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Aggiornamenti, eventi e news di Fondazione CMT

Fumo di sigaretta: i veleni che si inalano

Fumo di sigaretta: i veleni che si inalano
“Il fumo nuoce gravemente alla salute” è una frase che abbiamo sentito ripetere migliaia di volte e che in molti, oggi, diamo per assodata. Ogni sigaretta contiene infatti circa 4000 sostanze chimiche, 400 delle quali sono tossiche e 40 dichiaratamente cancerogene, sostanze che accelerano l’invecchiamento della pelle, danneggiano il gusto e l’olfatto, indeboliscono il sistema immunitario, favoriscono l’insorgenza di tumori (ad esempio al polmone e al fegato) e compromettono la salute cardiovascolare. Tanti fumatori, anche se conoscono perfettamente i rischi delle sigarette, continuano imperterriti ad accenderne una dietro l’altra. Il motivo? Tutta colpa della nicotina, che crea una vera e propria dipendenza verso il fumo, al quale con il passare degli anni risulta sempre più difficile rinunciare. Ecco una selezione di altre 8 sostanze altamente tossiche, che respiriamo ogni volta che accendiamo una sigaretta: benzene: componente naturale del petrolio, presente in pesticidi e carburanti. Noto cancerogeno, accresce esponenzialmente il rischio di leucemia, di anemia e di alterazioni genetiche, danneggia i tessuti ossei e può essere la causa di complicazioni per le donne in gravidanza formaldeide: classificato dall’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) come cancerogeno certo, è un potente battericida responsabile dell’irritazione ad occhi e mucose e della tosse insistente tipica di fumatori catrame: insieme di agenti chimici prodotti dalla combustione del tabacco, responsabile del residuo marrone e appiccicoso che riveste denti, dita e polmoni dei fumatori arsenico: sostanza altamente cancerogena, è un veleno contenuto nei topicidi; causa nel corpo del fumatore, danni al cuore e ai vasi sanguigni, al sistema nervoso e a quello digestivo cromo: utilizzato per smalti e vernici, è tra i principali responsabili del cancro ai polmoni. Permette inoltre ad altre sostanze cancerogene, di aderire con più facilità al DNA, danneggiandolo cianuro di idrogeno: uno dei responsabili dei danni arrecati a cuore e vasi sanguigni, indebolisce le ciglia che proteggono le vie respiratorie, permettendo alle tossine di entrare più facilmente nei polmoni.  ossido d’azoto: tra i maggiori inquinanti atmosferici, normalmente viene prodotto dall’organismo in piccole quantità per facilitare l’espansione delle vie respiratorie; la presenza eccessiva di questa sostanza nelle sigarette, causa un’espansione maggiore delle vie aeree, facilitando l’assorbimento della nicotina e degli altri elementi nocivi ammoniaca: composto utilizzato per convertire la nicotina presente nelle sigarette in gas, permettendo ai polmoni e al sangue di assorbire la sostanza più facilmente, aumentandone l’effetto da dipendenza   Per combattere il problema del tabagismo esistono diversi metodi; uno dei più efficaci è quello di affidarsi ad uno specialista, che sappia seguire il paziente nel difficile percorso. In alternativa è possibile affrontare il cambiamento in autonomia, diminuendo gradualmente la quantità giornaliera di sigarette fumate, fino a smettere completamente. Una scelta lodevole di cui a beneficiarne, non è solo il fumatore, ma anche tutte le persone che lo circondano.

