitario Il sistema immunitario degli esseri umani ha il compito di distinguere ciò che fa parte dell’organismo e ciò che invece è esterno (virus, batteri o altro) per eliminare le sostanze potenzialmente pericolose. Allo stesso tempo è dotato di “freni” che gli permettono di non agire all’impazzata contro ogni minaccia esterna, ma di autoregolarsi per evitare un’azione eccessiva e deleteria. In presenza di un tumore, il sistema immunitario funzionante dovrebbe poter riconoscere le cellule tumorali in quanto “diverse” rispetto alle altre cellule e scatenare una reazione per eliminarle. Purtroppo però le cellule tumorali nel tempo possono acquisire la capacità di sfuggire alla sorveglianza del sistema immunitario, che sviluppa una sorta di inerzia lasciandole riprodurre in modo incontrollato. “Pilotare” il sistema immunitario in modo da farlo rispondere con efficacia alla minaccia tumorale è il compito dell’immunoterapia.   L’immunoterapia nel trattamento dei tumoriA seconda della modalità con cui viene stimolata una risposta immunitaria anti-tumorale, l’immunoterapia è distinta in passiva e attiva. L’immunoterapia passiva consiste nella somministrazione di farmaci o modalità terapeutiche che hanno un’attività antitumorale propria: agiscono contro la cellula tumorale per bloccarne la crescita. L’immunoterapia attiva, invece, rappresenta una sorta di attacco indiretto al tumore; consiste nella somministrazione di farmaci che bloccano i “freni” del sistema immunitario mantenendo acceso il meccanismo difensivo che permette di contrastare il tumore. In questo processo un ruolo chiave è svolto dai linfociti T (globuli bianchi), che riconoscono l’agente estraneo e attivano la risposta immunitaria, e da alcune proteine recettoriali, che hanno il compito di attivare i linfociti T.L’idea che il sistema immunitario potesse avere un ruolo centrale nel trattamento dei tumori, non è nuova e non è direttamente riconducibile al dr. Allison e al dr. Honjo. I due immunologhi hanno però dimostrato come si possono togliere i freni” che impediscono al sistema immunitario di aggredire le cellule cancerose e questa scoperta ha dato il via a diversi studi clinici per la realizzazioni di farmaci in grado di attivare quei meccanismi. Questo ulteriore step nel campo dell’immunoterapia ha valso loro il Nobel.   Per quali patologie è disponibile?Diversi studi hanno rivelato che il melanoma, il più diffuso tumore della pelle, è particolarmente sensibile all’azione del sistema immunitario; per il trattamento di questa patologia siamo infatti già alla seconda generazione di farmaci immunoterapici. Nuove prospettive si stanno aprendo anche per il tumore del polmone e per quello del rene.

Obesità infantile: aumenta il rischio di cirrosi e tumore del fegato

Obesità infantile: aumenta il rischio di cirrosi e tumore del fegato
Nella maggior parte dei casi la cirrosi epatica è dovuta ad epatiti virali croniche oppure ad un eccessivo consumo di alcol. Un recente studio ha evidenziato che anche l’obesità infantile è un fattore di rischio sia per l’insorgenza di questa malattia sia per l’insorgenza del tumore al fegato. Una ricerca condotta in SveziaLa rivista GUT, curata dalla British Society of Gastroenterology, ha recentemente pubblicato uno studio svedese che ha destato molto scalpore: l’obesità nei bambini e negli adolescenti aumenterebbe il rischio di contrarre cirrosi epatica e tumore al fegato in età adulta. Lo studio è stato condotto su 1.2 milioni di ragazzi svedesi tra i 17 e i 19 anni, nati tra il 1951 e il 1976, i cui dati sono stati raccolti nei registri nazionali in occasione del servizio militare tra il 1969 e il 1996. All’epoca i ragazzi erano stati divisi in diverse categorie a seconda del loro Bmi (Body Mass Index, Indice di Massa Corporea) per monitorare nel tempo lo sviluppo di diabete, tumore al fegato e altre malattie epatiche in relazione al Bmi di partenza. Al momento della valutazione di base, poco più di 100 mila ragazzi erano in sovrappeso e quasi 200 mila erano obesi.Durante il lungo follow up, che in media è stato di 28,5 anni, a 5281 persone è stata diagnosticata una malattia epatica e a 251 di queste un tumore al fegato (in particolare epatocarcinoma) con una stretta correlazione tra la malattia epatica e una condizione di sovrappeso e obesità. Il rischio, è stato rilevato, aumenta ulteriormente per chi oltre all’obesità sviluppa anche il diabete. Obesità: come sono cambiati i numeri negli anniLo studio svedese ha messo in luce, in primo luogo, la correlazione tra obesità e malattie epatiche: l'obesità negli adolescenti si associa al rischio di sviluppare nell'età adulta malattia del fegato e tumore epatico.I ricercatori però hanno evidenziato anche un altro dato molto interessante, che conferma come l’epidemiologia dell’obesità sia cambiata in Europa negli ultimi 20 anni: tra il 1951 e il 1976 la percentuale dei ragazzi in sovrappeso è aumentata del 210%, mentre quella dei ragazzi obesi del 350%.Quello dell’obesità è un problema esteso in tutto il Globo: il 54% degli adulti residenti nei 35 paesi dell’ OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) è infatti in sovrappeso e in 4 paesi, Ungheria, Nuova Zelanda, Messico e Stati Uniti, il tasso di obesità è superiore al 30%. Il Paese più a rischio in Europa è la Gran Bretagna, in cui il tasso di obesità è aumentato del 92% dal 1990 ad oggi raggiungendo il 26,9%. L’Italia ha un altro triste primato: i bambini del nostro Paese sono tra i più grassi d’Europa, soprattutto quelli che vivono nelle regioni meridionali. Alla luce della ricerca condotta in Svezia, l’urgenza di educare i ragazzi ad uno stile di vita sano e ad un’alimentazione regolare diventa ancora più urgente. I rischi che si corrono a fare altrimenti sono davvero troppi.  

