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Aggiornamenti, eventi e news di Fondazione CMT

Nuova scoperta sulle metastasi al cervello

Nuova scoperta sulle metastasi al cervello
L’obiettivo ultimo di ogni progetto di ricerca scientifica condotto in ambito oncologico è il miglioramento della conoscenza, del trattamento e della cura dei tumori. Si tratta di un processo molto lungo fatto di piccoli traguardi, singoli mattoncini che insieme possono rappresentano una concreta speranza per le tante persone che ogni anno vengono colpite da una forma tumorale. Metastasi cerebraliUna delle ultime scoperte in ambito scientifico riguarda il tumore al cervello e in particolare le metastasi cerebrali, che si verificano quando le cellule di un tumore insorto in un’altra zona del corpo si spostano fino a raggiungere il cervello. Potenzialmente, tutte le persone affette da tumore maligno possono sviluppare questo tipo di metastasi; è stato tuttavia rilevato che le forme cancerose che più di frequente danno origine a metastasi cerebrali sono quelle che colpiscono la mammella e il polmone.In questi casi la terapia prevista dipende sia dalla tipologia della malattia sia dalle condizioni dei pazienti. Può consistere in un trattamento radioterapico, in un intervento chirurgico o in un trattamento di radiochirurgia stereotassica. La terapia farmacologica è invece tuttora limitata e insoddisfacente, ma la scoperta di cui vi stiamo per parlare potrà portare miglioramenti anche in questo settore. La scoperta del team internazionaleGrazie alla collaborazione tra il gruppo di ricerca neuro-oncologica del Dipartimento di Neuroscienze dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino e il Centro nazionale di ricerca sul cancro di Madrid è stato scoperto il meccanismo responsabile delle metastasi cerebrali.Dalla ricerca del team internazionale è emerso che la crescita delle metastasi nel cervello provenienti dai tumori della mammella o del polmone è favorita dalla presenza di un fattore molecolare (STAT3) non sulle cellule malate, ma su quelle sane che fino a poco tempo fa erano considerate una sorta di “barriera difensiva”.In futuro, questo meccanismo molecolare potrà rappresentare un bersaglio per la terapia farmacologica; i prossimi progetti di ricerca condotti in questo ambito avranno lo scopo di verificare attraverso studi clinici la possibilità di bloccare con farmaci specifici la STAT3 e quindi la crescita di metastasi cerebrali.

Barchette di melanzane

Barchette di melanzane
La melanzana, verdura che cresce nei mesi caldi dell’anno, è una pianta appartenente alla famiglia delle Solanaceae, coltivabile sia nell’orto, sia in vaso, che necessita di un’annaffiatura regolare e abbondante, ad esclusione delle foglie. Si tratta di un ortaggio molto ricco di vitamine A, B, C, K e J, di antiossidanti e di minerali come potassio, fosforo e magnesio, che aiutano a integrare i sali persi durante l’estate con la sudorazione. Composte per il 92% di acqua, le melanzane sono un ottimo alimento per tutti coloro che scelgono una dieta ipocalorica e un’ottima fonte di fibre in casi di stitichezza. Stimolano la produzione di bile e aiutano a mantenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue. Ma non solo! Tra i numerosi benefici associati a questa verdura, è possibile evidenziare anche proprietà anti tumorali! La melanzana, infatti, contiene un’ampia varietà di sostanze protettive, tra le quali i polifenoli, che attraverso un’azione anti-infiammatoria, proteggono l’organismo, e in particolare il fegato. In questo mese vi proponiamo una ricetta davvero gustosa e semplice da realizzare, ideale per colorare pranzi e cene in compagnia! La ricetta antitumorale di Luglio è la “Barchetta di melanzana!” Gli ingredienti necessari sono:4/5 melanzane lunghe200g di pomodori da sugo2 cucchiai di olive denocciolateBasilicoPrezzemoloSale q.b. Preparazione:1- tagliare a metà le melanzane per lungo e, con l’aiuto di un cucchiaio, andare a togliere la polpa interna così da ricreare la forma di una barchetta2- tagliare a pezzi la polpa avanzata delle melanzane, i pomodori, le olive, il basilico e il prezzemolo, aggiungere un pizzico di sale e trasferire in una ciotola per amalgamare gli ingredienti3-salare l’interno delle barchette di melanzane e precuocere nel forno a microonde per circa 3 minuti4- togliere dal forno a microonde e farcire le barchette con il ripieno precedentemente preparato5-trasferire le melanzane ripiene in una pirofila foderata con carta da forno e aggiungere un filo d’olio prima di infornare a 200° per 40 minuti. Le barchette di melanzana sono quindi pronte per essere impiattate e servite per stupire il palato dei vostri commensali, portando in tavola un piatto gustoso, colorato e, soprattutto, salutare! Clicca qui per scoprire tutte le altre ricette antitumorali di Fondazione CMT.

