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Fondazione CMT: ecco cosa facciamo

Fondazione CMT: ecco cosa facciamo

La Fondazione
Fondazione CMT è una realtà giovane. Nasce infatti il 9 settembre 2009 con lo scopo di raccogliere fondi per effettuare ricerca scientifica indipendente a favore della cura mini-invasiva del carcinoma epatocellulare, la forma più comune di tumore al fegato.
I promotori sono il Prof. Sandro Rossi (direttore dell'Unità Trattamenti Intralesionali dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano), il bioingegnere Mario Gallati (Professore di Idraulica presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Pavia) e Walter Corsiglia (a titolo personale).


Oggi come ieri Fondazione CMT lavora per:

  • promuovere progetti di ricerca finalizzati a migliorare la conoscenza e la cura dei tumori;
  • formare medici ricercatori nel campo dello studio e della cura del tumore;
  • divulgare i risultati scientifici ottenuti;
  • promuovere una campagna permanente di prevenzione dei tumori.

 

I progetti scientifici sostenuti sono 3:

  1. lo studio per una nuova classificazione del Carcinoma Epatocellulare;
  2. il trapianto cellulare su matrice d'organo decellularizzata per la rigenerazione epatica;
  3. la valutazione della diffusione dell'energia elettromagnetica nel tessuto epatico.


Il Presidente
L’esperienza del Prof. Rossi nella cura mini-invasiva del carcinoma epatocellulare inizia molto prima della nascita di Fondazione CMT. Nel 1991 Rossi ha infatti pubblicato sull’American Journal of Clinical Oncology il primo importante studio sulla termoablazione, una tecnica che consente di intervenire su tumori al fegato (di piccole dimensioni) per via percutanea sfruttando il calore generato da una fonte elettromagnetica; è stato inoltre il primo medico ad applicare questa tecnica all’essere umano per la cura del tumore al fegato; oggi si stanno cominciando a studiare gli effetti di questa tecnica anche su altri organi come stomaco o polmoni.

 

La termoablazione
La termoablazione viene eseguita in anestesia locale con l’ausilio di 3 strumenti:

  • un ago elettrodo
  • un ecografo
  • un generatore di energia a radiofrequenza

Il medico introduce l’ago elettrodo nel paziente e grazie alla guida ecografica raggiunge l’area da trattare. Il calore generato dal generatore permette poi di bruciare il tumore sena danneggiare i tessuti circostanti.
L’intervento viene eseguito in anestesia locale e in regime ambulatoriale. La terapia, meno invasiva rispetto alla chirurgia tradizionale, è ripetibile e spesso indicata quando non è possibile eseguire attività trapiantologica.
Se siete interessati ad approfondire l’attività di Fondazione CMT vi consigliamo di continuare a seguire il nostro blog e di navigare tra le pagine del nostro sito.
E chi volesse contribuire alla ricerca contro il tumore epatocellulare può cliccare qui.
Ogni donazione, anche la più piccola, è un importante contributo per il bene di tutta la collettività.

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