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Sport e chemioterapia: i benefici dell’attività fisica nel corso dei trattamenti antitumorali

Sport e chemioterapia: i benefici dell’attività fisica nel corso dei trattamenti antitumorali

Nuove conferme arrivano dai pazienti trattati per tumori al seno e al colon-retto grazie ai benefici dell’attività fisica svolta nel corso della chemioterapia.
È stato infatti dimostrato come l’attività fisica, praticata a partire dalla fase in cui ci si sottopone ai trattamenti, riduce il rischio di recidiva e di mortalità, con un’efficacia paragonabile a quella legata all’azione dei farmaci.


Spesso si tende a concentrarsi sull’alimentazione, cercando la dieta più adatta da seguire per apportare benefici all’organismo, ma se sull’efficacia della dieta i dati sono più approssimativi e comunque in evoluzione, sui benefici della pratica sportiva non ci sono dubbi, uno studio ha confermato questa teoria: i pazienti che, parallelamente ai trattamenti chemioterapici, avevano seguito un programma di esercizi della durata di 18 settimane, 4 anni dopo accusavano minori sintomi derivanti dalle terapie (stress e stanchezza) e continuavano a praticare attività fisica a livello moderato o sostenuto anche a distanza di tempo dalla fine delle cure.


Questo studio, nello specifico, è stato effettuato su un gruppo di 237 pazienti già operati per rimuovere un tumore al seno o al colon-retto, tutti diagnosticati con una malattia ad uno stadio compreso tra l’1 e il 3 (esclusi i tumori già con metastasi a distanza).


Il risultato è stato positivo, confermando i benefici dell’attività fisica praticata durante un trattamento adiuvante, a prescindere da caratteristiche come l’età, lo stadio della malattia e l’indice di massa corporea del paziente.


In passato alle persone malate di tumore veniva raccomandato di riposare durante il trattamento per evitare di affaticare ulteriormente il fisico, questo approccio nel tempo è cambiato, in quanto lo sport aiuta anche a gestire meglio gli effetti collaterali della terapia come la stanchezza, il dolore e la nausea, permettendo al paziente di sopportare in modo migliore le conseguenze dei programmi farmacologici previsti.
Non sempre, però, è facile motivare e spingere una persona malata a fare attività fisica, in una società in cui gli adulti sono sempre più sedentari, è più semplice parlare di dieta e di alimentazione, col rischio di trascurare gli innumerevoli benefici fisici e mentali tipici dello sport.

Entrando meglio nel dettaglio, cosa si intende con attività sportiva durante la chemioterapia?
Gli esperti consigliano come attività più indicate (affinchè il movimento aiuti a regolare il sistema ormonale ed immunitario da cui dipende, a sua volta, la modulazione della malattia oncologia):

  • 60 minuti di allenamento aerobico di intensità moderata o alta eseguito 2 volte alla settimana (con un fisioterapista)
  • 3 sedute domiciliari da 30 minuti l’una

per un totale di 5 allenamenti alla settimana da praticare fin dall’inizio della terapia.


Successivamente all’intervento chirurgico, è consigliata una pratica aerobica per migliorare la prognosi della malattia e ridurre il rischio di formazione delle metastasi. Sì, quindi, alla corsa, alle pedalate e al nuoto da eseguire 2 volte alla settimana (o per almeno 150 minuti a settimana).

È sempre raccomandato l’affidamento a un esperto prima di intraprendere questo tipo di percorso, in modo da svolgere allenamenti adatti a seconda dello stato di salute e garantire quindi una migliore qualità della vita.

 

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