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ONCOLOGIA DI PRECISIONE: cos'è e quali novità porta

ONCOLOGIA DI PRECISIONE: cos'è e quali novità porta
La medicina ha sviluppato un nuovo ed efficace approccio terapeutico nei confronti delle patologie tumorali. Si tratta nello specifico dell’oncologia di precisione, che prevede un trattamento mirato e individualizzato del cancro, attraverso l’identificazione e la successiva alterazione di tratti genetici. Questa tipologia di cura dei tumori può essere effettuata anche durante la fase metastatica, ovvero lo stadio avanzato della malattia. Sono stati eseguiti studi approfonditi sull’oncologia di precisione, da parte di un team di esperti dell’Università di Stanford, i quali hanno pubblicato i risultati ottenuti nell’eccellente rivista medica Oncotarget. Secondo i ricercatori di Stanford l’approccio mirato di questa cura raggiunge esiti ottimali su tutti i fronti: garantisce al paziente l’annullamento di inutili ed estenuanti accanimenti terapeutici, riducendo al minimo l’esposizione ad agenti tossici dovuti alle lunghe sessioni di chemioterapia, risparmiando di conseguenza al malato prolungati ricoveri aumenta le prospettive di vita del soggetto affetto da cancro; si stima infatti che un paziente malato di tumore riesca a vivere in media 25,8 settimane, se sottoposto ad un trattamento terapeutico tradizionale, costituito da cicli di chemioterapia standard. Un soggetto affetto da medesima malattia, che accetta una cura tumorale con oncologia di precisione nella fase metastatica, riesce a raggiungere le 51,7 settimane di vita aumenta la qualità della vita del paziente, in quanto meno aggressiva di quelle classiche, consentendo in questo modo al malato di non soffrire ulteriormente il trattamento tumorale con chemioterapia tradizionale ha un costo settimanale consistente, che si aggira intorno ai 3.453 dollari, rispetto ai 2.720 dollari necessari a settimana, per un approccio di oncologia di precisione. L’oncologia di precisione dunque si manifesta come un innovativo e migliorato trattamento tumorale, che consente di rendere la cura più rapida e meno devastante per il paziente, raddoppiando di fatto le prospettive di vita e abbassando notevolmente le spese terapeutiche. L’Aiom, Associazione Italiana Oncologia Medica ha accolto con estremo entusiasmo questa nuova procedura di cura dei tumori, ma per far sì che possa attivarsi a pieno regime anche nel nostro Paese, è fondamentale allestire un corposo ed adeguato team di esperti professionisti. Il cosiddetto Molecolar Tumor Board, una squadra di medici specializzati in settori diversi, che collaborano costantemente per personalizzare la cura del cancro, attraverso un intervento prevalentemente genetico. A partecipare attivamente a questi approcci individuali di oncologia di precisione sono: biologi molecolari, oncologi, patologi, farmacologi e genetisti. Attraverso uno studio appurato delle caratteristiche immunologiche e genetiche del paziente, viene creato un trattamento mirato e personalizzato pensato per rinforzare le difese immunitarie del soggetto affetto da tumore. Le forme tumorali che prevedono una cura con oncologia di precisione sono differenti, tra queste ricordiamo il carcinoma al colon-retto, tumori alla mammella, allo stomaco e melanoma cutaneo. In Italia ogni anno il numero di persone che si ammala di cancro è sempre in crescita, soltanto nel 2018 si sono registrati circa 373 mila episodi in più di tumori, rispetto all’anno precedente. Un approccio mirato può aiutare a migliorare le condizioni di vita del malato. Il tumore è una massa mobile, in continuo movimento, per questo una volta verificata la sua presenza all’interno di un paziente, è necessario tenerla costantemente sotto controllo, effettuando una biopsia liquida, che certifica e monitorizza i movimenti spazio temporali del tumore. La biopsia è una pratica minimamente invasiva, ma decisamente efficace, già attiva nelle strutture ospedaliere italiane.