Fondazione CMT: ecco cosa facciamo

Fondazione CMT: ecco cosa facciamo
La Fondazione Fondazione CMT è una realtà giovane. Nasce infatti il 9 settembre 2009 con lo scopo di raccogliere fondi per effettuare ricerca scientifica indipendente a favore della cura mini-invasiva del carcinoma epatocellulare, la forma più comune di tumore al fegato.I promotori sono il Prof. Sandro Rossi (direttore dell'Unità Trattamenti Intralesionali dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano), il bioingegnere Mario Gallati (Professore di Idraulica presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Pavia) e Walter Corsiglia (a titolo personale). Oggi come ieri Fondazione CMT lavora per: promuovere progetti di ricerca finalizzati a migliorare la conoscenza e la cura dei tumori; formare medici ricercatori nel campo dello studio e della cura del tumore; divulgare i risultati scientifici ottenuti; promuovere una campagna permanente di prevenzione dei tumori.   I progetti scientifici sostenuti sono 3: lo studio per una nuova classificazione del Carcinoma Epatocellulare; il trapianto cellulare su matrice d'organo decellularizzata per la rigenerazione epatica; la valutazione della diffusione dell'energia elettromagnetica nel tessuto epatico. Il PresidenteL’esperienza del Prof. Rossi nella cura mini-invasiva del carcinoma epatocellulare inizia molto prima della nascita di Fondazione CMT. Nel 1991 Rossi ha infatti pubblicato sull’American Journal of Clinical Oncology il primo importante studio sulla termoablazione, una tecnica che consente di intervenire su tumori al fegato (di piccole dimensioni) per via percutanea sfruttando il calore generato da una fonte elettromagnetica; è stato inoltre il primo medico ad applicare questa tecnica all’essere umano per la cura del tumore al fegato; oggi si stanno cominciando a studiare gli effetti di questa tecnica anche su altri organi come stomaco o polmoni.   La termoablazioneLa termoablazione viene eseguita in anestesia locale con l’ausilio di 3 strumenti: un ago elettrodo un ecografo un generatore di energia a radiofrequenza Il medico introduce l’ago elettrodo nel paziente e grazie alla guida ecografica raggiunge l’area da trattare. Il calore generato dal generatore permette poi di bruciare il tumore sena danneggiare i tessuti circostanti.L’intervento viene eseguito in anestesia locale e in regime ambulatoriale. La terapia, meno invasiva rispetto alla chirurgia tradizionale, è ripetibile e spesso indicata quando non è possibile eseguire attività trapiantologica.Se siete interessati ad approfondire l’attività di Fondazione CMT vi consigliamo di continuare a seguire il nostro blog e di navigare tra le pagine del nostro sito.E chi volesse contribuire alla ricerca contro il tumore epatocellulare può cliccare qui.Ogni donazione, anche la più piccola, è un importante contributo per il bene di tutta la collettività.