Fumo di sigaretta: i veleni che si inalano

Fumo di sigaretta: i veleni che si inalano
“Il fumo nuoce gravemente alla salute” è una frase che abbiamo sentito ripetere migliaia di volte e che in molti, oggi, diamo per assodata. Ogni sigaretta contiene infatti circa 4000 sostanze chimiche, 400 delle quali sono tossiche e 40 dichiaratamente cancerogene, sostanze che accelerano l’invecchiamento della pelle, danneggiano il gusto e l’olfatto, indeboliscono il sistema immunitario, favoriscono l’insorgenza di tumori (ad esempio al polmone e al fegato) e compromettono la salute cardiovascolare. Tanti fumatori, anche se conoscono perfettamente i rischi delle sigarette, continuano imperterriti ad accenderne una dietro l’altra. Il motivo? Tutta colpa della nicotina, che crea una vera e propria dipendenza verso il fumo, al quale con il passare degli anni risulta sempre più difficile rinunciare. Ecco una selezione di altre 8 sostanze altamente tossiche, che respiriamo ogni volta che accendiamo una sigaretta: benzene: componente naturale del petrolio, presente in pesticidi e carburanti. Noto cancerogeno, accresce esponenzialmente il rischio di leucemia, di anemia e di alterazioni genetiche, danneggia i tessuti ossei e può essere la causa di complicazioni per le donne in gravidanza formaldeide: classificato dall’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) come cancerogeno certo, è un potente battericida responsabile dell’irritazione ad occhi e mucose e della tosse insistente tipica di fumatori catrame: insieme di agenti chimici prodotti dalla combustione del tabacco, responsabile del residuo marrone e appiccicoso che riveste denti, dita e polmoni dei fumatori arsenico: sostanza altamente cancerogena, è un veleno contenuto nei topicidi; causa nel corpo del fumatore, danni al cuore e ai vasi sanguigni, al sistema nervoso e a quello digestivo cromo: utilizzato per smalti e vernici, è tra i principali responsabili del cancro ai polmoni. Permette inoltre ad altre sostanze cancerogene, di aderire con più facilità al DNA, danneggiandolo cianuro di idrogeno: uno dei responsabili dei danni arrecati a cuore e vasi sanguigni, indebolisce le ciglia che proteggono le vie respiratorie, permettendo alle tossine di entrare più facilmente nei polmoni.  ossido d’azoto: tra i maggiori inquinanti atmosferici, normalmente viene prodotto dall’organismo in piccole quantità per facilitare l’espansione delle vie respiratorie; la presenza eccessiva di questa sostanza nelle sigarette, causa un’espansione maggiore delle vie aeree, facilitando l’assorbimento della nicotina e degli altri elementi nocivi ammoniaca: composto utilizzato per convertire la nicotina presente nelle sigarette in gas, permettendo ai polmoni e al sangue di assorbire la sostanza più facilmente, aumentandone l’effetto da dipendenza   Per combattere il problema del tabagismo esistono diversi metodi; uno dei più efficaci è quello di affidarsi ad uno specialista, che sappia seguire il paziente nel difficile percorso. In alternativa è possibile affrontare il cambiamento in autonomia, diminuendo gradualmente la quantità giornaliera di sigarette fumate, fino a smettere completamente. Una scelta lodevole di cui a beneficiarne, non è solo il fumatore, ma anche tutte le persone che lo circondano.