Cancro: la perdita dei capelli

Cancro: la perdita dei capelli
Oltre al disagio fisico che ne deriva, affrontare una terapia antitumorale comporta molti altri problemi insidiosi. Uno dei più frequenti è la caduta dei capelli e dei peli corporei, una conseguenza che per alcuni pazienti diventa un incubo ben peggiore della malattia stessa. L'alopecia, termine medico per designare le calvizie derivate da cure generalmente chemioterapiche, non comporta solo la perdita parziale o totale dei capelli, ma può essere causa di disagio nel soggetto, il quale non riesce ad accettare il ''nuovo'' aspetto fisico, con il rischio di compromettere le relazioni con amici conoscenti.   Nella maggior parte dei casi, l'alopecia è inevitabile specialmente se il paziente è sottoposto a chemioterapia o radioterapia. Infatti, con il trattamento chemioterapico il corpo è soggetto agli effetti di particolari medicinali come le antracicline o i taxani composti da sostanze piuttosto tossiche per l'organismo umano e il cui impiego è necessario nel caso di tumore alla mammella o alle ovaie; anche per quanto riguarda tumori particolari che attecchiscono il sistema linfatico la caduta dei peli corporei è quasi certa, quanto meno di gran parte di essi. Il motivo di tale effetto è dovuto all'azione della chemio: essa infatti attacca le cellule tumorali replicanti impedendo che possano moltiplicarsi tramite mitosi. La diretta conseguenza è anche l'inibizione di cellule ''sane'' presenti nel corpo come i follicoli dei capelli che subiscono anch'essi gli effetti della terapia. Ci sono chemioterapie meno destabilizzanti se applicate in dosi minori o più dilazionate nel tempo che in rari casi comportano la caduta dei capelli poiché sfruttano farmaci a base di platino, fluorouracile e metotrexato indicati principalmente per tumore ai polmoni o al colon.   L'inizio dell'alopecia è variabile poiché dipende molto dai farmaci somministrati, dal dosaggio e dalla risposta del paziente al trattamento, manifestandosi dopo due o tre mesi o nel giro di un paio di settimane nel caso di chemio ''aggressive''. I medici consigliano di accorciare o rasare i capelli prima di iniziare qualunque terapia non solo per ridurre l'attaccatura al cuoio capelluto e diminuirne la caduta ma anche per rendere più facile l'adattamento del paziente alla nuova condizione.È necessario ricordare che la perdita dei peli corporei è temporanea e reversibile dato che tenderanno a ricrescere man mano che gli effetti dei farmaci si faranno meno percepibili per il corpo: infatti i follicoli, così come molte altre cellule ''sane'' del corpo, tenderanno a rigenerarsi nonostante gli effetti della chemio. Solo in rari casi i peli non rispunteranno, principalmente in prossimità della zona colpita. Normalmente, i nuovi capelli tenderanno ad essere più sottili e morbidi al tatto, più ricci e con colori leggermente diversi rispetto a com'erano in origine, in alcuni casi un misto tra nero e grigio. Data la loro delicatezza è opportuno non stressarli nell'immediato con trattamenti o tinture ed utilizzare shampoo con crema d'acqua piuttosto che sedicenti balsami idratanti o lenitivi.   Allo stato attuale non esistono farmaci complementari in grado di ridurre o impedire l'alopecia. L'unico metodo fisico applicabile ma ancora in fase sperimentale è l'utilizzo del cosiddetto ''casco di ghiaccio'': si tratta di una cuffia termica che induce i vasi sanguigni a contrarsi riducendo l'apporto di sangue ai follicoli nel momento in cui la circolazione del farmaco chemioterapico è al suo apice. L'utilizzo di questa termocuffia non è sempre indicato dai medici poiché sottopone la testa del paziente ad uno sbalzo termico quando il corpo è ormai già molto destabilizzato e indebolito dal trattamento, con conseguenti effetti collaterali quali sensazione di freddo, cefalea e indisposizione corporea. Diversi sono i risultati della ''cuffia ipotermica'' che mantiene la temperatura costantemente intorno ai quattro gradi ricoprendo in maniera omogenea l'intero cuoio capelluto e che risulta ben più tollerabile dai pazienti rispetto al grossolano casco di ghiaccio. Tuttavia questo trattamento risulta anch'esso essere sperimentale e non disponibile in tutte le strutture ospedaliere pubbliche italiane, proprio per via della non conclamata efficacia della tecnica.