Risotto ai fichi freschi

Risotto ai fichi freschi
Il fico, frutto del Ficus Carica - albero dalla tradizione antichissima, è un alimento notoriamente dolce, consumato fresco o essiccato, che raggiunge la piena maturazione tra la fine di agosto e l’inizio di settembre. A differenza di quanto si potrebbe pensare, il fico contiene solo 47 kcal per 100g, una quantità inferiore rispetto a quella di uva e mandarini, che contengono più di 70 kcal per 100g. Frutto dalle molteplici proprietà, è ricco di antiossidanti, potassio, ferro, calcio, vitamina A, B1, B2, B6, PP e C.  Quali benefici apporta all’organismo? grazie ai semi, alle mucillagini e alle sostanze zuccherine che contiene, esercita un potere lassativo utile per contrastare problemi di stitichezza contiene enzimi digestivi che favoriscono l’assimilazione dei cibi svolge un’azione caustica e proteolitica a difesa della pelle possiede ottime proprietà anti infiammatorie, efficaci per trattare ascessi e infiammazioni urinarie e polmonari, stati febbrili e gastriti riduce il rischio di malattie coronariche aiuta a contrastare il diabete aiuta l’eliminazione dei radicali liberi, favorendo un’azione preventiva contro il cancro al colon e al seno   I fichi sono frutti in grado di stupire il palato attraverso accostamenti sia dolci che salati, adatti da proporre in qualsiasi portata di un pranzo o una cena, dall’antipasto al dolce! In questo mese vogliamo proporvi il risotto ai fichi freschi, un piatto molto semplice da preparare, ma capace di sorprendere anche i palati più raffinati!   Ingredienti: 14 fichi neri e maturi 320 g di riso Arborio 10 g di cipolla bianca 60 g di burro 1 cucchiaio di olio e.v.o. brodo vegetale sale   Preparazione: pulire la cipolla e tritarla finemente, quindi rosolarla nel burro e olio in una casseruola  una volta che la cipolla sarà appassita, aggiungere il riso e tostare per qualche minuto, quindi versare il vino bianco e far evaporare tagliare i fichi in quattro parti, versandone la metà nel riso aggiungere un mestolo di brodo vegetale e lasciar cuocere, ripetendo l’operazione di tanto in tanto circa a metà cottura unire al riso i fichi restanti mantecare con 10 gr di burro e, e necessario, aggiustare di sale   Il risotto ai fichi freschi è quindi pronto per essere impiattato e servito in tavola! Vuoi scoprire le altre ricette antitumorali di Fondazione CMT? Clicca qui!  

Car-T Therapy: di cosa si tratta

Car-T Therapy: di cosa si tratta
La Car-T therapy, di cui si è sentito parlare in questi giorni, è un trattamento previsto in caso di tumori del sangue recentemente approdato in Europa per cui alcune cellule del sistema immunitario dei pazienti vengono prelevate, modificate a livello genetico in laboratorio e reinfuse nello stesso paziente. Si tratta di una terapia che rientra nell’ambito dell’immunoterapia, considerata da molti una nuova e importante frontiera nel trattamento di alcune neoplasie. L’immunoterapia infatti, a differenza di chemioterapia e radioterapia, non agisce “attaccando” direttamente il tumore, ma potenziando il nostro sistema immunitario e rendendolo capace di identificare la malattia per distruggerla “dall’interno” senza danneggiare le cellule sane. Non è comunque da considerarsi un’alternativa a chemio e radio, ma un’integrazione.   Il trattamento Car-TLa scelta dell’acronimo Car-T dipende dagli elementi coinvolti nel processo: i linfociti T e la proteina ibrida CAR. Come prima cosa vengono prelevati alcuni globuli bianchi dal paziente, da cui vengono isolati i linfociti All’interno di questi linfociti viene inserito un frammento di DNA che contiene le informazioni per produrre la proteina ibrida CAR, in modo che i linfociti possano esprimerla sulla loro superficie; questo processo rende le cellule T potenzialmente in grado di riconoscere a attivarsi contro il tumore.  Successivamente le cellule T ingegnerizzate, che risultano essere una sorta di farmaco personalizzato, vengono reinfuse nel paziente.   Patologie trattateL’Agenzia europea per i medicinali ha autorizzato due farmaci realizzati con la tecnologia Car, il tisagenlecleucel e l’axicabtagene.Il tisagenlecleucel è impiegato per il trattamento della leucemia linfatica acuta nei bambini e nei giovani e del linfoma diffuso a grandi cellule B negli adulti. In entrambi i casi la terapia è da somministrare nel caso in cui le terapie tradizionali non abbiano avuto successo. L'axicabtagene è stato invece approvato per il trattamento di alcune forme particolarmente aggressive di Linfoma non Hodgkin. Anche in questi casi la terapia Car-T va applicata solo dopo recidive e comunque dopo il fallimento di due o più linee di terapia sistemica.