Smettere di fumare: i benefici nel tempo

Smettere di fumare: i benefici nel tempo
Il tabagismo, cioè la dipendenza da tabacco, riguarda un uomo su 4 e una donna su 20, per un totale di 933 milioni di fumatori a livello mondiale.Smettere di fumare è difficile, richiede molti sforzi a livello psicologico e un cambiamento delle abitudini. Si tratta di una scelta importante alla quale occorre dedicare tempo, informandosi e chiedendo aiuto ad un medico, ma con il giusto impegno e sacrificio è possibile ottenere grandi risultati. Di seguito vi riportiamo alcuni dei benefici che potrete riscontrare dopo aver spento l’ultima sigaretta. Entro 20 minuti:- si normalizza la pressione arteriosa- si normalizza il battito cardiaco Entro 8 ore:- si normalizza la temperatura di mani e piedi, normalmente più bassa a causa della minore funzionalità dei vasi sanguigni -scende il livello di anidride carbonica nel sangue-si normalizza il livello di ossigeno nel sangue Entro 24 ore:-cala il rischio di attacco cardiaco Entro 48 ore:- migliorano i sensi del gusto e dell’olfatto, ottimizzando le funzioni dei recettori sensoriali Entro 72 ore:-i bronchi si rilassano, migliorando il respiro-aumenta la capacità polmonare Da 2 settimane a 3 mesi:- migliora la circolazione-camminare risulta meno faticoso- dopo un mese diminuisce il rischio di sviluppare diabete di tipo 1, alcuni tipi di cancro e malattie cardiovascolari Da 3 a 9 mesi:- diminuiscono sintomi come affaticamento, respiro corto e tosse- aumenta il livello generale di energia Entro 5 anni:- la mortalità da tumore polmonare per il fumatore medio si riduce da 137 ‰ a 72 ‰ Entro 10 anni:- vengono rimpiazzate le cellule precancerose- diminuisce il rischio di altri tumori come quello alla bocca, alla laringe, all’esofago, alla vescica, ai reni e al pancreas Dopo 10 anni:- la mortalità da tumore polmonare o il rischio di infarto è pari alla percentuale di una persona che non ha mai fumato, a pari stile di vita Sicuramente meno importanti rispetto alla salute, ma comunque non trascurabili, sono i benefici economici che si possono ottenere dall’abbandono definitivo di questo pericoloso vizio: considerando che un pacchetto di sigarette costa circa 5€ e che un fumatore medio fuma più o meno un pacchetto da venti al giorno il risparmio potrebbe essere di:• 150€ al mese• 1825€ all’anno• 18.250€ ogni dieci anni!!!! Smettere di fumare è difficile ma non impossibile. Il vostro medico potrà darvi indicazioni su come farlo al meglio e sulle strutture che possono aiutarvi in questo percorso. A noi i motivi per provarci sembrano tanti e a voi?

Abbronzatura? Una questione di geni

Abbronzatura? Una questione di geni
Vi siete mai chiesti perché alcune persone si abbronzano con grande facilità mentre altre proprio faticano a raggiungere una carnagione dorata? Secondo una ricerca eseguita dagli italiani Mario Falchi e Alessia Visconti presso il King's College di Londra si tratterebbe di una questione genetica. Lo studio, ad oggi, il più importante pubblicato in questo settore, aiuta a capire perché le persone con uno stesso tono di pelle possono manifestare reazioni molto differenti in seguito all’esposizione solare. La ricerca – I geni dell’abbronzaturaI ricercatori del King’s College hanno scoperto che esistono alcuni geni in grado di spiegare perché diventiamo rossi o ci scottiamo e di determinare come ci abbronzeremo. Questo risultato è stato ottenuto grazie all’analisi del DNA di quasi 180.000 persone di discendenza europea tra Paesi Bassi, Stati Uniti, Australia e Gran Bretagna. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi in base alle risposte che avevano dato ad un questionario; nel primo gruppo sono stati inseriti i soggetti che sostenevano di non riuscire ad abbronzarsi o che addirittura tendevano a scottarsi; il secondo gruppo era invece composto dai soggetti che riportavano di potersi abbronzare senza fatica e senza scottature.L’analisi del genoma dei partecipanti ha permesso ai ricercatori di individuare 14 nuove aree genetiche correlate alla propensione ad abbronzarsi (prima erano note solo 6 aree con tale caratteristica). Di queste 20 aree, 8 potrebbero essere associate ad un maggior rischio di sviluppare tumori della pelle, il tipo di cancro più diffuso nel nostro continente. Come ha spiegato Mario Falchi, co-autore della ricerca, sono state trovate prove “che suggeriscono che il gene coinvolto nel rischio di melanoma agisce attraverso l'aumento della suscettibilità alle scottature solari". La ricerca – perché è importante?Sicuramente saranno necessari ulteriori approfondimenti; come hanno dichiarato i ricercatori, infatti, "è necessario esplorare questi geni in modo più dettagliato per capire il meccanismo con cui contribuiscono alla propensione a bruciare". I risultati ottenuti sono tuttavia già molto importanti: in futuro la ricerca potrebbe aiutare a identificare le persone a rischio di cancro della pelle attraverso test genetici.Già da ora invece, questa ulteriore conferma del legame genetico tra l’abbronzatura e il cancro dovrebbe spingere tutti noi a rispettare le regole della corretta esposizione al sole (le trovi qui). Regole che peraltro sono particolarmente importanti per i bambini: scottarsi molto durante l’infanzia, infatti, aumenta il rischio di cancro alla pelle in età adulta.

