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Car-T Therapy: di cosa si tratta

Car-T Therapy: di cosa si tratta

La Car-T therapy, di cui si è sentito parlare in questi giorni, è un trattamento previsto in caso di tumori del sangue recentemente approdato in Europa per cui alcune cellule del sistema immunitario dei pazienti vengono prelevate, modificate a livello genetico in laboratorio e reinfuse nello stesso paziente. Si tratta di una terapia che rientra nell’ambito dell’immunoterapia, considerata da molti una nuova e importante frontiera nel trattamento di alcune neoplasie. L’immunoterapia infatti, a differenza di chemioterapia e radioterapia, non agisce “attaccando” direttamente il tumore, ma potenziando il nostro sistema immunitario e rendendolo capace di identificare la malattia per distruggerla “dall’interno” senza danneggiare le cellule sane. Non è comunque da considerarsi un’alternativa a chemio e radio, ma un’integrazione.

 

Il trattamento Car-T
La scelta dell’acronimo Car-T dipende dagli elementi coinvolti nel processo: i linfociti T e la proteina ibrida CAR.

  1. Come prima cosa vengono prelevati alcuni globuli bianchi dal paziente, da cui vengono isolati i linfociti
  2. All’interno di questi linfociti viene inserito un frammento di DNA che contiene le informazioni per produrre la proteina ibrida CAR, in modo che i linfociti possano esprimerla sulla loro superficie; questo processo rende le cellule T potenzialmente in grado di riconoscere a attivarsi contro il tumore. 
  3. Successivamente le cellule T ingegnerizzate, che risultano essere una sorta di farmaco personalizzato, vengono reinfuse nel paziente.

 

Patologie trattate
L’Agenzia europea per i medicinali ha autorizzato due farmaci realizzati con la tecnologia Car, il tisagenlecleucel e l’axicabtagene.
Il tisagenlecleucel è impiegato per il trattamento della leucemia linfatica acuta nei bambini e nei giovani e del linfoma diffuso a grandi cellule B negli adulti. In entrambi i casi la terapia è da somministrare nel caso in cui le terapie tradizionali non abbiano avuto successo. 
L'axicabtagene è stato invece approvato per il trattamento di alcune forme particolarmente aggressive di Linfoma non Hodgkin. Anche in questi casi la terapia Car-T va applicata solo dopo recidive e comunque dopo il fallimento di due o più linee di terapia sistemica.

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