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Prevenire il cancro grazie allo sport

Prevenire il cancro grazie allo sport

Non è una novità che l’attività fisica aiuta a restare in forma, a perdere peso, a mantenere giovane l’apparato muscolo-scheletrico e circolatorio, oltre che a migliorare l’umore. Ciò che forse non si sa è che lo sport ha virtù nascoste, supportate scientificamente, che lo rendono un efficace strumento di prevenzione oncologica.
Solamente il 20% dei tumori è di origine genetica, mentre la restante parte è legata ai cosiddetti “fattori di rischio modificabili”, ovvero quei fattori dipendenti dal nostro stile di vita e dall’ambiente esterno. Tra i fattori di rischio modificabili l’obesità, il sovrappeso, e l’inattività fisica sono responsabili di 1/3 di tutte le morti per cancro.
Già negli anni ’80 gli esperti del sistema sanitario britannico sostenevano che l’esercizio fisico andasse prescritto come una medicina. Sono soprattutto medici e pediatri di famiglia a poter veicolare questo importante messaggio educazionale: dieta e attività fisica fanno bene non solo per prevenire le malattie di cuore e il diabete, ma anche i tumori.

 

Studi dimostrano l’impatto positivo dello sport nella prevenzione e cura del cancro
Lo sport agisce sui sistemi metabolici dell'organismo e oggi ci sono dimostrazioni scientifiche del fatto che la pratica sportiva fa bene alla salute. Lo dicono anche i risultati degli studi epidemiologici che, almeno per alcuni tipi di tumore, mostrano un forte legame tra il cancro e la mancanza di esercizio fisico.

Il World Cancer Research Fund, nel suo report “Policy and Action for Cancer Prevention” del 2009, ha stimato che, nei Paesi con stile di vita di tipo occidentale, il 25% di tutti i tumori è attribuibile ad un bilancio energetico “troppo” positivo (in pratica al troppo mangiare e alla sedentarietà) e che potrebbe essere prevenuto con l’adozione di un regime alimentare corretto, la riduzione del sovrappeso e il raggiungimento di livelli sufficienti di attività fisica giornaliera.

Ed ancora, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) una percentuale che arriva fino al 19% di tutti i tumori è attribuibile alla sola mancanza di esercizio fisico.


Nelle persone fisicamente attive il sistema immunitario risulta maggiormente efficace sia nel rispondere agli attacchi esterni, sia nel ridurre la massa tumorale (nel caso di pazienti oncologici), addirittura nel prevenire le recidive nei pazienti in remissione.
L’esercizio fisico agisce sulla riduzione del rischio di cancro attraverso:

  • Il sistema immunitario
  • La riduzione di livelli di insulina (creando un ambiente a basso livello di zucchero si scoraggia la crescita e la diffusione delle cellule tumorali)
  • L’innesco dell’apoptosi (morte cellulare programmata in grado di causare la morte delle cellule tumorali)
  • La produzione di citochine, ovvero sostanze antinfiammatorie (l’infiammazione, specie se cronica, favorisce la comparsa di mutazioni nelle cellule e la trasformazione del tessuto sano in tumorale)
  • Il potenziamento del sistema antiossidante
  • Un generale miglioramento dell’assetto ormonale e della composizione corporea (riduzione della concentrazione di alcuni ormoni, trai quali gli estrogeni, a cui sono sensibili tumori come quelli dell'utero, del seno e della prostata)
  • L’accelerazione del tempo di transito del cibo nell’apparato gastroenterico (considerata una delle principali ragioni di prevenzione del cancro al colon)
  • Il miglioramento dell’attività intestinale (muoversi accelera il transito intestinale: più lungo è il tempo in cui le sostanze di scarto rimangono in contatto con le mucose di stomaco e intestino, e più alto è il rischio che eventuali composti tossici o mutageni danneggino le cellule)

Sono i tumori al seno e al colon-retto quelli che sembrano godere del maggiore beneficio: sia in chiave preventiva sia di esito della malattia. Ma rispetto alla prima esigenza, vista la capacità di regolare il peso corporeo, la pratica sportiva s’è finora rivelata un valido antidoto nei confronti di altri undici diversi tipi di tumore: all’esofago, al fegato, al polmone, al rene, allo stomaco, all’endometrio, alla testa e al collo e alla vescica.


Consigli Pratici
Innanzitutto è bene distinguere tra due tipi di attività fisica: quella aerobica e anaerobica.
Con l'esercizio anaerobico i muscoli si allenano e si rinforzano, ma non c'è accelerazione del battito cardiaco. È quindi meno efficace in termini di prevenzione delle malattie, in particolare di quelle cardiovascolari.
L'attività aerobica regolare aiuta invece a ridurre l'indice di massa corporea e quindi, in modo indiretto, a prevenire i tumori legati al sovrappeso e all'obesità. L'aumento del flusso di sangue ossigena i tessuti, facilitando anche l'arrivo di sostanze antinfiammatorie e l'eliminazione delle sostanze tossiche accumulate.
In linea generale si raccomanda di svolgere almeno 150’ di attività fisica aerobica moderata (riferendosi a quelle attività che richiedono uno sforzo respiratorio minimo, come ad esempio, una camminata veloce oppure andare in bicicletta), oppure, 75 minuti di attività fisica aerobica intensa (ovvero tutte quelli attività che fanno respirare più velocemente e in modo più profondo e che fanno sudare) ogni settimana, oppure una combinazione adeguata di entrambe.


L’importante è che l’attività sia distribuita lungo tutta la settimana (almeno in 5 volte), e che non sia una pratica saltuaria ma abituale, perché lo scopo è quello di combattere uno stile di vita sedentario. L’esercizio fisico anche per pochi minuti al giorno è meglio che non esercitarsi affatto.
Fondamentale appare anche iniziare a fare sport fin dai primi anni di vita.
Sembra difficile da applicare ma bastano piccoli e semplici cambiamenti nella vita di tutti giorni per iniziare a muoversi, come ad esempio scendere dall’autobus una fermata prima o utilizzare le scale piuttosto che l’ascensore. Piccoli cambiamenti alla portata di tutti.

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