Mantenere il peso è importante, ma occhio alle fake news in tema di diete

Mantenere il peso è importante, ma occhio alle fake news in tema di diete
Con l’avvento dei Social è aumentata la diffusione di informazioni e il propagarsi di notizie non sempre veritiere, spesso pubblicate solo per riuscire a vendere un prodotto in più. Può capitare, infatti, di imbattersi in messaggi scorretti che, a seconda del destinatario, possono risultare anche pericolosi. Un esempio lampante è riscontrabile nel campo della salute e dell’alimentazione, dove pseudo dietisti promettono dimagrimenti lampo, diete miracolose, testimonianze con fotografie del prima e dopo, palesemente ritoccate. Personaggi pubblici che sponsorizzano prodotti dimagranti, vendendoli come soluzioni a problemi fisici ed estetici, andando a influenzare sia positivamente che negativamente la logica dei più deboli giovani. È quindi importante saper riconoscere le fonti, ufficiali e non, leggere le informazioni con occhio critico e in caso di dubbi, rivolgersi ad un esperto, scegliendo di intraprendere un percorso alimentare sotto la guida di un dietologo e non in autonomia, fidandosi delle informazioni presenti nel web. La salute è una cosa seria e non va sottovalutata! Un’alimentazione equilibrata può prevenire malattie cardiovascolari e tumori, e permettere all’organismo di: integrare l’energia necessaria per le attività quotidiane regolare il metabolismo costruire e rinnovare cellule e tessuti Ultimamente si legge spesso delle cosiddette diete “detox”, vendute come la soluzione perfetta per depurare l’organismo dalle tossine nocive e capaci di trasformare il proprio corpo nel giro di pochi giorni. Un fondo di verità è presente negli alimenti salutari che consigliano, come cetrioli, limoni, mirtilli, barbabietole e curcuma, che andrebbero inseriti nella propria dieta per disintossicare il proprio corpo, ma si tratta di frutta e verdura da consumare durante tutto l’arco dell’anno e non solo in un determinato periodo. La dieta detox, infatti, non va intesa come una soluzione rapida ad una scorretta alimentazione e ad uno stile di vita irregolare: due giorni di beveroni e rinunce non rimedieranno ai cibi spazzatura, agli alcolici consumati e alla sedentarietà che caratterizza gli altri giorni dell’anno. Se siete in cerca di consigli per adottare sane abitudini senza stravolgere la vostra quotidianità, potete sempre cominciare da quelli più comuni, ma sicuramente più efficaci: mangiare sano fare sport bere molta acqua dormire le giuste ore Se invece il vostro intento è quello di intraprendere un nuovo percorso alimentare, per raggiungere la forma fisica ideale o, per esempio, eliminare determinati cibi dalla propria dieta, è molto importante chiedere aiuto ad uno specialista e assicurare al proprio corpo un sano cambiamento. Diffidate dalle scorciatoie miracolose che promettono fisici statuari, dai messaggi del web che semplificano e nascondono i sacrifici che è necessario compiere per una vita in salute più a lungo. Prendersi cura di sé con consapevolezza aiuterà a raggiungere maggiori traguardi, migliorando l’autostima e trovando la giusta carica per trasformare un percorso alimentare di un periodo determinato, in sane abitudini da perseguire anche successivamente.

L'inquinamento in estate è più pericoloso?

