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Il cancro è una malattia moderna? La risposta nel nostro ultimo articolo

Il cancro è una malattia moderna? La risposta nel nostro ultimo articolo

Come racconta Woody Allen nel film “Midnight in Paris” siamo spesso portati a credere che ci sia stata in passato un’epoca migliore rispetto a quella che stiamo vivendo. Si mangiavano materie prime di qualità superiore, si lavorava in modo più produttivo, si avevano passatempi più costruttivi; in altre parole, si viveva meglio.

Questa tendenza si registra anche nell’ambito della salute. Oggi, si pensa di frequente che esistano molte più malattie rispetto al passato e che ci si ammali di più di tumore.

Questa credenza per cui il cancro sarebbe una malattia quasi esclusiva dell’epoca moderna deriva soprattutto da un articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Reviews Cancer dal professor Michael Zimmerman dell’Università di Manchester e dalla sua collega Rosalie David.

In questo articolo i due ricercatori mostravano come dall’esame al microscopio di innumerevoli reperti fossili di corpi mummificati e di centinaia e centinaia di mummie egiziane, emergesse un solo caso di cancro confermato, portandoli dunque a sostenere che “l’assenza di neoplasie in mummie deve essere interpretato come indicazione della loro rarità nell’antichità, indicando che i fattori che causano il cancro sono limitati alle società moderne industrializzate”.

In realtà questo articolo non è uno studio autonomo, bensì una revisione della letteratura, dunque un resoconto di altri articoli scientifici e dati pubblicati negli anni da altri ricercatori. Pertanto, una limitazione di questo articolo scientifico è legata alla strategia di ricerca dei lavori scientifici selezionati. Non si può infatti escludere che siano stati prevalentemente individuati e discussi lavori scientifici che supportassero la tesi originaria dei ricercatori.

Inoltre, una ricerca originale dell’Università di Pisa ha rivelato la presenza di tumori in alcune delle mummie conservate a San Domenico Maggiore a Napoli con una prevalenza di malattia neoplastica del 27%, un dato assai vicino al 31% riscontrato nei paesi industrializzati moderni.

Comunque è anche vero che il principale fattore di rischio legato allo sviluppo di tumori è rappresentato dall’età. Pertanto è assolutamente verosimile che in epoca moderna, essendo aumentata notevolmente l’età media della popolazione, vi sia stato anche un conseguente incremento dell’incidenza di tumori. È altresì vero che alcune sostanze cancerogene sono prodotti chimici, tra cui inquinanti ambientali come le diossine ed il benzene, creati dall’uomo in epoca moderna. Inoltre stili di vita non corretti, come l’eccessivo consumo di carni rosse, cibi affumicati e il fumo di sigaretta possono aver contribuito ad incrementare l’incidenza del cancro.

Va segnalato che il miglioramento delle tecniche diagnostiche ha contribuito anche ad aumentare le diagnosi. Una posizione assolutamente ragionevole in merito, pertanto, è quella dell’ex presidente dell’AIOM, dott. Carmine Pinto, secondo cui non è vero che i tumori siano nati soltanto con la moderna civiltà occidentale, ma è indubbio che in epoca moderna vi sia stato un incremento sostanziale del numero di casi, per le ragioni su esplicitate.  Posizione peraltro simile a quella assunta anche dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC).

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