Come relazionarsi con una persona malata di cancro

Come relazionarsi con una persona malata di cancro
Importanza del supporto morale Il cancro è stato definito la malattia del secolo. Purtroppo, ogni anno sono migliaia le persone alle quali viene diagnosticato un tumore. Nel momento della scoperta, l’impatto peggiore che subisce il malato è sicuramente quello emotivo. Tanti sono i pensieri che attraversano la sua mente, dettati tutti da un unico grande timore: la paura di non riuscire a sopravvivere. La ricerca, nel corso degli anni, ha fatto passi da gigante e la malattia sta diventando sempre più curabile, ma purtroppo ci sono ancora tante persone che non ce la fanno. La battaglia continua, e la cosa più importante resta non perdere la speranza. Quando sentiamo la parola "cancro" siamo tutti scossi da un brivido, e ancor di più da una profonda tristezza, se il male viene diagnosticato ad un conoscente.Se ad un vostro amico è stato rilevato un tumore, potreste trovarvi in una situazione difficile: ci si sente impotenti, non sapendo in alcun modo da dove partire per offrire il proprio aiuto. Il primo pensiero che balena alla mente è che, in fin dei conti, soltanto i medici potranno tentare di liberarlo dalla malattia. Dovete sapere però che non per questo l’aiuto di una persona vicina è insignificante, anzi tutto il contrario! In realtà siete in grado di offrire un supporto che contribuirà a rendere le giornate del malato di cancro un po’ più semplici da affrontare. Se quindi desiderate impegnarvi per aiutare il vostro amico in questo senso, potrete seguire un procedimento costituito da una serie di accorgimenti che oggettivamente gli gioveranno. Avvicinarsi a piccoli passi La prima cosa da fare è stabilire se si è nella posizione adatta per offrire il proprio aiuto al malato di cancro. Questo dipende molto da quanto lui desideri la vostra presenza. Il modo migliore per capirlo è mostrargli interesse riguardo la sua situazione, telefonandogli e rendendovi disponibili quando occorre. Se accetterà e manifesterà gradimento nel vedervi, allora potrete fare qualche passo in più. È importante che siate informati sulla situazione medica del paziente, ma attenzione: non in maniera dettagliata, altrimenti si rischia di essere invadenti. Più che altro, dovete conoscere il quadro generale, in maniera tale da sapere quali sono i bisogni essenziali in cui gli occorre aiuto. Ovviamente tutto ciò non potrà essere stabilito con assoluta certezza, essendo la vita del tutto imprevedibile, a maggior ragione se si tratta di un malato di cancro. Insieme al decorso della malattia, occorre valutare la situazione generale della sua famiglia, e chiedersi se, nel caso in cui la patologia sia giunta ad uno stato parecchio invalidante, c’è qualcuno in grado di prendersi cura di lui e di svolgere tutti i servizi necessari ad andare avanti. Ed è qui che potrete offrire il vostro aiuto, proponendovi di svolgere qualche piccola mansione per la famiglia, come preparare il pranzo, andare a fare la spesa, svolgere qualche faccenda domestica o semplicemente far compagnia al vostro amico. Tutto dipende dalla situazione specifica e da voi, che dovete stabilire cosa volete e cosa siete in grado di fare.   Tatto e sensibilità: elementi essenziali per relazionarsi con un malato di cancro Ricordate sempre che gli atteggiamenti più importanti da mantenere nei confronti di un malato di cancro sono il tatto e la sensibilità. Quindi, se intendete offrire il vostro aiuto, fatelo sempre in modo da non far sentire soffocato il vostro amico: in altre parole, potete proporvi per svolgere qualche faccenda, ma non imponetevi di fare tutto, in questo modo peccherete di invadenza e sicuramente questo non farà piacere né al malato né alla famiglia. Basta un piccolo gesto per far sentire la vostra vicinanza, non occorre impegnarvi per incarichi "troppo importanti", valutate le sue necessità e proponetevi per mansioni semplici. È usanza diffusa fare dei regali ai malati. Cercate di essere moderati anche in questo, se cadete nell’eccesso potreste solo creare degli inutili imbarazzi.Oltre all’aspetto pratico, un grandissimo aiuto (forse il più importante) che si può fornire a chi si trova purtroppo in queste condizioni, è quello emotivo. Intrattenetelo con la vostra compagnia dedicandogli visite costanti, ed ascoltatelo, ascoltate i suoi sfoghi, le sue paure e le sue incertezze sul futuro, cercate di dare conforto facendo sempre comunque molta attenzione alle parole che usate, ricordate: tatto e sensibilità! Riconoscete poi i vostri limiti: non sperate di riuscire a fare tutto da soli, per cui cercate di coinvolgere altre persone e siate sempre aperti a farli collaborare in tutto ciò che fate per il vostro amico, a lui gioverà sicuramente anche la vicinanza di altri.

