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Prevenzione Tumori: facciamo chiarezza

Prevenzione Tumori: facciamo chiarezza

Abbiamo parlato spesso dell’importanza dello stile di vita nella prevenzione dei tumori. Evitare il fumo, limitare l’alcol, seguire una sana alimentazione e praticare una costante attività fisica sono solo alcune delle tante abitudini che possono favorire la riduzione dei casi di tumore. Ma oltre a fumo e obesità, c’è molto altro. La scienza ha introdotto vaccini, test, farmaci e ha scoperto l’efficacia di un farmaco che tutti abbiamo in casa: l’aspirina. Ma andiamo per ordine.


1. Vaccini per la prevenzione dei tumori
In Italia l'8,5% di tutti i tumori è legato alla presenza di virus che, infettando le cellule sane, danno il via ai processi di formazione del cancro. Tra i virus più noti troviamo quelli appartenenti alla famiglia del papilloma virus (HPV) che ne racchiude ben 120 tipologie diverse. Solitamente l’HPV non conduce a disturbi tumorali, ma in alcune persone l’infezione persistente sviluppando il cancro.
Il vaccino HPV è in grado di proteggere dai più comuni tipi di virus, come quello alla cervice uterina, responsabile di oltre 6.000 casi di cancro l’anno in Italia. Per approfondire leggi questo articolo sulla relazione tra cancro e vaccino


2. Screening dei tumori
Oltre ai vaccini, esistono programmi di screening utili nella prevenzione dei tumori. Si tratta di esami condotti a tappeto sulla fascia considerata più a rischio della popolazione che hanno lo scopo di individuare la presenza di una malattia o di suoi precursori, ossia di quelle anomalie da cui la malattia si sviluppa.
Il servizio sanitario nazionale e l’Unione Europea organizzano ogni anno programmi di screening al fine di garantire al paziente delle misure a sostegno della sua salute. Uno di questi è lo screening cervicale, progettato per rilevare quei cambiamenti nella cervice che possono diventare cancerosi. L’obiettivo è curarli prima che si sviluppi il cancro.
Alcuni dei programmi organizzati di screening oncologici riguardano:

  • il cancro all’intestino
  • il cancro al seno
  • il cancro al collo dell’utero

Mentre gli ultimi due sono rivolti a sole donne, il primo è indirizzato a tutta la popolazione in generale.

Come funziona lo screening per il cancro al collo dell’utero?
I test utilizzati per lo screening della cervice uterina sono due. Il più primo e più diffuso, è il test citologico che consiste nel prelievo di un campione di cellule da analizzare in laboratorio. Il secondo, sviluppato più di recente, serve a verificare una possibile infezione da papillomavirus (HPV). Infatti, nella maggioranza dei casi, il cancro alla cervice uterina è causato da un’infezione da HPV.

Come funziona lo screening per il cancro all’intestino?
Lo screening dell’area intestinale è rilevare piccole escrescenze nell'intestino, chiamate polipi, che possono trasformarsi in cancro se non rimosse. Esistono due metodi per prevenire questa tipologia di tumore. Il primo è un test in grado di rilevare tracce di sangue occulto nelle feci. Il secondo consta invece di due procedure, la sigmoidoscopia flessibile e la colonscopia, che consentono di esaminare la parete interna dell'intestino.
La ricerca ha dimostrato che effettuare regolarmente screening per il cancro intestinale diminuisce del 35% il rischio di sviluppare la malattia.

Come funziona lo screening per il cancro al seno?
Lo screening per il cancro al seno si esegue mediante mammografia. La mammografia è una radiografia approfondita capace di rilevare anche quei tumori troppo piccoli per essere percepiti tramite semplice palpazione. Anche in questo caso, lo screening non previene lo sviluppo della malattia, ma permette di rilevarla ancora in fase iniziale aumentando le probabilità di successo del trattamento.


3. Farmaci Antitumorali
L'uso di farmaci antitumorali è un approccio relativamente nuovo, ma che si è rivelato estremamente efficace per le persone ad alto rischio di contrarre determinate tipologie di tumori.
Ad esempio, il tamoxifene è un farmaco utilizzato da decenni nella cura del cancro al seno. Un recente studio ha dimostrato che 5 mg di tamoxifene al giorno per tre anni riducono del 52% il rischio di recidiva e del 75% il rischio di sviluppare il tumore. Una ricerca di follow-up ha poi scoperto che un altro farmaco, chiamato anastrozolo, può avere effetti preventivi ancora maggiori per donne ad alto rischio.
Ma assumere farmaci per prevenire il cancro ha senso solo se i benefici superano i danni. E sebbene ci siano indubbi benefici dati dal tamoxifene e dell'anastrozolo, questi farmaci antitumorali hanno anche effetti collaterali. Ecco perché vengono prescritti solo a chi è ad alto rischio.


4. Aspirina: un farmaco miracoloso?
Anni di ricerche hanno indicato l'aspirina come un potenziale metodo per prevenire il cancro intestinale, soprattutto in coloro che hanno un disturbo ereditario chiamato sindrome di Lynch.
Ma ci sono ancora domande, ancora senza risposta, su come l’aspirina potrebbe funzionare per la popolazione in generale. Proprio come con il tamoxifene e l'anastrozolo, è importante assicurarsi che i benefici dell’assunzione di aspirina siano superiori agli effetti collaterali.

Per sapere come contribuire alla ricerca nella lotta contro i tumori leggi qui

 

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