Sorbetto alle fragole

Sorbetto alle fragole
Piacciono a tutti, sono di colore rosso e hanno un aspetto davvero invitante. Di cosa stiamo parlando? Delle fragole!Dolci, gustose e ricche di antiossidanti, le fragole sono frutti che crescono nei mesi di maggio, giugno e luglio, dotati di un buon apporto calorico e ottimi come fonte di vitamina C, vitamina B, calcio, magnesio, potassio e ferro. Oltre ai numerosi benefici che generano nell’organismo, le fragole hanno anche poteri antitumorali, in quanto ricchi di vitamine, acido folico, e flavonoidi che favoriscono la difesa immunitaria contrastando così la crescita di un tumore. Assumere giornalmente questo frutto potrà aiutare a ridurre la presenza di metastasi delle cellule tumorali maligne e agire preventivamente di fronte alla malattia. Per questo mese vi proponiamo una ricetta semplice da realizzare, apprezzata da tutti e ottima per rinfrescare le calde giornate estive. Di cosa si tratta? La ricetta antitumorale di giugno è il sorbetto alle fragole! Ingredienti per 4 / 5 persone:500 g di fragole80 g di zucchero250 ml di acqua2 cucchiai di succo di limone (facoltativo) Preparazione:1- Mescolare in un tegame l’acqua e lo zucchero e mettere sul fuoco finché lo zucchero non si scioglie completamente2- Togliere il composto dal fuoco e lasciare raffreddare (se si desidera, riporlo qualche minuto in frigorifero)3- Lavare accuratamente le fragole eliminando i piccioli e tagliarle a cubetti4- Trasferire le fragole e il succo di limone in un mixer e frullare per circa un minuto, così da ottenere una purea omogenea5- Aggiungere al composto l’acqua e lo zucchero precedentemente sciolti e frullare ancora per qualche secondo6- Per chi lo desiderasse, in questa fase è possibile rimuovere i semini filtrando il composto Per chi dispone della gelatiera:7- avviare la gelatiera e versare il composto al suo interno lasciando in funzione per circa 25 minuti, finché il sorbetto non raggiungerà la giusta consistenza Per chi non dispone della gelatiera:7- versare il composto in una vaschetta, meglio se di acciaio, coprirla e lasciarla riposare in freezer per mezzora8- togliere dal freezer, mescolare accuratamente e riposizionare la purea in freezer, ripetendo l’operazione altre 5-6 volte a distanza di mezz’ora l’una dall’altra. Consigli: per mescolare efficacemente il composto realizzato senza gelatiera, può essere utilizzato un mixer, così da facilitare l’operazione. Il sorbetto alle fragole è quindi pronto per essere servito come dessert in seguito ad un pasto elaborato o come merenda a metà pomeriggio! Il nostro appuntamento torna il mese prossimo con una nuova ricetta antitumorale semplice da realizzare e soprattutto ricca di benefici per il nostro organismo!