Menù di Natale

Menù di Natale
Il Natale rappresenta un’occasione per trascorrere del tempo insieme alla propria famiglia, per ridere e scherzare accompagnati dalla magia delle feste.Fondazione CMT vuole proporvi un menù speciale, portando in tavola il gusto della prevenzione attraverso piatti salutari, ma ricchi di gusto. Un modo per festeggiare facendo del bene. ANTIPASTO Polpette di lenticchie Le lenticchie sono legumi dalle molteplici proprietà nutritive: contengono proteine vegetali, sono ricche di fibre, di vitamine e di ferro. I modi per cucinarle sono molteplici, noi vi vogliamo proporre la ricetta per cucinare delle gustose polpette al forno! Ingredienti: 300 g circa di lenticchie secche 1/4 di cipolla bionda 1 patata lessa prezzemolo tritato qb sale e pepe qb 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva pangrattato qb 2 cucchiai di parmigiano grattugiato (facoltativo) 1 foglia di alloro Preparazione: Sciacquare le lenticchie sotto l’acqua corrente, quindi trasferirle in una pentola aggiungendo abbondante acqua fredda, una manciata di sale e una foglia di alloro Coprire con un coperchio, portate a bollore e cuocere per circa 30 minuti da quando l’acqua bolle, una volta trascorsi, scolare le lenticchie e lasciarle raffreddare Nel frattempo, sbucciare, lavare e lessare la patata Trasferire le lenticchie e la patata in un mixer insieme a cipolla, prezzemolo, sale, pepe, due cucchiai di olio e, se lo gradite, il parmigiano grattugiato. Tritare gli ingredienti grossolanamente e, nel caso il composto risultasse troppo molle, aggiungere del pangrattato Ungersi le mani e formare delle polpette utilizzando gli ingredienti precedentemente tritati, passarle nel pangrattato e sistemarle su una teglia da forno Aggiungere un filo d’olio e infornare a 200 gradi per 20 minuti Per accompagnare le polpette di lenticchie è consigliata una salsa allo yogurt e l’insalata mista. PRIMO Crema di cipolla La cipolla, grazie alla presenza di composti solforati, è un’ottima verdura antitumorale, soprattutto per quanto riguarda il cancro al colon, allo stomaco e alla prostata. Ingredienti: 400 g di cipolle bianche dolci di Tropea 1 litro di latte 40 g di burro 80 g di groviera grattugiata dadini di pane tostato sale Preparazione: Versare nella pentola a pressione il latte intiepidito, un cucchiaio di acqua, il burro e le cipolle tagliate sottili, quindi chiudere ermeticamente e, dall’inizio del fischio, cuocere per circa 10 minuti Nel frattempo, in un tegame, far dorare i dadini di pane  Trascorsi 10 minuti, ritirare la pentola a pressione dal fuoco, e dopo qualche istante aprirla per controllare se gli ingredienti si sono trasformati in crema. Nel caso fossero rimasti pezzi interi, frullare il composto con un mixer e regolare di sale Servire la crema ai vostri ospiti, accompagnata dai dadini di pane precedentemente tostati e la groviera grattugiata SECONDO Insalata di polpo Il polpo è un pesce ricco di vitamine e sali minerali, povero di grassi e ideale per un piatto sano, gustoso, ma leggero. Ingredienti: 850 g di polpo 1 spicchio di aglio 150 g di carote 1 costa di sedano 3 foglie di alloro 6 grani di pepe nero 4 g di sale fino Per condire: 10 g di prezzemolo 30 g di olio extravergine di oliva 10 g di limoni 3 g di sale fino 1 pizzico di pepe nero   Preparazione: Pulire il polpo sciacaquandolo sotto l’acqua corrente e adagiarlo su uno strofinaccio pulito e asciutto, quindi tamponarlo con carta da cucina Trasferire il polpo su un tagliere e incidere con un coltello la sacca all’altezza degli occhi per eliminarli, quindi togliere anche il becco Frollare la carne battendo con il batticarne e sciacquare nuovamente il polpo sotto acqua corrente fredda, estrarre le interiora dalla sacca e lavarla accuratamente all’interno Lavare e strofinare con le mani la testa e i tentacoli per rimuovere il più possibile la patina che li ricopre Una volta terminata questa operazione, sbucciare la carota e tagliarla a pezzetti grossolani insieme al sedano Porre sul fuoco una pentola capiente piena d’acqua e versare all’interno le verdure, le foglie di alloro, l’aglio, il pepe e il sale  Quando l’acqua avrà sfiorato il bollore, immergere i tentacoli e farli riemergere, proseguire così per 4-5 volte, in modo da arricciare le punte Immergere nella pentola il polpo e far cuocere a fuoco molto basso per 30-35 minuti coprendo con un coperchio Prima di scolarlo, infilzare la carne con i rebbi di una forchetta per verificare la cottura. Quindi scolarlo e porlo in una ciotola con acqua e ghiaccio per bloccare la cottura Trasferire su un tagliere e separare con un coltello la testa dai tentacoli, dividere il polpo a metà e tagliare i tentacoli a pezzettini, trasferendoli in una ciotola.  Spremere un limone e tritare finemente il prezzemolo versando gli ingredienti nella ciotola con il polpo. Condire con olio, sale e pepe e mescolare   DOLCE Plum-cake di grano saraceno Il grano saraceno è un ottimo cereale, privo di glutine, ricco di lisina e di vitamina P. Agisce come fluidificante del sangue e influenza positivamente la salute dell’intestino, permettendo di ridimensionare gli intestini troppo espansi. Ingredienti: 1 vasetto di yogurt magro bianco 3 bicchierini di farina di grano saraceno 2 bicchierini di zucchero integrale di canna 2 albumi 1/2 bicchierino di olio extravergine di oliva 1 bustina di lievito per dolci la scorza grattugiata di 1 limone bio marmellata di mirtilli, lamponi (senza zucchero aggiunto) miele crema al cacao amaro, (facoltativi) Preparazione: Versare in una terrina un bicchierino di yogurt bianco; utilizzare lo stesso bicchierino come misurino per gli altri ingredienti  Aggiungere la farina, lo zucchero e il lievito, quindi mescolare A parte montare gli albumi a neve e aggiungerli alla miscela insieme alla scorza di limone e all’olio Mescolare gli ingredienti e versare il composto in uno stampo da plum-cake rivestito con carta da forno, quindi infornare a 180 gradi per 35-40 minuti Togliere dal forno, lasciare raffreddare e guarnire a piacere, con marmellata di mirtilli, miele o crema al cacao   Il menù di Natale si conclude con un buon caffè e lo scambio dei regali, ma se questo non vi è bastato, cliccate qui per scoprire tutte le ricette di Fondazione CMT!

