Home › Blog

Aggiornamenti, eventi e news di Fondazione CMT

Cancro e vaccino

Cancro e vaccino

Come funzionano i vaccini
Il vaccino è un preparato che viene generalmente somministrato per garantire l'immunità da una certa malattia. L'effetto immunizzante viene ottenuto dalla stimolazione, nel paziente al quale viene somministrato, alla produzione di specifici anticorpi capaci di combattere una data patologia.
Una volta somministrati, i vaccini simulano il primo contatto con l’agente infettivo evocando una risposta immunologica simile a quella causata dall’infezione naturale, senza però causare la malattia e le sue complicanze. Il principio alla base di questo meccanismo è la memoria immunologica: la capacità del sistema immunitario di ricordare quali microrganismi estranei hanno attaccato il nostro organismo in passato e di rispondere velocemente (l’assenza di una memoria immunologica è il motivo per cui i bambini piccoli vanno incontro alle malattie infettive più frequentemente dell’adulto). Senza le vaccinazioni, il nostro corpo può impiegare anche due settimane per produrre una quantità di anticorpi sufficiente a contrastare l’invasore. Un intervallo di tempo durante il quale la malattia può causare danni al nostro organismo.
Insomma i vaccini sono una sorta di addestramento del sistema immunitario: la forma meno virulenta dell'agente infettivo, di cui è costituito il vaccino, introduce nell'organismo i cosiddetti antigeni, cioè le parti in grado di consentire al nostro sistema immunitario di riconoscere l'intruso. Poiché le forme attenuate o addirittura morte dei virus e dei batteri che si utilizzano nelle vaccinazioni hanno gli stessi antigeni delle forme vive e pienamente attive, la vaccinazione addestra l'organismo a rispondere velocemente e il sistema immunitario ad attaccare e distruggere più rapidamente ed efficacemente.

 

I vaccini contro il cancro
Esistono due tipi di vaccini che prevengono (vaccini preventivi) o curano (vaccini terapeutici) il cancro.


Vaccini preventivi contro il cancro
Con questo termine si intendono alcuni vaccini classici, in grado di prevenire l'infezione da parte di virus come, per esempio, quello dell'epatite B o del papilloma umano, che possono essere una delle cause di insorgenza di alcuni tumori. Questi tipi di vaccini non sono altro che normali vaccini contro le malattie infettive, che però hanno anche l’effetto di ridurre il rischio di ammalarsi di determinati tumori che sono favoriti o direttamente provocati dalla presenza di certi virus. Il vaccino per l’epatite B e quello per il papilloma umano (anti HPV), quindi, non hanno un effetto diretto sul tumore del fegato o sul tumore del collo dell'utero ma, poiché prevengono l'infezione che induce infiammazioni croniche o mutazioni dirette che sono la causa dei tumori, sono di fatto preventivi anche in senso antitumorale.


Vaccini terapeutici contro il cancro
Con il termine vaccino anticancro in genere ci si riferisce ai vaccini terapeutici. Sono così definiti perché sono a tutti gli effetti terapie, sono quindi indirizzati a pazienti che hanno già un tumore e lo scopo è curare la malattia, non prevenirla. Il termine vaccino è usato un po’ impropriamente ma anche in questo caso si stimola il sistema immunitario a riconoscere ed eliminare ciò che è dannoso per l’organismo.
E’ stato dimostrato che sin dalle prime fasi della genesi del tumore le cellule immunitarie funzionano come guardiani, distruggendo precocemente le cellule mutate e potenzialmente cancerose: non a caso, nei soggetti con un deficit dei meccanismi immunitari, si osserva un'aumentata incidenza di formazioni tumorali. Ciononostante, anche soggetti con difese immunitarie perfettamente funzionanti si ammalano di cancro. Le cellule tumorali hanno quindi la capacità di sfuggire al controllo del sistema immunitario e di moltiplicarsi fino alla manifestazione clinica del tumore.
Lo scopo dei vaccini anticancro è addestrare il sistema immunitario del paziente a riconoscere le cellule tumorali. Il riconoscimento si basa sulla presenza di molecole, gli antigeni, specifici per le cellule del tumore. Per creare dei vaccini anticancro bisogna conoscere questi antigeni, che non sono uguali in tutti i tumori dello stesso tipo. La vaccinazione può essere fatta iniettando gli antigeni o prelevando i globuli bianchi del paziente e mettendoli in contatto con l’antigene in laboratorio prima che questi siano reintrodotti nel paziente stesso.
Un limite di questa strategia è l’eterogeneità delle mutazioni, che sono diverse non solo da individuo a individuo, ma anche tra le diverse metastasi tumorali che coesistono nello stesso paziente. Dunque la ricerca deve continuare a lungo e bisognerà mettere a punto protocolli strettamente personalizzati e in grado di caratterizzare con crescente precisione le mutazioni.
Molti ricercatori stanno dedicando i loro sforzi allo sviluppo di vaccini anticancro, una delle promesse dell'oncologia clinica per i prossimi anni.
Un esempio di vaccino anticancro è quello approvato nel 2010 dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per il tumore della prostata. Si tratta di un vaccino che deve essere prodotto per ciascun paziente, utilizzando il suo stesso sangue.
Molti altri vaccini terapeutici anticancro sono in fase di studio: per esempio risultati incoraggianti sono stati raggiunti sul tumore del seno e l’Istituto Nazionale dei Tumori “Pascale” di Napoli è capofila di una nuova ricerca che sta testando la vaccinazione anti cancro nel tumore del fegato.
Diversi studi clinici sono attualmente in corso per verificare la sicurezza ed efficacia dei vaccini con altri tipi di tumore (colon, reni, glioblastoma).

Co-opera con noi

IL POCO DI TANTI PUÒ FARE TANTO: per la ricerca, per la cura, per sconfiggere il tumore.

REGALARE LA RICERCA È UN GESTO D'AMORE

CODICE FISCALE 96060410188

btnDonazione

DESTINA IL TUO 5XMILLE ALLA RICERCA

CODICE FISCALE 96060410188

btnDonazione

FAI UNA DONAZIONE

per i bonifici il codice iban è IT03I0569611300000020545X12

btnDonazione