9 Utili consigli per riposare bene

9 Utili consigli per riposare bene
Dormire bene, rilassando mente e corpo, è fondamentale per il benessere del nostro organismo, oltre che essere un importante aiuto per affrontare la giornata al meglio, con energia e positività. Seppur spesso sottovalutata, una notte insonne influenza negativamente tutte le attività che ci aspettano durante il giorno, in quanto a corto di energie, il nostro fisico fatica a sostenere gli impegni con efficacia. Come intervenire per poter migliorare la qualità di sonno e godere così dei benefici che genera? Di seguito vi riportiamo 9 consigli di Christabel Majendie, esperta del sonno e membro della British Sleep Society con sede a Lichfield, nel Regno Unito. Cosa fare durante il giorno: 1. Esercizio fisico Fare movimento fa bene alla salute, aiuta a mantenere la linea ed è essenziale per dormire bene:permette di scaricare l’energia in eccesso e promuove la produzione di endorfine, che generano nell’organismo emozioni positive. 2. Prendere un po’ di sole Esporsi alla luce solare aiuta molto a conciliare il sonno: il sole infatti sintetizza la vitamina D, ottima alleata per un sonno profondo, e stimola la produzione di melatonina, l’ormone essenziale per un perfetto ritmo sonno-veglia 3. Evitare di dormire durante il giorno Dormire dopo pranzo o nel pomeriggio è sicuramente molto piacevole, ma va a interferire con il sonno notturno. Generalmente sono consigliati non più di 20 minuti utili per recuperare le energie 4. Non visitare spesso la camera da letto di giorno È importante non stare in camera da letto se non per dormire, in quanto è utile che il cervello associ questa stanza solo al sonno notturno 5. Seguire una dieta bilanciata Seguire una dieta salutare rispettando gli orari più adatti, aiuta il nostro organismo ad avere il tempo di assimilare il cibo, senza problemi di indigestione. Esistono inoltre alimenti in grado di conciliare il sonno, come semi di zucca, pollo, formaggio, noci, lenticchie, avena, fagioli e uova 6. Bere il caffè dopo cena Generalmente viene consigliatodi bere l’ultimo caffè della giornata 5/6 ore prima di andare a letto, in quanto la caffeina è un eccitante naturale che può causare gravi problemi di insonnia   Cosa fare prima di andare a letto: 7. Evitare gli spuntini notturni È sconsigliato mangiare 3 ore prima di andare a letto e soprattutto mangiare durante la notte: il corpo dovrà consumare energia rilassandosi non digerendo il cibo. Altrettanto importante è non andare mai a dormire affamati in quanto la fame contrasta il sonno 8. Scegliere un libro piuttosto che lo smartphone Gli schermi stimolano e svegliano, interrompendo il naturale rilassamento pre-sonno. Piuttosto che giocare o navigare con dispositivi elettronici, è consigliato dedicarsi alla lettura di un libro 9. Alcool e nicotina Così come per il caffè, è sconsigliato fumare o bere alcool 4/5 ore prima di andare a letto, in quanto, a causa delle sostanze eccitanti che contengono sigarette e bevande alcoliche, si rischierebbe di ostacolare il naturale sonno notturno. È importante mantenere un ritmo regolare e costante di sonno e veglia, cercando di andare a dormire sempre alla stessa ora, così da poter affrontare tutti gli impegni della giornata con forze ed energia sufficienti!