La prevenzione che salva la vita

La prevenzione che salva la vita
La prevenzione la migliore forma di cura Uno stile di vita sano, combinato ad una pratica quotidiana di una qualsiasi forma di attività fisica rappresentano senza ombra di dubbio un'importante connubio per combattere l'insorgere di patologie e destabilizzanti. Sfortunatamente ciò non è sufficiente, è necessario accostare a queste pratiche abituali un'attenta prevenzione per malattie che rappresentano un male sempre più frequentemente diagnosticato negli ultimi decenni. Il cancro è uno dei più feroci mali del secolo; è per questo motivo che oncologi di tutto il mondo si battono per una politica preventiva che supporti donne, uomini e bambini in un percorso salvavita che spesso viene sottovalutato. La prevenzione contro i tumori è una pratica comunemente promossa da centri oncologici e di ricerca da tempo oramai. Il fine è quello di rendere le persone coscienti della pericolosità del cancro e della sua possibilità di comparsa. Esistono due forme di prevenzione; quella primaria (che precede l'insorgere della malattia) e quella secondaria (che viene attuata quando la malattia è già presente). Come prevenire? Le azioni da svolgere sono semplici. Un programma preventivo consiste in visite mirate, laddove l'eventuale presentarsi della malattia è considerata una possibilità più vicina (a causa di fattori genetici e predisposizioni); e in visite generiche, atte a indagare in maniera più superficiale l'eventuale insorgenza di malattie. Le visite preventive consentono di identificare la presenza o l’assenza dei cosiddetti marcatori tumorali; queste sono delle molecole che se presenti o assenti nel sangue permettono di comprendere se si è maggiormente predisposti a contrarre la malattia o meno. In alcuni casi individuare i marcatori permette di stabilire determinate terapie di cura, e di verificare se la malattia stia progredendo o regredendo. Due sono le pratiche preventive tra cui si può scegliere: attuare un cambiamento dello stile di vita, eliminando cattive abitudini e iniziando a praticare sport e mangiare sano; o lo screening, per intercettare possibili predisposizioni genetiche alla malattia o tumori allo stato iniziale. La pratica dello screening, grazie alle visite specifiche e dettagliate che lo costituiscono, consentono di individuare la malattia anche in persone che non presentano alcun sintomo. Cosa sono gli screening? Gli screening sono degli esami condotti a tappeto sulla popolazione, per verificare la possibile insorgenza di stati cancerosi; ha il compito di escludere la malattia e viene condotto generalmente su persone che sono per la maggior parte sane.Affinché un esame venga inserito in uno screening deve rispettare determinati criteri: essere un test sicuro, privo di alcun rischio ed effetti collaterali essere socialmente accettato dalla popolazione che si sottoporrà agli esami, poiché le persone devono essere consenzienti e consapevoli nel momento in cui accettano di sottoporsi a questi tipi di esami avere un costo contenuto, tale da poter permettere a tutti gli strati della popolazione di poterne beneficiare. Spesso vengono organizzate delle sedute di esami totalmente gratuiti, proprio per poter raggiungere chiunque e dare la possibilità a tutti di sottoporsi ai test deve avere risultati attendibili, il più possibile affidabili e sicuri. Le pratiche di screening si differenziano dalla prevenzione spontanea. Quest'ultima viene volontariamente scelta da singoli individui, che desiderano svolgere degli esami mirati o meno per prevenire l'insorgenza di mali a stadi iniziali. Lo screening generalmente viene sottoposto a fasce della popolazione maggiormente a rischio; affinché i risultati siano soddisfacenti è fondamentale che le persone si sottopongano regolarmente a questi controlli.

