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Melanoma: come difendersi dalle fake news

Melanoma: come difendersi dalle fake news

Il melanoma è un tumore maligno che colpisce la cute attraverso lo sviluppo dei melanociti, ovvero le cellule che producono la melanina. Visibile a occhio nudo, trova origine da un nevo preesistente modificandone il colore e/o la forma, oppure dalla comparsa di un nuovo nevo sospetto sulla cute.
Spesso siamo bombardati da fake news che affrontano questo tema diffondendo consigli e notizie infondati che possono indurre le persone colpite dal tumore a commettere errori, con il rischio di compromettere l’efficacia delle terapie. Entrando meglio nel dettaglio, è vero che…


Digiunare durante le terapie ha un effetto positivo?
Uno studio sostiene che la restrizione calorica prodotta da 48 ore di digiuno prima della somministrazione della chemioterapia, aiuterebbe le cellule sane a proteggersi dagli effetti dei farmaci e a concentrare la loro azione sulle cellule tumorali maligne. Questa teoria non è ancora stata confermata, sono necessari ulteriori studi prima di poterla convalidare, per questo motivo il digiuno precedente il trattamento terapeutico è ancora una pratica sconsigliata.

 

Successivamente la diagnosi di un melanoma è sconsigliato recarsi in spiaggia?
I pazienti che hanno ricevuto una diagnosi di melanoma spesso temono l’esposizione solare pensando di aggravare la malattia; si tratta di una delle notizie più diffuse in ambito oncologico che intimidisce le persone colpite dal tumore, ma è davvero necessario questo sacrificio?
Esistono fattori individuali che favoriscono l’insorgenza di tumori cutanei, per questo motivo i pazienti che hanno ricevuto la diagnosi di melanoma devono prestare attenzione alle regole comuni per una corretta esposizione solare, ma non per questo sono costretti a rinunciare, in senso assoluto, ad andare in spiaggia.

 

È meglio non asportare un nevo sospetto per non rischiare di “svegliarlo”?
Un’altra delle notizie fake più diffuse nel web riguarda la convinzione per la quale sia meglio non asportare un nevo sospetto, per non rischiare di “svegliarlo” e accelerarne lo sviluppo.
Non esiste alcuna evidenza scientifica a sostegno di questa teoria, al contrario, l’asportazione chirurgia del melanoma primitivo può allontanare il rischio di un eventuale sviluppo e quindi di peggioramento. Asportare un nevo sospetto, infatti, è l'unico metodo per fare prevenzione secondaria del melanoma e quindi per avere una diagnosi precoce.

 

Il metodo Hamer funziona?
Il metodo Hamer fu elaborato dall’ex medico internista Ryke Geerd Hamer successivamente una serie di episodi che lo colpirono nella propria sfera personale: nel 1978 perse suo figlio Dirk, l’anno successivo si ammalò di tumore al testicolo. Questo fatto lo portò all’elaborazione della teoria che crede nell’insorgenza di una forma tumorale in seguito ad uno shock psicologico. La guarigione passerebbe attraverso la risoluzione del conflitto psichico provocato dallo shock, senza l’ausilio dei farmaci.
Si tratta di una teoria che non è mai stata sottoposta a sperimentazione scientifica; l’esclusione delle terapie farmacologiche causa ai pazienti che credono nel metodo Hamer e decidono di intraprende questo tipo di percorso, gravi ritardi nell’inizio delle terapie antitumorali, con un peggioramento della prognosi.
Per questo motivo si tratta di una soluzione terapeutica largamente sconsigliata che non arreca nessun beneficio al paziente, al contrario, rischia di gravare notevolmente sul suo stato di salute.

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