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Obesità infantile: aumenta il rischio di cirrosi e tumore del fegato

Obesità infantile: aumenta il rischio di cirrosi e tumore del fegato

Nella maggior parte dei casi la cirrosi epatica è dovuta ad epatiti virali croniche oppure ad un eccessivo consumo di alcol. Un recente studio ha evidenziato che anche l’obesità infantile è un fattore di rischio sia per l’insorgenza di questa malattia sia per l’insorgenza del tumore al fegato.

Una ricerca condotta in Svezia
La rivista GUT, curata dalla British Society of Gastroenterology, ha recentemente pubblicato uno studio svedese che ha destato molto scalpore: l’obesità nei bambini e negli adolescenti aumenterebbe il rischio di contrarre cirrosi epatica e tumore al fegato in età adulta.
Lo studio è stato condotto su 1.2 milioni di ragazzi svedesi tra i 17 e i 19 anni, nati tra il 1951 e il 1976, i cui dati sono stati raccolti nei registri nazionali in occasione del servizio militare tra il 1969 e il 1996. All’epoca i ragazzi erano stati divisi in diverse categorie a seconda del loro Bmi (Body Mass Index, Indice di Massa Corporea) per monitorare nel tempo lo sviluppo di diabete, tumore al fegato e altre malattie epatiche in relazione al Bmi di partenza. Al momento della valutazione di base, poco più di 100 mila ragazzi erano in sovrappeso e quasi 200 mila erano obesi.
Durante il lungo follow up, che in media è stato di 28,5 anni, a 5281 persone è stata diagnosticata una malattia epatica e a 251 di queste un tumore al fegato (in particolare epatocarcinoma) con una stretta correlazione tra la malattia epatica e una condizione di sovrappeso e obesità. Il rischio, è stato rilevato, aumenta ulteriormente per chi oltre all’obesità sviluppa anche il diabete.

Obesità: come sono cambiati i numeri negli anni
Lo studio svedese ha messo in luce, in primo luogo, la correlazione tra obesità e malattie epatiche: l'obesità negli adolescenti si associa al rischio di sviluppare nell'età adulta malattia del fegato e tumore epatico.
I ricercatori però hanno evidenziato anche un altro dato molto interessante, che conferma come l’epidemiologia dell’obesità sia cambiata in Europa negli ultimi 20 anni: tra il 1951 e il 1976 la percentuale dei ragazzi in sovrappeso è aumentata del 210%, mentre quella dei ragazzi obesi del 350%.
Quello dell’obesità è un problema esteso in tutto il Globo: il 54% degli adulti residenti nei 35 paesi dell’ OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) è infatti in sovrappeso e in 4 paesi, Ungheria, Nuova Zelanda, Messico e Stati Uniti, il tasso di obesità è superiore al 30%. Il Paese più a rischio in Europa è la Gran Bretagna, in cui il tasso di obesità è aumentato del 92% dal 1990 ad oggi raggiungendo il 26,9%.
L’Italia ha un altro triste primato: i bambini del nostro Paese sono tra i più grassi d’Europa, soprattutto quelli che vivono nelle regioni meridionali. Alla luce della ricerca condotta in Svezia, l’urgenza di educare i ragazzi ad uno stile di vita sano e ad un’alimentazione regolare diventa ancora più urgente. I rischi che si corrono a fare altrimenti sono davvero troppi.

 

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