Nutrigenomica: di cosa si tratta

Nutrigenomica: di cosa si tratta
La nutrigenomica, chiamata anche genomica della nutrizione, racchiude l'insieme degli studi che illustrano gli effetti dei diversi elementi nutrizionali e dei vari alimenti in base ai geni di ciascun individuo. Questa scienza totalmente nuova parte dall'ipotesi che una determinata dieta possa avere effetti mutevoli da un patrimonio genetico all'altro, influenzando le funzioni proteiche e metaboliche dell'organismo. Per semplificare il discorso, secondo la nutrigenomica, ogni persona reagisce in maniera diversa dopo aver ingerito lo stesso tipo di cibo e questo dipende dalle differenze dei codici genetici. Ciò vuol dire che una stessa dieta seguita da due persone distinte può portare a risultati dissimili, a causa delle differenze genetiche nel DNA, il codice "primitivo" a cui è legata la vita di ciascuna persona.   L'obiettivo della nutrigenetica è quello di elaborare una dieta unica e ultra-personalizzata sulla base del patrimonio genetico individuale, studiando il relativo DNA con il fine di raggiungere il peso-forma e prevenire (e, in alcuni casi, anche curare) patologie e disturbi legati ad un'alimentazione sbagliata. Esistono tre grandi branche in cui la nutrigenomica può essere suddivisa: la genetica della nutrizione (nutrigenetica) l'epigenetica della nutrizione  l'ingegneria della nutrizione. La prima studia gli effetti del genoma a seguito di cambiamenti metabolici e altre reazioni negative legate all'assunzione di alimenti, come ad esempio le allergie o le intolleranze. L'epigenetica studia come la dieta può influenzare le funzioni vitali e il funzionamento del metabolismo. L'ingegneria genetica, infine, è sostanzialmente l'utilizzo della nutrigenomica per creare piani alimentari unici, "su misura" per ogni soggetto. La nutrigenomica è ancora in fase sperimentale, ma si tratta di una scienza dalle enormi potenzialità, dal momento che punta a risolvere i problemi di salute partendo dall’alimentazione, escludendo così l’assunzione di farmaci e i relativi effetti collaterali. Un altro degli obiettivi che la ricerca vuole raggiungere è quello di capire il ruolo delle antocianine all'interno della prevenzione di problemi cardiaci e vascolari, andando a studiare, nello specifico, la reazione della struttura genetica successivamente il consumo di queste molecole, e in che modo ciò possa influenzare i livelli del colesterolo nel sangue. Nutrigenomica e nutrigenetica sono sicuramente le nuove frontiere all'interno della scienza dell'alimentazione, e il loro sviluppo è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi 15 anni. Nel campo sperimentale, la nutrigenomica ha scoperto come una corretta (o scorretta) alimentazione possa influenzare non solo il DNA di un singolo soggetto, ma anche quello delle generazioni future.Il processo di industrializzazione alimentare ha attuato una rivoluzione che va a contrastare fortemente quelle che sono le origini dell'uomo, dal momento che questo "nuovo cibo" non concorda con il patrimonio genetico. Gli effetti derivanti da una cattiva alimentazione sulla salute sono oggetto di uno studio in costante evoluzione, ma è cosa ben nota che una dieta sana e variegata possa prevenire o tenere sotto controllo patologie come tumori, obesità e sovrappeso, problemi cardiovascolari, squilibri ormonali e così via. Anni fa il codice genetico si riteneva responsabile esclusivamente dei tratti somatici degli individui, oggi, invece, le ricerche hanno dimostrato come questo sia una sorta di "centrale di controllo" dell'organismo. Per star meglio bisogna stabilire una perfetta armonia tra geni e cibo, optando per un'alimentazione semplice, a base di cibi naturali e poco raffinati. Negli studi inerenti alla nutrigenomica sono stati individuati alcuni alimenti specifici che permettono al DNA di lavorare meglio, tra questi vi sono legumi, cereali integrali, frutta e verdura, semi naturali, frutta secca, pesce pescato in mare, carni magre, uova e olio extravergine d'oliva.

Cancro e inquinamento: in aumento i tumori infantili

Cancro e inquinamento: in aumento i tumori infantili
Uno dei mali più diffusi degli ultimi tempi: il cancro; una malattia che non risparmia nessuno, adulti o bambini che siano. Un convegno tenutosi il 19 settembre scorso a Roma ha come tema di discussione centrale proprio questo infelice argomento. Il titolo del convegno: "Emergenza cancro- fattori ambientali modificabili e stili di vita non corretti", lascia intendere il senso generale del problema, e come sia sempre più forte la correlazione tra fattori ambientali danneggianti e il sorgere della patologia. Gli organizzatori del convegno esortano a una buona condotta di vita e alla salvaguardia dell'ambiente come modus operandi per prevenire l'insorgere del cancro. Tra i tanti partecipanti al convegno, figurano anche membri del Parlamento, studiosi e medici, tutti concordi sull'impatto che l'inquinamento ambientale e la crisi ecologica del pianeta ha sulla salute umana. Dati drammatici. A patirne le sorti sono i più piccoli Tra i dati emersi, si riscontra come una delle età maggiormente colpite dal cancro sia quella tra lo 0 e i 14 anni. Tanti sono i bambini che si ammalano di tumori, e tanti altri che non riescono a sconfiggere l'ardua battaglia. Tra le zone maggiormente colpite da questa situazione drammatica vi è il sud Europa, in particolare l'Italia, la Spagna e il Portogallo.Questi dati risultano particolarmente sconvolgenti, dal momento in cui si tende generalmente a stigmatizzare l'idea secondo cui ad essere colpiti dal cancro siano maggiormente gli anziani. Un altro studio concorda con quanto affermato durante il convegno dello scorso settembre; l'Agenzia Europea di Ricerca sul Cancro asserisce che soltanto negli ultimi decenni questa patologia ha iniziato a colpire i bambini; tanto è vero che anni addietro si pensava che fosse una malattia rara da diagnosticare ai più piccoli. Le stime vengono ferocemente ribaltante, portando alla luce una situazione tragica. Gli esperti forniscono anche un capro espiatorio; l'inquinamento. È stato certificato come lo smog, l'aria inquinata e un'aria non salubre conducano 5 ragazzi su 600 ad una triste sorte. Come limitare i danni? Esistono dei modi per limitare i danni di questo effetto inquinante che imperversa nella nostra società in maniera sempre più violenta; iniziamo col modificare i nostri acquisti, scegliendo prodotti non inquinanti e consumando alimenti preferibilmente biologici. Seguire una dieta corretta, priva di alimenti eccessivamente grassi potrebbe essere una delle possibili opzioni per riuscire a far fronte ad uno scenario così tragico.La raccolta dei rifiuti o il semplice preferire bottiglie in vetro e non in plastica, rappresentano alcuni dei modi per contenere gli effetti devastanti dell'inquinamento atmosferico. L'effetto serra è un altro elemento incriminato da studiosi ed esperti; esso comporta un progressivo surriscaldamento del pianeta provocando sbalzi di temperatura notevoli. Questa costatazione è pertinente dal momento in cui siamo noi a contribuire in maniera esponenziale al sorgere di questo fenomeno. Tutto torna, salvaguardare il pianeta terra, prendendo le giuste precauzioni può salvare la vita di tanti bambini e non solo. Un tema particolarmente dibattuto è la questione del tumore ai polmoni; a lungo alcuni studiosi hanno cercato di dimostrare una forte relazione tra smog e cancro ma gli esiti delle ricerche sono troppo deboli da poter dare una conferma in merito. Ciò che è certo è l'incidenza che lo smog e le polveri sottili hanno sull'infiammazione dei polmoni, tanto da far inserire questi elementi nei primi posti tra i fattori carcinogeni.A patirne le sorti, secondo questi studi, sono i bambini che sempre più frequentemente vengono ricoverati d'urgenza e costretti a dure cure mediche salvavita. È bene che i genitori siano preparati e che sin dalla nascita dei loro piccoli li instradino ad uno stile di vita corretto. Certamente non tutti gli studiosi sono d'accordo con un tale prospetto; anche altri fattori contribuiscono all'insorgere di malattie di questo genere, come quelli genetici ed ereditari, ma sicuramente l'inquinamento rimane uno dei maggiori fattori contro cui puntare il dito.