Dieta, normopeso e salute

Dieta, normopeso e salute
Mantenersi in forma è un desiderio comune a moltissime persone in quanto avere un bel fisico aiuta a sentirsi sicuri con se stessi e con il prossimo. Il normopeso però non è soltanto una questione di aspetto estetico: alimentarsi in modo sano, fare movimento e non eccedere con le calorie sono abitudini fondamentali per la salute dell'organismo. L'importanza di mantenere il normopesoMantenere un peso corporeo equilibrato, in armonia con la propria statura e con il personale stile di vita, scongiura il rischio di contrarre malattie e patologie specifiche e allunga la vita. A confermarlo è anche una ricerca statunitense pubblicata recentemente sul Journal of American Medical Association in cui si afferma che un'alimentazione corretta e un po' di movimento giornaliero allontanano l'insorgere di malattie cardiache, di danni alle ossa e alle articolazioni e di patologie specifiche come il diabete. Un eccesso di tessuto adiposo ad esempio può provocare il diabete di tipo 2, in quanto la massa grassa tende ad abbassare i livelli di insulina nel sangue. Inoltre il sovrappeso mette sotto sforzo sia il cuore che le articolazioni in quanto una massa corporea notevole richiede un maggior apporto di sangue e ossigeno nelle cellule e un carico maggiore sulle ginocchia. È facile accorgersene quando si salgono le scale: i chili di troppo impediscono di muoversi agevolmente, inducono difficoltà respiratorie e senso di affaticamento. Mantenere il peso ideale è molto importante anche per la fertilità femminile. Il tessuto adiposo infatti aumenta il livello degli estrogeni, ormoni che solitamente la donna attiva in gravidanza. Questo incremento anomalo manda segnali errati all'organismo con conseguente irregolarità o blocco dell'ovulazione. Avere un fisico agile e snello inoltre migliora l'autostima, aumenta la fiducia in se stessi e favorisce le relazioni sociali. Dieta: come calcolare le calorie necessarieIl fabbisogno energetico giornaliero consiste nella quantità di calorie necessarie all'individuo per poter svolgere le normali attività quotidiane come provvedere ai bisogni primari, lavorare, coltivare rapporti sociali, svolgere esercizio fisico. Ovviamente il numero di calorie varia da persona a persona in base al proprio metabolismo basale (energia che l'organismo utilizza per svolgere le sue funzioni vitali, ad esempio respirare o dormire) e al proprio stile di vita, dinamico oppure sedentario. Generalmente si stima che un uomo di media altezza e peso debba consumare circa 2500 calorie al giorno mentre una donna di media corporatura e di normale altezza abbia bisogno di spendere circa 2000 calorie giornaliere. Per valori più precisi riguardo il fabbisogno energetico individuale si possono consultare i Larn della Società Italiana di Nutrizione Umana, ossia tabelle con i livelli di nutrienti necessari in base a peso altezza ed età. Tuttavia, non esiste un metodo universalmente valido per calcolare le calorie e solo un esperto nutrizionista può dare consigli utili per un regime alimentare equilibrato e finalizzato a raggiungere gli obiettivi prefissati (dimagrire, mantenere il peso, ingrassare). L'esercizio fisico migliora la salute e fa bene a qualsiasi etàIn base a quanto detto in precedenza per mantenersi in salute e in forma bastano poche semplici regole: un'alimentazione sana e variegata e un po' di sana attività fisica giornaliera. Il movimento irrobustisce i muscoli, ossigena le nostre cellule e attiva ormoni benefici come dopamina e serotonina: bastano piccole sane abitudini come praticare sport un giorno alla settimana e camminare per circa un'ora al giorno. In base all'età, tempi e modalità di esercizio possono variare, ma le statistiche dicono che fino ai 18 anni basta un'ora al giorno, dai 19 ai 65 anni circa mezz'ora al giorno e gli anziani possono praticare una bella passeggiata per tre volte alla settimana.