L'inquinamento in estate è più pericoloso?
Diverse ricerche hanno dimostrato come in Europa, nonostante i riscaldamenti spenti e il calo della circolazione delle automobili, lo smog sia più intenso durante i mesi caldi dell’anno, in particolar modo nei centri urbani; particelle tossiche come i mineral dust, legate alle polveri del suolo e ai batteri, infatti, in condizioni di temperature elevate, proliferano, intensificandosi. Respirare queste scorie può avere conseguenze molto gravi per l’organismo, come per esempio l’insorgenza di tumori.   Qual è il legame tra cancro e inquinamento?Lo spiega Sergio Harari, direttore della Pneumologia all’Ospedale San Giuseppe Multimedica IRCCS di Milano: “Dal 2013 l’inquinamento atmosferico in generale e le polveri sottili, sono catalogati fra i cancerogeni certi per gli esseri umani. A conferire questa classificazione è stata la massima autorità in materia, ovvero l’International Agency for Research on Cancer (Iarc) di Lione: dopo un’attenta revisione di oltre mille studi scientifici sull’argomento, gli esperti hanno infatti confermato che questi agenti inquinanti provocano il cancro ai polmoni e aumentano il rischio di quello alla vescica. È stato constatato come l’incidenza della malattia, nei territori indicati come altamente inquinanti, sia superiore del 9% negli uomini e del 7% nelle donne, rispetto alla media regionale.”   Come proteggersi dall’inquinamento?Gli esperti, tra cui Harari, consigliano di: evitare esposizioni e attività fisica nelle ore più soleggiate idratarsi abbondantemente bevendo molta acqua consumare alimenti dal potere antiossidante come albicocche, mango, carote, spinaci, pompelmi, kiwi, broccoli, peperoni, cereali, germe di grano, mandorle, arachidi e pomodori purificare i polmoni di tanto in tanto spostandosi al mare o in montagna   Per preservare la salute dei più piccoli, inoltre, è consigliato: portare i propri figli in marsupi sulle spalle piuttosto che nei passeggini, in quanto lo smog si concentra maggiormente negli strati più bassi, all’altezza di gas e scarico portare i ragazzi a fare sport o giocare, nei parchi o all’aperto in zone periferiche   Cosa significare fumare in una zona ad alto tasso d’inquinamento?Il fumo della sigaretta è molto più cancerogeno dello smog, l’azione combinata di fumo e inquinamento ha quindi un effetto moltiplicativo, così che 1+1 non fa più 2, ma 5 o 6. Per questo motivo, i fumatori che vivono in ambienti inquinati dovrebbero valutare l’idea di smettere, per un’azione preventiva rispetto la propria salute, gravemente messa a rischio.