Risotto ai fichi freschi

Risotto ai fichi freschi
Il fico, frutto del Ficus Carica - albero dalla tradizione antichissima, è un alimento notoriamente dolce, consumato fresco o essiccato, che raggiunge la piena maturazione tra la fine di agosto e l’inizio di settembre. A differenza di quanto si potrebbe pensare, il fico contiene solo 47 kcal per 100g, una quantità inferiore rispetto a quella di uva e mandarini, che contengono più di 70 kcal per 100g. Frutto dalle molteplici proprietà, è ricco di antiossidanti, potassio, ferro, calcio, vitamina A, B1, B2, B6, PP e C.  Quali benefici apporta all’organismo? grazie ai semi, alle mucillagini e alle sostanze zuccherine che contiene, esercita un potere lassativo utile per contrastare problemi di stitichezza contiene enzimi digestivi che favoriscono l’assimilazione dei cibi svolge un’azione caustica e proteolitica a difesa della pelle possiede ottime proprietà anti infiammatorie, efficaci per trattare ascessi e infiammazioni urinarie e polmonari, stati febbrili e gastriti riduce il rischio di malattie coronariche aiuta a contrastare il diabete aiuta l’eliminazione dei radicali liberi, favorendo un’azione preventiva contro il cancro al colon e al seno   I fichi sono frutti in grado di stupire il palato attraverso accostamenti sia dolci che salati, adatti da proporre in qualsiasi portata di un pranzo o una cena, dall’antipasto al dolce! In questo mese vogliamo proporvi il risotto ai fichi freschi, un piatto molto semplice da preparare, ma capace di sorprendere anche i palati più raffinati!   Ingredienti: 14 fichi neri e maturi 320 g di riso Arborio 10 g di cipolla bianca 60 g di burro 1 cucchiaio di olio e.v.o. brodo vegetale sale   Preparazione: pulire la cipolla e tritarla finemente, quindi rosolarla nel burro e olio in una casseruola  una volta che la cipolla sarà appassita, aggiungere il riso e tostare per qualche minuto, quindi versare il vino bianco e far evaporare tagliare i fichi in quattro parti, versandone la metà nel riso aggiungere un mestolo di brodo vegetale e lasciar cuocere, ripetendo l’operazione di tanto in tanto circa a metà cottura unire al riso i fichi restanti mantecare con 10 gr di burro e, e necessario, aggiustare di sale   Il risotto ai fichi freschi è quindi pronto per essere impiattato e servito in tavola! Vuoi scoprire le altre ricette antitumorali di Fondazione CMT? Clicca qui!  

Car-T Therapy: di cosa si tratta

Car-T Therapy: di cosa si tratta
La Car-T therapy, di cui si è sentito parlare in questi giorni, è un trattamento previsto in caso di tumori del sangue recentemente approdato in Europa per cui alcune cellule del sistema immunitario dei pazienti vengono prelevate, modificate a livello genetico in laboratorio e reinfuse nello stesso paziente. Si tratta di una terapia che rientra nell’ambito dell’immunoterapia, considerata da molti una nuova e importante frontiera nel trattamento di alcune neoplasie. L’immunoterapia infatti, a differenza di chemioterapia e radioterapia, non agisce “attaccando” direttamente il tumore, ma potenziando il nostro sistema immunitario e rendendolo capace di identificare la malattia per distruggerla “dall’interno” senza danneggiare le cellule sane. Non è comunque da considerarsi un’alternativa a chemio e radio, ma un’integrazione.   Il trattamento Car-TLa scelta dell’acronimo Car-T dipende dagli elementi coinvolti nel processo: i linfociti T e la proteina ibrida CAR. Come prima cosa vengono prelevati alcuni globuli bianchi dal paziente, da cui vengono isolati i linfociti All’interno di questi linfociti viene inserito un frammento di DNA che contiene le informazioni per produrre la proteina ibrida CAR, in modo che i linfociti possano esprimerla sulla loro superficie; questo processo rende le cellule T potenzialmente in grado di riconoscere a attivarsi contro il tumore.  Successivamente le cellule T ingegnerizzate, che risultano essere una sorta di farmaco personalizzato, vengono reinfuse nel paziente.   Patologie trattateL’Agenzia europea per i medicinali ha autorizzato due farmaci realizzati con la tecnologia Car, il tisagenlecleucel e l’axicabtagene.Il tisagenlecleucel è impiegato per il trattamento della leucemia linfatica acuta nei bambini e nei giovani e del linfoma diffuso a grandi cellule B negli adulti. In entrambi i casi la terapia è da somministrare nel caso in cui le terapie tradizionali non abbiano avuto successo. L'axicabtagene è stato invece approvato per il trattamento di alcune forme particolarmente aggressive di Linfoma non Hodgkin. Anche in questi casi la terapia Car-T va applicata solo dopo recidive e comunque dopo il fallimento di due o più linee di terapia sistemica.
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