Branzino al cartoccio con melagrana e agrumi

Branzino al cartoccio con melagrana e agrumi
Oggi vi proponiamo una ricetta a base di pesce, da presentare ai vostri ospiti per una cena sana e leggera, ma pur sempre gustosa.La ricetta del mese è il branzino al cartoccio con melagrana e agrumi!Il branzino è un pesce dalla carne bianca e delicata, ricca di proteine e povera di grassi; contiene sali minerali come il potassio, il magnesio, il calcio, il ferro e, soprattutto, il fosforo. Ottimo alleato per la salute, è ricco di vitamine e Omega 3, acidi grassi utili per preservare la salute del sistema cardiocircolatorio. La cottura al cartoccio rende la carne del branzino morbida e succosa, che unita alle note agrumate dell’arancia e della melagrana, restituiscono un piatto sfizioso e ben bilanciato! Ingredienti: 1400 g Branzino (2 pesci)  100 g Arance 40 g chicchi di Melagrana Sale fino q.b. Pepe nero q.b. 4 rametti di Maggiorana 4 rametti di Timo 1 spicchio di aglio   Preparazione:Pulizia del pesce Togliere le squame con un coltello dalla lama affilata, oppure con l’apposito attrezzo desquamatore Effettuare un’incisione lungo tutto il dorso dalla coda fino alla testa del pesce e far passare una lama a destra e sinistra della lisca centrale, così da staccare le viscere interne Rimuovere la lisca ed estrarla delicatamente, trascinando verso l’esterno anche le viscere interne del branzino Levare le branchie laterali e sciacquare il pesce abbondantemente con acqua corrente, lavando accuratamente l’interno per eliminare i residui di sangue e il sapore amarognolo delle viscere  Ripetere l’operazione per entrambi i branzini, quindi preparare i condimenti Sbucciare l’arancia e tagliare la polpa a spicchi, sgranare la melagrana e mondare l’aglio dividendolo a metà ( ½ per branzino) Salare e pepare la parte interna del pesce, inserire l’aglio, gli spicchi di arancia e i chicchi di melagrana Cospargere la carne dei branzini con le foglioline di maggiorana e timo, precedentemente lavate e asciugate Adagiare il branzino ripieno su un foglio di carta da forno e richiuderlo all’interno arrotolandone le estremità, quindi ripetere lo stesso passaggio nella carta di alluminio, sigillando bene la parte esterna per evitare che si apra in cottura Infornare in forno statico preriscaldato a 200°C per 25 minuti oppure in forno ventilato preriscaldato a 180°C per 15 minuti. Sfornare e servire! Sei curioso di scoprire le altre ricette di Fondazione CMT? Clicca qui!