Il cancro è una malattia moderna? La risposta nel nostro ultimo articolo

Il cancro è una malattia moderna? La risposta nel nostro ultimo articolo
Come racconta Woody Allen nel film “Midnight in Paris” siamo spesso portati a credere che ci sia stata in passato un’epoca migliore rispetto a quella che stiamo vivendo. Si mangiavano materie prime di qualità superiore, si lavorava in modo più produttivo, si avevano passatempi più costruttivi; in altre parole, si viveva meglio. Questa tendenza si registra anche nell’ambito della salute. Oggi, si pensa di frequente che esistano molte più malattie rispetto al passato e che ci si ammali di più di tumore. Questa credenza per cui il cancro sarebbe una malattia quasi esclusiva dell’epoca moderna deriva soprattutto da un articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Reviews Cancer dal professor Michael Zimmerman dell’Università di Manchester e dalla sua collega Rosalie David. In questo articolo i due ricercatori mostravano come dall’esame al microscopio di innumerevoli reperti fossili di corpi mummificati e di centinaia e centinaia di mummie egiziane, emergesse un solo caso di cancro confermato, portandoli dunque a sostenere che “l’assenza di neoplasie in mummie deve essere interpretato come indicazione della loro rarità nell’antichità, indicando che i fattori che causano il cancro sono limitati alle società moderne industrializzate”. In realtà questo articolo non è uno studio autonomo, bensì una revisione della letteratura, dunque un resoconto di altri articoli scientifici e dati pubblicati negli anni da altri ricercatori. Pertanto, una limitazione di questo articolo scientifico è legata alla strategia di ricerca dei lavori scientifici selezionati. Non si può infatti escludere che siano stati prevalentemente individuati e discussi lavori scientifici che supportassero la tesi originaria dei ricercatori. Inoltre, una ricerca originale dell’Università di Pisa ha rivelato la presenza di tumori in alcune delle mummie conservate a San Domenico Maggiore a Napoli con una prevalenza di malattia neoplastica del 27%, un dato assai vicino al 31% riscontrato nei paesi industrializzati moderni. Comunque è anche vero che il principale fattore di rischio legato allo sviluppo di tumori è rappresentato dall’età. Pertanto è assolutamente verosimile che in epoca moderna, essendo aumentata notevolmente l’età media della popolazione, vi sia stato anche un conseguente incremento dell’incidenza di tumori. È altresì vero che alcune sostanze cancerogene sono prodotti chimici, tra cui inquinanti ambientali come le diossine ed il benzene, creati dall’uomo in epoca moderna. Inoltre stili di vita non corretti, come l’eccessivo consumo di carni rosse, cibi affumicati e il fumo di sigaretta possono aver contribuito ad incrementare l’incidenza del cancro. Va segnalato che il miglioramento delle tecniche diagnostiche ha contribuito anche ad aumentare le diagnosi. Una posizione assolutamente ragionevole in merito, pertanto, è quella dell’ex presidente dell’AIOM, dott. Carmine Pinto, secondo cui non è vero che i tumori siano nati soltanto con la moderna civiltà occidentale, ma è indubbio che in epoca moderna vi sia stato un incremento sostanziale del numero di casi, per le ragioni su esplicitate.  Posizione peraltro simile a quella assunta anche dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC).

5 Buoni motivi per consumare la buccia dell’anguria e proporla nelle nostre tavole!

5 Buoni motivi per consumare la buccia dell’anguria e proporla nelle nostre tavole!
L’anguria è un frutto ricco di vitamine e sali minerali, dalle numerose proprietà benefiche: aiuta a disintossicare e depurare l’organismo e a reintegrare i minerali persi con la sudorazione estiva. Dall’elevato potere saziante, il cocomero è il simbolo dell’estate e il frutto di stagione per eccellenza. Generalmente si tende a consumare la polpa rossa e succosa, e a scartare la buccia bianca, perché meno saporita; in pochi sanno che proprio la buccia, ad esclusione della parte verde, apporta numerosi benefici all’organismo, scopriamo insieme quali: regola la pressione sanguigna ricca di fibre e dalle proprietà diuretiche, aiuta a perdere peso e a eliminare le tossine aumenta i benefici durante l’allenamento, grazie alla citrullina, un amminoacido richiesto dai muscoli in seguito all’attività fisica previene infezioni del tratto urinario e mantiene la funzione renale nella norma, aumentando la produzione di urina azione anticancro: grazie al licopene, diminuisce il rischio di sviluppare tumori allo stomaco, al pancreas, al colon, all’esofago, e alla cervice.   Oggi vi proponiamo una ricetta dolce e sfiziosa da proporre per la merenda di grandi e piccini! Di cosa si tratta? Della confettura con buccia di anguria!   Ingredienti: 1 kg di buccia di anguria 300 g di zucchero 30 ml di succo di limone 100 ml di pectina vasetti e coperchi sterilizzati   Preparazione: Tagliare la buccia a pezzettini scartando la parte rosa e le bucce verdi; recuperare anche il sugo e  unirlo ai pezzettini Unire lo zucchero e lasciare macerare per due ore circa nel frigorifero Versare il composto in una pentola e portare a ebollizione mescolando gli ingredienti con frequenza, in modo da non far attaccare il composto  Una volta che i pezzettini del frutto saranno diventati lucidi e quasi trasparenti, aggiungere la pectina e il succo di limone, mescolando e lasciando cuocere per altri 5 o 10 minuti Quando la confettura sarà pronta, invasare il composto in vasetti sterilizzati e tenuti al caldo, quindi chiudere e girarli sottosopra per circa 3 – 5 minuti (a seconda dalla grandezza). Infine, coprire con una canovaccio e lasciare raffreddare, quindi riporre in dispensa.   È possibile abbinare la confettura a una fetta di pane croccante o a formaggi stagionati, potendo così spaziare tra dolce e salato, sbizzarrendosi nei pranzi e nelle cene con amici e parenti! Clicca qui e scopri tutte le ricette antitumorali proposte da Fondazione CMT! Il nostro appuntamento torna il mese prossimo, con altre sfiziose novità culinarie!