Papillomavirus (HPV) e vaccino: il caso australiano

Papillomavirus (HPV) e vaccino: il caso australiano
Il Papilloma virus Umano, o HPV, è un virus patogeno solo per l’essere umano e responsabile di infezioni trasmesse principalmente per via sessuale. È particolarmente temuto, soprattutto nella popolazione femminile, in quanto alcuni ceppi possono causare tumore del collo dell’utero e della cervice uterina. Nella maggior parte dei casi il virus è transitorio e benigno, a volte invece può lasciare delle lesioni che interessano le mucose del cavo orale e soprattutto le mucose dei genitali, sia femminili che maschili. Esistono circa 130 ceppi differenti del virus, chiamati sierotipi, dei quali la maggior parte è innocua. Si manifestano come piccole escrescenze o verruche nel cavo orale o negli organi genitali esterni maschili, e per le donne sia nei genitali esterni sia sul collo dell’utero. Sono stati identificati 12 ceppi più pericolosi degli altri, di cui due in particolare HPV 16 e 18, che, come abbiamo detto, hanno una stretta connessione con il tumore del collo dell’utero e della cervice uterina. Per diagnosticare precocemente la presenza dell’HPV è necessario il Pap-Test, che viene consigliato a tutte le donne a partire dai 25 anni d’età o comunque dopo l’inizio dell’attività sessuale. Attraverso il pap-test si può individuare la presenza del virus, dopo di che si va ad intervenire bruciando le verruche esterne, e quelle interne sul collo dell’utero che vengono individuate da un ulteriore analisi chiamata Colposcopia che permette attraverso un liquido di contrasto di individuare eventuali lesioni. Il pap-test riduce del 70% la possibilità di sviluppare il tumore alla cervice. Un’ulteriore diagnosi è quella data dalla ricerca nel Dna del Papillomavirus. Rispetto al pap-test questo esame è considerato più sensibile ed è in grado di rilevare un maggior numero di positivi (anche falsi positivi). Il rischio però è quello di spaventare inutilmente giovani donne: le infezioni da HPV sono molto diffuse, ma in genere regrediscono in modo spontaneo e senza complicazioni. Questo test è quindi generalmente consigliato solo dopo i 30-35 anni d’età.   Il vaccino Come detto, esistono oltre 130 tipi di virus HPV; i tipi 16 e 18 sono responsabili di oltre il 70% di tutti i tumori del collo dell’utero e i tipi 6 e 11 sono responsabili di oltre il 90% dei condilomi genitali. I vaccini disponibili, che in Italia sono 3, sono formulati contro questi ceppi:• vaccino bivalente, contro i tipi 16 e 18, somministrato solo alle femmine;• vaccino tetravalente, contro i tipi 16, 18, 6 e 11, somministrato sia ai maschi che alle femmine;• vaccinononavalente, di più ampio spettro: è contro i tipi 6, 11, 16, 18, 31, 33, 45, 52 e 58 ed è somministrato sia ai maschi che alle femmine.Il vaccino contro il papillomavirus è preventivo: per essere efficace deve essere effettuato prima dell’esposizione al virus e preferibilmente prima dell’inizio dell’attività sessuale. Non sostituisce lo screening standard del collo dell’utero, pertanto tutte le donne, comprese quelle vaccinate, dovrebbero eseguire il pap test con regolarità.   Il caso australiano La International Papillomavirus Society, dopo aver analizzato i dati sull’efficacia del vaccino contro l’HPV, ha dichiarato l’Australia il Paese in cui si sta per debellare definitivamente il tumore alla cervice, il cui responsabile principale è proprio l’infezione da HPV. Nella terra dei canguri, il vaccino è stato reso gratuito nelle scuole prima a tutte le bambine dai 7 ai 13 anni e poi anche ai maschi. Tra il 2005 e il 2015 la percentuale di donne colpite dal virus si è ridotta dal 24% all’1 e si stima che quest’anno in Australia dovrebbero verificarsi solo 1000 casi di infezione. di cui “solamente” 4 mortali.

I progressi della ricerca e di Fondazione CMT

I progressi della ricerca e di Fondazione CMT
I ricercatori del Garvan Institute of Medical Research in Australia hanno recentemente individuato per la prima volta in una cellula umana una struttura di DNA prima d’ora osservata solo in laboratorio: gli i-motif, nodi intrecciati che si formano e disfano continuamente all’interno del nucleo cellulare e composti da quattro filamenti. La scoperta è particolarmente importante in quanto gli i-motif potrebbero svolgere un ruolo chiave nella lettura del codice genetico e nella attivazione dei geni. Si tratta di una scoperta che deve essere ancora approfondita, ma se confermata potrebbe rappresentare il punto di partenza per ulteriori studi volti a combattere malattie ad oggi incurabili. Anche Fondazione CMT è impegnata in diversi progetti improntati sullo studio del DNA per la cura dei tumori; tra questi il più importante ha l’obiettivo di elaborare una “Nuova classificazione del carcinoma epatocellulare”. A livello internazionale esistono almeno 12 classificazioni del Carcinoma Epatocellulare che, basandosi su 3 criteri (grandezza tumore, numero noduli e funzionalità epatica residua) hanno lo scopo di ipotizzare l'evoluzione del tumore. Nessuna tra queste classificazioni è però in grado di prevedere l’evoluzione di una neoplasia e quindi di stabilire la terapia più adatta già al momento della diagnosi. Ad oggi, i ricercatori di CMT sono riusciti a identificare quattro modelli di crescita, che devono essere analizzati per capire se presentano profili di espressione genetica diversi in base alla tipologia di tumore.Si sta inoltre effettuando un'analisi degli esoni (ovvero della parte attiva del DNA) all'interno di noduli tumorali per capire se questi presentano, in base ai quattro modelli di crescita, delle variazioni. Clicca qui per approfondire Si trattadi un progetto molto costoso,in via di sviluppo,che per proseguire ha bisogno del contributo di tutti voi. Se anche tu credi nell’importanza della ricerca e di queste scoperte, aiutaci donando il tuo 5xMille a Fondazione CMT, per consentire agli studi di avanzare e contribuire alle scoperte che i ricercatori potranno effettuare. Scopri come donare cliccando questo link.
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