Dieta mediterranea: benefici a tutte le età

Dieta mediterranea: benefici a tutte le età
Secondo uno studio condotto dal dipartimento di epidemiologia e prevenzione dell'Irccs Neuromed di Pozzilli e pubblicato sul British Journal of Nutrition, la dieta mediterranea può avere effetti positivi sulla salute anche se iniziata in età avanzata. Dieta e salute Circa metà delle morti nel nostro Paese sono causate da tumori e malattie cardiovascolari; il rischio di incorrere in una di queste patologie dipende da diversi elementi, chiamati “fattori di rischio”. Alcuni di questi ci appartengono fin dalla nascita, in quanto sono legati alla genetica, e non possono essere modificati. Altri invece dipendono dall’ambiente in cui viviamo e dalle nostre abitudini di vita: cosa mangiamo, quanto ci muoviamo, se e quanto fumiamo o beviamo.Per quanto riguarda il cibo, è da tempo che gli studiosi hanno identificato nella dieta mediterranea (con qualche piccola modifica rispetto alla “versione originale”) il regime alimentare più adatto a prevenire tumori e patologie cardiovascolari. Privilegiare cereali integrali, frutta e verdura di stagione, proteine di origine vegetale e ridurre carne, uova, legumi, latte, zucchero e alcolici sono considerate “buone abitudini” dalla maggioranza della comunità scientifica.Fino ad oggi si era pensato che queste abitudini potessero essere efficaci, in ottica di prevenzione, solo se abbracciate fin dalla giovane età. Lo studio appena pubblicato ha invece dimostrato come la dieta mediterranea possa ridurre la mortalità per cause cardiovascolari anche durante la terza età. Tutti i benefici della dieta mediterraneaOltre che a prevenire le malattie cardiovascolari la dieta mediterranea è utile per: Mantenere le ossa in salute. Il magnesio (contenuto in verdure a foglia verde, legumi, cereali integrali, frutta secca…) svolge un’azione protettiva sull’osso e abbassa il rischio di incorrere in fratture. Attenuare i sintomi dell’asma. Frutta, verdura e fibre mitigano i sintomi dell’asma come tosse, senso di oppressione toracica e respiro faticoso grazie alle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Al contrario, sale, carne e zucchero incentivano l’infiammazione e quindi accentuano i sintomi dell’ansia. Prevenire diversi tumori. Alcuni alimenti della dieta mediterranea contribuiscono a prevenire i tumori attuando meccanismi utili come: - controllo dei livelli di insulina e dell’ormone della crescita (che favoriscono la proliferazione delle cellule),- azione antinfiammatoria- azione antiossidante (neutralizza i radicali liberi che danneggiano il DNA e favoriscono l’insorgenza di tumori. I benefici della dieta mediterranea possono riguardare anche chi abbraccia questo regime alimentare in età avanzata. I ricercatori hanno però evidenziato che tanto più a lungo si mantengono buone abitudini alimentari, tanto più alte sono le probabilità di mantenersi in salute.Vi lasciamo quindi con un breve test messo a punto dal Centro di ricerca sugli alimenti del Ministero dell’Agricoltura (Crea) per un auto-valutazione delle abitudini alimentari. Cercate di rispondere pensando agli alimenti che avete consumato nell’ultimo mese.

PSICONCOLOGIA: cos’è e perché è importante

PSICONCOLOGIA: cos’è e perché è importante
La psiconcologia è una disciplina nata negli Stati Uniti intorno agli anni ’70 e introdotta in Italia negli anni ‘80 (1985 fondazione della Società Italiana di Psiconcologia), con lo scopo di occuparsi delle conseguenze psicologiche che insorgono in una persona malata di tumore, e nei suoi familiari. Ammalarsi di cancro è un avvenimento traumatico che investe tutte le dimensioni della persona, non solo quella fisica, per questo è importante intervenire chiedendo l’aiuto di uno specialista.Le preoccupazioni di tipo personale che insorgono sono numerose, le principali sono: per le conseguenze dei trattamenti medici rispetto il proprio futuro immediato e a lungo termine relative ai propri figli e/o a familiari non autosufficienti per eventuali modifiche nella relazione con il partner correlate a precedenti esperienze negative di tumore in famiglia legate alla diminuzione temporanea della propria autonomia   Può capitare che la persona malata non voglia esternare le proprie preoccupazioni per innumerevoli motivi, contenendo la propria sofferenza e influenzando negativamente la qualità di vita. Chi si ammala di tumore, spesso tace il proprio dolore, limitando così la possibilità di trovare i giusti aiuti.Studi italiani e internazionali hanno, infatti, evidenziato come il 30-40% dei pazienti oncologici soffra di alti livelli di disagio emozionale, e come meno del 10% riceve un concreto intervento specialistico.Non sempre l’aiuto offerto dai medici, dagli infermieri e dai familiari è sufficiente per supportare la persona nel percorso di adattamento.In alcuni casi, infatti, reazioni di ansia, demoralizzazione o difficoltà nella vita di coppia e familiare, eccedono le capacità cognitive e comportamentali di adattamento, con conseguenze gravi sullo stato mentale del soggetto malato.Per questo motivo, un supporto specialistico psiconcologico può essere decisivo, favorendo il miglior adeguamento possibile al percorso oncologico. Come si struttura questo tipo di intervento?Il supporto psiconcologico consiste in uno o più colloqui individuali o di gruppo, centrati sulla reazione alla malattia e/o al trattamento, con lo scopo di alleviare la sofferenza emotiva del paziente e dei suoi familiari. Le prestazioni erogate sono: supporto psicologico psicoterapia di gruppo counselling (consulenza) individuale o di coppia consultazioni per familiari in situazioni di crisi tecniche di rilassamento valutazioni sulla qualità di vita test psicologici distribuzione di materiale informativo   Se l’ansia, la paura, la preoccupazione, la demoralizzazione, la rabbia sono normali risposte alla malattia, quando queste diventano più intense, più continue e perseveranti, è importante chiedere aiuto psicologico specialistico senza vergogna di vulnerabilità o timore di essere "anormali" o venir giudicati.
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