Dal laboratorio al paziente: la ricerca scientifica in campo oncologico

Dal laboratorio al paziente: la ricerca scientifica in campo oncologico
Cos’è la ricerca scientifica in campo oncologico? La ricerca scientifica in campo oncologico è l’unico strumento che medici e ricercatori hanno a disposizione per migliorare la conoscenza dei tumori, imparare a prevenirli o diagnosticarli con rapidità e per migliorarne il trattamento.Il metodo impiegato è quello scientifico basato su: raccolta di informazioni esecuzione di esperimenti interpretazione dei risultati   Non si tratta di pratiche generiche e approssimate, ma di attività basate su regole precise che consentono di giungere a conclusioni concrete, oggettive e riproducibili.Il padre del “metodo scientifico” è Galileo Galilei, che tra il Cinque e Seicento è stato il primo ad usare l’esperimento per validare le proprie ipotesi. La rigorosità di tale metodo risiede nel fatto che una teoria non è mai definitiva, ma è possibile modificarla nel caso in cui venissero alla luce nuovi aspetti prima non considerati. Il pensiero scientifico è quindi sottoposto ad una costante critica e non può mai dirsi del tutto concluso. Gli obiettivi della ricerca scientificaL’obiettivo ultimo di ogni progetto di ricerca scientifica condotta in campo oncologico è la cura di una tipologia di tumore. Si tratta però di un percorso lungo composto da diverse tappe; ognuna di esse rappresenta un particolare tipo di ricerca scientifica: ricerca di base: è il punto di partenza per tutte le successive scoperte cliniche ed è generalmente guidata dalla curiosità del ricercatore. Si svolge in laboratorio. Ricerca traslazionale: costituisce una sorta di ponte tra la scienza e la medicina. È il tipo d ricerca che ha l’obiettivo di verificare se una iniziale intuizione “di laboratorio” può effettivamente essere utile per la cura de cancro. Ricerca preclinica: è una fase di verifica, di una nuova cura contro il cancro o di strumenti clinici e diagnostici, in modelli sperimentali. È necessaria prima di passare alla sperimentazione sull’uomo. Ricerca clinica: si tratta di una fase di sperimentazione che coinvolge direttamente i pazienti. Inizia solo quando un nuovo trattamento o un nuovo strumento hanno ottenuto l’approvazione.  Ricerca epidemiologica: si basa su studi che hanno l’obiettivo di esaminare l’incidenza della malattia tra la popolazione e i fattori di rischio (soprattutto in relazione allo stile di vita). In questo contesto viene inoltre analizzata l’efficacia degli esami preventivi e degli screening.   Clicca qui e scopri i nostri progetti.

Perché Fondazione CMT crede nella prevenzione

Perché Fondazione CMT crede nella prevenzione
Spesso vediamo commenti di utenti che leggono i nostri articoli e si lamentano del fatto che persone che non hanno mai fumato, che hanno mangiato in modo salutare e fatto attività fisica con regolarità si sono ammalate di tumore. Di conseguenza, proseguono, i consigli riguardo alimentazione e stile di vita sono inutili. ATTENZIONE!!! Credere che buone abitudini alimentari e non, siano superflue per rimanere in salute, in quanto anche alcune persone che lo hanno fatto per tutta la vita si sono ammalate, è molto pericoloso in ottica di prevenzione dei tumori! Dobbiamo infatti tenere presente una cosa molto importante: alimentazione scorretta, sedentarietà, abuso di alcol fumo di sigaretta, non sono considerate "cause" del carcinoma epatocellulare (e di tanti altri tumori), ma "fattori di rischio”. Cerchiamo di capire cosa significa. Tranne che per alcune rare forme ereditarie, non esiste un’unica causa che possa spiegare l’insorgenza di un tumore; al suo sviluppo concorrono infatti diversi fattori (definiti appunto “di rischio”) associati alla comparsa e allo sviluppo di queste malattie. Tali fattori di rischio possono essere distinti in: non modificabili: età, sesso e patrimonio genetico modificabili: stile di vita e abitudini. Per contrastare i primi non si può fare nulla: sesso, patrimonio genetico ed età sono fattori sui quali non è chiaramente possibile intervenire.Il controllo dei secondi dipende invece strettamente dalla nostra volontà, ed è uno dei pochi strumenti che abbiamo a disposizione per tutelare la nostra salute. In altre parole non fumare, man giare bene, bere poco, muoversi con regolarità non garantirà di NON ammalarsi, ma sicuramente fare tutto l'opposto FAVORIRÀ l'insorgenza della malattia. Per questo motivo finché Fondazione CMT continuerà a svolgere il proprio lavoro di ricerca scientifica in ambito oncologico e questo blog sarà attivo non smetteremo di scriverlo: la prevenzione può salvare tantissime vite; tutte no, lo abbiamo cercato di spiegare in questo articolo, ma molte sì. A noi molte vite salvate (anche poche a dire la verità) sembrano un motivo sufficiente per continuare a credere nell'importanza della cultura della prevenzione. E a voi?

Nuova scoperta sulle metastasi al cervello

Nuova scoperta sulle metastasi al cervello
L’obiettivo ultimo di ogni progetto di ricerca scientifica condotto in ambito oncologico è il miglioramento della conoscenza, del trattamento e della cura dei tumori. Si tratta di un processo molto lungo fatto di piccoli traguardi, singoli mattoncini che insieme possono rappresentano una concreta speranza per le tante persone che ogni anno vengono colpite da una forma tumorale. Metastasi cerebraliUna delle ultime scoperte in ambito scientifico riguarda il tumore al cervello e in particolare le metastasi cerebrali, che si verificano quando le cellule di un tumore insorto in un’altra zona del corpo si spostano fino a raggiungere il cervello. Potenzialmente, tutte le persone affette da tumore maligno possono sviluppare questo tipo di metastasi; è stato tuttavia rilevato che le forme cancerose che più di frequente danno origine a metastasi cerebrali sono quelle che colpiscono la mammella e il polmone.In questi casi la terapia prevista dipende sia dalla tipologia della malattia sia dalle condizioni dei pazienti. Può consistere in un trattamento radioterapico, in un intervento chirurgico o in un trattamento di radiochirurgia stereotassica. La terapia farmacologica è invece tuttora limitata e insoddisfacente, ma la scoperta di cui vi stiamo per parlare potrà portare miglioramenti anche in questo settore. La scoperta del team internazionaleGrazie alla collaborazione tra il gruppo di ricerca neuro-oncologica del Dipartimento di Neuroscienze dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino e il Centro nazionale di ricerca sul cancro di Madrid è stato scoperto il meccanismo responsabile delle metastasi cerebrali.Dalla ricerca del team internazionale è emerso che la crescita delle metastasi nel cervello provenienti dai tumori della mammella o del polmone è favorita dalla presenza di un fattore molecolare (STAT3) non sulle cellule malate, ma su quelle sane che fino a poco tempo fa erano considerate una sorta di “barriera difensiva”.In futuro, questo meccanismo molecolare potrà rappresentare un bersaglio per la terapia farmacologica; i prossimi progetti di ricerca condotti in questo ambito avranno lo scopo di verificare attraverso studi clinici la possibilità di bloccare con farmaci specifici la STAT3 e quindi la crescita di metastasi cerebrali.
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